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    CiclistaperCaso@
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    00 9/8/2014 9:46 AM
    Re: Re: 30 Agosto 2014: Zogno – Passo San Marco
    Rickybici, 01/09/2014 10:30:



    Il San Marco non scherza è una salita bella impegnativa. Bravi [SM=g28002]






    Concordo pienamente con Riccardo: il Passo San Marco dal versante brembano, sia pur essendo meno in quota è assolutamente paragonabile al Gavia da Ponte e quegli ultimi 13 tornanti dopo la spianata possono dioventare un calvario se prima si è stati troppo esuberanti.

    Complimenti a Diego e a Maurizioper questa ennesima conquista !!! [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    Ciao

    Giorgio
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    pudra
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    00 9/8/2014 6:37 PM
    Re: 17 Agosto 2014: Giro sul Lago di Garda
    pandicko, 8/21/2014 9:16 PM:







    non fare il furbo!
    ne hai fatto metà!
    [SM=g27990] [SM=g27997]

    ma mi sa che l'altra metà, pur essendo paesaggisticamente molto più bella, è da suicidio in bici!
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    pierole1
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    00 9/13/2014 12:28 AM
    Colle del Nivolet
    Il colle del Nivolet è stata la mia prima grande salita, quasi il mio debutto ciclistico nel 1992. In seguito altre volte son salito al colle o nelle sue vicinanze per gite escursionistiche o alpinistiche sempre ripromettendomi di rifarlo in bici. C'è voluto un po' di tempo [SM=g27995] ma l'occasione si è ripresentata con l'invito di Sergio di qualche giorno fa e così questa mattina partenza da Pont Canavese. [SM=g28002] Dopo Noasca abbiamo evitato la galleria seguendo la vecchia strada che a parte un breve tratto iniziale, malgrado gli anni di dismissione, è ancora percorribile in bdc. La giornata è freddina ma bella e tutto procede per il meglio fino al termine del lago di Ceresole, da lì in poi si alza un vento freddo e fastidioso che rende molto penosa la salita fino ai laghi Serrù, mentre l'ultima parte fortunatamente risulta un po' più riparata. Raggiunto il colle decidiamo di non scendere al rifugio Savoia per problemi di orario accontentandoci di ammirare il grandioso panorama che si presenta ai nostri occhi e tutti imbaccuccati iniziamo la discesa con molta prudenza. A Ceresole breve sosta e poi più allegramente fino a Pont. Il Nivolet è davvero un salitone grandioso di grande soddisfazione, un peccato ciclisticamente, come dice Sergio, la mancanza di un collegamento col versante valdostano.

    Secondo lago del Serrù



    Sergio al cole tra Taou Blanc e Grivola



    Imbacuccati per la discesa



    Sergio e la Punta Galisia



    La serpentina dell'ultimo tratto



    I laghi Serrù



    [SM=g27985]
    [Edited by pierole1 9/13/2014 12:29 AM]

    ==================================================
    Dopo un bel giro un prosecco fresco non ha prezzo
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    pandicko
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    00 9/13/2014 7:16 PM
    Re: 17 Agosto 2014: Giro sul Lago di Garda
    pudra, 08/09/2014 18:37:


    non fare il furbo!
    ne hai fatto metà!
    [SM=g27990] [SM=g27997]

    ma mi sa che l'altra metà, pur essendo paesaggisticamente molto più bella, è da suicidio in bici!



    Guarda che infatti ho scritto 'Giro sul lago di Garda' non 'Giro del lago di Garda'... [SM=g27988] [SM=g27988] [SM=g27988]

    Sicuramente la parte alta è più contornata da montagne ed il panorama è più interessante, ma i centri abitati della parte bassa sono veramente piccoli gioielli inseriti spesso dentro antiche mura.

