Pippo Baudo attacca la Rai: «Disumano trattarmi così»

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Selvaggia60
00Sunday, September 19, 2010 4:25 PM

Sta per partire il nuovo programma, «ma per il Cda non servivo». «Il contratto? Guadagno il 75% meno di altri»

Conferenza stampa al vetriolo durante la presentazione di «Novecento

ROMA - «Quest'estate pensavo di avere chiuso con la tv, in Rai non mi volevano più. Va bene, mi sono detto, ho fatto cinquantuno programmi, forse possono bastare. Però la gente continua a fermarmi per strada. Ai giovani che mi chiedono l'autografo cosa dico? Rivolgetevi al settimo piano di viale Mazzini?». Pippo Baudo non si trattiene nei giudizi sulla tv pubblica. E alla presentazione di «Novecento», che da lunedì sarà in prima serata su Raitre, si è lamentato del trattamento ricevuto dal consiglio di amministrazione dell'azienda, rivolgendosi direttamente al consigliere Nino Rizzo Nervo, presente alla conferenza stampa: «Possibile che nessuno abbia detto: che ne facciamo di Baudo? Voi che in Consiglio vi scannate per i telefilm, non avete detto neanche una parolina su di me. Non si fa così, è disumano nei confronti di chi ha ancora possibilità creative». Diversamente è andata con «i dirigenti Antonio Marano e Lorenza Lei che voglio ringraziare. La Lei è responsabile delle risorse umane, ha pensato che io potessi ancora esserlo. E, così, ho firmato un contratto e ho chiesto asilo a Raitre che, in passato, mi ha aperto le porte».

«MAI NESSUNO COSI' DEPREZZATO» - Durante la conferenza si è parlato anche del contratto del conduttore. «Domani devo firmare un contratto biennale che mi legherà alle tre reti Rai e che moralmente ho già firmato. Prendo il 75% in meno rispetto ai compensi dei miei colleghi ’alti’ di cui non faccio i nomi ma dei quali si è parlato molto in questi giorni. Mai un artista è stato così deprezzato. Se vogliono lo sconto io glielo faccio, non è una questione di soldi. A metà gennaio dovrebbe partire su Raiuno per sei serate in prime time un programma con Bruno Vespa. E’ come nell’esercito: sono stato riarruolato e sono disponibile a tutto. Io ho il difetto di dire tutto quello che penso, non volevo recitare la scena madre del figlio addolorato. Ho la mia dignità e avevo detto che non mi sarei messo con la tenda sotto il cavallo simbolo della Rai, avrei accettato di andarmene senza scenate».
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