Oggi la "Giornata modiale dell'alimentazione", celebrata in 150 Paesi

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vanni-merlin
00Monday, October 16, 2006 4:27 PM
Oggi la "Giornata modiale dell'alimentazione", celebrata in 150 Paesi

Il direttore generale della Fao, Diouf: "Occorre anche l'impegno dei privati"
La piaga della fame per 854 milioni di persone
"Servono più investimenti in agricoltura"


ROMA - "Oggi nel mondo 854 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza e hanno poche opportunità di lavorare e aumentare il proprio reddito". Con queste parole il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha aperto a Roma la "Giornata mondiale dell'alimentazione 2006", celebrata in 150 Paesi.
La Giornata, dedicata quest'anno al tema "Investire in agricoltura per la sicurezza alimentare", segna il 61.mo anniversario della fondazione dell'agenzia Onu.

Quello della fame nel mondo è un vero e proprio problema che deve interessare tutti. Questo il messaggio del direttore generale della Fao che prosegue: "Vi è stata di recente una certa ripresa dei finanziamenti al settore agricolo, ma c'è ancora molto da fare. Non solo occorre aumentare il volume degli investimenti pubblici, ma questi devono essere accompagnati da quelli del settore privato".

Già nel 2002 la Fao aveva stimato che per raggiungere il primo obiettivo del Millennio, ovvero dimezzare il numero degli affamati nel mondo entro il 2015, occorreva un costo supplementare di investimenti pubblici di circa 19 miliardi di dollari da destinare alla crescita agricola e all'aumento delle produttività nelle aree rurali, e di altri 5 miliardi per gli interventi di emergenza che forniscono accesso immediato al cibo. Molto ancora è da fare.

Uno dei meccanismi concreti per diminuire gli affamati nel mondo è la cosiddetta Piattaforma globale dei donatori per lo sviluppo rurale, un consorzio di 26 agenzie per lo sviluppo, che, sempre secondo Diouf, "deve essere rafforzato e rilanciato insieme all'approccio cooperativo. E' questa l'unica via da seguire per far crescere i piccoli e medi agricoltori e ridare loro strumenti per sopravvivere e dignità".

Solo un "approccio cooperativo" che coinvolga tutti i soggetti interessati, i produttori, le industrie e i governi, secondo il direttore generale della Fao, "può garantire la sicurezza alimentare. Spetta a tutti questi soggetti coordinarsi per creare condizioni socio-politiche stabili, promuovere norme per l'accesso all'acqua e alla terra, applicare criteri di qualità e fornire infrastrutture rurali essenziali per promuovere partnership remunerative".

Uno dei prossimi obiettivi della Fao sarà quindi quello di attrarre investitori privati. Per farlo "occorre che i Governi si adoperino per fornire accesso a condizioni fiscali, almeno temporali, di vantaggio - ha dichiarato Claudio Gregorio, capo divisione centro per gli investimenti della Fao - perché il privato non deve e non può fare beneficenza".

L'agenzia Onu, in questo processo, svolge un ruolo di 'onest broker', cioè di intermediario imparziale fra i grandi investitori, come le banche di sviluppo e i governi, per sviluppare le cosiddette 'public private partnership' (Ppp).

Dal 1964 la Fao ha aiutato 165 Paesi membri ad ottenere finanziamenti per sostenere 1600 progetti per programmi agricoli. Si tratta di investimenti che ammontano a 800 miliardi di dollari.


(16 ottobre 2006)

da: www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/fao-fame-mondo/fao-fame-mondo/fao-fame-mo...

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