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    pandicko
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    00 9/13/2014 7:17 PM
    Re: Colle del Nivolet
    Bellissima uscita! [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]
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    pandicko
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    00 9/14/2014 8:15 PM
    06 Settembre 2014: 8a Biciclettata (Vigolo)
    E’ il giorno della Biciclettata annuale organizzata alla grande dai generosissimi Claudio e Matteo. Ritrovo al Ristorante Abbazia di S. Paolo d’Argon vestiti di fresca divisa che stavolta è una combinazione di rosso-fucsia e nero. Ci spostiamo poi nel luogo della partenza presso la ditta PMG di Cenate Sotto e dopo le consuete foto di rito si parte in direzione di Casazza. Siamo in ben 92 ma l’organizzazione è come sempre perfetta, con tanto di moto e auto al seguito per controllare il traffico e garantire la massima sicurezza a noi ciclisti rispettando il codice della strada che ci obbliga giustamente a pedalare in fila per due. Dopo Casazza ci spostiamo sulla poco trafficata strada del versante lacustre di Monasterolo e attraverso altre tranquille vie laterali giungiamo sul rettilineo che anticipa il breve strappo che conduce a Solto Collina. Qui ci ricompattiamo tutti quanti prima di scendere verso il lago d’Iseo e di proseguire verso l’abitato di Tavernola. Altro stop e ultime raccomandazioni prima dell’inizio della salita di Vigolo che rappresenta l’unica sfida agonistica della ‘goliardica’ giornata. Naturalmente la cosa non mi riguarda e parto dalle ultime file, lasciando spazio a chi punta al tempo e alla posizione in classifica. Salgo del mio solito passo e arrivo tranquillo alla piazza di Vigolo dove è posizionato l’arrivo insieme al ben più interessante (per me) ristoro ricco di bevande, frutta, crostatine, ecc…
    Prima di avviarci in discesa l’ennesima piacevole sorpresa per tutti: un bellissimo giubbino antivento perfettamente intonato alla divisa! Una volta giunti di nuovo a Tavernola togliamo il giubbino perchè il sole ha decisamente preso il sopravvento (nonostante la giornata non fosse annunciata così bella) e il caldo si fa davvero sentire, proseguiamo sul lungolago fino a Sarnico e ci spostiamo verso Paratico, entriamo in Capriolo e svoltiamo subito in direzione del fiume Oglio dove dopo la relativa discesa rimane da affrontare l’ultima breve fatica rappresentata dal breve strappo che ci porta all’azienda ‘Il Calepino’, tradizionale punto di arrivo della manifestazione, dove ci attende una lunga tavolata imbandita dove il pranzo sarà il suggello finale di questa magnifica giornata non solo ‘ciclistica’! Ancora una volta gli organizzatori si sono superati facendo sì che l’ennesimo indimenticabile ricordo si aggiunga nella memoria ai precedenti… come succede da parecchi anni a questa parte.
    L’atmosfera si fa ben presto più che allegra per lo scorrere di spumante Brut in gran quantità. Io e Maurizio dosiamo meglio di tanti altri perchè sappiamo di dover sorbirci altri 20-25 km. di strada in bici e dopo un simile pranzo non è per niente allettante. Finite le varie premiazioni di rito decidiamo di ripartire verso casa… dunque, appuntamento alla Biciclettata dell’anno prossimo!
    99 km. in 4h 37’.

