Ruggiero Rizzitelli

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Sound72
00Thursday, January 14, 2016 9:08 PM
“Di Bartolomei mi ha insegnato a stare in campo. Totti? Un grande”

L’ex giocatore giallorosso ha aggiunto: “Rudi Voeller? “Mi ha aiutato tantissimo, per lui mi facevo il mazzo ma se lo meritava. Mazzone? La persona che mi ha fatto male. Mi ha fatto lasciare Roma, mi ha fatto litigare con mia moglie. Non volevo andare via, fui costretto.”

Ruggiero Rizzitelli, ex giocatore giallorosso, è stato il protagonista della puntata odierna di Slideshow, in onda su Roma TV. Queste le sue dichiarazioni.

A Cesena…
“L’esordio in Serie A, tra i professionisti, quelli che ho sempre sognato. È stata la mia prima soddisfazione, avevo vinto l’anno prima la Serie B”.

Di Bartolomei e Conti?
“Di Bartolomei mi ha insegnato a stare in campo in A, mi ha dato consigli giusti. Ero un ragazzino che si affacciava da poco in A”.

Il primo anno a Roma?
“Una soddisfazione immensa, quando sono arrivato qui non sapevo se dare del lei o meno. Vedere Conti, Giannini, Voeller, Nela, gente che ho ammirato in TV… non sapevo come comportarmi. Mi hanno fatto sentire uno di loro. Il passaggio tra Cesena e Roma è stato duro, venivo da una cittadina, alla presentazione ero spaeventato, l’impatto è stato devastante. Avevo anche paura, ero un ragazzino di provincia. Li ringrazio ancora”.

Su Roma-Broendby…
“Un gol storico, ci ha permesso di arrivare in finale di Coppa UEFA. Ci siamo arrivati insieme io e Voeller, simbolo di grande cattiveria. Partita strana all’inizio, dopo lo 0-0 esterno si parlava di una partita scontata, ma all’inizio la squadra era spenta. Urlavo e i compagni non mi seguivano, mi è partita la vena. Ho iniziato a correre dietro a tutti, feci un fallaccio clamoroso, rischiai l’espulsione. L’arbitro mi ammonì e mi rivolsi ai compagni che mi guardavano con gli occhi sbarrati per svegliarli. Quella reazione scatenò pubblico e squadra, vincemmo alla fine”.

Liedholm?
“Il classico allenatore di cui avevo timore, aveva una presenza importante anche se era a fine carriera. Mi ha insegnato tantissimo a reagire alle critiche”.

Dino Viola?
“Cosa dire… è un signore, prima che presidente. La persona che tutti i giocatori devono avere come presidente. Ti seguiva. Alla presentazione ero spaventato e lui mi teneva a braccetto (si commuove, ndr). Seguiva la squadra, sempre, ovunque, spegneva le luci a Trigoria, controllava le piante. Parlare di famiglia è scontato, ma lui ha fatto di questo club una famiglia. A volte si è scontrato con realtà del mondo del calcio, mi strappò alla Juventus. Questa persona, questo presidente con più quattrini poteva fare ancora di più. Non è ricordato solo da me come insostituibile, non è retorica dire che è il padre di questa società. Grazie, presidente”.

Il primo gol…
“Contro il Lecce, in Serie A, con esultanza sotto la Sud. Emozione incredibile, quello che sognavo. Sentii il mio primo coro, una soddisfazione che bisogna provare”.

Rudi Völler?
“Mi ha aiutato tantissimo, io ho portato acqua per lui, mi facevo il mazzo ma se lo meritava. Mi ricordo una partita, avevo i crampi anche al cervello. Mi si avvicinò, mi disse che avrebbe corso lui per me. Mi ha dato la forza per correre ancora, dice tutto del gruppo che c’era”.

La maglia azzurra…
“C’è rimpianto, arrivai giovanissimo con Vicini. A Roma nel 1990 mi feci anche male, non partecipai ai mondiali. Il rimpianto è tantissimo, subito dopo mi riguadagnai il posto e a Mosca fu esonerato Vicini, con Sacchi fu la fine di quella squadra. Lui fece fuori tutti i giocatori di Vicini, pensava che il suo gioco facesse la differenza. I valori in campo però sono dei giocatori. Sacchi non la pensava così, mi scontrai con lui, mi diceva che pensassi prima alla Roma e poi alla nazionale. È una conseguenza, la squadra è quella che mi paga. Se faccio bene alla Roma, merito la nazionale. Ognuno pensa quel che vuole, sono orgoglioso di quello che ho detto e che ho fatto”.

