Sfatare tre pregiudizi sugli indiani d'America

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Akela il solitario
00Tuesday, September 4, 2007 1:23 PM
Sfatare tre pregiudizi sugli indiani d'America

Fonte: www.meditare.net/?q=sfatare_tre_pregiudizi_saggezza_nativa_a...

Il primo pregiudizio è che gli Indiani siano "popoli senza storia", sull'assunto, stabilito da noi del "cervello sinistro", che la trasmissione scritta, per di più cronologica, sia l'unico modo di registrare la storia. Per i pre-colombiani, con l'unica eccezione dei Maya, la trasmissione è orale, e non è meno fedele delle parole scritte su pietra, papiro, argilla o carta. La parola, per i Nativi d’America, è energia che incontra altra energia e non può essere rinchiusa nella rigidità di regole o strumenti. Come per tutti i popoli vicini alle origini, la parola è sacra e in modo sacro deve essere tramandata. E il modo più vicino allo Spirito è, come dicono i Sioux, "l'Uccello Sacro della memoria". La storia di ogni popolo è la "parola degli Antenati" e quindi deve essere tramandata con fedeltà e rispetto assoluti. Gli Anziani e più di tutti gli Sciamani ne sono i custodi e i responsabili, vere enciclopedie viventi, che tramandano i ricordi ancestrali attraverso la parola e li lasciano in eredità a chi "inizia i passi dove finiscono i loro".

Il secondo pregiudizio da sfatare è che nelle culture nativo americane non ci sia progresso. Per i Nativi d’America la crescita avviene nell'interno della propria coscienza, in armonia con le leggi della Terra e del Cosmo, nel cerchio del tempo che va e ritorna come onde del mare, senza alcuna progressione lineare. Ogni punto dell'arco del tempo è uguale per ogni generazione. Il problema è che spesso noi confondiamo il concetto di progresso con quello di evoluzione tecnologica. L'Antropologia ci ha insegnato infatti che non esistono culture o civiltà superiori o inferiori, il nostro pianeta rappresenta una pluralità di civiltà, ciascuna unità coerente da considerare dall'interno dei suoi aspetti, che sono ciò che si intende come cultura.

Il terzo pregiudizio, forse il più grande e grossolano è l'accusa di essere senza religione. I Nativi di tutte le Americhe sentono lo Spirito in ogni azione, in ogni manifestazione ed in ogni momento e ne ricercano incessantemente la presenza attraverso i simboli. Per loro il dono della visione mistica è il traguardo supremo di ogni vita. Dd ecco cosa risponde un capo del XIX secolo in una registrazione ufficiale: "Eravamo un popolo senza leggi, ma eravamo in ottimi rapporti con il Grande Spirito, Creatore e Signore del Tutto. Ci giudicavate dei selvaggi. Non capivate le nostre preghiere, né cercavate di capirle. Quando cantiamo le nostre lodi al sole, alla luna e al vento, ci trattate da idolatri ... Senza capire, ci avete condannati come anime perse, solo perché la nostra religione è diversa dalla vostra".
Marina.celta
00Monday, September 17, 2007 9:43 PM
Chi ha messo in giro questi pregiudizi è gente con la puzza sotto al naso. La nostra religione, anche nella sua forma più bigotta, ci ha insegnato che innanzi tutto, viene il rispetto per l'altro; il prossimo che può abitare accanto a noi, ma anche lontano oltreoceano. Gente che ha fatto e strafatto le regole della religione e della convivenza civile a modo suo, ha messo fuori tutta la sua prepotenza a discapito di gente più mite che ha una cultura fondata sulle armi della diplomazia.
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