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    pandicko
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    00 9/14/2014 8:18 PM
    09 Settembre 2014: Pedrengo – Monte Croce – Forcella di Ranzanico
    Oggi decido per un percorso inedito misto asfalto-sterrato. Il mio obiettivo è salire al Monte Croce e proseguire oltre cercando infine di scendere a Peia. Sono curioso di scoprire e verificare l’intera percorribilità del percorso, dunque l’ideale per la MTB!
    Mi sposto dunque verso Cene e salgo lungo la Valle Rossa fino al bivio per Leffe, proseguo sempre in leggera ascesa fino al bivio indicante Monte Croce e qui scalo letteralmente tutti i rapporti possibili perché è subito impegnativa (cartello avverte del 18%) e mi preparo psicologicamente al terribile drittone che appare dopo la curva. Ogni volta è una sofferenza sempre maggiore eppure ogni volta si conquista con sempre maggiore soddisfazione!
    Ma torniamo alla salita: 1 km. maledettamente duro, 2,5 km. altalenanti con brevi strappetti che introducono al tratto di discesa in località Monte Croce, ancora 1 km. impegnativo (ma mai come il primo!) fino allo spiazzo appena usciti dal bosco. Fin qui ero già arrivato ma stavolta proseguo lungo la strada, sempre asfaltata, alla sin. che si infila di nuovo nel bosco per un breve tratto e prosegue fino a giungere ad una discesa inmersa in una verdeggiante conca. Poco prima dell’attacco di un altro ben visibile strappo dalla pendenza preoccupante (che so condurre verso la Forcella di Ranzanico) svolto a dx. e salgo di poche decine di metri fino ad una collinetta da dove partono due strade ancora asfaltate. Quella a dx. si ferma subito di fronte ad una casa per cui prendo la rimanente che scende di nuovo con notevole pendenza in direzione di Peia-Leffe. Mentre scendo penso che se per caso ho sbagliato e dovrò tornare indietro saranno gocce di sudore in più… difatti anche questa strada termina presso una casa isolata ma poco prima diparte un secondo sentiero tracciato da una grossa ruspa che diventa quasi subito sconnesso e fangoso. Scendo dalla bici e vado avanti ma poco dopo termina improvvisamente di fronte ad una specie di precipizio. Non posso che tornare indietro e risalire faticosamente il tratto di strada percorso poc’anzi in piacevole discesa! A questo punto desisto dal trovare la strada-sentiero verso Peia e decido (per non tornare indietro dal Monte Croce) di percorrere il muro che sicuramente so portare alla Forcella di Ranzanico ma che non ho mai percorso e che significa un’altra bella faticaccia con davanti agli occhi il cielo indicante la sommità dello strappo che non arriva mai. La strada asfaltata lascia poi il posto ad un bello ed ampio sterrato che attraversa il bosco passa a fianco di una deliziosa e perfetta piccola baita in legno probabilmente appena costruita. Il sentiero evidente devia a dx. e mentre mi accingo a percorrerlo un passante sale da un sentierino molto più rustico e ne approfitto per chiedere lumi sulla zona. Il che risulta quanto mai provvidenziale perchè il bel sentiero termina di lì a poco presso l’ennesima casa isolata mentre quello che devo prendere è proprio l’altro, denominato ‘Giro dei Pizzi’, che scende leggermente, corre nel prato a ridosso del bosco e fuoriesce presso una casa poco sopra. Il sentierino è a tratti stretto, a tratti fangoso per cui alterno momenti in sella ad altri con bici a mano. Aggiungiamo poi che non sentendomi sicuro ed essendo solo non voglio correre inutili rischi… Sta di fatto che ritrovo un ampio sentiero che diventa poi cementato e termina alla sbarra che sfocia al culmine della Forcella di Ranzanico dove sono arrivato da altro versante un mesetto fa. Una breve sosta e discesa su asfalto verso Ranzanico che stavolta, probabilmente per averla percorsa appunto l’altra volta, mi sembra meno orribile e lunga. Risalgo poi alla Forcella di Bianzano e lungo la Valle Rossa rientro sempre da Cene e Pradalunga. Non sono riuscito a completare il giro previsto ma è stata cmq una mattinata faticosa ed appagante… i prati bucolici ed i boschi attraversati riconciliano almeno in parte la mente e lo spirito dallo stress del traffico usuale a cui siamo sottoposti noi amanti delle due ruote!
    57 km in 3h 50’.
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    pandicko
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    00 9/14/2014 8:20 PM
    13 Settembre 2014: Pedrengo – Passo di Zambla – Dossena
    Questa mattinata scelgo di salire al passo di Zambla da Ponte Nossa. MI sposto dunque verso Cene, Gazzaniga e in quel di Colzate mi infilo nella ciclabile che scopro essere stata asfaltata di recente in alcuni tratti prima sterrati. A Ponte Nossa giro a sin. e comincio la lunga salita che affronto con passo decente ma con rispetto dato che misura più di 14 km. Tutto procede bene fino a 3-4 km. dal culmine quando comincio ad avvertire una certa fatica ed allora alleggerisco il rapporto e ritrovo buone sensazioni. Mi fermo al cartello del passo (1264 m. slm) e getto uno sguardo indietro alla valle appena percorsa. E’ una magnifica giornata di sole ma l’aria qui è abbastanza frizzante, spira un venticello continuo che invita a indossare il giubbino antivento e dopo un veloce ristoro mi preparo alla discesa dal versante del val Serina. Tra Zambla e Oltre il Colle mi fermo ad ammirare e fotografare le cime luminosissime tutt’intorno (Grem, Arera e Menna in successione da una parte e Alben dall’altra) dopodichè proseguo fino al bivio poco prima di Serina e giro a dx. in direzione di Dossena. Pago questi fin troppo lunghi km. di continui saliscendi estenuanti (non me li ricordavo proprio) finchè giungo al monumento che finalmente preannuncia la beneamata riposante discesa fino a Dossena. Una veloce riflessione nella mia testa ed invece di scendere verso Antea e San Pellegrino ‘rischio’ il prolungamento della distanza salendo dolcemente fino a Costa San Gallo (Santuario di SS. Trinità) per scendere fino a S. Giovanni Bianco. Sono circa 10 km. di veloce e praticamente solitaria discesa affacciata sulla valle Brembana ed è la prima volta che la percorro in questo senso (solo una volta sono salito in passato ma non conservo quasi nessun ricordo). Una volta superato il ponte sul fiume Brembo mi sposto sulla ciclabile e scendo verso Zogno, supero i due strappetti (a questo punto logoranti) tra Zogno e Sedrina e rientro verso casa lungo le solite conosciute strade secondarie e non. Arrivo proprio bello stanco ma anche stavolta con le mie gambe… ed è sempre una bella soddisfazione!
    101 km. in 5h 48’.
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    grigua
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    00 9/14/2014 9:40 PM
    Re: Colle del Nivolet

