00 12/11/2013 1:49 AM
inizio questa discussione sperando di non creare doppioni, nel qual caso mi scuso..ho cercato abbastanza attentamente nel forum e in questa sezione che mi parrebbe la più adatta, e non ho trovato nella sull'argomento.. Non che io ne sappia molto, di fatto. Ma spero nei vostri saggi contributi [SM=g27811]

Sono attratta da questi simboli ormai da anni, ma non avevo mai approfondito l'argomento perché li credevo legati ad una cultura che io, semplicemente, ancora ho affrontato poco o nulla nei miei studi. Invece scopro che non sono legati "soltanto" (e chiamalo poco) alla tradizione indiana, ma che svariate culture hanno usato raffigurazioni mandaliche per riti esoterici di vario genere. Ho iniziato un libro di Cassandra Lorius che si intitola "Mandala e meditazioni per la vita di tutti i giorni" (l'ho trovato su Macrolibrarsi, mi permetto di citarlo perché so che è un veicolo attraverso il quale molte, qui, fanno acquisti [SM=g27822] ). L'autrice afferma appunto che varie popolazioni, come i Navajo, usavano questo tipo di raffigurazioni per riti sciamanici anche di guarigione e per "viaggi" di Ricerca interiore. Gli stessi rosoni delle nostre cattedrali medioevali (come Chartres, che io amo molto e su cui proprio qui mi pare è stato riportato uno studio straordinario) sono interpretabili come raffigurazioni di questo tipo, così come lo sono i disegni fatti da mistici di varie epoche, come la monaca Ildegarda di Bingen, XII sec. Chiaramente i mandala sono legati particolarmente al tantrismo induista e buddista, ed al concetto di olismo. Altra cosa che non sapevo (mado' come sono ignorante [SM=g27834] ) è che Carl Gustav Jung li studiò ed adoperò con i suoi assistiti, in quanto riteneva che i mandala fossero dei veri e propri archetipi. Questa teoria, che io personalmente trovo molto affascinante e credibilissima, e che vorrei approfondire, era basata proprio sul fatto che questo genere di raffigurazioni, con uno stile pressoché uguale (forma circolare, partenza del disegno dal centro e ripetitività dei motivi all'interno del cerchio) si ripete in culture diverse, e si ripropone attraverso i secoli. Jung osservò che molti suoi pazienti, anche non avendo mai visto un mandala tradizionale, disegnavano a partire dal proprio inconscio strutture del genere. perciò "considerava ogni disegno individuale la manifestazione personale di un inconscio collettivo comune a tutta l'umanità" (cito dal libro di cui ho parlato sopra).

I mandala dunque, oltre ad essere "cerchi di potere" mistici ed esoterici, sono una "manifestazione archetipica del percorso di crescita individuale". Di nuovo, come in ogni mito/storia/leggenda/tradizione che studiamo, ci accorgiamo che il "vestito" che ogni popolo da ai propri miti copre (ma non occulta mai del tutto) un significato intimo, personale, che non riguarda dei fantomatici personaggi lontani bensì ognuno di noi.

Per quanto mi riguarda, io amo molto colorarli, i mandala..mi rilassa e mi sembra di poter liberare la mente..ma spero con questo libro di poter imparare ad usarli per meditare davvero [SM=g27819]

Voi li usate? Vi piacciono? Ne sapete di più? (per quest'ultima cosa ci vuol poco [SM=g27828] )
Baci


Se la luna piena poi diviene, è perché il bambino dorme bene, ma se sta piangendo Lei se lo trastulla: cala e poi si fa culla...

Mecano, "Figlio della Luna"