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Il coronato era in passato la moneta che recava impresso su una delle facce il busto coronato di un sovrano.
Fra le monete più note di questo tipo è da citare il coronato d'argento del valore di un carlino fatto coniare nel 1458 dal re di Napoli e di Sicilia Ferdinando I di Napoli come ricordo della sua incoronazione, sempre lui fece coniare un altro coronato famoso, questo detto "dell'Angelo" recante appunto su una delle facce l'immagine dell'arcangelo Gabriele.



Alfonso divenne I delle due Sicilie e fu accolto a Napoli come un trionfatore. Grazie alle sue doti di re e di guerriero riuscì a riportare nel regno di Napoli l’antico splendore che gli ultimi sovrani angioini avevano trascurato per un secolo, favorì l’arte e la scienza, per questo fu soprannominato “il magnanimo”. Prima di morire fece in modo che il suo figlio prediletto, Ferrante, diventasse suo successore. Alla morte di Alfonso, il pontefice Callisto III si rifiutò però di riconoscere il nuovo sovrano, e questa fu la miccia che fece scoppiare una serie di guerrei. Ferrante riuscì comunque a farsi incoronare il 4 Febbraio 1459 a Barletta dal cardinale Orsini, un legato del nuovo pontefice Pio II. In ricordo di quell’avvenimento fu coniata una nuova moneta d’argento: il “Coronato”.

Dal 1459 al 1472 circa, fu coniato il Coronato avente al dritto la scena dell’incoronazione con il motto “CORONATUS QUIA LEGITIME CERTAVIT” (incoronato perché lottò giustamente), al rovescio vi era la croce potenziata con la leggenda in latino “FERDINANDUS DEI GRATIA REX SICILIE IERUSALEM UNGARIAE”, alla base della croce vi è la sigla del maestro di zecca.

Nel 1488 Ferrante I per celebrare la vittoria del 1485 sui baroni del Regno [La Congiura dei Baroni], fece coniare forse a titolo di propaganda il famoso “Coronato con il drago dal volto umano”, oggi moneta rarissima e di grandissimo fascino: l’Arcangelo Michele che rappresenta il giusto potere regale trafigge il male (i baroni), che viene rappresentato da un drago avente il volto umano anziché la testa del comune rettile.