Presentazione.....

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Teodoro Studita
00Thursday, January 13, 2005 11:11 PM
Salute,
Sono un medico di Roma, anni 27, mi interesso di esegesi neotestamentaria, a livello poco più che hobbistico, di arte e archeologia.
Dal punto di vista religioso non sono ufficialmente schierato, ma mi piace esercitare una sana dialettica con tutti.
Spero sia sufficiente [SM=g27994]m22:
rinata4
00Thursday, January 13, 2005 11:51 PM
Ciao Teodoro benvenuto..io sono Rosa sarà un piacere dialogare con te..vieni a trovarci in chat quando vuoi..[SM=g27994]m1:


Justee
00Friday, January 14, 2005 9:16 AM
Benvenuto

Scritto da: Teodoro Studita 13/01/2005 23.11
Salute,
Sono un medico di Roma, anni 27, mi interesso di esegesi neotestamentaria, a livello poco più che hobbistico, di arte e archeologia.
Dal punto di vista religioso non sono ufficialmente schierato, ma mi piace esercitare una sana dialettica con tutti.
Spero sia sufficiente [SM=g27994]m22:



Ciao , e benvenuto sicuramente è sufficiente , bene .... spero che tu abbia letto il regolamento e ti senta libero di postare in tutte le sezioni che ritieni più opportune , spero anche che tu ti avalga della nostra chat per conoscerci sempre più , grazie di esserci ....tyurj

[Modificato da Justee 14/01/2005 9.22]

Topsy
00Friday, January 14, 2005 9:46 AM
Re:

Scritto da: Teodoro Studita 13/01/2005 23.11
Salute,
Sono un medico di Roma, anni 27, mi interesso di esegesi neotestamentaria, a livello poco più che hobbistico, di arte e archeologia.
Dal punto di vista religioso non sono ufficialmente schierato, ma mi piace esercitare una sana dialettica con tutti.
Spero sia sufficiente [SM=g27994]m22:




Medico a 27 anni!?
Caspita!
Mai andato fuori corso in facoltà?
Scherzo!
Benvenuto da Topsy!
benimussoo
00Saturday, January 15, 2005 9:47 AM
Salve, ciao Teodoro, che tu sia il benvenuto...avevamo bisogno di un dottore!!![SM=x511455] SCHERZO!!! Io sono Dana, la mod. dei ragazzi spero di leggere presto i tuoi post, non mi resta che inviarti i miei simpatici saluti...


opljyy
Teo60
00Saturday, January 15, 2005 2:07 PM
Re:

Scritto da: Teodoro Studita 13/01/2005 23.11
Salute,
Sono un medico di Roma, anni 27, mi interesso di esegesi neotestamentaria, a livello poco più che hobbistico, di arte e archeologia.
Dal punto di vista religioso non sono ufficialmente schierato, ma mi piace esercitare una sana dialettica con tutti.
Spero sia sufficiente [SM=g27994]m22:



Ciao Teodoro,
benvenuto nel nostro forum. Anch'io studio esegesi neotestamentaria, potremmo scambiarci idee e ricerche!!

Con simpatia
Matteo
solitary man
00Sunday, January 16, 2005 9:28 PM
benvenuto
... anche da parte mia teo [SM=g27994]m1:
Viviana.30
00Sunday, November 11, 2007 10:47 AM
San Teodoro Studita Abate

11 novembre

Costantinopoli, 758 – Calkite, Bitinia, 11 novembre, 826

San Teodoro Studita fu un monaco cristiano divenuto famoso per la sua zelante opposizione all’iconoclastia, per la regola monastica da lui introdotta e per il gran numero di liturgie da lui composte, in particolare la “Lenten Triodion” che è ancora oggi molto usata nella Chiesa ortodossa.



E' presente nel Martirologio Romano. A Costantinopoli, san Teodoro Studita, abate, che fece del suo monastero una scuola di sapienti, di santi e di martiri vittime delle persecuzioni degli iconoclasti; mandato per tre volte in esilio, ebbe in grande onore le tradizioni dei Padri della Chiesa e per esporre la fede cattolica scrisse alcune celebri opere su temi fondamentali della dottrina cristiana.



