SUSA

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MAGNUM80
00giovedì 7 aprile 2005 15.07
Aloha ragazzi!
Su un vecchio numero di RID dedicato ai reparti speciali italiani viene menzionato anche il Battaglione SUSA (o meglio gruppo tattico come cita il testo), come mai veniva annoverato tra i reparti d'elitè?
E se davvero era un reparto speciale perchè non farlo divenire pedina Ranger al posto (o insieme) al Monte Cervino?
Esiste ancora oggi?

Grazie per i chiarimenti !
ALOHA A TUTTI
Leo 81
00giovedì 7 aprile 2005 16.19
Il Susa costituiva la componente base del contingente Cuneense, ossia il contingente italiano assegnato alla AMF(L) della NATO. Questo contingente, che comprendeva anche la 40^ btr da montagna e minori unità controcarri, genio, trasmissioni, ale e logistiche, era composto da elementi alpini sceltissimi che partecipavano a durissime esercitazioni NATO in ambienti particolarmente ostili (Norvegia, Turchia).
In questo forum abbiamo la fortuna di avere Federico65 che vi ha fatto parte come artigliere nella 40^ e che sicuramente ci potrà dare informazioni al riguardo oltre che portare la sua esperienza diretta circa addestramento, esercitazioni e impiego di questo reparto.
Giovanni71
00giovedì 7 aprile 2005 17.31
MI sembra facesse parte anche della FIR.
Federico65
00giovedì 7 aprile 2005 17.45
Ragazzi, oltre a farmi arrossire, mi avete scatenato un mezzo attacco di grafomania [SM=x75446] . Ho riletto quanto ho scritto ma il tutto ha bisogno di essere ben limato. Purtroppo non ho tempo ora, ma domattima posterò il tutto.

Scusatemi.

Ciao
LucaJJ
00giovedì 7 aprile 2005 18.16
i presecelti...
Da quel che si leggeva allora (ed in attesa dello scritto di Fede65), mi e' sempre parso che il 'Susa' fosse vicino a quello che avrebbe, nella teoria, dovuto essere un sano esercito 'rofessionale' (se non di professione). Cioe' un esercito serio. La differenza in termini di dotazioni ma sopratutto addestramento con l'E.I., tipico era 'mostruousa'.
O sbaglio?
drago3
00venerdì 8 aprile 2005 09.23
A brusa suta al Susa....
Non me ne voglia l'amico Federico se gli soffio sotto il naso il motto "ufficioso" del Susa, ma da buon piemontese credo di avere un minimo di "diritto di prelazione"...[SM=x75466] [SM=x75466] [SM=x75466]
Tradotto dalla lingua di Gianduja, significa "brucia star sotto al Susa", ad indicare quanto sia poco piacevole trovarsi dalla parte sbagliata rispetto a quello che era, a tutto gli effetti, un "reparto speciale fatto di soldati di leva", dimostrazione vivente di come, con un minimo di sforzo celebrale ed organizzativo, anche i tanto vituperati najoni, se correttamente inquadrati, addestrati, equipaggiati ed organizzati, sapessero comportarsi ottimamente, guadagnandosi il rispetto dei colleghi stranieri.
Altra citazione, che Federico potrà confermare: all'interno della caserma di Rivoli, sede di uno dei reparti del Susa, compare, ad accogliere i nuovi arrivati, la significativa scritta "pietà l'è morta"...
Lascio volentieri la parola a Federico che ben potrà illustrarci la sua esperienza al Susa.
W gli Alpini!!!!
Federico65
00venerdì 8 aprile 2005 10.07
Troppo onore, grazie a tutti [SM=x75446],

Per prima cosa (spero vorrete scusare questo mio appunto, fatto in tutta amicizia. Il fatto è che ci tengo abbastanza [SM=x75466] ) : un Alpino è un Alpino. I Ranger lasciamoli, per favore, a Yellowstone e ai reparti USA che sono i "proprietari" del nome. Noi abbiamo le nostre specialità ben degne del loro glorioso nome quindi usiamo quello: ne abbiamo il copyright. Senza offesa, mi raccomando, ma io, veramente mi rattristo a veder usare la parola ranger per i nostri Paracadutisti Alpini.

