Restituire l’infanzia

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vanni-merlin
00Wednesday, February 14, 2007 11:00 PM
Restituire l’infanzia

Luciano Bertozzi


I delegati di 58 Paesi si sono impegnati a porre fine all’arruolamento illegale ed all’utilizzo dei bambini nelle guerre. E’ questo il risultato della Conferenza internazionale di Parigi sui bambini soldato, indetta dal Governo francese e dall’Unicef. All’incontro hanno preso parte alcune nazioni colpite dal fenomeno ed i Paesi donatori, per rafforzare la volontà politica di contrastare un fenomeno di grandi dimensioni. Secondo l’Unicef sono circa 250.000 i piccoli coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo, sono utilizzati come spie, facchini, cuochi, e combattenti, le bambine in particolare sono costrette a subire violenze sessuali.



«Dalla Conferenza è emerso – ha affermato Rima Salah, Vice Direttore Generale Unicef – un notevole impegno politico per porre fine all’arruolamento illegale dei bambini. Ciò che deve essere fatto è convogliare tale impegno e trasformarlo in azione concreta per proteggere i bambini dall’arruolamento, aiutando quelli già arruolati a superare tale esperienza e a rientrare nelle proprie comunità di origine».

Il Consesso si è concluso con l’approvazione di una serie di principi, definiti “Principi di Parigi”, una serie dettagliata di linee guida per la protezione dei piccoli, fra cui la lotta all’impunità: i capi degli eserciti e delle guerriglie responsabili di aver trasformato i bambini in guerrieri devono essere processati e per questi reati così gravi non deve essere prevista alcuna forma di amnistia.

Inoltre è stata sottolineata l’esigenza di attuare programmi sociali efficaci che affrontino le cause del fenomeno. C’è l’assoluta necessità di accompagnare la lotta all’arruolamento a misure di sostegno a questi minori, a cui l’infanzia è stata violata. Del resto «non sarà mai possibile – secondo Rima Salah – porre fine all’arruolamento dei bambini soldato se non si affrontano i fattori sociali che ne sono in prima istanza all’origine».

Anche l’Italia, rappresentata dal Vice Ministro degli affari esteri Franco Danieli, ha partecipato all’incontro. L’esponente della Farnesina ha sottolineato la «grande attenzione del nostro Paese per i diritti violati di milioni di bambine ed i bambini coinvolti nei conflitti armati. Tale attenzione – ha precisato il Vice Ministro - costituisce una costante dell’azione della politica estera italiana in materia di diritti umani».


In rosso, i Paesi che hanno recentemente utilizzato minorenni nei conflitti armati. Fonte: Amnesty international

Fra i partecipanti all’incontro sono da menzionare ben dieci Paesi che l’ONU ha inserito nella lista nera di quelli colpiti dal fenomeno: Sudan, Ciad, Somalia, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Colombia e Sri Lanka. Fra gli assenti gli Stati Uniti, che in violazione del diritto internazionale hanno detenuto a Guantanamo adolescenti catturati in Afghanistan, che consentono nelle proprie forze armate l’arruolamento di minori di 18 anni e che fanno la guerra al Tribunale Penale Internazionale che sarà chiamato a giudicare anche arruolatori ed utilizzatori di bambini soldato.

Si tratta di passare dalle parole ai fatti, centinaia di migliaia di ragazzini trasformati in macchine per uccidere non possono aspettare i tempi lunghi della diplomazia, ma devono avere un’altra opportunità diversa dall’uccidere o essere uccisi, l’unica che hanno avuto fino ad oggi.

I Paesi sviluppati che hanno alimentato molti dei conflitti con il traffico di armi e delle risorse naturali (diamanti, ecc) devono mettere mano al portafoglio e finanziare il reinserimento nella vita sociale di questi ragazzi.




da: www.nigrizia.it/doc.asp?id=9143&IDCategoria=127
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