PAKISTAN: LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI

E-sia
00Monday, January 25, 2010 11:54 AM
PAKISTAN: LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI



L’escalation di tensione tra India e Pakistan suscita l’apprensione internazionale e potenziali scenari di un quarto conflitto tra queste due potenze atomiche prendono corpo negli incubi di molti.
Il vero e proprio pogrom contro i cristiani avvenuto e tuttora in corso - nonostante la surreale e poco convincente “tregua natalizia” - nello stato di Orissa, ha scoraggiato molti che vedevano l’India come la nuova terra delle opportunità e la nazione della pace, deturpata da follie integraliste esattamente come i paesi più radicali di questo pianeta. Il Pakistan, dal canto suo, palesa un’instabilità e una corruzione di fondo che lo segnalano come uno dei paesi meno ospitali del mondo: ed è proprio per una questione di “ospitalità” o, meglio, provenienza che le relazioni tra questi due paesi hanno subito negli ultimi tempi un repentino peggioramento. Le indagini sugli attentati di Mumbai hanno chiarito che la provenienza dei terroristi è riconducibile proprio ai territori pakistani, scelti spesso dagli estremisti per nascondersi e addestrarsi. L’India alza i toni e il Pakistan risponde ammassando forze militari nei confini con l’antico rivale e sguarnendo così le frontiere con l’Afghanistan, zone dove il traffico di armi e morte è in costante aumento.
Dell’India si è parlato spesso e si continua a parlare, oggi, una breve storia, per ricordare come siano costretti a vivere i cristiani in Pakistan. E’ la vicenda personale di Emanuel Masih, cristiano di 43 anni, incarcerato e torturato per un banale litigio tra bambini. Il figlio di Masih e di un poliziotto che risponde al nome di Omer Draz, entrambi di nove anni, hanno avuto un tipico diverbio tra bambini, al quale è seguita la reazione folle di Omer Draz, che ha usato tutta la sua influenza per imprigionare, torturare e successivamente far condannare a 5 anni di prigione il povero Emanuel Masih. La facilità con cui ha ottenuto ciò che voleva il poliziotto la dice lunga sulle condizioni della legge in Pakistan; questi, infatti, ha inventato capi d’imputazione contro Masih e il cognato, è riuscito impunemente a incarcerarli e torturarli fisicamente e psicologicamente per un mese intero, tanto che Emanuel ne è uscito addirittura paralizzato. La gravità delle ferite riportate dalle torture è tale che la corte ha emesso un ordine di scarcerazione temporanea in data 21 dicembre scorso, per ricoverarlo presso il Faisalabad Hospital. In Pakistan, decisamente, la legge non è uguale per tutti, specie se si è cristiani.

Agata Mirenda

Tratto da porteaperteitalia.org
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