Quanto al resto:

Il Contingente Cuneense (così chiamato in ricordo della gloriosa quanto sfortunata famosa Divisione Martire) era ciò che l'E.I. metteva a disposizione della NATO per l'AMF(L) (ACE Mobile Force (Land), dove ACE stava per Allied Command Europe): in pratica la componente di terra della forza di intervento immediato della NATO.

Tengo a precisare innanzitutto che non aveva nulla a che fare con le forze speciali, intendendo con questa definizione ciò che correttamente si dovrebbe intendere. La difinizione di reparti d'elite invece mi pare più calzante.

Il ruolo dell'AMF(L) era quello di fungere da reparto di reazione immediata, in grado cioè di rischierarsi sul campo, entro 48 ore dall'inizio della crisi, pronto al combattimento. Ad eventuale rinforzo, entro una settimana dall'inizio della crisi c'erano le forze di intervento rapido, rappresentate per l'Italia dalla FIR di cui, a memoria, facevano parte Folgore e Friuli (ma prendetela con ampio beneficio di inventario, questa "composizione" della FIR, dato che può essere sia sbagliata che lacunosa. Di sicuro, però, NON ne facevano parte nè il Contingente Cuneense nè la sua "frazione" Gruppo Tattico Susa).

Se non ricordo male il Gruppo Tattico Susa era la componente più strettamente "combat" del Contingente. Di sicuro ne erano parte, in maniera permanente, il Battaglione Susa e la 40a Batteria del Gruppo Pinerolo, che in ambiente NATO era nota come 40th Bty (cioè in Inglese) come del resto è riportato sulla spilla di Batteria.

Altri reparti che facevano parte del Contingente (ma non saprei dire, del primo che elenco qui di seguito, se ciò fosse in maniera permanente, come i due già citati più sopra) erano la Controcarri Taurinense, il Battaglione Logistico Taurinense (che forniva il NSE = National Support Element, cioè il supporto logistico) e il Reparto di Sanità Aviotrasportabile. A Venaria Reale si trovava il Gruppo ALE (di cui mi sfugge il nome, chiedo scusa) con cui ci siamo addestrati all'elitrasporto, ma non saprei dire se pure questo fosse inserito nell'AMF(L). Pure la Compagnia Genio Guastatori Taurinense parteciò a qualche esercitazione. Deduco quanto sopra, specie per quanto riguarda Controcarri e Compagnia Genio Guastatori dal fatto di aver visto alcuni dei loro Alpini portare sulla spalla sinistra la "bandierina" Italiana, segno distintivo di coloro che o avevano partecipato ad esercitazioni NATO (non necessariamente all'estero), oppure erano parte dell'AMF(L) in maniera permanente (come noi che la portavamo tutti). Da segnalare che nel 1986/87, cioè quando io bazzicai da quelle parti, detta bandierina non era a forma di scudetto come oggi, ma era molto più piccola (meno visibile, cioè più tattica), a forma parte di corona circolare, di plastica morbida sovrapposta a panno verde oliva, e riportante il tricolore.

Tutti i reparti, come vedete, erano tratti dalla Brigata Alpina Taurinense ed erano composti da Personale di Leva. Tengo a precisarlo perchè noi fummo la dimostrazione vivente (non l'unica, intendiamoci: forse, solo, la più in vista, anche a livello internazionale) della falsità dell'equazione Leva=inefficienza (o peggio), fola molto sbandierata ultimamente quando si è trattato di magnificare il professionismo (non si capisce il perchè farlo a discapito della Leva).

Eravamo assicurati sulla vita (INA-Assitalia) non ricordo più per che cifra, e tutti firmammo una sorta di liberatoria sulle responsabilità derivanti da eventuali danni, o morte, derivanti dall'addestramento e/o impiego effettivo. Posso dire al riguardo, secondo la mia personale esperienza, di non essere stato assolutamente informato di questo(cioè su che cosa di preciso stavo firmando), nè di che cosa precisamente sarei stato chiamato a fare, quando mi fecero firmare questi documenti. Direi che in questo c'era ampio margine di miglioramento [SM=x75446] . Ma forse il mio caso è particolare dato che io venni trasferito alla 40 da Merano (Btg. Edolo) dove dopo il giuramento venni inquadrato come effettivo ed inserito nel Corso Allievi Graduati Istruttori, corso che non portai a termine dato che avendo superato l'esame di Inglese, sostenuto a Bolzano presso il Comando del 4° Corpo d'Armata Alpino ("se passi ti mandano a Vicenza al comando NATO, e li ci sono gli spacci più mitici, quelli degli Americani". Questo tanto per far capire il livello di informazione che circolava), venni trasferito dalla sera (erano passate le 18.00) alla mattina al Gr.A.Mon. Pinerolo, 40a Batteria, a Susa (TO). Cioè, più o meno, dall'altra parte d'Italia. Da notare il fatto che, cosa molto probabilmente sconosciuta al comando del C.A., e di sicuro al sottoscritto, la 40a era di stanza allora a Rivoli (TO), presso la caserma Ceccaroni, sede del Btg. Logistico Taurinense (nonchè ospitante pure l'R.S.A.) e non a Susa, dove invece mi recai. Perdonatemi questo excursus personale, ma che forse serve a far capire che dopotutto, pur trattandosi di reparti cosiddetti di èlite, la naja è sempre naja e la celebre organizzazione dell'E.I. non mancava di farsi sentire pure li [SM=x75446] .

