Paulo Roberto Falcao

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Sound72
00Thursday, October 16, 2014 4:07 PM
Auguri al Divino..


Certo fa effetto leggere che compie 61 anni ..
Sound72
00Friday, August 28, 2015 11:25 AM
«In attesa delle Olimpiadi, devo decidere se continuare con la tv o tornare al calcio che, sono sincero, mi piace di più. Se non ricomincerò adallenare, allora farò il direttore generale». Paulo Roberto Falcao parla dalla sua Porto Alegre. «Domenica c’è la Partita e io non me la perdo,qui sarà l’una». Il Divino guarda il nostro calcio da lontano, ma non gli sono certo sfuggite le mosse delle due grandi rivali, sul mercato e in campo. «Ero impegnato con un churrasco, ma ho seguito la caduta della Juve contro l’Udinese. In casa, la prima: una sconfitta che per loro non è normale…».
Che cosa vuole dire?
«Non perdono mai o quasi. Proprio al debutto e a Torino, dove so che non era mai successo. La Juve è cambiata, bisogna aspettare per giudicare. Tante le novità. E anche le partenze».
Pesano più le cessioni degli acquisti?
«Chissà se la Juve è forte come prima. Pirlo è l’organizzazione, Vidal il rendimento e Tevez il gol. Sono bravi anche quelli arrivati, Alex Sandro, Cuadrado, Khedira, Mandzukic e Dybala, ma i tre che se ne sono andati fanno la differenza. Sostituirli non sarà facile».
Roma-Juventus alla seconda giornata: è già decisiva?
«Siamo solo all’inizio e il mercato è ancora aperto.Vediamo, però, come finisce all’Olimpico. Per lo scudetto serve la continuità, solo più avanti sapremo chi ha lavorato meglio. Intanto restano le due più forti in serie A, poi l’Inter di Mancini».
Come valuta la nuova Roma?
«Finalmente ha preso il centravanti. Dzeko è il giocatore giusto. Ha qualità e potenza, segna di piede e di testa. In Brasile lo chiamiamo il definitore. Che chiude ogni azione. E’ proprio il giocatore che serviva. Con la prima punta fare risultato sarà più semplice».
Allegri ha tanti nuovi da scoprire, Garcia invece deve inserire Dzeko: chi avrà bisogno di più tempo per la quadratura del cerchio?
«Sarà più dura per il tecnico juventino. Ha perso tre uomini chiave e soprattutto è ripartito quasi da zero. Il romanista dovrà solo mettere in condizione il centravanti di fare il suo mestiere. Quando le novità sono a centrocampo, come per la squadra bianconera, tutto diventa più complicato: lì si fa il gioco e lì comandava Pirlo. E Vidal era capace di far tutto. Difendere, attaccare e pressare. I due segnavano pure… Il gruppo giallorosso ha questo grande vantaggio. Da sfruttare. È la stagione buona».
Fa il tifoso?
«No. La Roma al via è più pronta. La Juve non so quando lo sarà. C’è bisogno di tempo per verificare il comportamento dei nuovi. Bisogna approfittarne. Ecco che torno tifoso. Siamo vicini ai bianconeri, non c’è più la distanza degli ultimi anni tra noi e loro».
Si aspettava cheAllegri, proprio come al Milan, potesse vincere lo scudetto al primo tentativo anche con la Juve?
«Ero in Italia quando la Roma ha cercato di prenderlo. Ha gestito bene. Ed è stato bravo a passare dalla difesa a tre alla linea a quattro. Ma lo hanno aiutato giocatori molto esperti e intelligenti».
Quale è il segreto di Garcia?
«Il contropiede. La Roma sa aspettare per colpire con calciatori veloci e tecnici. Salah e Gervinho possono essere letali».
Che ruolo avrà invece Totti?
«L’età lo costringerà a giocare meno partite. Ma, proprio per questo, può essere più decisivo. Il suo talento è infinito. E sarà fondamentale nello spogliatoio, per l’inserimento dei nuovi».
Pensa che sarà l’ultimo anno del capitano?
«Deciderà lui. Dipende da come sta. Ritirarsi è sempre difficile. Fino a quandose la sente, fa bene a giocare. Francesco è straordinario».
A proposito, a Trigoria sono rimasti solo Maicon e Castan. La Roma è sempre meno brasiliana. Come mai?
«Da noi non ci sono più i campioni di un tempo. In Italia, comunque, continuano a sbarcare miei connazionali. Vedrete che ci riprenderemo la leadership…».
Sabatini ha acquistato il diciottenne Gerson: il centrocampista del Fluminense è davvero il vostro nuovo fenomeno?
«Ne parlano benissimo qui. Ma io l’ho visto poco, perché da titolare non ha fatto molte partite. Se non seguo di persona un calciatore e più volte, non do mai valutazioni definitive. I miei amici mi dicono che è davvero bravo».
Torniamo a Roma-Juve: 1 punto in due. Va bene che è passata solo una giornata…
«Mi viene da pensare al passato, questo torneo è appena partito. Noi una volta eravamo un punto sotto e non sopra, a tre turni dalla fine. E li avevamo superati. Ci hanno però annullato un gol… ». Era il 10 maggio del 1981. Non nomina Turone. Non ce n’è bisogno.
(ilmessaggero)
Sound72
00Monday, February 29, 2016 12:06 PM
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Il “Divino” al suo ritorno in panchina ha stupito tifosi e giornalisti presente allo stadio per il suo look a dir poco eccentrico: camicia a fiori, bermuda e cappello di paglia. Paolo Roberto Falcao sembra aver copiato lo stile dell’attuale allenatore della Selecao Dunga.
Questo il commento del Divino sul suo abbigliamento
“Faceva troppo caldo e ritengo il cappello di paglia più elegante del berretto che uso in allenamento. Non credo di aver esagerato”


