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DE TOTTI... DE PIU'

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    00 3/11/2013 11:50 AM
    Si dice di Francesco Totti che per restare alla Roma abbia rifiutato tante offerte miliardariemilionarie, che in un’altra parte avrebbe guadagnato e vinto di più, anche tanto di più. È tutto vero, ma c’è di più, anche tanto di più. Sarà che anche questa storia inizia l’11 marzo, il giorno di Roma-Arsenal, ma del 1945 quando nel campionato laziale – erano tempi di guerra – la Roma giocava contro il Trastevere. Nel tabellino, contro Andreoli, Forlivesi e gli altri romanisti, c’è il nome di un certo Trillò. È Armando che quasi quarant’anni più tardi diventerà il primo tecnico di un bambino biondo, gracile e timido con la casacca più grande di lui.

    Una maglia pesante veramente visto che la Fortitudo è una delle società che hanno dato vita all’Associazione Sportiva Roma. Siamo alla genealogia del mito: era già tutto scritto, anche quando Armando Trillò nel 1965 vinceva il Seminatore d’oro. Pensateci, non poteva che essere così: il Seminatore d’oro... Sembra una parabola del Vangelo, una di quelle del figliol prodigo o delle beatitudini, queste cose così, soltanto un po’ più bella. Trillò il primo allenatore della Roma non poteva che essere il Seminatore d’Oro. È evidente: anche lui fa parte del libro del Piccolo Principe. Che poi giocasse nel Trastevere quando incontrò la Roma per la prima volta è un altro di quei passaggi che lasciano pensare, visto che dopo la Fortitudo Francesco Totti va a giocare proprio a Trastevere con la Smit. È il 24 ottobre 1985 quando viene tesserato al campo 65 San Tarcisio vicino a Ponte Marconi. Tre giorni dopo gioca la sua prima partita della vita, dopo tutte quelle fatte per strada, a scuola, alla Manzoni quando all’aurora pensava all’alba vincerò, a Villa Scipioni, sul balcone lì al primo piano e alla Scuola Calcio.

    Qui stiamo parlando di campionato Esordienti! mica solo oratorio! mica solo una partitella! Non ci sono ancora gli arbitri federali, però – signori – parliamo di un campionato! Seconda giornata, girone M. Son cose che a quell’età manco ti segni sul diarietto di scuola: per quanto sono importanti si meritano un altro quaderno, uno fatto apposta, scelto con cura, dove scriverci addirittura i tabellini. È il 27 ottobre 1985, gioca in trasferta, sul campo dell’Omi Spes. Finisce 0-0, soltanto per non disturbare nella lettura, per poter avere più calma e leggere meglio questo che è il primo tabellino della vita di Francesco Totti: Omi Spes: Franceschini, Virgili, D’Agostino, Cirelli, Donato, Sperandio, Mascagna, Belardinelli, Medici, Ottavietti, Ferramisco. Smit: Barra, Sottocorona, Paniconi, Occhiuzzi, Crocetti, Sili, Zuchiatti, Stornelli, Scano, Castellani, TOTTI Altro che argonauti! Li avete imparati a memoria? Ripetiamoli: Barra, Sottocorona, Paniconi, Occhiuzzi, Crocetti, Sili, Zuchiatti, Stornelli, Scano, Castellani, TOTTI...

    Altro che Sarti, Burgnich, Facchetti... Siamo alla stele di Rosetta, al primo disegno rupestre di Aquisgrana, a qualcosa precedente i grandi cerchi misteriosi nei campi di grano negli Stati Uniti, a Stonehenge, questo tabellino è il dna del pallone, il codice per il primo trapianto di spirito fatto con un nuovo rosario da sgranare con i piedi, in filigrana... Scano, Castellani, TOTTI... Insomma, qualcosa stava irrimediabilmente per accadere all’umanità. Dalle cronache si capisce che l’Omi è «più squadra e più esperta della Smit dove esordiscono i ’75 e i ’76...», ma che – quelli dell’Omi – «sul finire dell’incontro un po’ sbandati soffrivano le incursioni di Totti». È l’Ufo che sta arrivando. Sì è tutto studiato. Il Seminatore d’oro ha già seminato, il destino è già il Tre Fontane, il campo di allenamento della Roma di una volta, il campo di allenamento dei ragazzini della Roma ancora quella volta. Tra lo Sheraton e il Luna Park quand’era acceso, il campo in cui Francesco arriverà con un amichetto in una giornata nuvolosa di fine estate dell’89. Il destino dà appuntamenti, la stella cometa sta ancora arrivando, la prima vittoria in un campionato Francesco Totti la ottiene contro il Tre Fontane.

    È il 3 novembre 1985. Questo è il tabellino della prima vittoria della sua vita. Segna al 3’ Scampo: non ce n’è per gli altri se in squadra hai Totti: Smit: Barra, Sottocorona, Paniconi, Occhiuzzi, Crocetti, Di Natale, De Angelis, Stornelli, Scano, Zucchiatti, Totti. A disposizione: Di Odoardo, Castellano, Sili, Vasselli, Lattanzi. All. Pergolotti Tre Fontane: Patti, Scennicola, Faedda, Cinti, Zucchetti, Taurino, Valente, Proietti, Chiaronzi, Solidati, De Simone. A disposizione: Storri, Trippa, Guglielmi. All. Iannilli. Manca soltanto una cosa alla storia. Il gol. Il primo gol di Francesco. La prima mela, il primo passo di Armstrong sulla luna, il primo rito animistico fatto col fuoco, l’inizio della protostoria: lo squarcio. È il 17 novembre 1985, più o meno quel giorno sedici anni prima Pelé realizzava su rigore al 34’ di Santos-Vasco da Gama il suo millesimo gol. Totti fa uno. 1. La partita di Francesco, giocata in casa, non può che finire 1-1, dopo essere stato sotto 1-0 per un gol di Neal a Tancredi con carica sul portiere. Tancredi c’è per davvero.