    Grandissimi Piero & Sergio!

    Piero, sei lanciatissimo, non faccio a tempo a farti i complimenti per un'impresa, che già ne hai messo a segno un'altra! [SM=g28002] [SM=g28002]

    Vedo che avete trovato una bellissima giornata di sole, potete sfidare il Blu-Emiliano®

    [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    ====================================================

    Un'emozione in più è terra conquistata,
    non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

    E' il tempo, sai, che ci misura,
    che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
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    CaSe63
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    00 9/15/2014 11:58 AM
    Re: Re: Colle del Nivolet
    grigua, 14/09/2014 21:40:


    Grandissimi Piero & Sergio!

    Piero, sei lanciatissimo, non faccio a tempo a farti i complimenti per un'impresa, che già ne hai messo a segno un'altra! [SM=g28002] [SM=g28002]

    Vedo che avete trovato una bellissima giornata di sole, potete sfidare il Blu-Emiliano®

    [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]




    Grazie, è stata una magnifica giornata, sotto tutti i punti di vista.
    Ciao.
    Sergio


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    pandicko
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    00 9/26/2014 6:47 PM
    21 Settembre 2014: Edolo – Monno – Passo Mortirolo (con Contador)
    E’ arrivato anche quest’anno il giorno della pedalata RHXDue con Contador… più che insieme diciamo meglio con la presenza di Contador. Stavolta però decidiamo di non aspettare la partenza di massa con Alberto ma di anticipare i tempi per cui arriviamo ad Aprica in auto, ritiriamo i nostri bei pettorali e ritorniamo ad Edolo da dove partiamo alla volta di Monno in bici. Infatti siamo praticamente i primi ad iniziare la salita al bivio presidiato dalla polizia municipale e chiuso al traffico veicolare. Come entriamo nell’abitato di Monno sopraggiungono i primi ciclisti con cui cominciano le prime chiacchere rivolte soprattutto alla magnifica e già calda mattinata al contrario della scalata di ieri al Gavia accompagnata da nebbia e lieve pioggia. Usciti dal paese inizia il primo tratto impegnativo (di cui ho ancora un ricordo preciso) alla fine del quale si intravede il primo tornante a dx. della classica strada verso il Mortirolo mentre proprio di fronte parte una stretta lingua asfaltata che subito mostra pendenze ben diverse… si tratta della DRITTA, l’inedita durissima variante di cui ho letto e saputo solo pochi giorni fa! L’amico Maurizio aveva proposto di evitarla (essendo stata descritta con una pendenza max. del 25%) ma alla domanda che mi pone proprio all’altezza del bivio gli rispondo d’istinto: ‘’proviamo’’… un po’ timoroso seppur fiducioso ma soprattutto completamente ignaro di quello che ci aspetta. Al primo strappo segue un leggero falsopiano che illude... un secondo già parecchio impegnativo prelude, dopo una semicurva, ad un lungo ed estenuante muro in cui devo dare tutto . Un breve attimo di tregua (siamo cmq intorno al 12-14%) e si para davanti un altro muro troppo ravvicinato… tutto diventa di colpo tremendamente complicato. Non è possibile salire a zigzag per non bloccare coloro che stanno dietro, la frequenza di pedalata possibile sembra non smuovere più la bici se non di centimetri, il respiro quasi da apnea si mescola a quello altrettanto affannato di chi lentissimamente mi affianca prima di superarmi, tento di alzarmi un poco sui pedali perchè fatico a ‘tenere’ la bici… gli occhiali sono ormai appannati e devo rimanere concentratissimo per rimanere su questo stretto corridoio d’asfalto che sale sempre più aspramente. Mi chiedo se vale la pena soffrire così e mi preparo mentalmente alla resa… affianco un ciclista che già sale a piedi, anche un secondo davanti a me si arrende ed è un attimo… penso solo a come staccare la scarpa dal pedale e mi fermo. Mi guardo indietro e mi rendo perfettamente conto della pendenza della strada, poi scatto alcune foto, scambio due battute con un compagno d’avventura e risalgo, bici a mano e faticosamente, i pochi metri che rimangono per giungere al culmine di questo durissimo tratto. Qui riesco a ripartire ma è subito ‘nuovamente’ dura… la strada si impenna di nuovo con pendenze estreme e devo dare subito fondo a tutte le energie rimaste. Vedo in lontananza alcuni ciclisti arrancare lentamente sui pedali e mi faccio ulteriore coraggio, giungo anche in cima a questo strappo supponendo che sia l’ultimo e fatidico al 25% ma purtroppo non è come speravo. Mi appare di fronte un ennesimo micidiale drittone che sembra terminare accanto ad una baita, ma sento che non ho la forza fisica e mentale di affrontarlo, proseguo cmq in un ultimo disperato tentativo di farcela fino a che sono costretto a mollare una seconda volta. Alcuni spettatori assiepati su uno spiazzo erboso mi ‘incoraggiano’ con: ‘’E’ dura salire in bici!’’ al che io rispondo allegramente: ‘’Beh sì, però dicono che sia tutta salute!’’. Chiedo e mi dicono che la salita è quasi finita ed infatti accanto alla baita la strada si ‘calma’ e dopo un ultimo leggero strappo si ricongiunge con la classica che sale da Monno. Mi aspetta finalmente un breve ma rilassante tratto in piano fino all’altezza del Ponte Palù dove mi fermo per dissetarmi, cosa impossibile durante la salita appena fatta, e alcuni ciclisti dietro di me, avendomi evidentemente visto confluire sulla strada principale dalla variante, si complimentano per la mia scelta coraggiosa. Ripenso così alla ‘Dritta’ e mi rendo conto che più che bestiale è una salita disumana. Salire al 18-20% (ovviamente sempre sapendo di dover soffrire) per tratti anche lunghi è possibile, ma oltre questa soglia diventa complicatissimo… si è al limite dell’equilibrio e viene a mancare la forza fisica di produrre energia per muovere le ruote. Io poi che sono abituato a salire seduto quando sento la MTB ‘tremare’ tra le mani mi rendo conto che sono vicino al limite! Mi restano gli ultimi 2 km. che so impegnativi ma che oggi non possono intimorirmi più di tanto ed infatti giungo ‘tranquillamente’ in cima al Mortirolo dove già molti cicloamatori sostano davanti al punto ristoro, fornito alla grande di bibite e vari stuzzichini sfiziosi. Dopo mezz’ora arriva Contador, disponibilissimo come sempre verso tutti (davvero una grande persona oltre che straordinario atleta) che alla fine saluta dando appuntamento all’anno prossimo. Io e Maurizio proseguiamo verso Trivigno lungo l’interminabile e abbastanza impegnativo falsopiano che ripaga in buona parte la fatica offrendo parecchi angoli altamente suggestivi da ogni dove… d’altronde si rimane costantemente tra i 1800 e 1900 m. di altitudine prima di scendere in una lunghissima discesa verso Aprica e proseguire fino ad Edolo dove termina la ns. giornata ciclistica. Abbiamo avuto il tempo a nostro favore, abbiamo visto Contador, abbiamo provato la tremenda ‘Dritta’, abbiamo ammirato le cime del gruppo Adamello, delle Orobie e del Bernina… e tutto questo in un solo giorno!
    60 km. in 3h 49’.

