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Edizione 2012

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    NicKo67
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    00 7/17/2012 10:04 AM
    Re: (uno dei pochi post dove sono serio)
    SuperIannellus, 17/07/2012 09.56:

    Leggervi ripaga ampiamente l'impegno che ci si mette. Poca cosa, il mio, paragonato a quello della famiglia Contiero. Ma il senso di appartenenza al gruppo è forte.

    La cosa che trovo più bella è che il fatto tecnico, seppur di spessore, passi in secondo piano rispetto a quello prettamente emozionale.

    Grazie di cuore.




    A VOI....
    [SM=g28002]

    =================================================

    *Che si voglia o no, è un sogno a cui teniamo e contrastando i nostri sensi scaleremo.
    Ma se la fiducia in noi è la risposta, ce l'abbiamo già fatta.
    E se lo spirito è un segno allora è solo una questione di tempo.

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    pala69
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    00 7/17/2012 10:31 AM
    Re: Re: Re:
    SuperIannellus, 16/07/2012 10.30:



    Perché ultima?




    Spero che non sia stata l'ultima MGC, ma quasi certamente è stata l'ultima occasione per l'EXTRA STRONG. [SM=g27994] [SM=g27994]
    Ben difficilmente riuscirò ancora nei prossimi anni a raggiungere la forma fisica attuale e, per problemi di lavoro e famiglia, avrò, probabilmente, sempre più difficoltà ad allenarmi. [SM=g28000] [SM=g28000] [SM=g28000] [SM=g28000]

    In compenso per il 2013 potrei fare 1 o 2 versanti e fermarmi poi ad aiutare per il ristoro. Chissà che non riesca a coinvolgere anche mia moglie!! ( [SM=g27989] [SM=g27989] )

    Ciao

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    Jack.ciclista
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    00 7/17/2012 12:15 PM
    Re: (uno dei pochi post dove sono serio)
    SuperIannellus, 17/07/2012 09.56:



    La cosa che trovo più bella è che il fatto tecnico, seppur di spessore, passi in secondo piano rispetto a quello prettamente emozionale.





    E' che ormai siamo tutti talmente forti....


    Jack
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    NicKo67
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    00 7/17/2012 1:51 PM
    Niente paura e conta fino a 5....

    MGC by NicKo67


    "17/07/2011, mi sono appena svegliato e guardandomi intorno in camera mi rendo conto che non è stato tutto solo un bellissimo sogno ma ieri ho vissuto un'esperienza dove persone con un altruismo eccezionale hanno costruito intorno alla nostra passione per la bici una giornata indimenticabile."

    Ma ora??? Ora devo aspettare un anno...
    A volte pedalare su una salita di 30 km può sembrare, ai più, noioso, ma il ciclismo in salita è fatto di tenacia e pazienza.
    Pazienza che si coltiva piano,piano. Pazienza che ha fatto passare un'altro anno da quel 16 Luglio 2011.

    Siamo di nuovo alla MGC...

    Quest'anno alle "vecchie" conoscenze si è aggiunto un folto gruppo di nuovi partecipanti, che con un pizzico di orgoglio possiamo dire di aver tampinato per un anno fino a convincerli. Ed è proprio sui loro volti, anche quelli dei più "forti", che la sera prima si legge quell'emozione o timore di come sarà la MGC.
    Tra 24 ore sapranno chiaramente anche loro che il risultato è soltanto una cosa a lato di tutto quello che si può vivere in questi due giorni.
    Mentre alcuni "anziani", tra cui io, si son portati dietro anche qualche doverosa ambizione.

    Quindi: "niente paura,NicKo, e conta fino a 5"...

    Si parte!!
    Quest'anno sulla prima salita fatico decisamente a carburare e il salto della Capra mi sembrerà molto più tosto dello scorso anno. Andiamo bene! chissà cosa diventerà il Seren allora... [SM=g27993]
    Arrivati in cima il meteo da già i primi segnali di inquietudine. Nuvole basse, ventaccio, e freddo. Mi ributto giù alla svelta (seguendo un consiglio di Giorgio senza ingozzarmi al ristoro come lo scorso anno) e da Semonzo via per la seconda di giornata.
    Confermato il parere che anche nella sua posizione di seconda questa è la salita che mi si rivela più dolorosa. La sua media dell'8,5% nei suoi 19 km la rendono una bella prova. Arrivato in cima il meteo non è migliorato per niente e il freddo è sicuramente peggiorato. Difatti la discesa che dovevo fare con Mirko non riesco a tenere botta per il tremore nei primi km....
    Ma siamo alla fontana di Chiesa Nuova (ai piedi del muro di Seren) e nella partenza a sei che si crea mi metto in coda per non dare o ricevere fastidio. Mi concentro tantissimo e inizio il muro con la paura delle sensazioni negative provate sui primi due versanti. Ma invece dopo pochi mt capisco che la situazione si è ribaltata. Salgo bene, anzi alla grande!! Intorno ai 5 km/h. Inizio perfino a vedere alcuni di quelli che mi precedevano e li ignoro totalmente. Non mi devono condizionare minimamente.
    Alcuni saltano, ma quì la cosa ci sta tranquillamente.
    Però io no! Raggiungo uno spagnolo che, indicandomi il Garmin, mi chiede:
    "hey amigo ma quì è tuttos 20is por siento vero??"
    "EH...fai puros 23es, 25es por siento và!!".