gli mancano mojito con cannuccia e la mazza da golf.

Però è sempre elegante.




Sound72
00Monday, September 11, 2017 11:14 AM
ho visto il docufilm di Davidino e Cagnucci.

Ben fatto, scorrevole, giusto mix tra immagini e parole.

In fondo Falcao è stato uno dei primi "professionisti" del calcio moderno. Col procuratore Colombo che decide per lui.
E in quella Roma lì alla fine stono' un po' per questo, a maggior ragione per il rigore non calciato contro il Liverpool.

Qui però fa una ricostruzione parziale.
E'vero..stava male da tempo, Giuseppe Baresi gli aveva menomato un ginocchio, non era un rigore segnato o sbagliato a cambiargli la reputazione e non era lui neanche uno che tirava indietro il piede.
Ci aveva sempre messo la faccia, pure con le dichiarazioni.

Ma in ogni caso quella sera sbagliò.
Perché ai rigori ci arrivammo non solo senza Maldera e Ancelotti che nn c'erano proprio ma anche senza Pruzzo e Cerezo.
E con Agostino doveva essere lui, anche se menomato, a prendersi la responsabilità. Lui doveva calciarlo il rigore, pure col ginocchio fasciato al limite.
E invece ci andarono Righetti a 21 anni a tirarlo, campioni del mondo come Conti e Graziani che tutto erano meno che rigoristi. E come quinto Chierico che forse neanche in allenamento li tirava.
L'anno dopo con Eriksson ormai era un estraneo, sia perché menomato fisicamente sia perché quella macchia aveva incrinato tutto.

Poi sì, magari Viola l'avrebbe riportato come allenatore ma sarebbe stata una storia diversa e probabilmente in tono minore.






Giacomo(fu Giacomo)
00Monday, September 11, 2017 11:58 AM
Non so, per me a Falcão non si può rimproverare nulla.
Come dici tu, è stato uno dei primi professionisti in tutti i sensi (a parte che si trombò mezza Roma). Ci sta anche che abbia deciso lucidamente e, dal suo punto di vista, per il meglio, di non presentarsi sul dischetto.

