COCINCINA..passione per le razze avicole

Articolo estrapolato da "Professione Veterinaria"

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    00 4/7/2012 2:28 AM
    "Il benessere delle galline ovaioe"


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    lh5.googleusercontent.com/-Taco_IOS0mg/T3-JFehYxDI/AAAAAAAAC4k/y_hiPJsV0No/s576/Articolo-Veterinaria-Professiona...
    [Edited by pushok-mc 4/7/2012 2:33 AM]
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    00 4/7/2012 2:38 AM
    Purtroppo non riesco ad ingrandire l'immagine per ora. Mi toccherà copiare il contenuto. e sottoporvelo
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    00 4/7/2012 3:03 AM
    I Decreto Legislativo 267/2003, attuazione delle direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE, prevede che, a decor¬rere dalla data della sua entrata in vigore, i nuovi impianti di allevamento in batteria siano realizzati esclusivamente con gabbie modificate.
    I nuovi impianti in batteria devono essere realizzati con gabbie provviste di nido, lettiera e posatoi e non con gabbie c.d. arricchibili, cioè predisposte ad accogliere tali attrezzature.
    Inoltre il Decreto prevede, altresì, sistemi alternativi alle gabbie che possono essere a terra, in voliera ed all'aperto.
    Questo lavoro, ha l'obiettivo di alimentare un dibattito costruttivo, tra Medici Veterinari, quali professionisti con approfondite conoscenze dell'Anatomia e Fisiologia degli Animali sia da Reddito che da Affezione, sui vantaggi/svantaggi che si rilevano negli allevamenti delle ovaiole in gabbia rispetto ai sistemi alternativi (a terra, in voliera, all'aperto), ai fini del loro benessere.
    Tutto questo a beneficio di una corretta informazione per la Pubblica Opinione, ed in particolare per la Sicurezza del Consumatore.

    GALLINE ALLEVATE IN GABBIE
    Dal 1 Gennaio 2012 le gabbie devono possedere i seguenti requisiti:
    • 750 cm2 per capo di cui 600 disponibili e 150 accessori;
    • la superficie totale della gabbia non deve essere inferiore a 2000 cm2;
    • disporre di un nido per la deposizione delle uova; in tale zona l'altezza della gabbia non deve essere inferiore a 20 cm in ogni pun¬to;
    • di lettiera (uno spazio ) per razzolare;
    • 15 cm di posatoio per gallina;
    • 12 cm di spazio mangiatoia;
    • sistema di abbeveraggio idoneo;
    • le gabbie devono essere disposte in file separate da corridoi di almeno 90 cm
    • tra le gabbie inferiori ed il pavimento deve es
    sere presente uno spazio di almeno 35 cm;
    • le gabbie devono essere provviste di dispositivi per accorciare le unghie.

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    00 4/7/2012 3:05 AM
    SISTEMI ALTERNATIVI
    ALLE GABBIE

    I sistemi di allevamento alternativi alla gabbia, debbono prevedere:
    • 10 cm di spazio mangiatoia per le lineari o 4 cm per le circolari;
    • 2,5 cm di abbeveratoio lineare per capo, 1 cm per i circolari , un abbeveratoio a tetta¬rella o a coppetta ogni 10 galline;
    • Un nido individuale ogni 7 galline o 1 m quadrato di nido per 120 soggetti in quelli tipo famiglia;
    • Almeno 15 cm di posatoio appropriato per ovaiola non posizionati sopra la lettiera, di¬stanti fra loro almeno 30 cm e distanti dalle pareti 20 cm;
    • Una zona lettiera di almeno 250 cm qua¬drati capo o di almeno un terzo della superficie al suolo;
    • Pavimenti che sostengono adeguatamente ciascuna delle unghie anteriori di ciascuna zampa;
    • Avere un coefficiente di densità non superiore a 9 galline per metro quadrato di zona utilizzabile.
    Inoltre, negli allevamenti dove le galline pos¬sono muoversi su più piani: il numero massi¬mo dei piani deve essere pari a 4 e l'altezza fra i diversi livelli deve essere pari a 45 cm, evitando che le deiezioni dei livelli superiori possano cadere sui livelli inferiori.
    Se le galline ovaiole hanno la possibilità di uscire in parchetti all'aperto, in questo caso:
    • L'apertura verso l'esterno deve avere
    un'altezza minima di 35 cm, una larghezza di 40 cm e comunque, per ogni 1000 galli¬ne ovaiole deve essere disponibile un'apertura totale di 2 m;
    • Gli spazi all'aperto devono avere superficie adeguate alla densità delle galline e riparo dalle intemperie.