Tornando a bomba sull'argomento inquadramento amministrativo, posso dire che Radio naja, e qualche conferma a mezza voce del nostro Maresciallo, diceve di una nostra (cioè la Truppa) equiparazione amministrativa ai Sottufficiali. Non a livello di decade, ovviamente, ma per altre cose quali la mensa (a livello di assegnazione viveri) e soprattutto, suppongo, a livello di possibile utilizzo operativo reale. Da rilevare, però, che in occasione di esercitazioni all'estero, che duravano sui 20/25 giorni più o meno, un Artigliere poteva arrivare a portarsi a casa sulle 800.000 lire (del 1986). Fatevi i conti e caprete che cosa queste significassero per Ufficiali e Sottufficiali in SPE.

La composizione umana della Batteria era piuttosto omogenea: tutti torinesi e piemontesi (CAR a Cuneo presso il Btg. Mondovì), con qualche rara eccezione lombarda, ligure, veneta e persino emiliana (il veneto, proveniente dalla Julia, con esperienze di trasferimento del tutto simili alle mie...). Direi che la stragrande maggioranza della Truppa aveva almeno un Diploma di Scuola Superiore, qualcuno era laureato, pochissimi, quasi nessuno, aveva la Terza Media. Nei Radiofonisti TUTTI sapevano l'Inglese da bene a ottimamente (era obbligatorio). Qualcuno era addirittura madrelingua. Anche uno Sten (friulano di origine) lo era, anche se era nato e cresciuto in Canada. Era, mi si perdoni la franchezza, il più "storto" degli Sten e mise firma. Molti degli Artiglieri erano diplomati ISEF, che il Capitano si andava a cercare col lanternino (cioè mandava noi a farlo, compito tra i più richiesti e apprezzati [SM=x75446], riservato ai vejass in vista del congedo ) a Cuneo al CAR. Questo perchè costoro rappresentavano, nella maggioranza dei casi, una sicura dotazione muscolare sia alla Linea Pezzi, dove molti di loro erano inquadrati, sia durante le gare sportive che si tenevano a contorno delle esercitazioni NATO (e a cui molti partecipanti NATO, "war tested" come gli Inglesi e gli Americani, davano enorme peso, ben più che alla parte strettamente combat delle esrcitazioni). Geometri erano invece molti dei tavolettisti, addetti centro tiro, goniometristi eccetera.

