omicidio Falco

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Charlie Manson II
00Tuesday, October 14, 2003 2:55 PM
- Il boss della camorra Francesco Bidognetti (Cicciotto 'e mezzanotte) a capo di uno dei più feroci clan criminali di Casal di Principe, e il figlio Aniello, hanno ricevuto in carcere un'ordinanza di custodia cautelare: sono accusati dell'omicidio di Gennaro Falco, medico condotto di Parete, ucciso nel 1993. L'episodio finora era rimasto uno dei più oscuri nell'ambito della guerra tra clan che scoppiò all'inizio degli anni '90.

Il medico, quasi 70 anni, fu ucciso nel suo studio mentre stava effettuando delle visite ai suoi pazienti. Nella sala d'aspetto c'èra ancora una signora quando entrarono due killer a volto coperto. L'azione fu rapidissima. Lo freddarono dietro la scrivania senza lasciargli scampo alcuno. Sino ad ora il motivo della sua morte era sussurrato a mezza bocca. Ora tutto è stato chiarito e si conoscono anche i mandanti. E sarebbero proprio i Bidognetti, padre e figlio.

Il dottore aveva in cura una donna, moglie e madre dei Bidognetti, la quale era affetta da una grave malattia. Ma Francesco Bidognetti riteneva che la moglie non avesse ricevuto le cure adeguate per sconfiggere il male che poi effettivamente la portò alla morte. La donna mori di tumore nel 1990.

La vicenda è emersa a distanza di anni perché è stata raccontata da alcuni collaboratori di giustizia: Raffaele Ferrara ('o pazzo) e Dario De Simone. Ferrara era il capo zona di Parete e affiliato al clan dei Bidognetti, e dunque a conoscenza dei fatti in prima persona. Dario De Simone, un killer tra i più spietati che ha al suo attivo un centinaio di omicidi, era arrivato al vertice della cupola della camorra. Ed era anche un fedelissimo di Bidognetti e dunque anche lui a conoscenza dei segreti del clan. I due pentiti stanno testimoniando al processo "Spartacus", in corso presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Francesco Bidognetti, che attualmente è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, come pure il figlio Aniello, ha ancora saldamente in mano le redici del clan, che qui ha le caratteristiche di una struttura con una forte componente familiare. E' in guerra con l'altro clan, quello guidato da Francesco Schiavone, Sandokan, per il controllo degli appalti pubblici e il traffico di droga.

Bidognetti e Schiavone erano alla testa della cupola della camorra dopo la morte di Antonio Bardellino per mano di Mario Iovine, in Brasile (Ci sono anche voci che vorrebbero invece Bardellino ancora vivo e con una plastica facciale a rifarsi una vita da qualche parte).

Da alcuni anni il clan di Bidognetti ha stretto un'alleanza con i clan nigeriani che si sono ritagliati un loro spazio sul litorale domizio. Tra i circa 5000 immigrati sparsi su un territorio di 26 chilometri, hanno messo radici almeno cinque tribù/clan nigeriani: Yoruba, Igbo, Havsa, Ishan, Benin e controllano il traffico della droga dal basso Lazio fino a Sala Consilina. Non solo, ma hanno quasi il monopolio della prostituzione. Un'attività che la camorra consente di sviluppare, ricevendo 50 euro al giorno per ogni prostituta che occupa un "posto di lavoro".

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