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    00 4/7/2012 3:10 AM
    CONSIDERAZIONI
    Nell'allevamento a terra, spesso vengono sottovalutati i seguenti aspetti che rappresen¬tano i punti deboli/svantaggi, sia ai fini del benessere animale che ai fini della produttività:
    • Il terreno viene completamente battuto con deiezioni distribuite su tutta la superficie che in condizioni particolari di umidità e temperatura possono costituire materiale organico, e quindi un terreno di coltura particolarmente pericoloso per il persistere e per la crescita di (Enterobatteriacee, Protozoi, forme Sporigene non ultimo il Botulino, forme Fungine ecc..)
    • Competizioni per determinare la gerarchia sociale nella formazione dei gruppi;
    • Ammassamenti degli animali, a seguito della presenza di personale, con rischio di soffocamenti come conseguenza di situazioni stressanti, spaventi e panico;
    • Un numero di uova, seppur non consistente, vengono raccolta a terra in condizioni igieniche certamente precarie poiché deposte sulla lettiera ove coesistono, pur se per breve tempo con le deiezioni degli animali dell'allevamento;
    • Le uova che vengono deposte nei nidi, rimangono comunque molto più tempo a contatto con più galline nello stesso nido prima di essere raccolte o scivolare sul nastro di raccolta: la pellicola protettiva viene parzialmente deteriorata da questi contatti;
    • Le cose non migliorano di molto con i nidi automatici collettivi impiegati sia nelle strutture definite Voliere che negli allevamenti a Terra dove numerose galline possono confluire a deporre nello stesso periodo, per cui la barriera che esse stesse procurano alla discesa delle uova sui nastri provoca un contatto prolungato dell'uovo con le galline, diminuendo la possibilità di auto difesa dello stesso, nei confronti dell'inquinamento batterico, per i danni prodotti alla pellicola protettiva;
    • La presenza di nastri di raccolta in canali chiusi, possono facilmente trasformarsi nel passaggio di piccoli roditori ed animali indesiderati;
    • Il contatto prolungato della gallina con le proprie deiezioni nella fase di razzolamento sulla lettiera, favorisce, tramite la contaminazione oro-fecale, il diffondersi di malattie enteriche dovute alla presenza di eventuali enterobatteri patogeni non solo per la gallina, ma anche per il consumatore;
    • Aumento della mortalità neo-natale (aggressività, cannibalismo);
    • La produzione delle uova prodotte per capo risulta essere nettamente inferiore ( mancano al conteggio uova sporche, incrinate, rotte, perse sotto i posatoi o sepolte nella Lettiera ).
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    00 4/7/2012 3:14 AM
    Nell'allevamento in gabbia si hanno i seguenti vantaggi:
    • maggiore controllo e cura della gallina, più facile la selezione ed il recupero degli scarti;
    • scompare il problema della deposizione al suolo;
    • le uova sono più pulite, meno incrinate, meno rotte e meno manipolate;
    • migliora l'indice di conversione, per l'impossibilità della Galline di sprecare il mangime;
    • viene eliminato il problema delle chiocce;
    • diminuiscono le possibilità della presenza di parassiti intestinali (coccidiosi ed elmintiasi), si riducono gli ectoparassiti;
    • riduzione delle patologie per contaminazio¬ne oro fecale; le galline non hanno la possibilità di venire a contatto con le loro deiezione ne di defecare sull'alimento
    • minor rischio di contatto con la fauna selvatica (e quindi di contrarre patologie tipo Influenza, Mal Rosso, Vaiolo, Pasteurella, ecc...); • minor trattamenti terapeutici; • minor manodopera; • migliori condizioni ambientali (riduzione delle polveri e dell'ammoniaca); • minore mortalità da plumofagia e cannibalismo (4% in gabbia, fino al 40% negli allevamenti alternativi). Per quanto riguarda gli ipotetici svantaggi: (che comunque in buona parte sono riconducibili alla Gestione ed alla preparazione professionale dell'allevatore) ricordiamo: • la gestione delle deiezioni è facilitata dalla loro sistematica raccolta e disidratazione (svantaggio ??); • quando esistono feci molli e male odoranti queste sono in buona parte conseguenti alla qualità degli alimenti ed alle perdite di acqua dei sistemi di abbeveraggio • aumenta la popolazione delle mosche ed altri insetti; che comunque può essere mantenuta sotto controllo dall'Allevatore con precisi programmi abbattenti; • il grosso investimento iniziale, è ripagato nel tempo da un più razionale ed inferiore impiego della Manodopera, da una maggior Produzione quanti e qualitativa, da un più facile e razionale controllo Sanitario; • la ipotetica maggiore incidenza di uova con macchie di sangue, nella maggioranza dei casi è dipendente da una alimentazione non idonea e/o carente, quindi prevedibile; • riduzione dei comportamenti di specie. La cova, l'aggressività, sono comportamenti di specie non certamente positivi.


