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simbolo e mantra
La parola mantra deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite manas (mente) e trayati (liberare). In alcune culture e religioni orientali, la pratica del mantra è considerata in grado di liberare la mente dai pensieri
Sostanzialmente consiste in una formula (una o più sillabe, o lettere o frasi), generalmente in sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero di volte (Namasmarana) al fine di ottenere un determinato effetto, principalmente a livello mentale, ma anche, seppur in maniera ridotta, a livello fisico ed energetico.

Esistono moltissimi mantra per gli scopi più diversi; la maggior parte sono in sanscrito, ma ne esistono anche in altre lingue. Il mantra più conosciuto è il mantra Om (AUM).
Il loro uso varia a seconda delle scuole spirituali o delle filosofie. Vengono principalmente utilizzati, come amplificatori spirituali, parole e vibrazioni che inducono nei devoti una graduale concentrazione. I mantra vengono utilizzati anche per accumulare ricchezza, evitare pericoli, o eliminare nemici.
I mantra hanno origine in India all'interno dell'Induismo Vedico e nel Jainismo, ma sono popolari anche in diverse e moderne pratiche spirituali che si rifanno, seppur in modo impreciso, alle antiche pratiche delle religioni orientali.
I mantra sono considerati come suoni vibrazionali, a causa della grande enfasi che si pone alla loro corretta pronuncia (grazie allo sviluppo della scienza fonetica, in India, migliaia di anni fa). Il loro scopo è liberare la mente dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali.

Dopo questa breve introduzione su quello che è il Mantra in generale, vorrei approfondire con voi quello più conosciuto: il mantra Om.

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Oṃ (ॐ) (romanizzato anche come Oṁ[1], Óm e Aum), è un termine indeclinabile sanscrito che con il significato di solenne affermazione è posto all'inizio di buona parte della letteratura religiosa indiana.

·Come sillaba sacra viene pronunciata all'inizio o al termine di una lettura dei Veda.

·Come mantra, il più sacro e rappresentativo della religione induista, è oggetto di riflessioni teologiche e filosofiche, nonché strumento di pratica religiosa e meditativa.

Oṃ è il mantra più sacro e rappresentativo della religione induista, religione nata dal Brahmanesimo, a sua volta sviluppo del Vedismo.
Esso è considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione, la quale viene interpretata come manifestazione stessa di questo suono. l significato filosofico si fonda sull'idea Indù di "nāma-rūpa" o del nome-forma, che suppone che tutte le cose, le idee, o le entità presenti nell'esistenza e nel cosmo fenomenologico, hanno un nome e una forma di qualche genere. Il nome-forma della vibrazione primordiale Aum è la prima manifestazione "nāma-rūpa" di Brahman, la realtà immanifesta.
Prima dell'esistenza e al di là dell'esistenza, l'unica sola realtà era Brahman, e la sua prima manifestazione nell'esistenza è Aum. Per questa ragione Aum viene considerato il mantra più potente e fondamentale, spesso usato come prefisso e suffisso in tutte le preghiere Indù.

N.B. Nel tantrismo Indù, l'universo è suono. Il supremo (para) causa l'esistenza attraverso la Parola (Shabda). La Creazione consiste di vibrazioni di varia frequenza e ampiezza che danno luogo ai fenomeni del mondo.
Le vibrazioni più pure, sono le Var.na, scritture imperscrutabili, a noi rivelate, imperfette sia nella forma che nel suono. Le Var.na sono gli atomi del suono. Una complessa e simbolica associazione si forma tra le lettere, elementi, Dei, Segni dello Zodiaco, parti del corpo, lettere che acquisiscono forza e si arricchiscono di significati, grazie a queste combinazioni.
Per esempio, nelle Aitrareya-aranya-Upanishad troviamo: "Le consonanti mute rappresentano la terra, le sibilanti il cielo e le vocali il paradiso. Le consonanti mute rappresentano il fuoco, le sibilanti l'aria, le vocali il sole. Le consonanti mute rappresentano gli occhi, le sibilanti le orecchie, le vocali la mente".

Secondo le scritture induiste, il mantra Oṃ rappresenta la sintesi e l'essenza di ogni mantra, preghiera, rituale, testo sacro, essere celeste o aspetto del Divino.
In virtù di questo, la sillaba Oṃ viene recitata in apertura delle letture religiose, della pratica della pūjā e del yajña.
Essendo venerata dagli induisti come il 'suono originario', viene appellata come akṣara (eterna) o anche come ekakṣara (la sola cosa eterna) e praṇava (da pra e ṇu, udire un ronzio, per via della sua pronuncia nasalizzata).
Questo mantra viene spesso utilizzato per rappresentare simbolicamente la sintesi di tre aspetti differenti del tre in uno, un tema comune in molti aspetti dell'Induismo (e non solo, come noi ben sappiamo).
Questo implica che la nostra attuale esistenza definita come mithyā ('realtà apparente'), deve essere trascesa al di là del corpo e della mente intuendo che la vera natura dell'infinito, la natura di Dio, è immanente, trascende la dualità, essendo e non essendo, e che non può essere descritta a parole, ma solo sperimentata.