    Poi è la volta di un ragazzino di 17 anni e gli chiedo perchè invece di andare a drogarsi e ubriacarsi come i suoi coetanei viene a fare stè cose?? Ride e parte qualche battuta.Siamo al 23/25% e stiamo scambiando battute... [SM=g28002]
    Non ci credo!! Sono già al Capitello. Lo vedo. E insieme a lui vedo Chiara, la fotografa,(con il suo cavaliere) che da un'anno, su facebook, mi "minacciava" di mettersi lì a quell'ora. La chiamo e lei prontamente parte con gli scatti [SM=g28002].
    Ma qualcuno che seguiva spingendo non gradisce e intima di non scattare foto.
    Mi fermo anche se sento che sarei salito tranquillamente senza sosta, ma non voglio esagerare. Inoltre mi accorgo che rispetto al 2011 lo stomaco è ok! I consigli di Giorgio di spizziare poco ai ristori si è rivelato ottimo. Grazie!!
    Due battute con Chiara, che mi scatta una bellissima foto da fermo, e due con il motociclista che esprime timori sulla loro ripartenza da quel punto. Lui.....
    Secondo tratto e siamo in 4/5 a salire a zig-zag ed essendo io il terzo mi vien quasi da ridere nel vedere questa specie di trenino da balletti da spiaggia.
    Fine muro e via su tutti insieme fino al Forcelletto dove solo io e lo spagnolo tiriamo dritto a cima Grappa. E stavolta in cima e brutto, brutto forte. Piove poco ma tutto il ristoro si è dovuto spostare nel rifugio. Impossibile stare fuori anche solo per sfilare la mantellina dal portaattrezzi. Tremo in maniere febbricitante e una delle gloriose (è il caso di dirlo) donne ai timbri me lo fa notare.
    Sento Ivan che, giustamente, inizia ad esprimere timori sulla possibilità di finire i 5 versanti, ma per me,per ora, cè Caupo. Sto bene e sono anche in buono orario (anche se leggermente in ritardo) rispetto alla tabella che mi ero prefissato. Giù, si parte. Siamo in due, superati i primi 400mt di quota- (sotto una pioggerella) ci fermiamo ci allegeriamo e ripartiamo per una turbo discesa.
    Scendere a Caupo è uno spettacolo!! [SM=g27988]
    Punto di controllo e anche quest'anno sarà Fabio a timbrarmi ma a differenza dello scorso anno sono quì con un'ora e venti minuti di anticipo. [SM=g28002]
    Inevitabile il pensiero vola al quinto versante che sarebbe, al momento, fattibile anche fisicamente....
    km 176,3 segna il Garmin. E quando mai arriverà a km 206?!?! [SM=g27993]
    Il primo km sembra che son 5 che pedalo. E i primi 6 km salgo pure con un "leggero" mal di schiena, ma si sale.
    E Caupo si sale con la testa e basta! [SM=g27996]
    Ma sarà proprio su quella testa che inizio a sentire quelle che non sono assolutamente goccioline ma vera pioggia. Provo a continuare con l'abbigliamento classico ma nel giro di pochi mt inizia un vero e proprio nubifragio. No probelm. In questi casi chiedo solo una cosa che non ci sia vento. E per fortuna vento zero. Quindi, per me, no problem. L'acqua in salita non mi spaventa per niente. Mi fermo sotto un'albero e mi metto due bandane e la mantellina cerata che tutti mi invidiano.
    Perchè oltre che ottima è stata pagata 24€!!! [SM=g28002] [SM=g28002]
    Riparto subito e inizia quella sensazione che mi aspettavo. La cosa mi piace! Inverosimilmente, in salita, ha questo effetto su di me. Sono solo,su una salita da 30km ma sto bene così. Il pensiero va a Max che è più avanti e magari sarà riuscito a scamparla?? Bhò...
    La pioggia, per quanto possibile sia,aumenta [SM=g27994] . Aumenta al punto da far calare la visibilità in maniera impressionante. Mi fermo e vado di luci avanti e dietro. La senti, la pioggia, la senti proprio piombare addosso come fossero secchiate.
    Lo schermo del Dakota, che è infossato, si riempe in continuazione [SM=g27993]
    Ad un tratto mi sento chiamare da sx... [SM=g27993] mi volto e vedo un paio di ciclisti dentro una grotta con le bici che mi invitano a raggiungerli. Grazie ma va bene così...proseguo.
    Poco dopo mi raggiunge una coppia di ragazzi che si offre di di caricarmi. Gentili ma la loro gentilezza verrà ripagata un paio di km più avanti da un'altro che accetta il passaggio. Ma li vedo in netta difficoltà a caricare su una vecchia Opel Corsa una bdc e tre persone....ma ci riescono.
    Mi viene in mente una citazione dal film il Corvo :"non può piovere per sempre"....Eppure non smette proprio. Sono 10 km che tra alti e bassi vien giù alla grande.
    Ma finalmente molla! Dopo circa 12 km vengono giù solo poche gocce.
    Mi sorpassa Fabio con il furgone e mi offre anche lui un passaggio ma ormai il peggio è passato. Grazie Fabio! ma il Forcelletto è vicino.
    E tradotto in soldoni vuol dire iniziare a sentire cima Grappa tra le dita anche se mancano ancora 7/8 km.
    Si lo sò! Qui il rito prevedeva la birra ma se l'anno scorso non c'erano speranze per il quinto versante, quest'anno, almeno sulla carta, ci siamo ancora.
    L'arrivo in cima però è tra i più cupi immaginabili. Nubi bassissime e visibilità ridotta all'osso.
    Al rifugio entro vedo Ivan e gli dico "quest'anno niente birra solo acqua. Tanta acqua!! Ma lui mi squadra aspettando una mia proposta indecente e lo tranquillizzo subito. Nell'ultimi km avevo fatto mente locale e deciso di chiudere cmq la mia MGC con 4 versanti. Le emozioni ricevute non volevo che finissero rovinate da qualche eccesso. Con la conseguenza di incasinare anche loro. Ad ogni modo Ivan mi dice che non sarebbe stato possibile proseguire. Prendo atto, come prendo atto che mi sei sfuggito, carissimo 5° versante, solo per circostanze avverse.
    Discescona (la prima metà da lupi) vs Bassano per il ritiro dell'attestato (che poi dimenticherò lì) [SM=g28000] e vedo quelli che salgono. Uno di questi nei giorni successivi mi manderà un messaggio via facebook dicendomi che la discesa dopo il quinto è stata un incubo nel buio più totale e che i 5 in quelle condizioni non li tenterà più.
    Quindi niente rimorsi [SM=g28002]

    E ora inizia la salita che che un pò tutti temono perfino più del Seren. Il rientro alla Dalla Mena con la bici. Sfatiamo questa diceria, che l'anno scorso però aveva colpito anche me. E'sì in salita, ma nonostante i quasi 240 km e 6700mt/dsl l'ho fatta con il 50 tutto bello gasato...
    Giunto in albergo mi aggrego alla forumtavola e mi faccio portare "qualcosina" da mangiare insieme a due medie!
    E si parte a manetta, ognuno, con il proprio resoconto di giornata [SM=g27998]
    Dopo, a mezzanotte, ci trasferiamo all'esterno per brindare con un grappino.
    Ma mia seconda MGC è stata BELLISSIMA ed EMOZIONANTE come nemmeno avrei sperato.... [SM=g27988]

    Di nuovo immensi ringraziamenti a TUTTI, ma proprio TUTTI.
    In modo particolare a chi ha patito un meteo da lupi sù a cima Grappa!!!




    GRAZIE!! [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    ps: anche per me... "Fino a quando la farete e starò in bici, ci sarò!"


    [Edited by NicKo67 7/17/2012 2:01 PM]
    =================================================

    *Che si voglia o no, è un sogno a cui teniamo e contrastando i nostri sensi scaleremo.
    Ma se la fiducia in noi è la risposta, ce l'abbiamo già fatta.
    E se lo spirito è un segno allora è solo una questione di tempo.

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    SuperIannellus
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    00 7/17/2012 2:22 PM
    Re: Re: Re: Re:
    pala69, 17/07/2012 10.31:



    Spero che non sia stata l'ultima MGC, ma quasi certamente è stata l'ultima occasione per l'EXTRA STRONG. [SM=g27994] [SM=g27994]
    Ben difficilmente riuscirò ancora nei prossimi anni a raggiungere la forma fisica attuale e, per problemi di lavoro e famiglia, avrò, probabilmente, sempre più difficoltà ad allenarmi. [SM=g28000] [SM=g28000] [SM=g28000] [SM=g28000]

    In compenso per il 2013 potrei fare 1 o 2 versanti e fermarmi poi ad aiutare per il ristoro. Chissà che non riesca a coinvolgere anche mia moglie!! ( [SM=g27989] [SM=g27989] )

    Ciao





    Sarebbe fantastico! Così tu, salito dall'Archeson, scenderesti al punto di controllo di Caupo, per risalire in bici alla chiusura del cancello, alle 18.00. Tua moglie invece resterebbe con noi al ristoro e la faremmo sentire in famiglia!!! [SM=g27997] [SM=g27997]
    [Edited by SuperIannellus 7/17/2012 2:29 PM]
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    pierole1
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    00 7/17/2012 5:03 PM
    Son passati tre giorni dalla MGC ma con la testa sono ancora al salto della capra o sopra malga Camol, rivedo il mio secondo arrivo in vetta tra nebbia e vento e un po’ mi rammarico di non aver accolto l’invito di Grigua (anche lei poi...rinsavita) a proseguire per il Seren pur avendo ancora tempo sufficiente. Ritengo di aver fatto la scelta giusta vista l’evoluzione meteo, scelta che mi costringerà a tornare il prossimo anno per tentare di completare il tris che rimane il mio massimo obbiettivo possibile.
    Partecipare alla MGC non era certo nei miei programmi ma dopo aver salito il Seren ai primi di giugno, la voglia di ritornare per provare gli altri versanti e per conoscere o rivedere gli amici del forum mi ha indotto ad iscrivermi malgrado la preparazione piuttosto carente. E’ stata una buona idea [SM=g28002]
    Grazie a tutti gli amici per la compagnia ed un grande grazie all’Extra Strong Team, ai suoi collaboratori e collaboratrici ed agli Alpini di Bassano per l’organizzazione e l’assistenza prestata in condizioni davvero difficili.
    Arrivederci al 2013 [SM=g27987]

    ==================================================
    Dopo un bel giro un prosecco fresco non ha prezzo
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    Jack.ciclista
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    00 7/17/2012 6:10 PM
    Re:
    pierole1, 17/07/2012 17.03:

    Agli Alpini di Bassano per l’organizzazione e l’assistenza prestata in condizioni davvero difficili.