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    00 4/7/2012 3:21 AM
    CONCLUSIONI
    L'obiettivo prioritario dell'allevamento avicolo, così come per tutti gli allevamenti di animali produttori di alimenti, si identifica nel "Reddito", naturalmente nel rispetto del benessere animale che non sempre si identifica con la applicazione della normativa. La tendenza comune (anche quella dell'opinione pubblica, soprattutto se tendenzialmente orientata) vuole avvicinare sempre più, l'allevamento intensivo, ai sistemi naturali (allevamento a terra), mettendo con ciò a rischio la salute degli animali, poiché:
    • La genetica ha mutato le condizioni naturali-originali di questi animali migliorando le caratteristiche produttive, ma certamente facendo loro perdere caratteristiche di rusticità e resistenza nei confronti di situazioni stressanti; I pulcini nati in incubatoi industriali, crescono non in presenza di una mamma/chioccia ma in presenza dell'uomo che, per quanto possibile, certamente ha
    saputo interpretare le condizioni di be-nessere necessarie per l'allevamento in-tensivo e che la mamma/chioccia di origine sicuramente non sarebbe stata in grado di competere con le necessità delle grandi produzioni; I pulcini così allevati, in ambiente chiusi, completamente condizionati da funzioni gestite dall'uomo quali: fotoperiodo, umidità, temperatura, ventilazione, alimentazione, saranno in grado di adattarsi a situazioni nuove e non congeniali alle caratteristiche delle loro mutate condizioni? • Quando animali allevati nel modo su descritto vengono esposti in ambiente esterno (non hanno mai visto un filo d'erba) del quale non conoscono né le caratteristiche né i pericoli, siamo certi di creare per loro una situazione di maggior benessere e non invece una situazione pericolosa e stressante? In definitiva, se dovessimo giudicare quale dei due sistemi di allevamento è di fatto quello che assicura il maggior benessere alla gallina allevata per la produzione di uova da consumo, a Noi pare sia impossibile definire l'allevamento a terra migliore, ai fini del benessere animale, se paragonato a quello in gabbie. L'ideale sarebbe quello di far scegliere alla gallina e, poiché non siamo nelle condizioni di poter far questo, evitiamo per lo meno di mettere queste decisioni in mano a chi non sa e, che certamente ne sa meno della gallina stessa (politica). Riteniamo che la grande guerra feroce scaturita contro l'allevamento delle galline ovaiole in gabbia sia dovuto sostanzialmente alle seguenti motivazioni:
    • Mancato rispetto della densità all'interno delle gabbie tradizionali (gabbie per n. 3 posti gallina ne venivano accasate fino a 5, ecc ); • Carenza di controlli (culpa in vigilando) e relative mancate denuncie da parte di chi aveva l'obbligo giuridico finalizzato a pre-venire sofferenze e maltrattamenti degli animali; • Intervento spropositato di Associazioni in difesa degli animali che tramite i media hanno volutamente sollevato il problema trasformandolo in un vero proprio scandalo; • Interesse di alcuni imprenditori che hanno immediatamente capito che, la produzione e la commercializzazione di nuovi prodotti destinati all'allevamento avicolo poteva trasformarsi in un Business. Le vittime di tale situazione, certamente non condivisibile, sono rappresentate da: a) Le galline che non possono