Parkinson: il rischio dei pesticidi

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vanni-merlin
00Saturday, July 8, 2006 8:32 AM
06.07.2006
Parkinson: il rischio dei pesticidi
Sotto accusa anche l'esposizione a bassi dosaggi



Chi è esposto ai pesticidi ha il 70 per cento in più di probabilità di sviluppare la malattia di Parkinson rispetto a chi non lo è. È quanto si desume da uno studio apparso sull’ultimo numero degli Annals of Neurology, che ha esaminato gli stili di vita di 143.000 persone di entrambi i sessi in un arco di tempo che va dal 1982 al 2001. All’inizio della ricerca nessuno dei soggetti presi in esame mostrava alcun sintomo della malattia.
Già precedenti ricerche avevano posto l’attenzione sulla correlazione esistente fra inquinanti ambientali e malattia di Parkinson, e lo studio li conferma, ma esso indica che questa correlazione con i pesticidi non è limitata a chi ne fa un uso professionale – come gli agricoltori – e rischia di esservi esposto in modo massiccio. "L’esposizione a bassi dosaggi di pesticidi – ha rilevato Alberto Ascherio della Harvard School for Public Health – è associata a un significativo aumento del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Per questo penso che sarebbe necessario fare molta attenzione nell’uso di tali sostanze.” La raccomandazione di Ascherio è diretta all’uso domestico di pesticidi, quello cioè fatto da milioni di persone per mantenere sane e rigogliose le piante di giardini e terrazzi, sottovalutando il rischio connesso ai bassi dosaggi. Lo studio non è stato in grado di identificare specifiche sostanze e soglie minime di pericolo, che saranno oggetto di una prossima ricerca.



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