Un gol contro il Bologna, di testa…
“Giornata drammatica, soccorsi Lionello (Manfredonia, ndr) per primo. Vidi che non respirava più, non riuscivo ad aprirgli la bocca. Arrivò Giorgio Rossi, prese le forbici per tagliare le fasce e gliele ha infilate in bocca rompendogli un dente per aprirla. Solo così è riuscito a farlo riprendere”.

Il derby?
“Pensavo ai tifosi che il giorno dopo sarebbero stati presi in giro, c’è stata la rabbia del tifoso. Staccare così e cercare il gol alla fine era un gesto da tifoso. Ne ho fatti tanti di derby, a Torino e a Monaco. A Torino ho fatto 5 gol alla Juventus, due doppiette con due vittorie. L’anno scorso Quagliarella è riuscito a battere la Juventus. Il tifo è caloroso come quello di Roma, ma se avessi segnato qui i gol che ho fatto lì… a Roma dal ritiro mi parlavano della data del derby e non capivo, ricordo che chiesi e mi fu spiegato. Capii la differenza, il derby di Roma è unico”.

Roma-Inter, la finale…
“Una finale che ancora oggi non digerisco. In quel torneo facemmo un cammino straordinario, anche in quelle due partite meritavamo di vincere la coppa. Il nostro errore fu San Siro, non eravamo come l’Inter, squadra esperta di queste competizioni. Voglio ricordare quel rigore concesso per cui qualcuno urla ancora allo scandalo, possiamo urlarlo anche noi. Dopo il rigore eravamo ancora a protestare, loro hanno segnato di nuovo. Nel ritorno ce la mettemmo tutta, presi subito un palo, se avessi segnato subito la partita avrebbe avuto un’altra storia. Questa coppa volevamo dedicarla al grande presidente. Da lassù ha visto quella volontà. La Curva Sud è fondamentale per la Roma, è quella che ti dà l’entusiasmo, ti trascina nei momenti difficili. Oggi vediamo che questa curva non c’è e si vede. Giocare in uno stadio deserto è un dolore immenso, la squadra ne risente, è il cuore di questo stadio. Diventa tutto noioso e triste, faccio un appello a chi deve ricucire questo strappo, si vengano incontro. Questi ragazzi non hanno colpe”.

La Coppa Italia?
“A Genova, contro la Sampdoria. Non vincemmo la Coppa UEFA, ma regalammo la Coppa Italia al presidente. Vedo Ciarrapico a destra. La cosa bella è che la moglie del Presidente fu la prima a venire in campo ad alzare la Coppa, era giusto che Ciarrapico si facesse da parte. Se lo meritava la famiglia Viola, la coppa che volevamo era la Coppa UEFA”.

Il pianto per la coppa…
“Mi fa male, ancora. Sono immagini che non voglio mai vedere. È dura, non riesci mai a dimenticare, era una cosa che volevamo tutti e non ci siamo riusciti. Ci abbiamo messo l’animo, il cuore, non ce l’abbiamo fatta. Credo che la gente ha ammirato quella squadra, si era creata una famiglia. Eravamo un gruppo unito, non dei campioni. Ma nessuno poteva dirci che non ci mettevamo il cuore, era una grande squadra per quello (si commuove, ndr)”.

Abbraccio di squadra…
“Quando si giocava contro di noi, le altre dovevano faticare. Alla palla persa c’era il compagno che rischiava la gamba per te, spero che qualche giocatore di oggi capisca che il gruppo è fondamentale, trascina tutti. La gente per essere trascinata deve vedere queste immagini”.

Totti?
“Ho avuto l’onore di farlo esordire. Ero un ragazzo, faceva impazzire i vecchi. Chi si permetteva di fare certe cose veniva picchiato, lui è l’unico che subiva fallacci dai nostri difensori, ma quando ricapitava rifaceva il dribbling, segnale di personalità. Ricordo Collovati, Oddi, Nela, gente con esperienza. Ho avuto la fortuna di fargli fare l’esordio, ricordo Boskov che lo chiamava ragazzino. Grande Francesco”.

Mazzone?
“La persona che mi ha fatto male. Mi ha fatto lasciare Roma, mi ha fatto litigare con mia moglie. Non volevo andare via, fui costretto. Non ho avuto un bel rapporto con lui. In un derby venivo da un infortunio, ci tenevo tantissimo a esserci, non per essere titolare. Feci di tutto, mi allenavo anche di notte per essere presente. Il sabato, nonostante stessi bene, mi disse di farmi da parte. Da lì ho perso la testa, si è rotto tutto. Fui richiamato a fine campionato da Sensi insieme a Mazzone, ci disse di lottare tutti per la Roma. Eravamo quintultimi, dissi che vivevo di quello, che ero pronto. Da lì ci fu la grande risalita, cinque vittorie in sei partite. In quell’episodio qualcuno disse di prendere ognuno la sua strada, lo dovetti fare io e Mazzone rimase”.