che peggiorare il loro stato sanitario se allevate a terra, nelle voliere e/o nelle gabbie arricchite, in conseguenza di una diminuzione della loro igiene e del loro benessere; b) Gli allevatori, ma soprattutto i più piccoli che non hanno risorse ne aiuto economico per convertire allevamenti non ancora completamente ammortizzati nelle nuove strutture richieste; c) Il consumatore, oggi allertato da una tendenziosa informazione, a cui verrà messo a disposizione un prodotto più costoso e certamente meno sicuro dal punto di vista batteriologico.
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    pushok-mc
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    00 4/7/2012 3:58 AM
    Dalla lettura di questo articolo e delle relative conclusioni, abbiamo dunque evinto:
    1) Che l'unica cosa che conta nell'allevamento, al di là delle belle chiacchiere di contorno, é il "reddito", cioé, sostanzialmete, la produzione in termini QUANTITATIVI;
    2) Che l'opinione pubblica che, giustamente, si é scandalizzata nel vedere poveri esseri viventi tenuti in condizioni infernali, é orientata in modo tendenzioso da oscuri "personaggi" (gli animalisti) rei di preoccuparsi più di benessere animale (e conseguentemente anche nostro visto che certi prodotti ce li mangiamo) e meno di produttività (perché al mondo non esiste solo il vil denaro, anche se non se ne può fare a meno.. ma anche l'etica ed il principio che dovrebbe - anzi - venir prima);
    3) che sistemi di allevamento naturale, mettono in pericolo la salute animale in quanto animali creati geneticamente per la produzione, non sarebbero in grado di vivere bene in condizioni "naturali" (avete mai visto le ovaiole che si comperano ai consorzi e che molti di noi mettono sul loro fazzoletto di terra - animali invincibili, perché vaccinati contro tutto addirittura in ovo - amalarsi di qualunque cosa e morire sol perché non allevate nelle gabbie?? [SM=g7342] Ed in questo articolo di ovaiole si parla, non di broiler);
    4) che, come gli adulti, anche i pulcini nati negli schiuditoi non sarebbero in grado di sopravvivere bene in condizioni "naturali", cioé fuori dalle batterie (dei maschi tritati vivi oppure buttati vivi nei sacchi neri durante le operazioni di sessaggio però non si parla..Quelli certo non sopravvivono che poche ore, tempo di asciugarsi, quindi ogni discorso collegato all'opportunità dell'uno o dell'altro allevamento non li riguarda);
    5) Che per animali perennemente tenuti al chiuso, vedere un filo d'erba e magari mangiarlo, é una condizione pericolosa (per chi?) e stressante e soprattutto potenzialmente foriera di malanni di ogni tipo (non sono pericolose, però, le farine animali che si somministrano nei mangimi per aumentare la quota proteica ed accrescere la produzione);
    6) che, fuori dalle gabbie delle batterie, le condizioni di igiene e benessere di queste galline non possono che peggiorare;
    7) che il consumatore che scegliesse uova di galline allevate a terra (e qui non si distingue quindi questa espressione é riferibile a tutti noi che alleviamo e mangiamo le nostre produzioni), butterebbe inutilmente i suoi soldi per un prodotto potenzialmente pericoloso dal punto di vista batteriologico, un prodotto che, dunque, sarebbe meglio evitare a beneficio e vantaggio di quello delle galline allevate in batteria.