    Davvero, un grosso grazie anche a loro, specie a quelli che si sono alzati alle 5 del mattino per presidiare i primi incroci in centro a Bassano.



    Jack
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    Ivan6718
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    00 7/17/2012 11:02 PM
    GRAZIE A TUTTI
    Ragazzi, le emozioni provate quest'anno durante la preparazione, ma specialmente durante lo svolgimento e leggendo le mail che arrivano e i vostri post me le porterò dentro e le sfrutterò per i momemti difficili.

    GRAZIE al mio EXTRA STRONG TEAM sempre infallibile ed ineccepibile nonostante il meteo abbia tentato di fare saltare tutto!!!

    GRAZIE FAMIGLIA!!! GRAZIE AMICI!!!!


    A tutti quelli che vi hanno partecipato,condividendo in pieno il post di David, dico: "Lo spirito MGC è nato e ora sta crescendo e in molti ormai hanno inutito che alla MGC fare un versante ha lo stesso significato di farne cinque! L'importatnte è esserci!!!"

    Un saluto ed un abbraccio sportivo a tutti

    Ivan
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    pala69
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    00 7/18/2012 10:26 AM
    Devo far presto

    Dopo aver accettato di buon grado la proposta di Giorgio "Domani colazione alle 4"([SM=g27994]), vado in camera. Ripensandoci, però, mi sembra un po' presto: va bene carico la sveglia per le 4 meno 5 tanto ho tutto pronto e devo soltanto vestirmi.
    Già alle 3:45, però, l'albergo è in movimento. Ormai sono sveglio. Tanto vale alzarmi e andare a colazione in orario. Ci sono già quasi tutti.
    Gli amici del forum hanno prenotato 2 notti, mentre io alla sera dovrò tornare a casa. Per questo motivo scendo in auto fino alla tangenziale di Bassano per raggiungere poi in bici il ponte degli Alpini.
    Alle 5:20 sono già sulla griglia di partenza con il primo gruppo. Alle 5:30 Ivan dopo alcune raccomandazioni ci dà il via: inizia la MGC.
    Il cielo è sereno ma le previsioni per la giornata sono tutt'altro che incoraggianti e mi convinco fin da subito che se voglio arrivare in fondo DEVO FAR PRESTO. Resto nel gruppo che parte subito piuttosto veloce, ma poi il primo viene caldamente invitato a rallentare. Rimango nel gruppo ancora una decina di minuti per fare un buon riscaldamento senza forzare, poi mi ritrovo davanti. Quando la strada comincia a salire il gruppo si sgrana e rimane indietro. Al punto di controllo di Paderno sono solo e credo di essere il primo. La signora Maria (Fochesato) mi timbra il cartellino "Ci vediamo su". Inizio la salita dell'Archeson con calma, ma non troppo. Le gambe sono fresche e girano bene ma è meglio non approfittarne troppo.
    Dopo qualche km mi chiedo: "Non mi raggiunge nessuno? Forse quelli forti sono partiti più tardi". Poco dopo, finalmente, arriva il primo vero scalatore. Un saluto veloce e lo lascio andare: troppo veloce per me [SM=g27990]. Incredibilmente, in tutta la giornata, sarà l'unico ciclista a sorpassarmi in salita. [SM=g27991]
    Come già lo scorso anno il salto della Capra non mi pone difficoltà (anche se me lo ricordavo più breve) e poco dopo le 8 sono in cima al Grappa. Ancora una volta la signora Maria mi timbra il cartellino. Primo sorriso a David. Perchè sorridente ed allegro ogni volta che arrivo in cima? Semplicemente perchè mi rimane una salita in meno ancora da fare [SM=g27987] [SM=g27987].
    Qualche pezzo di formaggio, tanta Coca e giù veloce. Il tempo è ancora bello, devo approfittarne e correre anche in discesa. Discesa, Semonzo e 2° cima tutto di un fiato: alle 10:30 sono nuovamente su. Fin qui è stata una passeggiata ma questa volta mi attende il muro Seren. Preferisco non mangiare al ristoro ma usare una barretta energetica ed un gel.
    Il tempo inizia a cambiare, ma confido di riuscire a ritornare ancora in cima senza prendere acqua. Anche questa volta faccio la discesa al massimo delle mie scarse capacità e alle 11:30 sono a Seren. Avevo detto "alle 12:00 al muro di Seren" e così è. Oggi vado davvero bene, potrei anche salire il muro in bici, ma poco prima del capitello preferisco non rischiare tanto sono in buon orario. Scendo dalla bici e cammino fino a quando la strada spiana.
    Faccio appena in tempo a risalire in bici e subito mi devo fermare per aiutare un ciclista fermo per una foratura: era senza pompa e per di più al Forcelletto aveva sbagliato strada deviando per Seren. Perdo una ventina di minuti e nel frattempo arrivano altri ciclisti tra i quali prima Mauro e poi Valentina. Appena riesco a ripartire riprendo Valentina e qualcun altro, con i quali arrivo per la 3° volta in cima. Per tutta la salita pregustavo già l'idea di un buon pranzo al ristoro, ma questa volta il meteo sta veramente peggiorando. Nuvole basse, vento gelido e qualche goccia di pioggia. Il punto di controllo: dov'è finito?? ed il ristoro??? quasi completamente smantellato. Mi dicono di andare al rifugio dove ancora una volta Maria mi timbra il cartellino e mi chiede: Prosegui?
    Sono molto frastornato e sulle prime non mi sento di rispondere subito sì. Se voglio avere abbastanza energia per il 5° versante devo assolutamente mangiare. Mi dicono di andare al furgone dove Raffaella sta distribuendo il cibo. Le chiedo un poco di pane e formaggio e subito mi riempie il piatto con una quantità esagerata [SM=g27990] [SM=g27990] . Forse David l'aveva informata della mia passione per il formaggio?? [SM=g27985] [SM=g27985]
    Finalmente trovo posto nella stanzetta del rifugio per mangiare con tranquillità e pensare al da farsi. Sono bagnato ed ho abbastanza freddo: temo che questo possa avere effetti negativi sulla digestione. Molti, tra cui Mauro e Vale decidono di concludere la loro MGC, ma io non posso: devo andare avanti. Finora non piove e quasi certamente dopo il Forcelletto potrebbe esserci ancora il sole e temperature miti. Poi in salita, anche sotto l'acqua, ci si scalda. Ho deciso: annuncio il 4° versante e subito con me parte anche un altro ciclista che mi ringrazia per avergli dato la convinzione necessaria.
    Scendiamo veloci e, come immaginavo, dopo il Forcelletto non fa più freddo. A Caupo c'è pure il sole. Un caffè a Caupo ci vuole proprio e alle 15:20 si ricomincia la salita. Questa volta non sono solo. Il mio compagno è leggermente più lento di me, ma io sto patendo le conseguenze del pranzo al freddo e mi sento piuttosto appesantito. Vale la pena accettare il suo passo e cercare di digerire. Saliamo bene sui tratti più ripidi ma quando la strada spiana anzichè rilanciare l'andatura preferiamo rifiatare.
    Dico al mio compagno "Dai che per le cinque e mezza siamo su e possiamo tentare il 5° versante". Nonostante dopo il Forcelletto ricominci il vento freddo e le nuvole basse riusciamo ad arrivare per l'ora prevista. Sto bene e finalmente ho digerito: l'energia per il 5° versante c'è. Devo, però, impegnarmi ad essere in cima prima delle 21 per approfittare di almeno 15-20 minuti di luce per la prima parte di discesa in mezzo alla nebbia.
    Cerchiamo di non perdere tempo, ma quando poco prima delle 18 stiamo risalendo in bici inizia a piovere. Aspettiamo un attimo, forse smette. Poi appena scesi qualche km ci sarà ancora il sole. Dopo qualche minuto la pioggia cessa e partiamo. Purtroppo, però, dopo pochi km anzichè uscire il sole, inizia il nubifragio. Sono le 18:10 e dovevo aspettarmelo: siamo nel bel mezzo dell'orario più favorevole ai temporali pedemontani. La strada si trasforma in un torrente, gli occhiali si appannano e senza faccio fatica a tenere gli occhi aperti. Non vedo il ciclocomputer ma credo che la velocità non superi i 20km/h. Passata malga Camol la pioggia aumenta ulteriormente di intensità ed i freni posteriori non frenano più. Sono bagnato fino alle ossa, ma per fortuna non fa eccessivamente freddo. La pioggia cessa qualche km prima di Semonzo.
    Arriviamo al punto di controllo a Romano d'Ezzelino dove ci attende David con il timbro. Il mio compagno rinuncia: troppo bagnato, teme il freddo.
    Sono le 18:45 e confido nel fatto che ormai il temporale sia definitivamente passato. Timbro e via per la strada Cadorna. Le gambe non fanno male ma hanno comunque poca forza per spingere. Guardando, però, VAM e velocità penso di riuscire a salire in massimo 2 ore. Devo soltanto sperare che non torni a piovere. A Campo Solagna le speranze di riuscita si fanno concrete. Il tempo sembra migliorare anche se la cima è sempre avvolta dalle nubi e, nonostante la stanchezza si faccia sentire, sto rispettando i tempi. Sono le 19:55 ed un cartello indica "Cima Grappa 10km": un ora dovrebbe bastare.
    I tratti pianeggianti sono finiti. Ogni 10 min guardo l'altimetro; sto viaggiando a 750m/h: lento ma sufficiente per rispettare l'orario.
    Nel frattempo incrocio anche Nico e Massimo che mi salutano ed incoraggiano. Il tempo sta nuovamente peggiorando e ben presto mi ritrovo in mezzo alla nebbia. Nuovamente risuona il leitmotiv della giornata "Devo far presto", ma finalmente sopra di me compare il bivio per Caupo. Ormai è fatta, qualsiasi cosa succeda, in cima ci arrivo. Alle 20:45 sono al rifugio Bassano per la 5° volta. Ivan mi accoglie molto calorosamente (c'è bisogno di un po' di calore con il freddo che fa). Vorrei fermarmi più tempo ma sta arrivando il buio e voglio assolutamente uscire dalla nebbia con ancora un poco di luce. Ancora una volta: "Devo far presto". Carico lo zaino e giù. Alle 21:55 arrivo al velodromo.
    E' finita!!! [SM=g27989] [SM=g27989] [SM=g27989]