L'addestramento era molto intenso. nessuno di noi ebbe mai occasione di annoiarsi in Caserma. Devo sottolineare che il mio fu un caso abbastanza particolare, dato che io arrivai poco dopo una esercitazione Ardent Ground tenutasi in Germania, e mi congedai poco prima di una esercitazione da fare in Turchia. non so per quali motivi ci fu un lasso di tempo così lungo senza esercitazioni all'estero, ma suppongo che i "noti fatti" di Lampedusa avessero qualche cosa a che fare con questo. Forse fu annullata una esercitazione che si sarebbe dovuta tenere, cosa che avvenne anche in occasione della I Guerra del Golfo, quando una esercitazione dell'AMF in Turchia fu annullata. Il mio compito fu quindi di apprendere le tecniche oprative (nel mio caso le abilità di un Radiofonista) dai veci che erano stati all'estero e di trasmetterle ai figli che sarebbero andati in Turchia. Si iniziava al mattino dopo l'Adunata di Batteria, successiva all'Alzabandiera e si finiva alla sera. In Caserma si provvedeva alla pulizia e manutezione dei materiali e a quelle attività che erano consentite all'interno di essa. Quindi i Radiofoni si esercitavano in procedure radio, con netta prevalenza di quelle NATO in Inglese su quelle Italiane "da libretta", montaggio e smontaggio dei castelli RV4 e loro installazione e disinstallazione su AR76, ACL75 e Shelter dell'ACM80 (cioè uno dei due Posti Comando). Poi si provvedeva a scavare, presso la ripetta vicina al campo di calcio della caserma, degli Osservatori Tattici, a mascherarli e quindi a smontare il tutto e a riempire la buca. A volte questo avveniva di notte, previ accordi tra Batteria e Ufficiale di Picchetto. I Serventi invece si addestravano al Pezzo e a tutti i suoi movimenti, a smontarli e a rimontarli, a simulare prese di posizione, ad allestire per i vari tipi di trasporto mentre i puntatori seguivano anche il loro corso. Al posto comando idem: calcoli di tiro e tutto il resto, a volte in combinazione con noi Radiofonisti. In questi casi si simulava l'osservazione degli obiettivi, gli ordini di fuoco ed i calcoli per gli interventi. In questo modo si aveva una percezione reale dei tempi, che erano, naturalmente, sempre troppo alti [SM=x75466] .

Poi, con cadenza più o meno mensile si facevano 5 giorni di contunativa. Si andava a Ciriè e limitrofi e si faceva, h24, la guerra in bianco. Confesso che la mia prima volta fu un esperienza piuttosto traumatica [SM=x75466]. Mi toccò scavare perecchie decine di O.T. per poi riempire il buco subito dopo averlo finito (cioè maschrato) ed ad aver mandato, se ce n'era il tempo e non ci spostavano da un'altra parte, un paio di ordini di intervento (ero Radiofonista Osservatore, la "specializzazione" più sbalzosa dei radiofoni (gli altri se ne stavano al calduccio al P.C.). Facemmo poi almeno due Scuole Tiro a fuoco (du cui una col Gruppo, e quindi con procedure Italiane e 4 Pezzi, perchè, cosa che non ho finora menzionato, la 40a aveva ordinamento NATO ed era su 6 Pezzi). Un paio di volte si ando a Venaria Reale per le prove di elitrasporto. In tutto questo non mancarono: guardie in caserma, turni di Polveriera, una "delegazione", comprendente il sottoscritto, inviata in Val Maira a sistemare le stradine di montagna (tre settimane fantastiche), Picchetti, delegazione di circa 25 di noi (sottoscritto incluso) e di 25 del Susa per una Compagnia di Formazione che rappresentò la Brigata, a Bolzano, in occasione del cambio di Generale Comandante il Corpo d'Armata e molte altre eventuali e varie che fecero in di non darci il tempo di annoiarci. Dimenticavo: come tutti i Reparti Alpini ci facemmo sia i campi estivi (Valli di Lanzo) che quelli invernali (alta Val di Susa). Fummo pure invitati, come Gruppo, dalla Marina Militare, a La Spezia, a visitare Nave Garibaldi e Nave Maestrale. Dormimmo alla Duca degli Abruzzi.

Devo sottolinare che il Capitano cercava in tutti i modi di sottrarci ai compiti di guarnigione ritenedo, non a torto, che fosse tempo rubato all'addestramento. Questa sua (e di qualcuno, ritengo, più su) giusta posizione si scontrava però con la parte deteriore della naja che, sapendoci in sede, non vedeva l'ora di appioppare le incombeze più noiose anche "ai signorini dell'AMF". In ogni caso la nostra Batteria, e pure il Susa, non era una realtà separata dal resto della Brigata e del Corpo d'Armata Alpino tant'è che partecipava, in aggiunta alla sua attività particolare, a tutte le consuete attività "da libretta" quali, nel nostro caso, scuole tiro di Gruppo, Prove Valutative, e pure un pallosissimo turno, assegnato a sorpresa, di Prontezza Operativa, che (chissà come mai, [SM=x75466] [SM=x75458] ) cadde nel bel mezzo di due nostre uscite programate da tempo.

Mi auguro di essere stato sufficientemente chiaro. Se avete domande, sparate pure.

Ciao
Federico65
00venerdì 8 aprile 2005 10.20
Re: A brusa suta al Susa....