    E c’è anche un rigore sbagliato per la squadra di Totti. Il tempo non passa mai quando passano le stelle: Smit:Barra, Crocetti, Paniconi, Occhiuzzi, Di Natale, Stornelli, De Angelis, Sili, Castellani, Zucchiatti, Scano. A disposizione: Di Odoardo, Schiavi, Sottocorona, Totti (entrerà nel secondo tempo), Vasselli.All. Capponi. Dirigente Nicoletti Ina Casa: Romanò, Scucchia, Capauto, Celani, Sadatini, Fortini, Pozzi, Tancredi, Salvadori, Nugnes, Ditta. A disposizione: Grande, Liberatori, Minirori, Liuti, Capauto. All. Salvadori. Dirigente: Tancredi. Una cosa del genere merita l’unica cronaca disponibile dell’evento, quella del «Corriere Laziale» del 19 novembre 1985: Nel primo tempo, svoltosi su di un piano di sostanziale parità, erano gli ospiti ad andare in vantaggio al 10’ con Ditta, che approfittava di un grosso svarione difensivo dei padroni di casa. De Angelis, Sili e Zucchiatti per la Smit e Nugnes, Fortini e Tancredi per l’Ina Casa tenevano il centrocampo e di tanto in tanto lanciavano le punte Castellani e Salvadori. Due pali per parte chiudevano il primo tempo. Nel secondo gioco più vivace, scontri più marcati e in uno di questi scaturiva un rigore per la Smit. Castellani lanciato dall’ottimo Stornelli veniva atterrato in area, tirava lui stesso il rigore ma il bravo Romanò in tuffo riusciva a raggiungere la palla e a deviarla in calcio d’angolo.

    Sfumata questa ghiotta occasione i padroni di casa si rimboccavano le maniche, sospinti da non meglio identificati tifosi-genitori, e con Totti raggiungevano il meritato pareggio scaturito da un tiro di Scano che Romanò respingeva ma proprio sui piedi dell’accorrente Totti che infilava la rete. Giusto il pareggio. La formazione ospite è certamente più squadra, ben diretta e ben impostata, mentre i ragazzi della Smit sono giovani, nelle loro fila militano secondi 75 e 76 che avranno il tempo per maturare. Cielo inclemente. Cielo inclemente... Bellissimo. Come il gol che Francesco segna alla vigilia di Natale contro l’Agip Petroli, per lui che voleva fare il benzinaio è un altro modo per smarcare il destino quando fa «al 4’ una strepitosa azione personale, si smarca tre giocatori e infila il portiere in uscita». Al 6’ segna il suo compagno di squadra Di Natale. Probabilmente c’erano pure il bue e l’asinello quel giorno a festeggiare il bambinello biondo figlio del falegname Vincenzo (un ebanista straordinario). È ad aprile che arriva il contrappasso, si sa è Pasqua. È il 20 aprile 1986 quando la Smit (che significa Santa Maria in Trastevere) di Francesco Totti perde contro l’Accademia in casa, 2-0. Guardate la classifica dopo quella giornata: Spes Omi 34 punti, Tre Fontane 28, Robur 26, Ina Casa 24, Roma XII 21, Smit Trastevere 20, Pian due Torri e Agip Petroli 17, Tor Sapienza 13, Toto Sport Club e Accademia 8. La Smit aveva due partite da recuperare, a Capodanno contro l’Accademia aveva vinto facilmente 2-0 in trasferta, stavolta in casa contro una squadra ultimissima da sola perde con lo stesso risultato: il fatto è che quel giorno è quello di Roma- Lecce, di uno scudetto perso in casa contro l’ultima in classifica. Francesco Totti a 10 anni viveva in piccolo, sul suo piccolo pianeta, il dramma sportivo gigante dei grandi. C’è già troppa Roma per non andarci.

    La stella cometa deve arrivare alla grotta, e ci arriva a Trigoria, Torneo Primi Calci. Torneo dai quarti di finale alla finale. Questo è per forza un racconto che richiede un testimone oculare, un Tommaso, un Santino. Si chiama proprio così, Santino Fortino è l’uomo che oggi conserva a casa il primo cartellino di Francesco Totti: La Smit era affiliata alla Roma e ci capitò di andare a giocare a Trigoria, nel torneo «Primi Calci», quarti di finale, fino alla finale. Francesco gioca per la prima volta su un campo d’erba, fa lo stravedere ma Angelo Benedicto Sormani, che stava lì soltanto per vedere, e gli altri osservatori della Roma dicono: «Questo è bravo ma ha il polpaccio già sviluppato e la gamba lunga, non crescerà». Che Santino Fortino sia San Tommaso, cioè uno che certifica attraverso i sensi i miracoli, invece è vero, perché è lui che scrive questo articolo del 29 aprile 1986 dopo un altro torneo, quello della Città di Maccarese (a cui parteciparono Smit Trastevere, 69 Maccarese, Tevere Magliana e Torre in Pietra). Vince la Smit 1-0 in finale sul Maccarese. Leggete. Leggete: Una menzione particolare, dopo aver elogiato tutta la squadra vincente, la merita Francesco Totti, premiato come miglior giocatore del torneo. Classe 1976, ha tutte le qualità per sfondare in questo gioco, per la gioia del presidente della Smit, Davini, per il mister Barigelli, per tutti i suoi compagni e dirigenti e, per ultimo, per i suoi commossi genitori. Non è un elogio esagerato.

