00 10/18/2016 8:53 PM
articolo di Giuseppe Motisi - fonte: www.italianfishingtv.it

La licenza di pesca per le acque dolci non è un’invenzione dei nostri giorni: già esisteva, ad esempio, nello Stato Pontificio.

È sicuramente scaduta da parecchi anni e nell’aspetto si discosta di molto dalle odierne licenze di categoria B, ma in quel lontano 1852, ad un banale controllo da parte di una delle guardie che vigilavano sulle rive del Tevere, senza il suo possesso la multa sarebbe scattata subito!

Stiamo parlando di un raro esemplare di licenza di pesca per le acque interne rilasciata dallo Stato pontifico al signor Alessandro Farfarelli, un pescatore romano che nel 1852 chiedeva di poter pescare con la sua bilancia nel fiume della Capitale.

Dopo aver ricevuto il nulla osta da parte degli allora competenti uffici del ministero del Commercio del Papa Re (l’unità d’Italia era ancora di là da venire), il nostro pescatore venne autorizzato a trascorrere la stagione di pesca del 1852 dietro il pagamento della tassa dell’epoca, pari a…15 baiocchi!

Ecco la foto esclusiva della licenza, oggi conservata presso l’Archivio di Stato di Roma.