    Distanza: 277km
    Dislivello: 8150m
    Vel. media: 19,5km/h
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    Vedo23
    Post: 3,023
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    00 7/18/2012 11:44 AM
    Complimentissimi a tutti!
    Indipendentemente dal numero di versanti, tutti si sono certamente dovuti impegnare a fondo e tutto sembra essere andato veramente bene, nonostante la pioggia.
    Ho grandissima ammirazione, l'organizzazione deve andar fiera del suo successo e sono certo che tutti i complimenti che riceve sono più che meritati!

    Giorgio
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    CiclistaperCaso@
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    00 7/18/2012 5:49 PM
    Un’altra edizione della MGC: vissuta, sofferta, goduta e come sempre STRAORDINARIAMENTE BELLA …

    Sabato 14 luglio 2012: anche quest’anno siamo giunti all’appuntamento che considero il più importante dell’intera stagione ciclistica: quello con la MonteGrappaChallenge. Oramai è un evento che mi è entrato nella testa e nel cuore e che fa parte delle mie abitudini di vita. Ne parli per un paio di mesi dopo l’evento (sì ciao … diciamo pure fino a Natale …), poi a gennaio ti iscrivi e inizi a pensarci, poi ti alleni per affrontarla, ti vengono i dubbi e poi ci vai un po’ scommettendo su te stesso e un po’ sperando che la fortuna ti dia una mano. Il primo anno, nel 2010, mi sono iscritto quasi per curiosità e capire (io che non ho un motore da cuore in gola) quali fossero i miei limiti, quasi per sfidare me stesso, con poche certezze … anzi nessuna per essere sincero. Non che non avessi fondo, una base di km ce l’avevo, ma fare così tanta salita è un’altra cosa e presentarsi alla partenza con un dislivello massimo conquistato nell’anno di 3.600 metri per singola uscita mi aveva posto nella condizione di considerare il percorso Base come obiettivo ed il Medium come un possibile risultato perseguibile solo usando sempre la testa, in una giornata di grazia e … con tantissima fortuna. Beh, sono riuscito a stupire me stesso, a gestirmi bene come non mai completando l’Extra Strong e andando oltre ogni più rosea previsione, ma soprattutto facendo la conoscenza di persone straordinarie e trovando dentro di me lo Spirito della MGC. Nel 2011, sono riuscito nell’intento di contagiare mia moglie Maria coinvolgendola, grazie all’immensa disponibilità di Ivan, nell’organizzazione della MGC e stupendomi di come, grazie anche ad una meravigliosa Raffaella, lei ne sia uscita addirittura più sorpresa ed entusiasta di me e soprattutto scoprendo come la MGC non sia fatta solo di bici, pedivelle e rapporti, ma sia un momento da vivere trovando conferma che “se si vuole si può”. Io, dal mio canto, ho trovato un’altra giornata di grazia e, sia pur con tutta la fatica del caso, ho bissato l’Extra Strong.

    Le premesse dell’evento sono queste. All’appuntamento di quest’anno però ci arrivo letteralmente scoppiato: dopo circa 5 mesi di proficui allenamenti, tanti km e non poco dislivello, all’inizio del mese di giugno mi sento in ottimo stato di forma, ma subito dopo una bronchite di 9 giorni prima ed una discopatia dopo mi tagliano le gambe e soprattutto la testa. Quella testa che ha sempre rappresentato il mio punto di forza, il mio acceleratore … Poca voglia di allenarsi, per nulla voglia di uscire la mattina presto (quando a gennaio e febbraio a volte ero in strada alle 5,30 del mattino con nebbia o gelo). Insomma, si è rotto il giocattolino e sperare di eguagliare le precedenti edizioni diventa difficile. Eppure, anche se in un modo diverso dal solito e dalle normali aspettative di un cicloamatore, anche la MGC 2012 ci ha riempito il cuore, ci ha regalato momenti unici e soddisfazioni, non solo ciclistiche, che in altri contesti difficilmente si riescono ad ottenere. Vediamo come è andata …