    Tanto per fare, come al solito, una chiosa con la considerazione della serva.. [SM=g7375]
    Qualcuno potrebbe far notare a questi signori una banalità tra le molte che un qualsiasi contadino potrebbe sciorinare, cioé che il sapore dell'uovo proveniente da allevamenti intensivi non sa..di uovo.
    Non sa di nulla!
    .
    [Edited by pushok-mc 4/7/2012 4:02 AM]
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    pushok-mc
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    00 4/7/2012 4:15 AM
    Ricordo che il settimanale da dove é strato estrapolato l'articolo, é organo di informazione dell'ANMVI.
    Con tutto il rispetto dovuto agli autori, che saranno senz'altro professionisti preparati (ma con un solido paraocchi a mio modesto avviso), mi sento di dire che questa non mi sembra una buona "informazione" e che, con l'alibi della tutela della salute pubblica (quasi che noi uomini non fossimo più dotati di un apparato immunitario in grado di difenderci), si fanno passare come buone ed indispensabili, quasi scontate, situazioni che metterebbero in guardia (come é per fortuna successo) qualsiasi persona di sia pur minimali buonsenso e sensibilità.
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    Davide.12
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    00 4/7/2012 10:02 PM
    Scusate ma chi ha scritto questo articolo vede il mondo al contrario??????
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    pushok-mc
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    00 4/8/2012 2:52 AM
    Purtroppo, almeno per quello che ho potuto riscontrare personalmente non solo presso i veterinari da cui mi servo abitualmente ma anche presso miei contatti all'interno della locale facoltà di medicina veterinaria (professori e studenti), la percezione ed il concetto che si ha del pollame e del mondo avicolo, é esattamente quello che emerge dal citato articolo.
    Nessuno di loro, pertanto, si scandalizza a leggere queste cose.
    Si tratta di un modo di concepire la materia talmente radicato da manifestarsi anche in situazioni ove l'elementare logica dovrebbe portare una persona di buon senso a valutazioni diverse.
    Ad esempio ieri ho portato un pulcino dalla mia veterinaria che, addivenuta all'individuazione di quello che doveva essere il problema, ha telefonato per scrupolo anche ad altro collega (all'interno della facoltà) che di polli si occupa il quale, prima ancora di esprimere il suo pensiero, ha ritenuto di domandare: "ma la signora il pulcino lo mangia?".. [SM=g7345]
    Ecché.. se me lo volevo magnà, pagavo 30 euro di visita al veterinario?! Che domanda é?! [SM=g7347]
    Esattamente la domanda che - secondo quello che gli é stato insegnato - deve porti a tutela della tua salute (non certo di quella dell'animale che tu hai portato a visitare) uno scrupoloso professionista abituato a concepire il pollo solamente come qualcosa da destinare all'alimentazione umana, e non già come un animale avente suoi pregi intrinseci da tutelare in caso di malattie.
    Non a caso il consiglio più quotato in caso di problemi di salute di un avicolo é: "da sopprimere, non c'é cura".
