00 10/9/2016 10:32 AM
Di Saverio Rosa




Arriva l’autunno, cambiano le abitudini dei pescasportivi. E il solito bolentino si trasforma in qualcosa di più divertente



L’autunno è la stagione che, più di ogni altra, stravolge le convinzioni dei pescasportivi. Se durante l’anno piscatorio abbiamo localizzato degli spot che solitamente garantiscono un certo tipo di specie insidiata con una determinata tecnica, in autunno certe consuetudini di cattura possono essere totalmente rivoluzionate.

Trovandoci a pescare su drop che nei mesi primaverili e estivi hanno regalato la sistematica cattura disaraghi, orate e tanute, oggi ci troviamo a doverci confrontare con prede che mai avremmo ipotizzato di incontrare a miglia di distanza dal litorale. Uno dei predatori che in autunno cambia le sue abitudini costiere e comincia a ‘’prendere il largo’’ tramutandosi in un ‘’pinnuto del mare aperto’’ è il pesce serra.

Da questa insolita etologia ne deriva che, nei mesi compresi tra settembre e fine novembre, non sia raro trovarsi a recuperare a bordo delle nostre barche, prede mozzate dall’attacco di famelici serra in caccia. In quei giorni, le nostre aspettative di bolentinisti possono scontrarsi con la necessità di cambiare improvvisamente programmi di pesca a seguito della presenza di aggressivi predatori che stazionano sotto la nostra barca. Sebbene dovremo prendere in considerazione la possibilità di non poter insidiare le classiche prede del bolentino, la nostra pescata quotidiana potrà comunque tramutarsi in qualcosa di molto divertente. In quei giorni, opteremo per la pesca del serra a light drifting!


Il serra, oltre che predatore è anche un incallito necrofago. Da ciò ne consegue che, se proporremo unfiletto di sardina ben confezionato, il nostro pomatomide non disdegnerà l’attacco. Se a questo tipo di innesco abbineremo anche una pasturazione sistematica di superficie (con la stessa modalità con cui peschiamo solitamente il pesce azzurro a light drifting) il successo e gli strike multipli saranno garantiti. Metteremo in pesca delle canne alla deriva, i calci delle nostre canne 5 metri Trabucco Astore Sea Powerverranno inserite nei porta canne e gli archetti dei mulinelli Trabucco Xenos Ldx 10’000 verranno lasciati aperti. Le zavorre, ridotte a 1 o 2 grammi al massimo, permetteranno alle nostre insidie di discendere lentamente verso il fondo seguendo la scia di pastura a base di sardina.


Un’ improvvisa accelerata della fuoriuscita del filo dalla bobina, testimonierà che il serra ha mangiato e che è ora del combattimento. Il terminale sarà molto intuitivo e semplice da costruire: congiungeremo la lenza madre dello 0,30 caricata nei nostri mulinelli (chi scrive consiglia il Trabucco XPS Tekno Salt Water) con la lenza del terminale per mezzo di una girella a moschettone. Subito in prossimità della girella apporremo gli eventuali piombini (da 1 o 2 grammi). Il terminale sarà costruito con un long-arm da circa 200 cm diTrabucco Xps Fluorocarbon Saltwater 0,25. Gli ultimi 10 cm di terminale saranno creati mediante l’utilizzo di un cavetto d’acciaio da 20 lbs. Un amo singolo del 3/0 serie Trabucco Shinken S. 5180 risulterà perfetto per l’innesco di mezza sardina. A bordo non dovrà mancare del filo elastico che avrà il compito di rinforzare l’innesco dedicato al serra.

fonte: italianfishingtv.it

[Edited by Fabio.Spinoso 10/9/2016 10:33 AM]