    Tutti giurano sulla riuscita di questo talento naturale. C’è tanta verità, semplicità e un po’ di poesia nell’immaginare i genitori di Francesco commossi perché il figlio a 10 anni è stato premiato come il miglior giocatore di un torneo in riva al mare. Ormai dalla Smit è arrivato il tempo di andare. Ma non alla Roma. Ermenegildo Giannini: Il primo a parlarmi di Francesco Totti fu Armando Trillò, suo primo allenatore ai tempi della Fortitudo. Da quel momento, periodicamente, avevo avuto notizie sui suoi progressi. Eravamo già stati sul punto di tesserarlo ma il ragazzo era già in parola con la Lodigiani e, sia conoscendo la correttezza della famiglia Totti, sia volendo rispettare un discorso di onestà che era primario per l’AS Roma, abbiamo fatto un passo indietro. Alla Lodigiani Francesco si fa definitivamente scoprire come la stella più bella che c’è in giro (nello spazio, nello spazio). Piccolo, biondo, gracile, timido, ma il mondo ce l’ha ai piedi con un pallone. Ha tutto, ma gli manca ancora tutto: la Roma. Allora se Francesco non può dire sì alla Roma, comincia a dire no. Il primo è uno di quei no coi quali ci costruisci il solaio della casa, ci suoni il basso di Pictures of you, per cui ti guadagni seriamente la stima di un uomo: il primo no lo ha detto alla Lazio. È come fondare un orizzonte, come un darsi per sempre a qualcosa e a qualcuno.

    Un altro giocatore della Roma a quell’età disse di no alla Lazio, si chiamava Agostino Di Bartolomei. A Francesco il rischio cominciò a capitare il giorno della chiacchieratissima Befana, il 6 gennaio del 1988, al Campo Ruggeri di Montesacro in un trofeo intitolato a Lenzini: da solo batte in finale 2-0 la Lazio e Alessandro Nesta. In quell’occasione la società che non ha il nome della città si innamora di quel ragazzino biondo. Questo è un altro merito storico di Totti, ha fatto sì che oggi si possa raccontare questa cosa: la Lazio lo ha inseguito, la Lazio ha fatto di tutto per averlo in squadra e lui a 13 anni ha detto no. Poi farà la stesa cosa col Milan, perché ai soldi preferiva giocare con la Playstation a casa. Francesco Totti a 13 anni ha già detto no alla Lazio e al Milan per andare alla Roma. Questa storia è di una semplicità straordinaria. Sembra scritta da un bambino su un foglio bianco. Mamma e papà vennero chiamati dal Presidente della Lodigiani, che gli comunicò che sia la Roma che la Lazio mi avevano richiesto.

    Quel giorno c’era anche mio fratello Riccardo, che quando fu il momento di dare una risposta, sotto al tavolo, prese a prendere a calci mia madre perché scegliesse la Roma. Quando arrivò ad avere le caviglie gonfie ha detto «Roma». Il Mythos è rovesciato: se Edipo significa «piedi gonfi», nel XX secolo sono i genitori ad averceli, non più i figli. La tragedia greca è una favola romana. Francesco Totti va alla Roma perché ce l’hanno portato mamma e papà. Questa è la storia vera, è così che nasce Totti alla Roma, come un figlio.



    Vivo solo x la Morbosa curiosità di sapere come andrò a Finire...
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    Kit66
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    00 3/11/2013 12:08 PM
    Carriera

    Club

    Inizi

    Francesco è nato il 27 settembre 1976 a Roma nel quartiere Appio-Latino, nei pressi di Porta Metronia.

    La sua prima squadra di calcio è la Fortitudo, nella quale inizia a giocare a calcio all'età di sette anni. In seguito si trasferisce prima alla Smit Trastevere, dove disputa il suo primo campionato dilettantistico giocando due anni sotto età nel campionato esordienti e poi, nel 1986, alla Lodigiani.[35][36]

    Nel 1989, a 13 anni, passa nelle giovanili della Roma.[35][36]

    Nella squadra giallorossa apprezza il capitano di quel periodo, Giuseppe Giannini,[37][38] il quale, calcisticamente parlando, è sempre stato il suo punto di riferimento.[39]

    I primi anni

    L'esordio in Serie A

    Nel 1993 conquista il suo primo successo: lo scudetto Allievi. Con Luciano Spinosi, in Primavera, vince una Coppa Italia.

    Dopo tre anni di settore giovanile alla Roma, nella stagione 1992-1993 Totti entra nel giro della prima squadra grazie a Vujadin Boškov, che lo fa esordire in Serie A a 16 anni il 28 marzo 1993, nei minuti finali della partita Brescia-Roma (0-2).[40]

    Totti diventa titolare



    « Questo ragazzo è un talento purissimo. »



    (Carlo Mazzone, Corriere della Sera, 10 gennaio 1995[41])


    Il debutto assoluto da titolare avviene il 16 dicembre 1993[42] in Coppa Italia, partita in cui la Roma vince ma viene eliminata dalla Sampdoria ai calci di rigore.[43]

    L'esordio da titolare in campionato avviene invece il 27 febbraio 1994, di nuovo contro la Sampdoria, in una partita che vede la Roma sconfitta in casa per 0-1.[44]

    Nonostante una stagione travagliata, con un settimo posto finale, Totti realizza otto presenze in totale: Carlo Mazzone aiutò molto Totti, distribuendone le presenze nel corso dei suoi tre anni (dal 1993 al 1996) alla guida dei giallorossi, proteggendolo tanto dai facili entusiasmi quanto dalle critiche,[41][45][46] arrivandone a controllare anche la vita privata.[47]

    Il 21 agosto 1994, durante un'amichevole estiva contro il Valencia, segna il suo primo gol – non ufficiale – allo Stadio Olimpico.[48]

    Nella stagione 1994-1995 Totti realizza la sua prima rete in Serie A (4 settembre 1994) nella partita contro il Foggia.[49] In quell'anno scavalca nelle gerarchie di squadra Roberto Muzzi e nonostante la concorrenza di Abel Balbo e Daniel Fonseca, colleziona 21 presenze e realizza 4 gol.