    Il week-end della MGC inizia il pomeriggio del venerdì, con il trasferimento a Bassano del Grappa e l’arrivo al velodromo, dove oltre ad Ivan e Sandra (i padroni di casa), troviamo Piero, Nicola, Massimo, Elena, Andrea e sul finire anche Mauro e Valentina. E’ bello conoscersi (come nel caso di Piero) o ritrovarsi dopo aver condiviso una pedalata. Ti restano dentro delle emozioni latenti, l’ammirazione per qualcuno, il ricordo della fatica e la soddisfazione. Ogni volta che stringi una mano, questi sentimenti tornano piacevolmente a galla e ti esplodono in testa … Così l’atmosfera si carica di energia ed è solo la premessa di una bella serata in compagnia al Dalla Mena dove troviamo anche Mirko e un suo compagno di squadra e al gruppo si unisce anche l’immancabile David. Si cena, fra chiacchiere e risate che servono a stemperare la tensione, che nasce dal rispetto per quello che ci aspetta domani. Ogni tanto si invocano i santi protettori San Seren del Grappa, San Semonzo, Santa pure la Capra (quella del famoso “salto”), altre volte si esternano le preoccupazioni per le previsioni meteo. Già il meteo … domani sarà probabilmente il peggior nemico di tutti. La ciliegina sulla torta? Un messaggio di Emiliano e la telefonata di Sergio: sentirli lì con noi anche se erano a qualche centinaio di km è stato molto bello. Prima delle 23 tutti a nanna, anche se un po’ per il caldo, un po’ per la tensione, un po’ per il rumore di un gruppo che stava cenando all’aperto, ho faticato a prender sonno. Stavo dormendo quando alle 3,45 la sveglia è suonata. Mi do una sistemata veloce e scendo a fare colazione, trovando Mauro, Vale e Piero, che si lancia nel tentativo (il primo della sua vita) di iniziare la giornata consumando un piatto di pastasciutta alle 4 del mattino. La cosa che colpisce di più è comunque il buon umore, l’allegria contagiosa … in 2 parole lo spirito della MGC aleggia nell’aria. Poi su a finire i preparativi e a trasferire le proprie bici dalla camera (ebbene sì le nostre ragazze hanno dormito con noi [SM=g27987] [SM=g27987] [SM=g27987] ) al cortile del Dalla Mena. C’è chi scende a Bassano in auto e chi in bici. Io sono fra questi ultimi, ma sono d’accordo con Graziano di attenderlo in quanto sua moglie Lorenza dà un passaggio in automobile a mia figlia Rebecca e a mia moglie Maria fino al 1° punto di controllo che, assieme a Raffaella (la moglie di David), devono presidiare. Come dire che siamo nelle mani di 4 donne … e che donne !!! [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    Alle 5 libero Nicola, Mauro e Valentina invitandoli a scendere. Dopo qualche minuto arriva Graziano e alle 5:11:20 anche io e Graziano lasciamo il Dalla Mena ed iniziamo la discesa verso Romano d’Ezzelino. L’inizio di giornata sembra buono, ma l’evoluzione del meteo è previsa in negativo. Speriamo bene …
    Pit stop al velodromo per il ritiro del pettorale di Graziano e poi giù al ponte degli alpini, dove arriviamo proprio mentre stanno partendo i primissimi. Fila per tirmbrare il cartellino e per lasciare lo zaino, decisamente stracolmo viste le previsioni meteo e alle 5,48 appena passate partiamo. Sono già partiti quasi tutti quelli che conosco e mi ritrovo nel gruppo con Nicola e Mirko. Consapevoli che il fattore tempo potrà risultare determinante in prospettiva del meteo, cerchiamo di tenere una buona andatura e riusciamo a rientrare su qualche gruppetto prima del posto di controllo. Tra questi superiamo Piero, che saggiamente ci regala un sorriso benaugurante e non modifica la propria cadenza di pedalata: una grande persona. Un paio di minuti dopo, faccio un’altro piacevole incontro raggiungendo ed affiancando Fulvio alias CicloFakiro organizzatore di rando a fondo benefico. Ci salutiamo e chiacchieriamo dandoci l’appuntamento per il 9 settembre alla Valcamonica Extreme. Arriviamo al punto di controllo e siamo accolti con professionalità, gentilezza e anche allegria dalle 4 ragazze della MGC. Loro sanno che adesso per noi inizia il “bello”, che la “capra” ci attende lassù: segnano l’ora del passaggio, appongono il timbro ufficiale della MGC e via … ci incoraggiano ad affrontare il primo versante. Quando ripartiamo, l’idea è di salire assieme a Nicola, ma in salita, si sa, ognuno deve andare con il proprio passo e dopo un km circa capisco che lui vuol essere prudente e stargli davanti non gli farebbe nemmeno bene. Salgo abbastanza bene, raggiungo e supero alcuni ciclisti (tra questi Elena che, vuoi per la mia scarsa vista, vuoi perché me l’aspettavo con la sua divisa, non riconosco nel completo nuovo della MGC … un errore imperdonabile …). Quando arriva il tratto duro, soffro parecchio … la capra, nell’ultimo tratto, pretende il suo dazio e ne esco vivo ricorrendo al 34x30: un segno chiaro che la forma dello scorso anno è lontana. Scollino bello sudato tanto da fermarmi per il tempo necessario a indossare manicotti e giubbino smanicato. Nel breve tratto in discesa verso la Val delle Mura il paesaggio con malghe e pascoli è straordinario e, come nelle 2 precedenti edizioni, mi torna in mente mio papà … ci deve essere qualcosa in questo luogo che mi linka il cervello … un motivo in più per tornarci il prossimo anno.
    Poi arriva quel tratto difficile da interpretare, almeno per me, con qualche strappetto che non ti aspetti e che ti fa capire che devi alleggerire il rapporto se vuoi uscirne con qualche speranza di proseguire … fino a quando si incrocia la strada che arriva da Semonzo e allora si incominciano a fare i conti … manca poco, ma un paio di strappi fanno sì che quel poco costi fatica e finalmente metto le ruote sulla Cadorna, proprio un attimo dopo che Mauro e Valentina sono sfrecciati in direzione opposta per la loro prima discesa. Un ultimo sforzo e sono a Cima Grappa: il 1° versante è conquistato, timbro, saluto David (sempre col sorriso) e vado al ristoro per recuperare qualche energia. Lì trovo Massimo e in pratica ci accordiamo per proseguire assieme. Io spero di portagli fortuna, mettendo la mia maggiore conoscenza dei percorsi della MGC a sua disposizione. Una cosa bellissima. Una cosa che ad una GF non ti verrebbe mai in mente di fare. Ed è solo una delle tante differenza tra le altre manifestazioni ciclistiche e la MGC.

    Prima di partire ci copriamo. Si è sollevato un po’ di vento e non è per nulla caldo. Infatti, nei primi 4-5 km di discesa soffro il freddo e (con il senno di poi) penso che lo stomaco mi si sia bloccato un po’ lì. Superato il primo tratto va meglio e ci raggiunge anche Mirko che in discesa è un missile: difficile tenergli la ruota.
    Morale della favola: scendiamo veloci e in un tempo ragionevole ci ritroviamo al punto di controllo di Romano d’Ezzelino. Quando ripartiamo siamo di nuovo soli io e Massimo e assieme iniziamo il versante di Semonzo. Nei primi km fa parecchio caldo: c’è il sole, sudo come una fontana arrivando dall’inizio della discesa dove avevo freddo, bevo regolarmente e parlo molto con Massimo che è davvero un grande compagno di salite. Dopo il punto di controllo, una breve contropendenza e poi il respiro di Campo Croce. Sotto di noi la pianura veneta, sopra il Monte Grappa e in mezzo il tratto di Malga Camol. Inizio a faticare troppo, a soffrire di stomaco, ho sensazioni molto negative, mi sembra di star male, di dover vomitare, ma non ho conati. La testa inizia a non esserci più, le gambe pure, soffro come un cane, ma soffro soprattutto perché non riesco a capire cosa ci sia che non va. L’anno scorso qui ero salito con il 34x23 e 34x26, ora mi trovo costretto ad usare il 28 ed il 30 … Massimo va su più prudente e usa la testa, mentre io vedo che non vado, mi dispero e provo irrazionalmente a strapazzare il fisico. Quando mi ritrovo per la seconda volta a Cima Grappa sono quasi sicuro di scendere e tornare a casa. Fortunatamente al punto di controllo trovo Maria e Lorenza che mi rincuorano. Mangio qualcosa al ristoro, vicino a Raffaella e Rebecca e anche a loro confido di non star bene. Fa freddo, c’è vento … chi me lo fa fare di andare a “morire” sul Seren?
    Fortunatamente, nel frattempo è sopraggiunto Massimo che mangia e parla vicino a me, mi dà coraggio e mi fa capire che non lo posso abbandonare ora. Vado alla macchina dove c’è lo zaino e cambio lo smanicato: lascio quello bagnato di sudore e ne prendo uno asciutto, indosso doppi manicotti (il secondo paio asciutti) e metto anche la mantellina e la fascia paraorecchie. Insomma, neanche in inverno mi bardavo così …
    Quando ripartiamo son pieno di dubbi, ma dopo 2 km me li devo levare dalla testa perchè la discesa verso Caupo ha prima qualche contropendenza da superare. Poi affrontiamo la discesa vera e l’abbigliamento caldo e asciutto inizia a fare il suo lavoro. Comincio a star meglio e già al Forcelletto sono un altro: la luce si è riaccesa e a Caupo, sotto il sole, sono di nuovo a posto di testa, di gambe e so di poter affrontare il versante di Seren. La MGC vuol dire anche questo. Nelle precedenti edizioni mi era sempre andata benissimo: non una crisi, non un cedimento, niente. Quest’anno invece la crisi c’è stata, ma come tutte le crisi quando la superi ritrovi la forza e ti senti ancora meglio. La bici ha una forza straordinaria ed è metafora della vita: tutti i giorni dobbiamo combattere con difficoltà e problemi che ci sembrano insuperabili, ma alla fine possiamo farcela.