    [Edited by pandicko 9/26/2014 6:47 PM]
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    pandicko
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    00 10/16/2014 8:26 PM
    16 Ottobre 2014: Pedrengo – Miragolo – Salmezza – Selvino
    Riprendo la bici per una uscita ‘seria’ dopo ca. 15 gg. di pausa e il Cammino di Santiago di mezzo. Voglio provare fatica ma non troppo e scelgo come percorso il purtroppo trafficato avvicinamento a Zogno, la salita a Miragolo (quasi 9 km.), la discesa verso Sambusita e l’ultima impegnativa salita (3 km.) al valico di Salmezza. Poi solo discesa, prima fino a Selvino, poi fino a Nembro e quindi pianura fino a casa. Tempo nuvoloso ma temperatura ottima.
    59 km. in 3h 29’.
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    Rickybici
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    00 10/17/2014 7:22 AM
    Re: 16 Ottobre 2014: Pedrengo – Miragolo – Salmezza – Selvino
    pandicko, 16/10/2014 20:26:

    Riprendo la bici per una uscita ‘seria’ dopo ca. 15 gg. di pausa e il Cammino di Santiago di mezzo. Voglio provare fatica ma non troppo e scelgo come percorso il purtroppo trafficato avvicinamento a Zogno, la salita a Miragolo (quasi 9 km.), la discesa verso Sambusita e l’ultima impegnativa salita (3 km.) al valico di Salmezza. Poi solo discesa, prima fino a Selvino, poi fino a Nembro e quindi pianura fino a casa. Tempo nuvoloso ma temperatura ottima.
    59 km. in 3h 29’.



    Non è che hai incrociato mia moglie Paola, ha una bici da corsa bianca?

    Proprio ieri è salita da quelle parti.

    Complimenti per la dritta.

    Ciao

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    pandicko
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    00 10/17/2014 3:02 PM
    Re: Re: 16 Ottobre 2014: Pedrengo – Miragolo – Salmezza – Selvino
    Rickybici, 17/10/2014 07:22:



    Non è che hai incrociato mia moglie Paola, ha una bici da corsa bianca?

    Proprio ieri è salita da quelle parti.

    Complimenti per la dritta.

    Ciao




    Mah, ricordo di avere incontrato poco prima di Miragolo una donna (però mi sembra fosse in MTB ma nn ne sono sicurissimo) a cui ho detto: ''Coraggio, siamo quasi arrivati!'' poco prima delle 11.
    Tua moglie Paola ha fatto lo stesso percorso nello stesso senso?
    Ciao.

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    Rickybici
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    00 10/17/2014 3:32 PM
    Re: Re: Re: 16 Ottobre 2014: Pedrengo – Miragolo – Salmezza – Selvino
    pandicko, 17/10/2014 15:02:



    Mah, ricordo di avere incontrato poco prima di Miragolo una donna (però mi sembra fosse in MTB ma nn ne sono sicurissimo) a cui ho detto: ''Coraggio, siamo quasi arrivati!'' poco prima delle 11.
    Tua moglie Paola ha fatto lo stesso percorso nello stesso senso?
    Ciao.




    Ha fatto Brembilla Sant'antonio Abbandonato Zogno Miragolo Salmezza Selvino Bergamo. Alle 12,30 era arrivata a Miragolo perchè ho ricevuto una sua telefonata per chiedermi quale strada doveva prendere per salire fino a Salmezza visto che puntualmente sbagliando stava per scendere fino a Rigosa [SM=g27987]


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    pandicko
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    00 10/17/2014 8:16 PM
    Re: 16 Ottobre 2014: Pedrengo – Miragolo – Salmezza – Selvino
    Rickybici, 17/10/2014 15:32:


    Ha fatto Brembilla Sant'antonio Abbandonato Zogno Miragolo Salmezza Selvino Bergamo. Alle 12,30 era arrivata a Miragolo perchè ho ricevuto una sua telefonata per chiedermi quale strada doveva prendere per salire fino a Salmezza visto che puntualmente sbagliando stava per scendere fino a Rigosa [SM=g27987]



    Caspita... lei ha fatto un giro ben più corposo del mio!
    A quell'ora ero già a tavola... [SM=g27987]
    S. Antonio Abbandonato da Brembilla è una salita bella tosta!
    Falle i complimenti da parte mia.
    Ciao


    [Edited by pandicko 10/17/2014 8:16 PM]
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    pierole1
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    00 10/20/2014 10:42 PM
    Ennesimo giro nelle mie zone di ricerca che riprende in parte "il giro dei funghi" precedente con la variante Beigua da Piampaludo nella nebbia. Simile chilometraggio e dislivello. 118Km per 2000 mt. Funghi zero, [SM=g27996] traffico nullo. [SM=g27985]