    A partire dalla stagione seguente, Francesco Totti diviene titolare della squadra giallorossa, assommando 28 presenze e due gol. Figura bene anche in Coppa UEFA, contribuendo, con 7 presenze, a portare la Roma fino ai quarti di finale, con prove convincenti contro l'Aalst, a cui segna il primo gol nelle coppe europee,[50] e contro il Brondby.[51]

    Carlos Bianchi e il Torneo Città di Roma

    Nel 1996 arriva in panchina l'allenatore argentino Carlos Bianchi, e per Totti, a causa del cattivo rapporto instauratosi con il nuovo tecnico, inizia un periodo difficile, tanto che si ventila una sua possibile cessione alla Sampdoria[52] o all'Ajax, in un possibile scambio con il fantasista Jari Litmanen.[53] Bianchi, che aveva relegato Totti a un ruolo subalterno e proponeva la sua cessione, viene poi esonerato.[53]

    Il resto della stagione sotto la transitoria conduzione tecnica di Niels Liedholm, conclusa al dodicesimo posto, è un'attesa del campionato 1997-98. Totti viene visto come punto di partenza per la nuova Roma e dichiara di voler restare alla Roma, se possibile, fino a fine carriera.[54]

    Con Zeman diventa il Capitano

    Gli anni con Zeman costituiscono per Totti un periodo di maturazione mentale e fisica.

    Dal punto di vista tecnico e tattico, dimostra di essere compatibile con i rigidi schemi dell'allenatore boemo,[55][56] mostrandosi disposto al sacrificio e alla corsa; inoltre diventa fisicamente più potente e completo.[32]

    Dal punto di vista mentale e carismatico, assume un ruolo di sempre maggiore responsabilità nella squadra giallorossa. Rifiuta il soprannome di Pupone che sente troppo stretto,[57] e i compagni di squadra lo investono della maglia numero 10.[38]

    La prima stagione con Zeman in panchina inizia bene, e Totti approfitta del 4-3-3 per cercare di più la porta, oltre a proteggere il pallone, far salire la squadra e servire assist in maniera più continua ai compagni. Il 9 novembre 1997 segna la sua prima doppietta in serie A allo Stadio San Nicola contro il Bari[58] confermandosi tra le sorprese positive del campionato.[59]

    È il periodo dei primi consensi trasversali, anche lontani dai riflettori romani; si discute se sia una punta oppure un trequartista;[60] inoltre una parte della critica comincia a suggerire Totti al selezionatore della Nazionale Cesare Maldini, in vista del Mondiale del 1998 in Francia.[61][62]

    Si tratta in generale di un ottimo avvio di stagione,[63] compromesso il 14 dicembre 1997, quando lo scontro al vertice con l'Inter di Ronaldo si risolve con una sconfitta per 3-0 e un'espulsione di Totti per un fallo su Francesco Colonnese.[64] Inoltre, da questa partita Totti inizia un digiuno di gol che lo vede mancare dai tabellini per 10 giornate di fila in campionato, periodo durante il quale la Roma mette insieme 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte e si allontana dal vertice della classifica. L'astinenza viene interrotta nella vittoria esterna contro il Napoli alla giornata numero 22. Non vanno meglio le cose in Coppa italia, in quanto il 6 e il 21 gennaio la Roma perde il doppio derby contro la Lazio e viene eliminata dalla competizione ai quarti, nonostante una buona prova, personale e del gruppo, all'andata.[65] Dalla sfida col Napoli alla fine del campionato, Totti realizza 8 gol e contribuisce al quarto posto finale della Roma. Non riesce però ancora a vincere il suo primo derby contro la Lazio,[66] poiché anche il quarto scontro stagionale si risolve in una sconfitta. Riconosciuta la superiorità di quell'anno della Lazio,[67][68] che terminerà settima in classifica, Totti minaccia, tramite dichiarazioni possibiliste, un suo trasferimento ad altre squadre, con l'idea di forzare la società ad ampliare e migliorare la rosa.[69][70]

    Durante la stagione seguente, il 31 ottobre 1998 Aldair gli cede la fascia di capitano.[40][71] In questa stagione Totti viene nominato Guerin d'oro,[72] ma la Roma vive un campionato altalenante e viene eliminata agli ottavi dai Coppa Italia dall'Atalanta ai calci di rigore (6-5).

    Complessivamente, nelle stagioni 1997-98 e 1998-99, Totti realizza con la maglia della Roma 30 gol in 70 partite.

    La consacrazione con la Roma

    Stagione 1999-2000: l'affermazione e il preludio del successo



    « Totti è un simbolo, una bandiera. »



    (Fabio Capello, La Gazzetta dello Sport, 11 novembre 1999[73])


    Il mercato della nuova stagione vede Fabio Capello al posto di Zeman; il tecnico italiano, già vincitore col Milan e il Real Madrid, progetta di costruire una squadra competitiva attorno a Totti.[74] Nella Serie A 1999-2000 la Roma conclude il campionato al sesto posto. Al termine della stagione Totti viene candidato dall'Associazione Italiana Calciatori come migliore calciatore italiano e vince il premio come migliore calciatore giovane.