Il primo gol contro la Roma…
“Ricordo che mi aspettavo fischi, ma che la Curva capì perché andai via. Dopo due minuti segnai sotto la Sud. La gente mi applaudì lo stesso, qualcosa ho lasciato”.

A Marienplatz, dopo il meisterschale con il Bayern…
“Io e il Trap che cantiamo Volare. Non volevo andare in Germania, il Trap mi ha convinto ad andare in una squadra immensa. Grande soddisfazione, una gioia immensa”.

La Hall of Fame?
“C’è solo da inchinarsi, vuol dire che ho lasciato un segno. Vivo di Roma, ho trasmesso questa cosa a mio figlio, portai Gianluca il giorno dello scudetto. Una passione viscerale e questa è la dimostrazione. Se penso di essere stato votato come leggenda allargo le braccia e ringrazio”.
lucaDM82
00Thursday, January 14, 2016 9:48 PM
Bella intervista,grande cuore. [SM=x2478842]

La mia prima allo stadio,flaminio 89,fu il 2 a1 col lecce,giannini rizzitelli.Lui mi piaceva,poteva anche fare di piu' con le sue qualita',infatti chiusa la sua storia con la roma si tolse delle soddisfazioni altrove.

ps sacchi si conferma sacchi...




Sound72
00Thursday, January 14, 2016 9:55 PM
Mi hanno girato su whatsapp il passaggio in cui parla della finale con l'inter..piange proprio coi lacrimoni [SM=g27993]

Lui giocava proprio col cuore, è diventato tifoso giocando con la Roma. [SM=g10633]
Giacomo(fu Giacomo)
00Thursday, January 14, 2016 11:33 PM
uno dei pochi che si può permettere di parlare pure usando la retorica.
Ha sempre dato tutto, non si è mai lamentato, e pure se ha reso sotto le aspettative (davvero enormi l'anno del suo acquisto, ci aspettavamo uno che segnasse venti gol a stagione) per me rimane uno che avercene.
Quella squadra aveva dei limiti ma rimarrà nella nostra storia, senza dubbio alcuno.
Grazie Rizzigo'


gianpaolo77
00Friday, January 15, 2016 2:16 AM
...oooooooooo...rizzitelli!
Rizzi-rizzi-rizzi-rizzitelli go'!!!

In una delle mie prime Roma c'era anche lui.. lo ricordo con grandissimo affetto e mi commuovo anch'io...
Grande Ruggero Rizzitelli.
[SM=g10633] [SM=g7542]
jandileida23
00Friday, January 15, 2016 9:15 AM
La coppia d'attacco Rizzi - Rudi m'ha svezzato: amore puro, un pelo sotto il tedesco ma quello sta proprio al top del top. Grazie Ruggiero [SM=g7542]
giove(R)
00Friday, January 15, 2016 11:46 AM
Re:
Sound72, 14/01/2016 21:08:


Su Roma-Broendby…
“Un gol storico, ci ha permesso di arrivare in finale di Coppa UEFA. Ci siamo arrivati insieme io e Voeller, simbolo di grande cattiveria. Partita strana all’inizio, dopo lo 0-0 esterno si parlava di una partita scontata, ma all’inizio la squadra era spenta. Urlavo e i compagni non mi seguivano, mi è partita la vena. Ho iniziato a correre dietro a tutti, feci un fallaccio clamoroso, rischiai l’espulsione. L’arbitro mi ammonì e mi rivolsi ai compagni che mi guardavano con gli occhi sbarrati per svegliarli. Quella reazione scatenò pubblico e squadra, vincemmo alla fine”.





lo ricordo come se fosse ...un minuto fa. Ed è stato uno dei momenti più ..TOP nel quale arrivo ad amare visceralmente un nostro giocatore
Quell'episodio è stato proprio da Top 3 della mia vita da tifoso.
Lo ricordo benissimo e ricordo quanto mi sentii ..."corrisposto" in quell'atteggiamento che rispondeva esattamente al mio carattere.
Stavano buttando via minuti e partita, e non c'era nessuno che lis vegliasse.
Fu bravissimo a capirlo e il pubblico non aspettava altro che vedere uno di noi che ci mettesse ardore. e ci pensò Rizzitelli.
grandissimo, non me lo potrò mai dimenticare quel momento...

amavo Rizzitelli, era un piccolo Voeller (e infatti alcuni lo chiamavano Rizziteller), aveva grinta, e aveva proprio imparato delle giocate letteralmente copiate da Voeller (una su tutte quando sei pressato alle spalle da due a ridosso della linea laterale e decidi di girarti e passare in mezzo di potenza).