Scritto da: drago3 08/04/2005 9.23
Non me ne voglia l'amico Federico se gli soffio sotto il naso il motto "ufficioso" del Susa, ma da buon piemontese credo di avere un minimo di "diritto di prelazione"...[SM=x75466] [SM=x75466] [SM=x75466]
Tradotto dalla lingua di Gianduja, significa "brucia star sotto al Susa", ad indicare quanto sia poco piacevole trovarsi dalla parte sbagliata rispetto a quello che era, a tutto gli effetti, un "reparto speciale fatto di soldati di leva", dimostrazione vivente di come, con un minimo di sforzo celebrale ed organizzativo, anche i tanto vituperati najoni, se correttamente inquadrati, addestrati, equipaggiati ed organizzati, sapessero comportarsi ottimamente, guadagnandosi il rispetto dei colleghi stranieri.
Altra citazione, che Federico potrà confermare: all'interno della caserma di Rivoli, sede di uno dei reparti del Susa, compare, ad accogliere i nuovi arrivati, la significativa scritta "pietà l'è morta"...
Lascio volentieri la parola a Federico che ben potrà illustrarci la sua esperienza al Susa.
W gli Alpini!!!!



[SM=x75446]

Quello della 40 era Süsa d'Fer (Susa di Ferro) a ricordo del Gruppo Susa, di cui la 40 faceva parte un tempo. Ritengo che la 40 fu "salvata" dalla cancellazione, come il suo vecchio Gruppo, poichè nel Settembre del '43 essa, che era aggregata al Gruppo Aosta del Maggiore Ravnich, partecipò con questi reparti alle prime azioni di fuoco contro i Tedeschi. I primi colpi vennero sparati, per amore della Storia, della 6a Batteria dell' Aosta.

Ciao
MAGNUM80
00venerdì 8 aprile 2005 12.39
Re:

Scritto da: Federico65 08/04/2005 10.07
un Alpino è un Alpino. I Ranger lasciamoli, per favore, a Yellowstone e ai reparti USA che sono i "proprietari" del nome. Noi abbiamo le nostre specialità ben degne del loro glorioso nome quindi usiamo quello: ne abbiamo il copyright. Senza offesa, mi raccomando, ma io, veramente mi rattristo a veder usare la parola ranger per i nostri Paracadutisti Alpini.



Pienamente daccordo! Ma per dato che il nostro SM ha avuto questa bella ed originale pensata non potevo usare altro termine per indicare la "nuova" categoria.[SM=x75445]
Grazie per l'esauriente risposta cmq Aloha
[SM=x75484]
The Trooper
00venerdì 8 aprile 2005 12.55
Prima di tutto grazie a Federico, che mi ha permesso di venire a conoscenza della struttura AMF(L)...sono troppo giovane per venire a conoscenza di queste cose!

Sono rimasto davvero a bocca aperta leggendo il tuo racconto, scoprendo che in fondo, anche l'Esercito di Leva sapeva erogare un servizio qualitativamente eccellente.

Pensate se fosse stato così per tutto l'EI...ooooops...aspetta che forse è meglio tornare con i piedi per terra...[SM=x75459] ...

Ciao
Tranta sold
00sabato 9 aprile 2005 10.21
Caro Drago 3,
l’italianizzazione del motto del Susa da te riportata viene fuori spesso, ma a me risulta che la versione reale sia del tipo "La situazione è grave, avanti il Susa!", come riportato anche dal testo che cito più avanti.
Che dicono gli esperti?

Aggiungo che il motto “Pietà l’è morta” dovrebbe essere quello della 34^ Cp. Alpini, oltre ad esser stato per anni quello del Btg. Alp. Exilles, che proprio con il Susa, or sono novant’anni, prese il Monte Nero agli Austro-Ungarici.
L’Exilles era, con il Gr. Aosta del 1° da montagna, il reparto dove gli Alpini della mia terra svolgevano, in genere, servizio fino al 1946, quando passarono di reclutamento "Julia".

Per Federico: a memoria perché non ho il testo sotto mano, ma mi pare che Rizza in "4° Corpo d’Armata Alpino. Storia dei reparti di una grande unità" riporti come fino alla prima metà degli anni ’80 il nome del contingente italiano dell’AMF (L) fosse Gruppo tattico "Susa", e solo dal 1985 o giù di lì (quindi poco prima del tuo arrivo) diventasse Contingente "Cuneense".
Gradite le correzioni.