    Stagione 2000-2001: lo scudetto da protagonista

    Per la stagione 2000-2001 la Roma acquista Gabriel Batistuta, che insieme a Vincenzo Montella e lo stesso Totti formerà il cosiddetto "trio delle meraviglie".[75] In questa stagione, al debutto in casa contro il Bologna, Totti segna e porta la squadra alla vittoria per 2-0,[76] così come in quel di Lecce (0-4, gol su calcio di rigore).[77] Altra gara da ricordare è quella contro l'Udinese, dove Totti segna con un potente sinistro al volo.[78] Segna ancora su calcio di rigore contro il Bari (1-1), pareggiando la partita.[79] Si ripete segnando la sua prima doppietta a San Siro contro il Milan, che però non basta per centrare i tre punti (3-2 rossonero).[80] Totti conferma il suo momento di forma segnando al Napoli in casa, dove la Roma batterà i partenopei per 3-0.[81] Il 4 febbraio, a termine del girone di andata, la Roma si laureò campione d'inverno con sei punti di vantaggio sulla Juventus e sulla Lazio campione in carica.[82]

    I giallorossi continuarono la loro marcia anche nel girone di ritorno mantenendo vantaggi sempre rassicuranti sulle due inseguitrici. Alla penultima giornata, Totti va a segno a Napoli e sembra consegnare lo scudetto alla Roma, ma a dieci minuti dalla fine gli azzurri pareggiano l'1-2 giallorosso.[83] A questo punto la Roma, per vincere lo scudetto, deve vincere in casa con il Parma; il 17 giugno 2001, in un Olimpico che registra il tutto esaurito, la squadra di casa s'impone per 3-1 grazie ai gol di Totti, Montella e Batistuta, risultato con cui si laurea campione d'Italia.[84] Totti è di nuovo nominato migliore calciatore italiano AIC e viene incluso nella lista dei candidati al Pallone d'oro, classificandosi quinto.

    Stagione 2001-2002: la prima Supercoppa

    Il 19 agosto 2001 Totti vince con la Roma la Supercoppa italiana, ottenuta battendo la Fiorentina all'Olimpico per 3-0 e segnando il terzo gol.[85]

    Nel corso della stagione, Totti accusa qualche acciacco fisico che lo accompagnerà per tutto il campionato. Ciononostante segna 8 gol

    Stagione 2001-2002: la prima Supercoppa

    Il 19 agosto 2001 Totti vince con la Roma la Supercoppa italiana, ottenuta battendo la Fiorentina all'Olimpico per 3-0 e segnando il terzo gol.[85]

    Nel corso della stagione, Totti accusa qualche acciacco fisico che lo accompagnerà per tutto il campionato. Ciononostante segna 8 gol.

    Stagione 2002-2003



    Totti nel 2002

    Quella 2002-2003 è la prima stagione dove Totti ricopre costantemente il ruolo di centravanti puro, pur nascendo trequartista. Nonostante la sua vena realizzativa ne risenta positivamente, la squadra incontra diverse difficoltà durante il suo cammino in campionato. In questa stagione Totti segna la sua prima tripletta in Serie A, che servirà a battere il Brescia per 3-2 in trasferta.[86] Inoltre, pone la firma nella vittoria al Bernabéu contro il Real Madrid (0-1) del 30 ottobre 2002 con un violento colpo al volo.[87] Una delle poche note positive sia in campionato (8º posto) che in Champions League (nonostante la notte di Madrid e la vittoria di Valencia, gara in cui Totti va a segno due volte e la Roma vince 3-0,[88] la squadra verrà eliminata al secondo turno collezionando 5 punti in 3 partite). Nella finale di Coppa Italia contro il Milan Totti va a segno tre volte su punizione (una in casa e due a San Siro), ma la Roma perde 1-4 in casa[89] (appunto di Totti l'unico gol giallorosso) e pareggia 2-2 al Meazza[90] (doppietta del capitano giallorosso). Nel 2003 riceve comunque altri due Oscar del calcio AIC come migliore italiano e come migliore calciatore assoluto.

    Stagione 2003-2004: il record dei 20 gol

    La stagione 2003-2004 viene vissuta da protagonista. Per la sua squadra il campionato inizia bene, battendo l'Udinese al Friuli (1-2)[91] e travolgendo il Brescia (5-0) con sua doppietta (con un tiro dalla media distanza e un pallonetto).[92] Segna tirando al volo di sinistro nella vittoriosa trasferta contro il Bologna al Dall'Ara (0-4).[93] Realizza poi altre due doppiette, contro l'Empoli alla 14ª giornata (un rigore e un pallonetto dal limite dell'area)[94] e contro la Sampdoria (colpo di testa in tuffo e pallonetto dopo una cavalcata solitaria).[95] In Roma-Juventus (4-0), Totti batte Buffon con un rigore di precisione, dopo il vantaggio romanista di Olivier Dacourt e la finale doppietta di Antonio Cassano.

    Totti segna con regolarità, ma il Milan capolista del campionato non perde colpi. I suoi ultimi due gol stagionali, all'Empoli, non bastano per centrare il tricolore, ma consegnano il secondo posto alla Roma, centrando il traguardo delle 20 reti, suo primato personale (poi superato nella stagione 2006-2007). In questa stagione il numero 10 della Roma e della Nazionale riceve il suo secondo Guerin d'oro.

