l premier contesta gli ultimi sondaggi e rilancia il proporzionale

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Il Sole 24 Ore
00Tuesday, September 20, 2005 2:30 PM

Tra centrodestra e centrosinistra è ancora guerra di cifre. All'ultimo sondaggio realizzato da Demos-Eurisko per Repubblica risponde il Presidente del Consiglio. I suoi toni elettoralistici sono un altro segno evidente di quanto la paura della sconfitta continui a generare tensioni nella maggioranza. Silvio Berlusconi si mostra sicuro di poter vincere le prossime elezioni politiche, nega che il centrodestra nei sondaggi sia sotto di dieci punti ed anzi si dice sicuro che le due coalizioni siano appaiate al 48,3%, «secondo ricerche affidabili». Il riferimento è ai risultati proposti dal Quarto Atlante Politico, realizzato da Demos-Eurisko per Repubblica secondo il quale tra gli elettori diminuiscono gli incerti e si profilano con maggiore chiarezza gli orientamenti di voto. Emerge un vantaggio significativo a favore dell'Unione: oltre 9 punti al maggioritario, 7 e mezzo al proporzionale. Mentre la proposta avanzata dalla Casa delle Libertà per una riforma del sistema di voto trova un consenso ridotto nell'elettorato.
Il Premier esprime le sue considerazioni durante la riunione della Costituente del Partito Unico dei Moderati da dove annuncia: «Non è affatto vero che siamo dieci punti sotto, perchè secondo sondaggi approfonditi noi siamo al 48,3% e loro sono al 48,3%». E precisa che i suoi dati si riferiscono alla CdL allargata, comprendente anche forze come Alternativa Sociale, guidata da Alessandra Mussolini e la Democrazia Cristiana di Gianfranco Rotondi. Berlusconi identifica l'impegno degli schieramenti nella contesa politica come una guerra: «Ho combattuto tante battaglie. Ne ho perse alcune, ma non ho mai perso una guerra». E così si dice certo di poter vincere anche la «guerra» del 2006 e di farlo con un «ampio margine». Ma soprattutto il Premier torna ad ammonire i suoi: «L'unica condizione per vincere è che si smetta di litigare all'interno della coalizione. I nostri elettori accettano tutto ma non il fatto che si litighi fra di noi». Non tenta di nascondere insofferenza e amarezza rispetto alle critiche degli alleati quando dice:«Un giorno o l'altro esploderò, quando vedo che la mia immagine non risponde più a quello che è, dirò: o con me o fuori». E torna a lamentare come troppe volte gli alleati abbiano impedito la realizzazione di alcuni punti del programma, ma se la prende soprattutto con chi utilizza lui come bersaglio: «Dove è stata mai una difesa della mia immagine? Tutti sparano contro di me, e io perdo l'immagine dell'imprenditore decisionista». Il Premier resta convinto della necessità di una riforma della legge elettorale in senso proporzionale: «C'è un'emergenza tecnica», sottolinea e ritiene che tutte le componenti della Cdl debbano presentarsi con il proprio simbolo, perchè «se non avessimo tutti i simboli di tutti i partiti perderemmo dal 10 al 13%». Perciò il dibattito sul partito unico è rinviato a dopo le elezioni del 2006.
Ribadisce Silvio Berlusconi che le promesse agli elettori vanno mantenute, «altrimenti siamo pronti ad uscire dal governo» e sottolinea i meriti del suo lavoro: «Io sono l'unico che sa tenere insieme tutti, anche la Lega. Per me è un enorme sacrificio, ma io lo faccio per senso di responsabilitá perchè se mi tiro indietro consegno l'Italia alla sinistra. E non c'è nessuno, anche dentro Forza Italia che sia in grado di tenere tutti uniti». Il Premier si lascia andare anche ad alcune considerazioni sul suo avversario Romano Prodi: «Dice cose di una futilità, banalità e vecchiezza assolute», si racconta sicurissimo per il confronto tv con il Professore e annuncia: «Con lui voglio fare mille incontri». Berlusconi sottolinea anche che il Governo ha già realizzato l'80% del suo programma e sull' economia ritiene che non vada così male «come si vede in tv o si legge sui giornali» o come dicono «i menagrami della sinistra»; il Governo ha fatto tutto ciò che poteva fare e quelle poche cose che ancora si possono attuare da qui a fine legislatura non possono incidere più dello «zero virgola qualcosa per cento». I fedelissimi del Presidente del Consiglio assicurano che lo scopo delle affermazioni di Berlusconi è quello di dare una sferzata, uno scossone alla coalizione per favorire una nuova stagione unitaria su legge elettorale, devolution e finanziaria; ma si direbbe quasi che il Presidente del Consiglio stia seriamente accarezzando o magari solo rimpiangendo l'idea di elezioni anticipate, sull'esempio di quanto deciso in Germania dal cancelliere Gerhard Schroeder, che è riuscito così a frenare la perdita di consensi per la Spd.
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