Infine una piccola difesa dello SME. La dizione ufficiale del reparto è 4° Rgt. Alpini Paracadutisti. Sono certi giornalisti che un giorno si e l'altro pure danno sfogo alla loro esterofilia con il pateracchio dei rangers...
Mandi.
Luigi "tranta sold"

P.S.: ovviamente ricambio il saluto di Drago3... viva i Carristi!
MAGNUM80
00sabato 9 aprile 2005 13.56
Re:

Scritto da: Tranta sold 09/04/2005 10.21Infine una piccola difesa dello SME. La dizione ufficiale del reparto è 4° Rgt. Alpini Paracadutisti. Sono certi giornalisti che un giorno si e l'altro pure danno sfogo alla loro esterofilia con il pateracchio dei rangers...



Sarà pure come dici tu ma la qualifica è chiamata "Ranger", come dice anche la relativa pagina del sito del'esercito.


Aloha
Tranta sold
00domenica 10 aprile 2005 11.19
Re: Re:

Scritto da: MAGNUM80 09/04/2005 13.56
Sarà pure come dici tu [...]


Non è che lo dico io.
È la denominazione ufficiale del reparto che riportano sia il sito dell’Esercito Italiano, sia quello del Comando Truppe Alpine.


Scritto da: MAGNUM80 09/04/2005 13.56
[...] ma la qualifica è chiamata "Ranger",


Appunto.
Quello "ranger" è solo un corso svolto dal personale del reparto.
Che spesso invece, per ignoranza od amore per l’inglese e gli "effetti speciali", viene scambiato per il nome dell’unità o dei suoi elementi. I quali sono invece, senza possibilità di scampo, Alpini e non emuli di Chuck Norris (e difatti non mi risulta esistere la specialità "ranger" nella fanteria italiana).
Mandi.
Luigi "tranta sold"
Federico65
00martedì 12 aprile 2005 17.40
Re:

Scritto da: Tranta sold 09/04/2005 10.21
...
Per Federico: a memoria perché non ho il testo sotto mano, ma mi pare che Rizza in "4° Corpo d’Armata Alpino. Storia dei reparti di una grande unità" riporti come fino alla prima metà degli anni ’80 il nome del contingente italiano dell’AMF (L) fosse Gruppo tattico "Susa", e solo dal 1985 o giù di lì (quindi poco prima del tuo arrivo) diventasse Contingente "Cuneense".
Gradite le correzioni.

...



Ti dirò, Luigi: quanto scrivi è talmente plausibile che hai convinto pure me. E' molto probabile che le cose siano andate proprio come dici tu e che da noi, il "vecchio" Gruppo Tattico Susa fosse rimasto a livello di memoria.

Ciao
drago3
00mercoledì 13 aprile 2005 11.47
Pare anche a me...
Dalle nebbie della memoria, sembra di ricordare anche a me che l'attribuzione del nome "Cuneense" sia stata fatta a fine anni '80; dico ciò perchè ricordo che se ne parlò sui giornali torinesi, con interviste a storici e reduci (in primis Nuto Revelli) e la cosa venne giustamente segnalata e commentata come doveroso tributo alla Divisione omonima ed alle sue gesta eroiche sul fronte russo.
Faccio notare che, se si fa un giretto per monti e vallate del Cuneese, sulle facciate delle chiese o nei cimiteri si possono notare lapidi con lunghi elenchi di nomi di caduti e dispersi in Russia, a ricordare come il sacrifico della Cuneense abbia significato, in molte realtà locali, praticamente il sacrificio di una intera generazione, fatta di famiglie intere, di fratelli e cugini che morirono laggiù.
jolly46
00mercoledì 13 aprile 2005 13.14
Posso confermarte con assoluta certezza che fino ad un certo momento esisteva il Gruppo Tattico "Susa" e solo mi pare verso la metà degli anni 80 venne ridenominato Contingente "Cuneense".
Da qualche parte ho la data certa di variazione.
jolly46
00mercoledì 13 aprile 2005 13.23
Riguardo al motto del Susa mi pare di ricordare di aver letto da qualche parte che nacque alla fine dell'ottocento in occasione di un vasto incendio non so dove.
Per spengere l'incendio furono chiamati d'urgenza gli alpini del SUSA e da lì nacque il motto che in italiano significherebbe:
"Brucia, sotto il Susa" dove sotto va inteso come far avanzare, mandare avanti.
Se ritrovassi il testo dove l'ho letto ...........
jolly46
00mercoledì 13 aprile 2005 14.44
Posso precisare che la denominazione Contingente Cuneense è stata adottata a partire dal 1986.
Federico65
00mercoledì 13 aprile 2005 15.07
Re:

Scritto da: jolly46 13/04/2005 14.44
Posso precisare che la denominazione Contingente Cuneense è stata adottata a partire dal 1986.



