biografia

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dedalus lux
00martedì 30 marzo 2004 22.16
Rocco Tanica, al secolo Tanica Rocco nasce NON nel '62 come dice Sorrisi e Canzoni, che peraltro è un amico e salutiamo, bensì nel 1964, anno di grandi cambiamenti. 1964: mancano 5 anni alla camminata dell'uomo sulla luna, 25 all'uscita di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, ne sono passati già ben uno dall'uscita di Please please me e tutti sono un po' fibrillanti per questo e quel motivo. La II guerra mondiale è finita da un pezzo, per non parlare del medioevo, ed è in questo tessuto sociale in fermento che il giovane Rocco viene iniziato alle belle arti da Lungimiranti Pigmalioni. Lungimirati è un tipo tutto a suo modo: regala al piccolo anziano in erba una tastiera elettrica (e non elettronica, chè sarebbe stato un errore marchiano), e questo portento di un ragazzo è in grado in men che non si dica di premerne alcuni tasti. E' la consacrazione definitiva nell'empireo del rock 'n' roll. Certo, Sgt. Pepper's lonely hearts club band è un buon disco, e il '68 un anno mica male, ma quando uno si mette a premere a ragion veduta i tasti di un organo Giccaglia a 15 tasti più otto bassi, quella ragazzi è musica, se capite cosa intendo dire. Prima esperienza nel mondo musicale: le selezioni per lo Zecchino d'Oro nel 1970 o '71: il piccolo RT passa le preselezioni con il brano "Il valzer del moscerino", primo successo di Cristina D'Avena microscopica; poi, siccome sua mamma non compra l'enciclopedia dell'Antoniano (che peraltro dio strafulmini, con tutti gli antoniani dentro) lo eliminano. Seconda esperienza nel mondo musicale: l'ascolto del lato B de "La coppia più bella del mondo" (Celentano/Mori) : la canzone si chiama "Torno sui miei passi" e diventa il leit-motiv di una generazione, o almeno di un bambino. Inizia subito dopo il periodo buio degli studi classici. Dopo un brillante avvio sotto la guida del Maestro Nazareno Pederzani, il migliore insegnante che ci si possa augurare (grazie Nazareno!) il nostro finisce nell'orrido antro altresì conosciuto come Conservatorio G. Verdi di Milano, luogo di patimento con la più alta concentrazione di disperazione per metro cubo. Ivi il Tanicagiace per anni sei o sette, sopravvivendo solo grazie alla presenza contemporanea di pochi buoni soggetti, fra i quali il maestro Beltrami, il professor Dionisi e il professor Zanetti (grazie signori!). Ma intanto galoppa già il 1981, e il Tanica fa la sua prima vittima nel cantante e autore italiano R. Vecchioni, che lo coinvolge in un'entusiasmante tournée low budget. Seguono gli anni '80 che secondo tradizione bisogna dire che furono anni senza qualità mentre invece forse no, comunque non ne parliamo che si fa prima. Anzi, diciamo solo che all'interno degli anni medesimi il Tanica incontra l'Elio, e sono subito faville. Poi niente alcuni ellepì meravigliosi e arriviamo già ai giorni nostri, senza dimenticare quegli artisti che durante il cammino hanno concesso al Tanica di affiancarli in questo grande viaggio al centro della musica, tipo night express; primi fra tutti i Ricchi e Poveri, Massimo Ranieri e altri che non nominiamo per motivi di spazio. Insomma: evviva la musica, evviva l'amore, evviva tutti. L'amico più grande di Tanica si chiama Feiez e gli manca molto.
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