Teodoro nacque a Costantinopoli intorno al 758 e sin dalla goiventù si battè coraggiosamente in difesa delle sacre icone presenti nella capitale dell’impero bizantino, minacciate dall’avversa politica religiosa imperiale. Nel 794 succedette a suo zio Plato, che dieci anni prima lo aveva persuaso a prendere i voti monacali, nella direzione del monastero di Sakkoudion in Bitinia. Poco tempo dopo tuttavia fu mandato in esilio a Tessalonica per aver scomunicato l’imperatore Costantino VI, poi venerato anch’esso come santo, che aveva divorziato dalla moglie Maria per sposare Teodota.
Nel 797, dopo la morte dell’imperatore, Teodoro fu richiamato in patria con tutti gli onori, lasciò Sakkoudion che nel frattempo era stata saccheggiata dagli Arabi e si trasferì nel monastero di Studion in Constantinopoli, dal quale prese il suo soprannome. Qui intraprese una forte campagna in favore dell’ascetismo e di radicali riforme monastiche. I punti focali della sua regola, utilizzata in seguito sia nei monasteri bizantini che in quelli russi, come Pečerska Lavra e Pocaiv Lavra, furono la clausura, la povertà, la disciplina, lo studio, i servizi religiosi ed il lavoro manuale. L’abate Teodoro viene ricordato anche per aver autorizzato i suoi monaci a sbriciolare noce moscata, una delle spezie più costose all’epoca, sulla loro zuppa di piselli quando questi erano costretti a mangiarla.
Nel 809 Teodoro fu nuovamente bandito a causa del suo rifiuto di ricevere la comunione dal patriarca Niceforo, il quale aveva reintegrato il sacerdote Giuseppe reo di aver officiato le nozze tra Costantino e Teodota. Due anni dopo l’imperatore Michele I, sul quale aveva molta influenza, lo richiamò dall’esilio, ma fu di nuovo bandito nonché flagellato nel 814 a causa della sua strenua opposizione all'editto iconoclasta promulgato dall’imperatore Leone V, col quale si proibiva la venerazione delle immagini sacre. Liberato nel 821 dall’imperatore Michele II, promosse nel 824 un’insurrezione contro lo stesso, dal santo giudicato troppo indulgente nei confronti degli iconoclasti. Quando però i suoi piani falliriono, Teodoro ritenne allora opportuno allontanarsi da Costantinopoli.
Da quel momento visse peregrinando fra vari monasteri in Bitinia e morì in quello di Calkite l’11 novembre 826. Sepolto inizialmente propiro in tale monastero, il suo corpo fu successivamente traslato nel monastero di Studion il 26 gennaio 844. E’ festeggiato come santo dalla Chiesa cattolica nell’anniversario della morte, mentre nell’ortodossia si dedica alla sua memoria anche l’anniversario della traslazione.
San Teodoro compose parecchie opere letterarie: lettere la cui importanza è costituita dal quadro della vita e del carattere del santo che in esse si desume e facenti inoltre luce sulle dispute teologiche cui intervenne, opere di catechesi suddivise in due collezioni rivolte ai monaci e contenti moniti e consigli connessi con la vita spirituale e con l’organizzazione monasteriale, orazioni funerarie per la propria madre e per lo zio Plato, opere teologiche incentrate sull’adorazione delle immagini sacre, epigrammi su vari soggetti, alcuni dei quali dimostrano una considerabile originalità, ed alcuni inni sacri. Inoltre, come tutti i monaci dello Studion, San Teodoro fu inoltre celebre per la sua calligrafia e per la sua bravura nel copiare manoscritti.


San Teodoro Studita Abate

11 novembre

Costantinopoli, 758 – Calkite, Bitinia, 11 novembre, 826

San Teodoro Studita fu un monaco cristiano divenuto famoso per la sua zelante opposizione all’iconoclastia, per la regola monastica da lui introdotta e per il gran numero di liturgie da lui composte, in particolare la “Lenten Triodion” che è ancora oggi molto usata nella Chiesa ortodossa.