Il che spiegherebbe perchè al sottoscritto, che fece il suo servizio militare appunto nel 1986/87, suoni più consueto il "Gruppo Tattico" che non il Contingente, una novità per quei tempi.

Ciao
Tranta sold
00mercoledì 13 aprile 2005 15.24
Grazie per le precisazioni.
Ricordavo bene.
Mandi.
Luigi "tranta sold"
LucaJJ
00mercoledì 13 aprile 2005 18.23
Certo che...
...Se avessimo avuto un esercito di elva di 1/3 della dimensione di quello ceh era negli annit 70-80 ma tutto a livello 'susa' (e con la stessa spesa, quindi trattamentoe conomico, dotazioni, sperse addestramento analoghe) sarebbe stata ttutt'altra cosa.
L'esperienza di Federico mi sembra molto lontana da quella del tipico reaprto E.I., o balgio?
Leo 81
00mercoledì 13 aprile 2005 22.13
Comunque anche il 4° Corpo d'Armata Alpino nel suo complesso non era da buttar via quanto ad addestramento e preparazione. Gli equipaggiamenti odierni saranno anche migliori (sulla scbt ho però qualche dubbio) ma vorrei proprio vedere gli alpini di oggi alle prese con campi marcianti, escursioni in alta montagna e simili.
Federico65
00giovedì 14 aprile 2005 09.02
Re: Certo che...

Scritto da: LucaJJ 13/04/2005 18.23
...Se avessimo avuto un esercito di elva di 1/3 della dimensione di quello ceh era negli annit 70-80 ma tutto a livello 'susa' (e con la stessa spesa, quindi trattamentoe conomico, dotazioni, sperse addestramento analoghe) sarebbe stata ttutt'altra cosa.
L'esperienza di Federico mi sembra molto lontana da quella del tipico reaprto E.I., o balgio?



Preciso una cosa, che forse non è ben chiara nel mio post-romanzo [SM=x75466] di prima: noi di Truppa e Graduati di Truppa prendavamo la stessa identica decade di un qualsiasi Militare di Leva Italiano del periodo e cioè 1.000 lire al giorno (se non erro fino a giugno 1986), passate poi a 2.000 lire al giorno (da scialare [SM=x75446] ). Caporali 1.100/2.200 Caporalmaggiori 1.200/2.400 (N.B.: sono certo del dato di truppa, un po' meno sui Graduati). Naturalmente più vitto e alloggio [SM=x75446]

La "pioggia di danaro" che bagnava la Batteria (è, naturalmente, una battuta) si verificava unicamente in occasione di esercitazioni all'estero in ambito NATO. Il sottoscritto, infatti, partecipò ad una esercitazione NATO (Display Determination) che si tenne in Val Maira verso la fine del 1986 se non ricordo male ma non ricevette le somme che ho menzionato nel post precedente. Per questa missione il trattamento fu lo stesso che si riceveva in occasione di missioni fuori sede (come la polveriera ad esempio), o i campi estivi (qualcosa di simile al doppio della normale diaria).

Ciao

[Modificato da Federico65 14/04/2005 9.03]

Federico65
00giovedì 14 aprile 2005 09.13
Re:

Scritto da: Leo 81 13/04/2005 22.13
Comunque anche il 4° Corpo d'Armata Alpino nel suo complesso non era da buttar via quanto ad addestramento e preparazione. Gli equipaggiamenti odierni saranno anche migliori (sulla scbt ho però qualche dubbio) ma vorrei proprio vedere gli alpini di oggi alle prese con campi marcianti, escursioni in alta montagna e simili.



Sono d'accordo: per le Caserme che ho girato io, e soprattutto per alcuni miei concittadini co-scaglione che finirono al Morbegno dopo il CAR all'Edolo, posso confermare che di battere la fiacca, proprio, se ne parlava ben poco.