    Stagione 2004-2005

    Questa travagliata stagione si caratterizza per l'avvicendamento degli allenatori, che inizia con Cesare Prandelli, che lascia la squadra per motivi personali prima dell'inizio del campionato,[96] e continua con Rudi Völler prima e Luigi Delneri poi. Il 3 ottobre 2004, in Roma-Inter (3-3), Totti segna, con una punizione dai 30 metri, il suo gol numero 100 con la Roma.[97] La stagione non è tra le migliori né per lui né per la sua squadra. Due mesi dopo il 100° gol, il 19 dicembre 2004, segna una doppietta in Roma-Parma (5-1), giungendo a 108 reti in campionato e diventando il miglior cannoniere della storia della Roma superando Roberto Pruzzo.[98]

    La Roma termina il campionato con l'ottavo posto, ottenendo la qualificazione alla Coppa UEFA in virtù dell'aver raggiunto la finale di Coppa Italia, persa contro l'Inter.

    L'era Spalletti
    La stagione precedente conduce all'ingaggio di Luciano Spalletti alla guida tecnica della squadra giallorossa per la nuova stagione.[99]

    In questa stagione Totti gioca come centravanti; al termine della stagione realizza 15 gol, uno dei quali, quello segnato il 26 ottobre 2005 contro l'Inter, realizzato con un cucchiaio dal limite dell'area,[100] è considerato da Totti stesso uno dei più belli della sua carriera.[101] Nel gennaio 2006, a margine del World Economic Forum tenutosi a Davos, Pelé spende parole di elogio per Totti, definendolo senza mezzi termini «il miglior giocatore del mondo».[102] Nella primavera del 2005 Totti rinnova con la Roma fino al 2010 con un ingaggio lordo di 10,4 milioni di euro per ogni stagione (5,4 circa al netto delle tasse).[103]

    La Roma è inoltre protagonista di un record mai stabilito fino a quel momento, quello di 11 vittorie consecutive: ne fanno le spese Chievo (Totti a segno con una doppietta), Treviso, Milan, Reggina (ancora una doppietta), Udinese, Livorno (punizione e rigore di Francesco), Parma, Cagliari (due gol su rigore), Siena, Empoli (dove fu vittima di un grave incidente alla gamba sinistra dopo un intervento di Richard Vanigli che avrebbe potuto precludergli la carriera e la spedizione Mondiale)[104] e Lazio.

    Stagione 2006-2007: Scarpa d'oro e Coppa Italia

    Nel campionato successivo, quello del post-Calciopoli, la Roma non tiene il ritmo dell'Inter, ma Totti, dopo il grave infortunio della stagione precedente, dimostra di essere rigenerato. Riesce a battere il suo record personale di gol in un solo campionato, risalente al 2003-2004 con 20 gol, segnandone 26, 32 stagionali considerando anche Champions League (in questa competizione segna tre volte nel girone eliminatorio ed una rete agli ottavi di finale contro il Lione) e Coppa Italia. Eliminati dalla competizione europea dal Manchester United per 7-1, i giallorossi vincono la Coppa Italia contro l'Inter al quarto tentativo di altrettante finali, vincendo 6-2 all'andata (Totti dopo cinquanta secondi segna l'1-0) e perdendo 2-1 al ritorno. Totti vince così la sua prima Coppa Italia da capitano. L'11 febbraio 2007, durante la partita contro il Parma, segna il suo 139° gol in Serie A, superando Enrico Chiesa e diventando il miglior marcatore italiano fra i giocatori ancora in attività.[105] Il 27 maggio 2007, segnando una doppietta contro il Messina, Totti si laurea capocannoniere della Serie A con 26 reti. Grazie al numero di gol stagionali, il 17 giugno 2007 vince anche la Scarpa d'oro, che premia l'attaccante più prolifico d'Europa, contesa fino all'ultimo con Ruud van Nistelrooy.[106]

    Stagione 2007-2008: il secondo infortunio e la seconda Coppa Italia consecutiva
    Il 19 agosto 2007, a sei anni di distanza dalla prima, Totti vince la seconda Supercoppa italiana della sua carriera, battendo al Meazza l'Inter per 1-0. Il rigore della vittoria viene procurato proprio dal capitano giallorosso e trasformato da De Rossi.[107]

    Nella stagione che segue, Totti realizza una doppietta contro la Juventus (2-2) alla 4a giornata ed un'altra contro il Parma (0-3) alla 7a. Il 23 ottobre, durante la gara contro lo Sporting Lisbona di Champions League, subisce un infortunio che lo tiene fuori diverse partite.[108] A dicembre si posiziona decimo nella classifica finale del Pallone d'oro, ottenendo 20 voti.[109]

    Il 23 dicembre segna due gol contro la Sampdoria, con un "cucchiaio" su rigore e un tap-in da pochi passi al 90°.[110] Il 16 gennaio 2008 raggiunge un altro importante obiettivo: nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia vinta contro il Torino per 4-0 realizza una doppietta, raggiungendo quota 200 gol con la maglia della Roma.[111]

    Il 28 gennaio vince gli Oscar del calcio AIC come migliore calciatore italiano (per la quinta volta in carriera) e come miglior cannoniere, risultando essere il giocatore ad aver vinto più trofei agli Oscar del calcio AIC: 11, dei quali 5 come miglior calciatore italiano, 2 come miglior giocatore assoluto, 1 come capocannoniere del campionato, 1 come miglior giovane e 2 per il gol più bello.