    Il primo tratto del 3° versante è come un antipasto: qualche strappo e niente più, ma ti prepara lo stomaco. Dopo Pian della Chiesa la musica cambia, la strada si restringe e si inizia ad usare la forza. Sto salendo discretamente bene, nulla di fantasmagorico e comunque sudandomi ogni pedata, Massimo è lievemente attardato, ho superato altri 2 ciclisti e macheranno si e no 150 metri al capitello, quando per prendere di traverso una delle griglie la ruota anteriore mi si solleva da terra di un paio di centimetri. La ributto giù, ma perdo di stabilità e mi trovo con la bici che va verso il guard rail di sinistra. Tento un’ultima volta di raddrizzare la situazione, ma piuttosto di cadere metto il piede a terra … Noooooooo !!!! Proprio qui !!!! E’ bastato un secondo di distrazione … mannaggia … Beh, vediamo il lato positivo: dopo 2 tentativi miseramente falliti, al 3° anno riesco a mettere il piede a terra sul Seren del Grappa … [SM=g27987] [SM=g27987] [SM=g27987]
    Scherzi a parte, qui di riagganciare i pedali proprio non c’è modo, non con queste pendenze. Percorro 100 metri a piedi e poi provo a risalire … uno sforzo sublime, una tensione al massimo delle gambe, delle braccia e della catena. Quando ci provo, ovviamente il pedale sinistro non mi si aggancia … proseguo per qualche metro finchè il piede non scivola dal pedale e addirittura tocca contro il sensore di cadenza (quello nuovo e non funzionante che Jack avrebbe dovuto aggiustarmi proprio in occasione della MGC ) che vola a terra assieme al supporto e all’elastico che lo fissava al tubo obliquo del King. Mi rifermo … costa 45 euro il sensore della Polar … raccolgo i pezzi, li metto in tasca e mi riavvio a piedi proprio mentre Massimo mi sorpassa chiedendo “Tutto a posto?”. Mancano 50 metri al capitello e decido che me li farò a piedi. La fotografa, lì di fronte a me, tentenna nel dubbio … scatto o non scatto … ma sono io a toglierla dall’imbarazzo “L’anno scorso me l’hai fatta sui pedali … quest’anno è giusto averne una a piedi” [SM=g27987]
    Dal capitello provo a ripartire, ma per la seconda volta la tacchetta del piede sinistro incontra il lato sbagliato del pedale Look non incastrandosi … rimpiango per un attimo i pedali double-face e poi mi impongo di farcela. Lì 200 metri avanti ci sono 2 tornanti (impossibile dimenticarli …): mi contorco, mi irrigidisco, cascasse il mondo … e stavolta riesco a tenere il piede fermo e a non farmelo scivolare. Al tornante destrorso allargo più che posso, giro il pedale e tackkkkk … finalmente aggancio. Ok. Faccio il punto della situazione ed inizio a spingere, rientrando su Massimo con ancora tanta adrenalina da piede a terra che lo passo tenendo il mio ritmo anche nel tratto successivo e andando a riprendere anche uno dei 2 ciclisti di prima nel successivo tratto sotto il bosco.
    Nella parte finale la pendenza cala e quando il bosco lascia il posto al cielo aperto, so che, sia pur con qualche difficoltà ed imprevisto, la parte più dura del Seren è oramai alle spalle. Allora mi fermo, scarico un po’ di liquidi e attendo qualche secondo che arrivi Massimo per fargli i complimenti. Lui è raggiante e ne ha tutte le ragioni: dice di aver superato più con la testa che con le gambe il Seren. Io sono contento per lui, ma prima di Cima Grappa ne abbiamo ancora di fatica da fare.

    Il cielo intanto si è incupito ancora di più. Si è pure alzato un ventaccio fastidioso e all’arrivo al bivio del Forcelletto incrocio Fabio che ci offre una bottiglietta d’acqua. Ringraziamo il nostro “angelo custode”. Bevo quasi tutto d’un fiato e restituisco la plastica … impossibile infilare ancora qualcosa nelle tasche della maglietta … Quando ripartiamo, dico a Massimo “Ho una notizia buona e una cattiva. Quale vuoi per prima?” e lui “Quella buona”. “Allora, quella buona è che siamo usciti dal tratto duro del Seren, quella cattiva è che per Cima Grappa abbiamo ancora 9 km di salita”. Lui mi dice “Anche io ho una notizia buona e una cattiva. Quale vuoi per prima?” … “Fai te”. Allora Max mi fa ridere e capisco tutta la sua determinazione “Allora, quella buona è che siamo usciti dal tratto duro del Seren, quella cattiva è che di salita ne abbiamo ancora 60 km”. Troppo forte !!!
    Pedaliamo e intanto le nuvole sono sempre più basse e riducono la visibilità a pochissimi metri.
    L’aria è densa di umidità, il cielo è scuro, ogni tanto arriva qualche goccia … ad annunciare che di lì a poco che ne saranno altre … E’ inutile salire con il passo dell’altro, ognuno qui deve badare e pensare a sé stesso. In prossimità del rifugio Scarpon, prima di affrontare il breve tratto di discesa, mi fermo e indosso nuovamente lo smanicato ed i guanti in cotone. Al bivio successivo svolto a sinistra e affronto gli ultimi 2 km di salita che mi riportano a Cima Grappa per la terza volta. Dove il ristoro??? Causa avverse condizioni meteo, Ivan lo ha saggiamente spostato in una stanza presso il rifugio Bassano. Così almeno stiamo al caldo.
    Lì ritrovo le ragazze dell’Extra Strong abbastanza infreddolite, ma impegnate comunque a fare il loro lavoro.
    Anche a loro va un applauso: chi pedala in salita almeno si riscalda, ma stando ferme … che freddo !!!

    Scambio alcune parole con Maria e Rebecca, poi con Mauro e Valentina intenzionati a chiudere lì la loro MGC. Nel frattempo arriva anche Massimo. Ci penso su solo un minuto e poi sto decido di smettere anch’io: la giornata deve essere di festa, sono qui con la mia famiglia, la MGC è bella anche con 3 versanti. Rovinare tutto per un gesto azzardato e quasi egoistico non mi va. E poi anche gli organizzatori: se succede qualsiasi cosa, anche per loro son dolori. Decisione presa. Capitolo chiuso.
    Mangio qualcosa. Chiacchiero e dopo una ventina di minuti, recuperato lo zaino, bardato quasi come fosse inverno insieme a Mauro e Valentina parto alla volta di Bassano del Grappa, lasciando al ristoro Massimo che, come immagino, proseguirà e in giro per i monti Nicola anche lui un duro indistruttibile.
    La discesa si svolge nel migliore dei modi, salvo il freddo nei primi km e un po’ di fastidio per il peso dello zaino sulle spalle. A Campo Solagna c’è il sole e ci fa una pernacchia … anche se per un solo secondo, ognuno di noi ha un momento di rammarico “Forse sarebbe stato possibile proseguire …”. Ma dura poco. Ci rendiamo conto che alla MGC non è il numero dei versanti che conta, bensì l’aver partecipato, l’aver dato il proprio contributo, l’aver vissuto questa giornata insieme agli altri compagni di viaggio.
    Così ci alleggeriamo dell’abbigliamento in surplus e continuiamo la discesa … giusto in tempo per prendere l’inizio di un acquazzone nei 2 km che precedono l’arrivo al velodromo di Bassano. Ci infiliamo sotto il tendono del ristoro, ma il pensiero corre subito là in cima al Grappa dove altri staranno pedalando … speriamo almeno che non sia grandine.