Purtroppo non ha avuto una vera testa giusta, era troppo incostante, rispetto a Voeller che invece era una garanzia.

Rizzitelli faceva sempre degli ottimi finali, ma per mesi dava un apporto inferiore alle possibilità che aveva.

poteva diventare il nuovo Vialli e addirittura ne ebbe la possibilità a Mosca con l'Italia, quando, come Vialli qualche anno prima stava per segnare il gol qualificazione. ma prese il palo.

Io ricordo che da quel momento Rizzitelli, persa la grande occasione, non fu più lui per davvero.
E' uno che è stato un pò troppo superficiale. si è un pò sprecato.

EDIT.
Superficiale..... o forse, meglio, troppo umorale-sentimentale-viscerale. si vede anche da come parla di Roma, di alcuni personaggi, traspare proprio il "calore". forse quello è stato il fattore che lo ha frenato.
lucaDM82
00Monday, December 10, 2018 6:26 PM
Rizzitelli: "Ho pianto dopo Cagliari perché amo la Roma"

L'ex attaccante giallorosso, opinionista a Roma TV: "Dopo quel pareggio incredibile la mia emozione era la stessa di qualsiasi altro tifoso"

Sembrerà strano, ma c'è anche un motivo per ricordare con un pizzico di piacere la Caporetto di Cagliari. Quel motivo ha un nome e cognome, Ruggiero Rizzitelli. Per meglio dire, le lacrime che l'ex attaccante della Roma, rimasto nei cuori di tutti i tifosi, non è riuscito a nascondere nell'amarissimo dopo partita della partita contro il Cagliari. Da qualche anno Rizzigol è uno degli opinionisti, alla fine delle partite dei giallorossi, dei dopo partita di Roma Tv. Un opinionista che non ha mi fatto mistero di essere pure, anzi di più, un tifoso.

Ruggiero, cosa è successo, perché quelle lacrime?
«Perché io sono un tifoso della Roma. E dopo quel pareggio incredibile, la mia emozione era la stessa di qualsiasi altro tifoso».

Strana una reazione di questo tipo da parte di un ex calciatore.
«Ma io sono un uomo di pancia. L mia rabbia in quel momento mi ha portato a quella reazione. Dovesse ricapitare, e spero di no, lo rifarei».

Quelle lacrime erano anche contro i giocatori?
«Sotto un certo punta di vista, sì».

Qule punto di vista?
«Quello del tifoso che si sente tradito. Hanno pareggiato una partita che non si poteva pareggiare. Mi spiace dirlo, ma almeno per Cagliari sono indifendibili. Del resto i calciatori di oggi sono diversi da quelli tempi in cui giocavo io e vestivo la maglia della Roma».

È un atto d'accusa?
«No, è la constatazione della realtà. Mi sale il sangue al cervello quando sento parlare, come giustificazione, di problemi di testa. Ma state scherzando? Questi sono ricchi, famosi, belli pure se sono brutti, giocano per la Roma, e hanno problemi di testa? Semmai i problemi ce li dovrebbe avere chi lavora per qualche centinaio di euro, altro che questi giocatori»
lucaDM82
00Thursday, October 31, 2019 12:28 AM
rizzitelli su irrati a roma tv "attaccati al cazzo" [SM=x2478856] (alla romagnola con tentativo di pronuncia romana)
jandileida23
00Thursday, October 31, 2019 9:03 AM
😀
Giacomo(fu Giacomo)
00Thursday, October 31, 2019 9:09 AM
che poi lui è di Santa Margherita provincia di Foggia, se non sbaglio, ha unito la gnoranza del luogo alla rissosità romagnola e al tifo per la Magica.
jandileida23
00Monday, January 27, 2020 11:00 PM
Ieri gran momento sotto la Sud.
Giacomo(fu Giacomo)
00Monday, January 27, 2020 11:24 PM
d'altronde facciamo il compleanno lo stesso giorno :) (insieme a Pippo Franco, però)
Sound72
00Monday, January 11, 2021 5:22 PM
Ruggiero scatenato in attesa del derby..

A suo agio anche nell'assalto a Capitol Hill (come Mazzone in modalità pugno chiuso ai tifosi dell'Atalanta) 😀
jandileida23
00Monday, January 11, 2021 9:44 PM
Ahaha quella de Rizzigo' me l'hanno girata pure a me, faceva ride
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