    ==================================================
    Dopo un bel giro un prosecco fresco non ha prezzo
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    pandicko
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    00 10/21/2014 7:37 PM
    19 Ottobre 2014: Pedrengo – Sulzano – Verso Nistisino – Sale Marasino
    Stamani ho appuntamento con l’amico Maurizio per un bel giro impegnativo… penso uno degli ultimi della stagione. Dopo sue continue insistenze riguardo la salita a Nistisino (che lui ha fatto 2-3 volte quest’anno mentre io nessuna) Ho proposto una alternativa un po’ meno dura ma esplorativa di una variante che da un po’ mi interessava scoprire. Dunque, una volta a Sulzano svoltiamo a dx. ed iniziamo la salita verso Nistisino che attraversa le frazioni di Lassano e Tassano. Conoscendo la sua notevole pendenza continua sono salito con il rapportino più agile possibile ma cmq è stata davvero dura! 3 km. senza respiro, eccetto due brevissime pause e gli ultimi 150-200 m. addirittura in discesa prima dell’ultimo strappo che porta al bivio per Sale Marasino. Il panorama sul lago è magnifico anche oggi perchè il cielo si è aperto, quasi a premiarci per lo sforzo fatto! [SM=g27987]
    Per Nistisino ci sarebbe ancora 1 km. in salita ancora impegnativo, ma oggi vogliamo invece scendere verso Sale Marasino per vedere dove confluisce sulla statale e relativa lunghezza, pendenza e difficoltà. La lunghezza è identica (3 km.) e la prima parte sembra parecchia impegnativa con strada più stretta, l’ultima più scorrevole e pedalabile… ovviamente il tutto visto dalla prospettiva della strada in discesa. Una volta sul lungolago riprendiamo la via di ritorno che si dimostra parecchio sfiancante. Giungo infatti a casa stanco ed affaticato… d’altronde questo è il prezzo da pagare per la lunghezza del percorso e la mia condizione ormai in fase calante! [SM=g27987]
    84 km. in 4h 16’.


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    pandicko
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    Registered in: 10/6/2012
    Senior User
    00 10/21/2014 7:38 PM
    21 Ottobre 2014: Pedrengo – Monte di Nese
    Esco senza un’idea precisa e mi ritrovo ad Alzano Lombardo. Mi viene l’idea della salita a Monte di Nese, che non faccio da parecchio e che sempre si dimostra impegnativa. La temperatura è tiepida ed invoglia ad una bella sudata! [SM=g27987] Sono esattamente 8 km. per arrivare alla fine della strada in località Castello e come previsto ci sono alcuni tratti che richiedono uno sforzo di volontà supplementare. Dopo una meritata pausa ridiscendo e proseguo verso Nembro da dove scelgo di salire alla Tribulina di Gavarno, proseguire fino al bivio di Cenate e rientrare a casa dal versante in discesa del Colle dei Pasta.
    42 km. in 2h 29.
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    Rickybici
    Post: 296
    Registered in: 9/5/2007
    Junior User
    00 10/22/2014 7:12 AM
    Re: 21 Ottobre 2014: Pedrengo – Monte di Nese
    pandicko, 21/10/2014 19:38:

    Esco senza un’idea precisa e mi ritrovo ad Alzano Lombardo. Mi viene l’idea della salita a Monte di Nese, che non faccio da parecchio e che sempre si dimostra impegnativa. La temperatura è tiepida ed invoglia ad una bella sudata! [SM=g27987] Sono esattamente 8 km. per arrivare alla fine della strada in località Castello e come previsto ci sono alcuni tratti che richiedono uno sforzo di volontà supplementare. Dopo una meritata pausa ridiscendo e proseguo verso Nembro da dove scelgo di salire alla Tribulina di Gavarno, proseguire fino al bivio di Cenate e rientrare a casa dal versante in discesa del Colle dei Pasta.
    42 km. in 2h 29.



    E' vero che gira e rigira le salite in zona sono quelle, ma coincidenza vuole che anche io ieri ho fatto Monte di Nese [SM=g27987] .

    Dopo la nebbia che c'era al lunedi mattina per andare al lavoro ieri avevo deciso di andare in macchina portandomi il borsone della palestra, ma visto la giornata spettacolare non ci ho pensato due volte e tornato a casa ho tirato fuori la bici e via per un Monte di Nese. [SM=g27989]

    Ciao

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