All'interno di questo simbolismo metafisico, il tre viene rappresentato dalla curva più bassa, mentre la curva più alta e la coda sono rappresentate da ॐ, sottomesso all'Unità, rappresentato da un punto e da una piccola ombra luna-crescente, conosciuta come candra-bindū (bindū indica l' anusvāra ovvero il "suono successivo" o "suono nasale" marcato da un punto sopra la linea e che appartiene alla vocale che precede, di grande importanza mistica).
Seguono alcuni esempi di tre aspetti in uno che possono essere simboleggiati dall' Oṃ.
A-> asp. divino:creazione Trimūrti:Brahma Mondo:Terra VEGLIA
U-> asp. divino:conservazione Trimūrti:Viṣṇu Mondo:Atmosfera SONNO
M-> asp. divino:dissoluzione Trimūrti:Śiva Mondo:Cielo SONNO PROFONDO
->asp. divino:totalità indifferenziata Trimūrti:Brahman
Lo stato di coscienza rappresentato da questo quarto suono è Turīya, mentre il suo stato fisico (di ciò però non sono sicurissima)in realtà non è più fisico (prima lo stato fisico era diverso per ciascun suono; A:CORPO GROSSOLANO U:CORPO SOTTILE M:CORPO CASUALE) e si definisce Ātman.


Come si può vedere dalla tabella, esiste anche un quarto suono: esso, però, è trascendentale e consiste nel silenzio che segue i tre suoni del mantra. È un "suono silenzioso", un momento di assoluta contemplazione che rappresenta l'immanifesto, la condizione primordiale dell'Essere che precede la manifestazione.

I vari aspetti della Divinità sono venerati dagli induisti attraverso il sistema delle Mūrti; molte delle rappresentazioni di tali aspetti sono chiamate con l'appellativo oṃkāra o Omkāreśvara, ossia “avente la forma della Oṃ”.
Le varie forme divine vengono paragonate alla sacra sillaba e descritte quindi come illimitate, quali aspetti vibrazionali di tutto il creato.
Ad esempio, l' Oṃ viene attribuito a Gaṇeśa, la cui figura è spesso rappresentata nella forma di questo simbolo.
Un altro esempio può essere la danza cosmica di Śiva con la quale egli crea, preserva e distrugge i mondi; questa danza viene vista come il riflesso dell' Oṃ.
Si dice che sia l'approssimazione più aderente dell'esistenza cosmica nel tempo e nello spazio, quindi del suono più vicino alla Verità.

Il simbolo dell' Oṃ (ॐ) deriva dall'unione di due caratteri del devanāgarī: ओ ('o') + ँ ('m' nasale) riportati in corsivo. Risultando il devanāgarī una scrittura non precedente all'VIII secolo d.C. questo simbolo è quindi di gran lunga posteriore alla sillaba Oṃ presente in testi anteriori almeno al VI secolo a.C.

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Oṃ in caratteri devanāgarī

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Oṃ in caratteri tibetani

upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/47/Bali_Omkara...
Oṃ in caratteri balinesi

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Oṃ in caratteri tamil (da notare come assomiglia, nella forma, a Ganesha)

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Oṃ in caratteri cinesi


Nei testi Induisti viene narrato che l’Om emesso dal flauto suonato dal Signor Krishna generò il mondo (quindi l’ Om è il suono alla base di tutti i suoni e di tutte le sostanze).
Come il flauto, anche la persona che recita questo mantra deve essere essenzialmente vuota, priva di qualsiasi forma di personalità. In pratica deve abbandonare la sua natura umana, annullarsi, arrendersi naturalmente e consapevolmente alla propria natura divina, in perfetta risonanza con l’energia Creatrice.

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Fonti:http://www.jivana.it/Pranava.pdf
it.wikipedia.org/wiki/Aum


<< Si dice che c'è un posto nel deserto
in cui lo spirito delle donne
e lo spirito dei lupi s'incontrano
attraverso il tempo...>>
<<...quel posto, il posto in cui
la sua mente e i suoi istinti si mescolano,
dove la vita profonda della donna
fonda la sua vita mondana
[...] è il luogo in cui le donne
corrono coi lupi>>
Donne che corrono coi lupi
C. P. Estés