    Il 24 febbraio batte un altro record: raggiunge nella gara interna contro la Fiorentina le 386 presenze in Serie A con la maglia giallorossa, eguagliando il primato precedentemente detenuto da Giacomo Losi, capitano romanista degli anni sessanta.[112] Il record viene superato il 27 febbraio 2008 nella successiva partita di campionato con l'Inter. Francesco Totti diviene così il giocatore con più presenze in assoluto in Serie A nella storia della Roma.[113]

    In Napoli-Roma (0-2) del 9 marzo 2008, ha collezionato la 500a presenza complessiva con la maglia della Roma, siglando tra l'altro il secondo gol dal dischetto.[114]

    Il 19 aprile, nella partita casalinga contro il Livorno (1-1), Francesco Totti subisce una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro.[115] Operato nella clinica romana Villa Stuart,[116] rimarrà lontano dai campi per diversi mesi. La Roma vince per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia, battendo l'Inter per 2-1, nella finale unica all'Olimpico; Totti non giocherà la partita a causa dell'infortunio di un mese prima, ma sarà comunque lui ad alzare al cielo la sua seconda Coppa Italia consecutiva.[117] I gol di Totti a fine stagione, nonostante le moltissime assenze, sono stati 14.

    Stagione 2008-2009

    Totti recupera in breve tempo anche da questo infortunio[118] e viene impiegato da Spalletti negli ultimi minuti della finale di Supercoppa Inter-Roma, il 24 agosto 2008.[119] La sfida, finita in parità (2-2), si protrae fino ai calci di rigore, quando Totti fallisce il quinto e ultimo rigore (mandando il pallone sulla traversa), che avrebbe assegnato alla Roma la Supercoppa Italiana, vinta quindi dall'Inter.[119]

    Il campionato 2008-2009 inizia con l'assenza di Totti tra le file giallorosse, a causa di un pestone ricevuto da Maicon in Supercoppa.[120] L'annata non è delle migliori, ma con il passare dei turni di campionato, la Roma recupera la sua lunga lista di infortunati, tra cui Totti, che si rende protagonista nel derby (assist per il gol decisivo di Júlio Baptista),[121] nella trasferta di Lecce (assist per Vučinić e "cucchiaio" che chiude la partita),[122] nella gara interna con la Fiorentina (tiro dal limite dell'area al 60°).[123] In Champions League segna contro il Cluj (su punizione)[124] e il secondo gol nel 2-0 in casa contro il Bordeaux.[125]

    L'8 novembre 2008, in Bologna-Roma (1-1), taglia il traguardo delle 400 presenze in Serie A, segnando anche il gol del momentaneo vantaggio giallorosso.[126]

    Il 14 dicembre 2008, in Roma-Cagliari (3-2), raggiunge quota 170 gol in Serie A, segnando con un tiro di esterno sinistro da fuori area.[127]

    Il 19 aprile 2009, in Roma-Lecce (3-2), raggiunge quota 175 reti con una doppietta superando Amedeo Amadei e diventando il miglior marcatore della Roma di tutti i tempi, entrando nella top 10 della classifica dei marcatori del campionato di calcio italiano.[128]

    Il 31 maggio 2009, in Roma-Torino (3-2) mette a segno, su calcio di rigore, il suo 178° gol, eguagliando Giampiero Boniperti nella classifica dei marcatori del campionato di calcio al 9º posto.[129]

    Nuovi traguardi

    Stagione 2009-2010

    Alla prima partita ufficiale della stagione, segna due reti (la prima su punizione e l'altra su calcio di rigore) contro il Gent in Europa League (gara terminata 3-1 per la Roma),[130] segnando inoltre una tripletta nella partita di ritorno (1-7 il risultato finale).[131] Francesco Totti va a segno anche a Marassi, alla prima giornata di campionato, contro il Genoa, rete che si rivela però ininfluente giacché la Roma perde 3-2.[132] Contro il Košice, avversario dei play-off di Europa League, il capitano va a segno nella gara di andata con una doppietta (3-3 finale)[133] e nella gara di ritorno, all'Olimpico, con una tripletta (7-1), arrivando a quota 34 reti nelle coppe europee.[134]

    Anche dopo l'avvicendamento in panchina tra Spalletti e Ranieri, Totti continua a segnare. Realizza una doppietta in Roma-Fiorentina, quarta giornata del campionato.[135] Anche in quella successiva, nella trasferta di Palermo, realizza il rigore all'88° che regala il 3-3 definitivo alla Roma.[136] Alla settima giornata, il 4 ottobre 2009, segna due gol contro il Napoli, assicurando la vittoria alla Roma e raggiungendo il suo ex compagno di squadra Gabriel Batistuta all'ottavo posto nella classifica dei cannonieri di sempre della Serie A a quota 184 reti.[137] Il 22 novembre 2009 sigla contro il Bari una tripletta, a distanza di sette anni dall'ultima in Serie A (contro il Brescia nella stagione 2002-2003).[138] Il 20° gol stagionale (11° in Europa League) arriva il 3 dicembre, su calcio di rigore contro il Basilea nella gara terminata 2-1 per la Roma.[139]

    Il 16 dicembre 2009 prolunga il contratto con la Roma, in scadenza per il 2010, fino al 30 giugno 2014. Inoltre ottiene la garanzia di poter rivestire un ruolo all'interno del settore tecnico della società.[140] Il 23 gennaio 2010, in Juventus-Roma 1-2, Totti realizza (su calcio di rigore) il suo primo gol a Torino contro i bianconeri, il suo 188° in Serie A, raggiungendo Giuseppe Signori al 7º posto nella classifica dei cannonieri di sempre della massima serie italiana.[141]

    Il 1º maggio 2010, nella sfida allo stadio Ennio Tardini contro il Parma, realizza il suo 190° gol in Serie A, raggiungendo al sesto posto lo svedese Kurt Hamrin, attaccante degli anni cinquanta e sessanta.[142]

    Il 5 maggio 2010, durante la finale di Coppa Italia persa dalla Roma contro l'Inter, a pochi minuti dalla fine della partita Totti insegue l'avversario Mario Balotelli colpendolo intenzionalmente da dietro con un calcio sulla gamba destra, venendo espulso.[143] La violenza del gesto trova conferma nelle parole di biasimo del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, che lo definisce come parte del panorama di «violenze intollerabili che oggi si esprimono negli stadi.»[144]

    Il 9 maggio, con la doppietta casalinga al Cagliari arriva a quota 192 gol in Serie A, staccando Kurt Hamrin e posizionandosi al sesto posto in solitaria.[145] La Roma finisce seconda a due punti dall'Inter.