    Che dire ancora. E’ stata la mia terza partecipazione alla MGC. Ognuna ha avuto la sua storia, ognuna è stata bellissima e quella di quest’anno, nonostante il meteo non proprio amico, non è stata da meno.
    Il merito è di Ivan Contiero e Sandra, di tutti i ragazzi e le ragazze dell’Extra Strong Team. [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    La MGC è un evento unico, da vivere, soffrire e godere in prima persona.
    GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO LAVORATO PER REGALARCI ANCHE QUESTA EDIZIONE 2012 e ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO !!!



    Solo per la cronaca:

    Tempo: 8h 57'
    Distanza: 182,6 km
    Battiti: 131/170 bpm
    Cadenza: / /
    Velocità media: 20,3 km/h
    Dislivello: 5.085 mt
    Calorie: 6.251 kcal
    Temperatura: min +14°C/media +22°C

    Ciao e buone pedalate a tutti
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    -Emiliano-
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    00 7/18/2012 10:49 PM
    Re:
    MirkoBL, 16/07/2012 11.07:

    Il prossimo anno ESIGO la presenza di Emiliano (questa sarebbe la sua manifestazione, gli possiamo far fare anche Cismon e la strada degli Alpini come dessert [SM=g27987] ).


    Devo ammettere, nonostante il mio essere uno "zingaro delle Alpi" ed un "single per definizione", che i vostri stupendi racconti e le foto di grigua mi stanno per la prima volta tentando...
    Luglio è un mese, lavorativamente parlando, problematico per me; ma stavolta scrivo per la prima volta:... mai dire mai!

    Però sfatiamo definitivamente una falsa leggenda: le mie "imprese" saranno interessanti per i luoghi attraversati, il fascino della scoperta e l'originalità dei percorsi; ma non certo per la loro "qualità atletico-ciclistica".
    Non ho MAI supertato 5500m di dislivello né 208km: quindi un eventuale EXTRA-STRONG per me sarebbe anche troppo; senza antipasti e senza dessert... [SM=g27988]

    Emiliano
    _____________________________

    www.volleycornaredo.it

    www.denisekarbon.it
    www.lisamiskovsky.com
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    grigua
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    00 7/19/2012 1:01 AM
    -Emiliano-, 18/07/2012 22.49:


    Devo ammettere, nonostante il mio essere uno "zingaro delle Alpi" ed un "single per definizione", che i vostri stupendi racconti e le foto di grigua mi stanno per la prima volta tentando...
    Emiliano


    La tua MGC è iniziata quando eravamo seduti a tavola e proprio in quel momento è arrivato il tuo "in bocca al lupo a tutti". Mi ha piacevolmente sorpreso l'arrivo del tuo SMS e l'ho letto ad alta voce: non ti resta che venire a constatare di persona. Detto da una "irriducibile solitaria... quasi pentita"! [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    E poi, dopo aver provato il "nero-Grigua" [SM=g28000] , l'anno prossimo faranno tutti il tifo per il "blu-Emiliano" [SM=g27990] (secondo me ti fanno fare l'iscrizione gratis pur di averti [SM=g28004] )!



    [Edited by grigua 7/19/2012 1:03 AM]
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    Un'emozione in più è terra conquistata,
    non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

    E' il tempo, sai, che ci misura,
    che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
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    grigua
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    00 7/19/2012 3:24 AM
    La mia MGC....

    .... ha una data di inizio ben precisa, il 12 agosto 2009, il giorno in cui ho conosciuto in un giro sulle Dolomiti David e Graziano, entrambi reduci dalla prima edizione della MGC. E quello che mi aveva colpito soprattutto dei loro racconti era il calore con cui descrivevano l'atmosfera e la straordinarietà della persona, Ivan, che aveva messo in piedi questo piccolo miracolo. E' fin da allora che l'idea della possibilità di una mia partecipazione ha iniziato pian piano a farsi strada in me.
    Nel 2010 mi sembrava ancora troppo complicato organizzarmi la trasferta da Genova, ma l'anno successivo avevo deciso che in qualche modo sarei comunque arrivata a Bassano.
    Poi nel 2011, l'incidente a due settimane dalla partenza. Avevo pianto quando avevo dovuto disdire l'albergo. Se non fossi stata costretta a casa dalla mutua sarei partita ugualmente anche solo da spettatrice, solo per esserci.

    Ecco, questa premessa può aiutare a capire con quale carico di emozione sono arrivata a Bassano venerdì. Emozione non tanto dovuta alla prestazione atletica (certo da non sottovalutare, ma per me certamente non l'aspetto primario), ma tutta rivolta alle persone che avrei conosciuto, incontrato, rivisto, amici vecchi e nuovi, il sentirmi parte anch'io di questa bellissimo evento.
    Emozione che scandisce ogni ora che mi avvicina alla grande giornata.
    Il ritiro del pacco no-gara, la presentazione ad Ivan e Sandra. L'arrivo alla spicciolata di Nicola, Piero, Giorgio (che figuraccia [SM=g27995] , con la barba ed in abiti "civili" non l'avevo riconosciuto!) e la sua famiglia, a cui si aggiungono poco dopo Andrea, Mauro e Vale. E poi come non ricordare la simpatia travolgente di Raffaella e le grandi feste che mi ha fatto quando ha scoperto che non ero solo Elena.... ma Grigua? Chissà cosa deve averle raccontato David su di me! [SM=g27991]

    E' così che al Ponte degli Alpini intorno alle 5,30, dopo una stretta di mano e un reciproco "In bocca al lupo" con Massimo che sapevo avrei rivisto solo la sera, avevo già le pulsazioni a 160 e il cuore in gola.
    Dopo le prime pedalate, lasciati i compagni del gruppetto di partenza, inevitabilmente più veloci di me, ero già sola con i miei pensieri. Cercavo di ripetermi "fai quello che sai fare, pedala, il resto verrà da sé", ma non riuscivo a sciogliere l'emozione fortissima che si è concentrata tutta - manco a dirlo - sul mio stomaco, proprio quando la strada ha cominciato a salire, e nel modo in cui salgono le strade al Grappa, senza perdono.
    E' iniziata così una sfida tutta personale con la brioche mangiata a forza a colazione che... voleva a tutti i costi arrivare prima di me e mi sono trovata a dover a fatica rintuzzare i suoi feroci attacchi. [SM=g27994]
    Quando la strada si è impennata, al fatidico Salto della Capra, sono scesa di sella [SM=g27995] e ho camminato a più riprese. Non voglio aver "l'alibi della brioche": sarei scesa comunque, magari senza i problemi allo stomaco avrei resistito qualche metro di più in sella, ma dubito che sarei passata indenne.
    Proprio nel momento di maggior difficoltà mi supera Graziano: uffa, che vergogna [SM=g27995] , dopo due anni di attesa per vederlo proprio in un momento così poco "dignitoso" doveva arrivare!! [SM=g27992]
    Ma il suo saluto mi sprona [SM=g28002] , il tratto malefico è ormai alle spalle e riesco anche a presentarmi a Damiano (Bed69), ma da come mi sento devo avere un colorito verde [SM=g27994] , mascherato solo dall'abbronzatura.
    Il tratto in discesa viene in mio soccorso e riesco a scambiare qualche parola con Graziano e Damiano fino alle gallerie: mancavano solo loro due all'appello, ho rivisto e conosciuto tra ieri e oggi tutte le persone che ci tenevo a incontrare e la "MGC delle persone", il motivo principale per cui ho fatto 400 km. io l'ho già vinta.
    Cima Grappa. Mi presento al timbro, dove Raffaella, Maria e Rebecca mi fanno festa come se mi conoscessero da sempre: simpaticissime e calorose, grazie di cuore [SM=g27998] . Ed ecco il favoloso tavolo del ristoro, uno dei tanti punti d'eccellenza della MGC. Peccato che il mio stomaco proprio non voglia saperne di accogliere qualcosa e butto giù solo un po' di Coca-cola. Metto due panini nello zainetto, contando di mangiarli ad un accenno di miglioramento, che infatti si verifica - finalmente, era ora!!!! - durante la lunga discesa.