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    pushok-mc
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    00 4/8/2012 3:19 AM
    Io, nel mio piccolo, ho fatto passeggiare qui tra i miei polli tanti curiosi studenti di medicina veterinaria, esterrefatti nel vedere non solo varietà differenti rispetto a quelle "commerciali" ma anche come creature normalmente presentate loro (e da loro ritenute) sol come carne sa macello, siano capaci al contrario di stupefacenti interrelazioni non solo con chi li accudisce ma anche con altre bestiole.
    Ho fatto questo nella speranza che magari un giorno, trovandosi di fronte a questi animali da professionisti, dedichino loro maggiore cura, attenzione e sensibilità.
    I polli, sebbene destinati inevitabilmente anche alla nostra alimentazione, meritano comunque di essere trattati con maggiore rispetto.
    Noi stessi meritiamo, come consumatori, tutele differenti da quelle che ci vengono offerte con il pretesto della tutela della salute pubblica a dissimulare quella che é, invece, la reale esigenza e cioé il maggior guadagno possibile al più basso costo possibile..
    Tutele che si traducano, finalmente, in qualità..Quella si che sarebbe utile alla nostra salute!
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    gianni11
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    00 4/8/2012 10:01 AM
    Un paio di anni fa' mi è successo di leggere su questo sito una discussione dove una ragazza aveva invitato delle signore a visitare il suo pollaio e la sua delusione quando una di loro le chiese se le mangiava... l'avrebbe ammazzata con le sue mani... non aveva capito nulla di quello che lei cercava di far comprendere e cioè che lei le amava per quello che erano... e non certo per mangiarsele!!!!!!
    Betta
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    pushok-mc
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    00 4/8/2012 11:03 AM
    Ma Betta, non é che a mangiarsi i polli ci sia qualcosa di male..Esiste, a questo mondo, una catena alimentare che non si può sconvolgere a colpi di begli ideali e di spot strappalacrime, come pretenderebbero di fare certi estremisti "vegan"..
    E' per mangiare più sano che molti di noi tengono pollame..non certo per avere animali da compagnia (come ad esempio io faccio)! In questo non può esserci nulla di male.
    Quello che - invece - é male, é che oggi e da almeno 40 anni a questa parte, in nome della produttività e del profitto estremizzati, nonché di una "modernità" malata di efficientismo, animali con determinate caratteristiche proprie, vengano allevati in condizioni orribili e contrarie alla loro natura per tutto il loro ciclo vitale, alimentati con prodotti che non mangerebbero se fossero liberi, tenuti in condizioni di sovrappopolamento analoghe a quelle che si creerebbero tra persone stipate dentro ad un ascensore pieno, il tutto con il placet e la collaborazione di professionisti che in virtù dei loro studi, al contrario, ben dovrebbero sapere che quelle non sono le condizioni di allevamento ottimali.