Per me rimarrà sempre l'idolo che faceva sì che le squadre di rubabandiera venissero divise in «Paulo» e «Roberto», uno degli uomini di calcio più intelligenti che abbiano mai vestito la nostra maglia.

Quella sera è stata veramente MALEDETTA. Spero prima di morì di poterne vivere un'altra, diversa. Ma se ci sono arrivato è in gran parte grazie a Falcão.

So che hai detto lo stesso, è che io proprio non riesco a dire «ha sb...», tipo Fonzie.
lucaDM82
00Monday, September 11, 2017 12:51 PM
a proposito,piccheri ha fatto intervenire in video a fatti di pallone (la sua pagina fb) giuseppe falcao, il figlio "italiano" che falcao ebbe da una relazione ai tempi della roma (figlio riconosciuto anni dopo).
gianpaolo77
00Monday, September 11, 2017 3:51 PM
ringrazio dio che all'epoca ero troppo piccolo e non me ricordo una mazza...
me so' già(ampiamente) bastati i vari Roma-inter 90-91, Roma-torino 92-93, Roma-slavia praga 95-96...
ed erano solo coppa Italia e coppa uefa.. figuriamoci una finale di coppa dei campioni persa in casa ai rigori quale trauma avrebbe potuto lasciarmi...
mi dispiace per voi più "anziani" infatti... in compenso avete vissuto anche l'epoca dello scudetto e dei primi anni pieni di soddisfazioni di Viola...
Giacomo(fu Giacomo)
00Monday, September 11, 2017 4:15 PM
io avevo nove anni e pregavo con una specie di monile in mano, davanti alla televisione.
Abitavo a duecento metri dal Circo massimo (e dalla sede della Roma).

Lassamo perde.

Anche se la vera tranvata l'ho presa più "maturamente" (si fa per dire) a Roma-Lecce.
Sound72
00Monday, September 11, 2017 8:44 PM
Io ne avevo 12 ma cambia poco nella sostanza.

Devo dire però che la prima grossa amarezza fu roma-juve del 1983, dimenticata poi con lo scudetto. Ma quello fu davvero un mezzo shockcon le radioline.

Poi quell'anno con la Juve perdemmo pure le 2 di coppa italia, probabilmente avevano la squadra piu' forte in quegli anni e questo valorizzo' di piu' lo scudetto.

Roma-Liverpool vissuta male male, la coppa italia vinta pochi giorni dopo col verona neanche me la ricordo.

Roma-Lecce un incubo.
Ho ancora i Guerin Sportivo di quel periodo. Una serie di numeri e copertine con la rimonta della Roma, lo spareggio nell'aria.
E poi quello dopo roma-lecce con Laudrup e 2/3 di scudetto [SM=g28000]
Il terzo e ultimo anno di Eriksson erano ancora distrutti da quel finale di campionato.


jandileida23
00Monday, September 11, 2017 10:42 PM
Saltati tutti gli anni '80. Però consolateve dai: avete visto, forse, le Rome più belle. Io so' cresciuto co' Scarchilli e Statuto perni de centrocampo, il derby come chiave de volta della stagione e la finale di Coppa Italia [SM=x2478856]
lucaDM82
00Tuesday, September 12, 2017 6:20 PM
la mia famiglia vide quella finale dell'84 dai vicini, anche loro romanisti.Loro hanno un figlio di 10 anni più grande di me, che mi raccontò che al pareggio di pruzzo sussultai nel sonno in seguito alle urla:)
io la prima roma che ricordo 88-89,l'anno di andrade.Infatti di bartolomei non lo ricordo per niente e l'unico ricordo di pruzzo il gol che ci fece con la fiorentina.Cerezo all'epoca giocava già alla samp.Della roma degli anni d'oro c'erano solo tancredi, nela e conti ormai in declino.
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