E' ovvio che anche nell'ambito del 4°C.A. Alpino c'erano delle notevoli eccezioni in negativo (ad esempio: il btg. Logistico Taurinense brillava in questo senso (officine meccaniche escluse - ove il livello professionale mi è sempre parso alto)), ma ritengo che lo standard fosse ben al di sopra media.

Se non ricordo male, tanto per fare un esempio: mi pare che Luigi una volta disse che la sua Batteria (o un'altra del suo Conegliano) le suonò durante un'esercitazione proprio alla "blasonata" 40a Batteria.

Ciao
Tranta sold
00giovedì 14 aprile 2005 11.18
Re: Re:

Scritto da: Federico65 14/04/2005 9.13
Se non ricordo male, tanto per fare un esempio: mi pare che Luigi una volta disse che la sua Batteria (o un'altra del suo Conegliano) le suonò durante un'esercitazione proprio alla "blasonata" 40a Batteria.


Preciso che fu a livello rgt. (comunque io non c'ero, altrimenti ci avrebbero dato un handicap come nel golf...[SM=x75466]).
Fra l'altro, quando il 3° era ancora di leva ed il 1° già volontario.
Per Leo: a Parma si fa una bella chiaccherata...[SM=x75448]
Mandi.
Luigi "tranta sold"
Federico65
00giovedì 14 aprile 2005 11.50
Re: Re: Re:

Scritto da: Tranta sold 14/04/2005 11.18

Preciso che fu a livello rgt. (comunque io non c'ero, altrimenti ci avrebbero dato un handicap come nel golf...[SM=x75466]).
Fra l'altro, quando il 3° era ancora di leva ed il 1° già volontario.
Per Leo: a Parma si fa una bella chiaccherata...[SM=x75448]
Mandi.
Luigi "tranta sold"



Leva vs Professionisti 1 - 0

[SM=x75444] [SM=x75446]

Ciao
Guaido
00giovedì 14 aprile 2005 12.17
Quando ero al corso AUC di artiglieria a Bracciano, anno 1993, la destinazione più "temuta" per la batteria da montagna era Fossano, dove allora era di stanza la 40^. Mi ricordo che dopo il corso, durante il servizio al reggimento, ebbi modo di incontrare un collega che era finito alla 40 e mi raccontava di esercitazioni a fuoco con il Susa con gli alpini che sbalzavano e il fuoco della 40 che li accompagnava a poche decine di metri davanti a loro... era entusiasta della 40 e della loro attività: sebbene dura, mi diceva che faceva delle cose che si sarebbe ricordato per tutta la vita, e gli posso credere.
Comunque, è vero che in generale i reparti del IV CdA non fossero per niente male: secondo me i "cugini" del 9° APeCam di Verona non erano il massimo (poco reclutamento regionale, molti campani, poca "alpinità"), noi (2° APeCam di Trento) eravamo molto meglio [SM=x75446] , e quando ebbi qualche contatto col reggimento della Julia di Tolmezzo mi resi conto che era gente che sapeva veramente il fatto suo. La mia batteria fece anche un'ottima figura alla valutativa [SM=x75444]

Ciao

Guido
Guaido
00giovedì 14 aprile 2005 12.18
Quando ero al corso AUC di artiglieria a Bracciano, anno 1993, la destinazione più "temuta" per la batteria da montagna era Fossano, dove allora era di stanza la 40^. Mi ricordo che dopo il corso, durante il servizio al reggimento, ebbi modo di incontrare un collega che era finito alla 40 e mi raccontava di esercitazioni a fuoco con il Susa con gli alpini che sbalzavano e il fuoco della 40 che li accompagnava a poche decine di metri davanti a loro... era entusiasta della 40 e della loro attività: sebbene dura, mi diceva che faceva delle cose che si sarebbe ricordato per tutta la vita, e gli posso credere.
Comunque, è vero che in generale i reparti del IV CdA non fossero per niente male: secondo me i "cugini" del 9° APeCam di Verona non erano il massimo (poco reclutamento regionale, molti campani, poca "alpinità"), noi (2° APeCam di Trento) eravamo molto meglio [SM=x75446] , e quando ebbi qualche contatto col reggimento della Julia di Tolmezzo mi resi conto che era gente che sapeva veramente il fatto suo. La mia batteria fece anche un'ottima figura alla valutativa [SM=x75444]

Ciao

Guido
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