E' presente nel Martirologio Romano. A Costantinopoli, san Teodoro Studita, abate, che fece del suo monastero una scuola di sapienti, di santi e di martiri vittime delle persecuzioni degli iconoclasti; mandato per tre volte in esilio, ebbe in grande onore le tradizioni dei Padri della Chiesa e per esporre la fede cattolica scrisse alcune celebri opere su temi fondamentali della dottrina cristiana.



Teodoro nacque a Costantinopoli intorno al 758 e sin dalla goiventù si battè coraggiosamente in difesa delle sacre icone presenti nella capitale dell’impero bizantino, minacciate dall’avversa politica religiosa imperiale. Nel 794 succedette a suo zio Plato, che dieci anni prima lo aveva persuaso a prendere i voti monacali, nella direzione del monastero di Sakkoudion in Bitinia. Poco tempo dopo tuttavia fu mandato in esilio a Tessalonica per aver scomunicato l’imperatore Costantino VI, poi venerato anch’esso come santo, che aveva divorziato dalla moglie Maria per sposare Teodota.
Nel 797, dopo la morte dell’imperatore, Teodoro fu richiamato in patria con tutti gli onori, lasciò Sakkoudion che nel frattempo era stata saccheggiata dagli Arabi e si trasferì nel monastero di Studion in Constantinopoli, dal quale prese il suo soprannome. Qui intraprese una forte campagna in favore dell’ascetismo e di radicali riforme monastiche. I punti focali della sua regola, utilizzata in seguito sia nei monasteri bizantini che in quelli russi, come Pečerska Lavra e Pocaiv Lavra, furono la clausura, la povertà, la disciplina, lo studio, i servizi religiosi ed il lavoro manuale. L’abate Teodoro viene ricordato anche per aver autorizzato i suoi monaci a sbriciolare noce moscata, una delle spezie più costose all’epoca, sulla loro zuppa di piselli quando questi erano costretti a mangiarla.
Nel 809 Teodoro fu nuovamente bandito a causa del suo rifiuto di ricevere la comunione dal patriarca Niceforo, il quale aveva reintegrato il sacerdote Giuseppe reo di aver officiato le nozze tra Costantino e Teodota. Due anni dopo l’imperatore Michele I, sul quale aveva molta influenza, lo richiamò dall’esilio, ma fu di nuovo bandito nonché flagellato nel 814 a causa della sua strenua opposizione all'editto iconoclasta promulgato dall’imperatore Leone V, col quale si proibiva la venerazione delle immagini sacre. Liberato nel 821 dall’imperatore Michele II, promosse nel 824 un’insurrezione contro lo stesso, dal santo giudicato troppo indulgente nei confronti degli iconoclasti. Quando però i suoi piani falliriono, Teodoro ritenne allora opportuno allontanarsi da Costantinopoli.
Da quel momento visse peregrinando fra vari monasteri in Bitinia e morì in quello di Calkite l’11 novembre 826. Sepolto inizialmente propiro in tale monastero, il suo corpo fu successivamente traslato nel monastero di Studion il 26 gennaio 844. E’ festeggiato come santo dalla Chiesa cattolica nell’anniversario della morte, mentre nell’ortodossia si dedica alla sua memoria anche l’anniversario della traslazione.
San Teodoro compose parecchie opere letterarie: lettere la cui importanza è costituita dal quadro della vita e del carattere del santo che in esse si desume e facenti inoltre luce sulle dispute teologiche cui intervenne, opere di catechesi suddivise in due collezioni rivolte ai monaci e contenti moniti e consigli connessi con la vita spirituale e con l’organizzazione monasteriale, orazioni funerarie per la propria madre e per lo zio Plato, opere teologiche incentrate sull’adorazione delle immagini sacre, epigrammi su vari soggetti, alcuni dei quali dimostrano una considerabile originalità, ed alcuni inni sacri. Inoltre, come tutti i monaci dello Studion, San Teodoro fu inoltre celebre per la sua calligrafia e per la sua bravura nel copiare manoscritti.


Ho ricevuto vai e.mail questa cosa , so chenon ci legge più comunque mi fa piacere postarla

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