    E sotto questo profilo, chissà se gli autori dell'articolo, considererebbero cònsono al loro benessere e salute, (e comunque soluzione migliore del rimaner stipati in una stanza più grande in analogo numero), il trascorrere tutta la loro vita dentro ad un ascensore con altri conspecifici in modo che ci sia soltanto lo spazio per stare in piedi; ascensore che, pur dotato di mangiatoia ed abbeveratorio dove non si possa cacare (dunque igienicamente ineccepibile), possegga "pavimento" consistente in sola grata di ferro ove appoggiare il piede nudo, senza la protezione di una calzatura. Oltre a questo, perché la situazione sia perfettamente calzante, bisognerebbe ulteriormente strappar loro unghie e denti per evitare che in un attacco di nervosismo dovuto al sovrappopolamento ed alla conseguente disperazione, possano aggredirsi e ferirsi tra loro.

    Noi, grazie alle normative che permettono queste cose, ed ai signori che le sponsorizzano, mangiamo veleno.

    Mi risulta che, in caso di incidente stradale di mezzi destinati al trasporto animale, il bestiame eventualmente coinvolto debba essere macellato e le carni buttate perché - causa spavento e stress - inadatte all'alimentazione umana..
    Ma come saranno, allora, le carni ed i prodotti di animali condannati a vivere in condizioni foriere di perenne stress e spavento? Buone?!
    Questa gente ci piglia per il culo [SM=g7362] .
    Non serve al nostro fabbisogno l'enorme quantità di carne che si produce e che dunque si trova presso la grande distribuzione: é assodato che una persona possa godere di perfetta salute, mangiando carne non più di due, massimo tre volte a settimana...
    Se questo fosse chiaro a tutti (che utopia), non ci sarebbe alcun bisogno dell'allevamento intensivo e Dio solo sa quanto sul lungo periodo ne guadagneremmo in salute.
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  • Danny_57
    00 4/8/2012 11:11 AM
    Guarda il belga film "RUNDSKOP" (TÊTE DE BOEUF / BULLHEAD) di Michal Roskam, recentemente nominato per un Oscar.

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    Davide.12
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    00 4/8/2012 10:10 PM
    Infatti come avete già dettio sia tu Saveria che Betta
    non ci sarebbe nulla di male nel mangiare polli...
    Il "male" sta proprio nel fatto che per la gran parte della gente l'equazione è:
    POLLO = CIBO nient'altro!!!
    manco hanno idea dell'esistenza delle varie razze...
    Io stesso più di una volta mi sono sentito dire che stavo solo perdendo il mio tempo per degli stupidi polli,
    da gente che per l'appunto vede i polli solo come fonte di carne o uova di cui cibarsi.

    CHE TRISTEZZA!!! [SM=g7347]
    [Edited by Davide.12 4/8/2012 10:12 PM]
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    paganelli.marco
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    00 4/9/2012 9:19 AM
    pure a me hanno detto di essere matto, infatti i miei compagni di scuola dicono: ma uccidili tutti, mangiamoli, e quant'altro senza capire quali soddisfazioni si possano avere
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    gianni11
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    00 4/9/2012 10:29 AM
    Bravi Saveria, Marco e Davide che capite quello che intendo dire... io sono vegetariana ma non per questo nego alla mia famiglia di mangiare i polli che alleviamo... purtroppo devo anche comprare polli dai supermercati (vedi qualità-costi) ma mi piange il cuore ogni volta!!!!
    Betta
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    mario0505
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    00 4/9/2012 6:03 PM
    Fa molto tristezza che i polli vengono per lo più
    definiti "carne da macello" una definizione che mi
    intristisce.
    Sono d'accordo con tutti voi che non c'è nulla di
    male mangiare i polli, io personalmente e tutta la
    mia famiglia (pur non essendo vegetariani) non
    potremmo mai mangiare i polli da me allevati, per
    me sono animali da affezione come cani e gatti.
    Con questo ognuno di noi può fare quello che meglio
    crede anche mangiare i polli che alleva, perchè va
    rispettata la scelta di ognuno....però rispettando
    per primi i polli.
    Mario
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    Amaranto48
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    00 4/10/2012 8:51 PM
    Re:
    mario0505, 09/04/2012 18.03:

    Fa molto tristezza che i polli vengono per lo più
    definiti "carne da macello" una definizione che mi
    intristisce.
    Sono d'accordo con tutti voi che non c'è nulla di
    male mangiare i polli, io personalmente e tutta la
    mia famiglia (pur non essendo vegetariani) non
    potremmo mai mangiare i polli da me allevati, per
    me sono animali da affezione come cani e gatti.
    Con questo ognuno di noi può fare quello che meglio
    crede anche mangiare i polli che alleva, perchè va
    rispettata la scelta di ognuno....però rispettando
    per primi i polli.
    Mario



    Sono totalmente d'accordo. Anche a me il pollo piace, se ben cucinato, ma dato che i polli del supermercato non li mangio e i miei non li toccherei mai perchè li amo troppo, finisco per assaggiarlo 1 o due volte l'anno quando qualcuno mi regala o mi vende un pollo ruspante, il cui sapore è tutta un'altra cosa.