    Inizio la lunga salita di Semonzo. Sto finalmente bene. E la strada, lunga e regolare, impegnativa ma senza "rasoiate" si pennella alle mie caratteristiche. Inizio a godermela, i pensieri spaziano come la pianura che a tratti scorgo sotto di me, sempre più vasta man mano che mi elevo. E poi c'è l'incitamento dei tanti ciclisti che incrocio in senso contrario. Che gentili, mi salutano proprio tutti in maniera così entusiasta [SM=g27990] ...., sarà forse perché per il caldo ho tirato completamente giù la zip della maglietta? [SM=g27989]
    Ma a poco a poco il sole diventa sempre più lattiginoso, offuscato infine dalla spessa nebbia che mi accoglie al mio secondo arrivo in vetta. Faccio appena a tempo a coprirmi prima di diventare tutta un brivido.
    E ancora un'emozione grande, quella di poter finalmente conoscere e stringere la mano a Paolo Vitale. Spilucco qualcosa al ristoro, saluto ancora una volta David e mi preparo a scendere: ho "dichiarato" il 3° versante, con più di qualche dubbio dovuto al meteo in peggioramento.
    Scendo il primo tratto, al bivio prendo la direzione di Caupo che inizia in contropendenza, coi faretti accesi per farmi vedere nella nebbia.
    Ma subito mi chiedo se vale la pena rischiare di rovinare una giornata assolutamente perfetta fino a quel momento. Il brutto tempo era previsto ed in effetti stava arrivando. Non me la sono sentita di rischiare e, anche se a malincuore, ho girato la bici, riguadagnando la discesa verso Bassano. Poco dopo ho incontrato Piero, che già a in cima aveva provato a dissuadermi dalle mie intenzioni, e scendiamo insieme chiacchierando: entrambi "sentivamo" la terza salita e rinunciare ci è dispiaciuto non poco, ma Seren sarà lì.... anche l'anno prossimo!

    E così la mia MGC si è conclusa ufficialmente al Velodromo poco prima delle tre del pomeriggio ed è iniziata l'ultima parte, con l'emozione mista questa volta un velo di preoccupazione: il violento temporale che si è abbattuto su Bassano quando io ero ormai al coperto, davanti ad un piatto di pasta (ottima!), non poteva non farmi pensare a quanti, conosciuti o no, in quegli stessi momenti stavano sfidando la Montagna. E' iniziata così la lunga attesa, chiedendo via via a chi arrivava che condizioni aveva trovato, o cercando di "rubarne" i commenti con gli amici.
    Avrei potuto andare in albergo, cambiarmi, "docciarmi", ma ho preferito stare lì, su una panca, sgranchendomi le gambe ogni tanto e infilandomi anche manicotti e gambali quando il temporale ha abbattuto repentinamente la temperatura, per respirare fino all'ultimo la magica atmosfera della MGC.

    Ecco, se devo racchiudere la mia MGC in una parola la chiamo "Emozione".

    Per chiudere, due doverose parole su Massimo, con cui ho condiviso questi tre giorni. Abituata a gestirmi i miei tempi in solitaria, mi chiedevo come sarebbe stato "tarare" le mie esigenze su qualcun altro. Lo conoscevo già come ottimo "socio di pedalate", ma non è stato da meno come compagno di viaggio. [SM=g28002]

    Grazie a tutti, veramente a tutti. Arrivederci al prossimo anno!

    (scusate se ho "sforato" con le righe a disposizione)

    [Edited by grigua 7/19/2012 3:27 AM]
    ====================================================

    Un'emozione in più è terra conquistata,
    non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

    E' il tempo, sai, che ci misura,
    che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
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    CiclistaperCaso@
    Post: 4,386
    Registered in: 2/7/2009
    Master User
    00 7/19/2012 10:53 AM
    Per Elena / Grigua ...

    Bel racconto. Proprio quello che speravo di poter leggere.

    [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002] [SM=g28002]

    Grazie mille.

    Giorgio
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    Rickybici
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    Registered in: 9/5/2007
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    00 7/19/2012 11:56 AM
    E' stato bellissimo leggere i vostri racconti con le vostre emozioni e sofferenze.

    Tanti tanti complimenti a tutti.

    Ciao
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    CiclistaperCaso@
    Post: 4,387
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    00 7/19/2012 1:31 PM
    Re:
    Rickybici, 19/07/2012 11.56:

    E' stato bellissimo leggere i vostri racconti con le vostre emozioni e sofferenze.

    Tanti tanti complimenti a tutti.

    Ciao




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    CiclistaperCaso@
    Post: 4,388
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    00 7/19/2012 1:32 PM
    Re:
    Rickybici, 19/07/2012 11.56:

    E' stato bellissimo leggere i vostri racconti con le vostre emozioni e sofferenze.

    Tanti tanti complimenti a tutti.

    Ciao




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    CiclistaperCaso@
    Post: 4,389
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    00 7/19/2012 1:48 PM
    non sono CpC
    Ciao a tutti, sono Maria, solo un breve commento per ringraziare Ivan e famiglia e tutti coloro i quali hanno reso possibile la giornata di sabato.E' bello leggere i racconti dei ciclisti che hanno sudato, faticato e conquistato la vetta, sia questa il 1^ o il 5^ versante. Ogni cosa che si conquista lottando e dando il massimo di sè per ottenerla merita il più grande rispetto.In fondo la vita è così, tutti ci troviamo prima o poi di fronte alle difficoltà e sta a noi tirare fuori la grinta per superarle!!!! Molti ciclisti hanno ringraziato chi era dall'altra parte, dietro un banchetto a mettere timbri, ma lasciatevi dire che è stato un piacere chiacchierare con tutti poichè, e già questo è un successone, nessuno si è mai mostrato sgarbato o con la fretta di ripartire al più presto. Questo è lo spirito della giornata della MGC, tutto il resto è solo cronaca ciclistica.
    Maria
    All'anno prossimo............magari prendo la bici anch'io!! [SM=g27988] [SM=g27987]
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    mauro 72
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    00 7/19/2012 3:32 PM
    Re: Re:
    -Emiliano-, 18/07/2012 22.49:


    Devo ammettere, nonostante il mio essere uno "zingaro delle Alpi" ed un "single per definizione", che i vostri stupendi racconti e le foto di grigua mi stanno per la prima volta tentando...
    Luglio è un mese, lavorativamente parlando, problematico per me; ma stavolta scrivo per la prima volta:... mai dire mai!

    Però sfatiamo definitivamente una falsa leggenda: le mie "imprese" saranno interessanti per i luoghi attraversati, il fascino della scoperta e l'originalità dei percorsi; ma non certo per la loro "qualità atletico-ciclistica".
    Non ho MAI supertato 5500m di dislivello né 208km: quindi un eventuale EXTRA-STRONG per me sarebbe anche troppo; senza antipasti e senza dessert... [SM=g27988]

    Emiliano



    Io non l'ho fatta tutta, quindi non posso sbilanciarmi, ma con le tue imprese Emiliano di extra strong ne fai più spesso di quanto pensi.
    Per quello che ho potuto sperimentare, dopo 3 versanti, il dislivello alla MGC è più leggero che altrove. Dopo 5100m mi sembrava di aver fatto poco più del Cornizzolo. Non lo dico con presunzione, sono certo valga per tutti.
    La fatica è la stessa, il sudore lo stesso, la pendenza pure. Ma alla MGC non si pedala, si vola