    Stagione 2010-2011

    Durante una conferenza stampa dal ritiro di Riscone di Brunico il 20 luglio 2010 Totti racconta dell'idea di lasciare il calcio dopo la finale di Coppa Italia dell'anno precedente, e tra le altre cose dichiara: «[...] lo scudetto dell'anno scorso l'abbiamo perso noi, ma prima ce ne hanno rubati due.»[146] Per questa dichiarazione viene tre giorni dopo deferito dal procuratore federale Stefano Palazzi.[147] Oltre a Totti è deferita anche la Roma (per responsabilità oggettiva), «per i comportamenti ascritti al proprio tesserato».[148]

    L'11 ottobre 2010 viene insignito del Golden Foot 2010.[149] Realizza la prima rete stagionale, su calcio di rigore, il 3 novembre 2010 nella partita della fase a gironi di Champions League vinta 3-2 in Svizzera contro il Basilea.[150] La prima in campionato arriva invece dieci giorni dopo contro la Juventus, anche questa su calcio di rigore, nella partita pareggiata 1-1 a Torino.[151] Il 23 novembre è protagonista nella rimonta in Champions League contro il Bayer Monaco, segnando su rigore il gol del 3-2 finale.[152]

    Il 13 marzo 2011 segna una doppietta contro la Lazio, portando a quota 8 le sue marcature nel derby di Roma e consentendo alla Roma di ottenere la quinta vittoria consecutiva nella stracittadina.[153]

    Il 20 marzo segna il suo 200º e 201º gol in Serie A nella partita contro la Fiorentina[154], entrando nel novero dei goleador con più di 200 realizzazioni nella massima serie insieme a Silvio Piola, Gunnar Nordahl, Giuseppe Meazza, José Altafini e Roberto Baggio. Con la doppietta all'Udinese della 32ª giornata, segna il decimo ed undicesimo gol della stagione, risultando il primo calciatore nella storia del campionato italiano ad andare in doppia cifra con la stessa maglia per nove campionati consecutivi.[155]

    Il 1º maggio, a Bari, realizzando una doppietta contro i padroni di casa diventa (con 206 reti) il quinto marcatore più prolifico della Serie A, superando Roberto Baggio.[156]

    Stagione 2011-2012

    Debutta nella nuova Roma dell'allenatore Luis Enrique e del nuovo presidente Thomas DiBenedetto entrando al 72º minuto nei preliminari di Europa League contro lo Slovan Bratislava.[157]

    Il 17 settembre in Inter-Roma supera Giacinto Facchetti per numero di presenze in Serie A con 476 partite giocate.[158]

    L'8 gennaio 2012, durante l'incontro casalingo contro il Chievo, il capitano giallorosso mette a segno i suoi primi due gol stagionali entrambi su calcio di rigore, raggiungendo quota 209 nella classifica dei marcatori della Serie A.[159]

    Il 21 gennaio 2012, nell'anticipo casalingo contro il Cesena, segna una doppietta che gli consente di eguagliare e poi superare, con 211 gol, Gunnar Nordahl (Milan), nella classifica dei marcatori di Serie A con una sola maglia.[160]

    Il 5 maggio 2012, nell'ultima uscita stagionale casalinga, raggiunge le 500 presenze in Serie A, realizzando una doppietta nel 2-2 contro il Catania.

    Stagione 2012-2013

    La nuova stagione vede il ritorno di Zdeněk Zeman sulla panchina giallorossa,[161] ed un ritorno ad una posizione più vicina alla porta. Il 26 settembre contro la Sampdoria segna la sua prima rete stagionale, nonché la numero 216 in Serie A, eguagliando Giuseppe Meazza[162], poi superato con la rete segnata contro il Genoa il 21 ottobre, gara terminata 4 a 2 per i capitolini.[163]L'8 dicembre, contro la Fiorentina, segna la sua prima doppietta stagionale nella gara terminata 4 a 2 per la Roma.[164] Il 3 marzo 2013, contro il Genoa segna su calcio di rigore il gol numero 225 raggiungendo al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A Gunnar Nordahl.



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    hihihihihih credo che a Marco piaccia un po' la Roma e Totti....appena appena eh...
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    L'Unica Prova dell'Esistenza di Dio sulla Terra :-D


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    00 4/1/2013 11:09 AM
    NESSUN giocatore mi ha MAI reso ORGOGLIOSO come Lui...


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    MITO




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    17/06/2001 Una GIOIA Infinita da REIPETERE PRESTO!


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    DEDICA PERSONALE DEL CAPITANO






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    IL PALLONE D'ORO PIU' IMPORTANTE...QUELLO REGALATOGLI DALLA CURVA SUD..


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    LO CONOSCONO "SOLO" DENTRO IL RACCORDO ANULARE
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    MURALES
    RIONE MONTI



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    GARBATELLA (Ma ho dei dubbi?)


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    BOCCEA


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    IL MIO "TOTEM"


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    giugno 2007 vince la Scarpa d'oro


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    PURE LEO MESSI HA CAPITO TUTTO ;-)




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