No B. Day (5.12.09)

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Etrusco
00giovedì 3 dicembre 2009 14.08
La manifestazione di sabato a Roma contro Berlusconi:
«Saremo 350 mila»

No-B.Day: ma la Rai nega la diretta al Tg3

Di Pietro accusa il Pd per la mancata concessione al telegiornale della Berlinguer: «Ci mettano faccia»


Antonio Di Pietro

(Insidefoto)

ROMA - La Rai ha detto no alla richiesta della direttrice del Tg3, Bianca Berlinguer, di trasmettere diretta e approfondimenti della
manifestazione «No-B Day», indetta sabato 5 dicembre a Roma contro Berlusconi
(«Saremo 350 mila con tante bandiere di colore viola», hanno detto gli organizzatori).

La diretta sarà trasmessa da Rainews24.
Antonio Di Pietro accusa il Partito Democratico per la decisione della Rai: «Se la dirigenza del Pd avesse accettato di metterci la faccia, oggi la Rai non avrebbe avuto il coraggio di dire no alla diretta.

Lancio un ramoscello d'ulivo ai dirigenti assenti per ripensarci», ha aggiunto il leader di Italia dei valori.
«Farà più rumore la loro assenza che l'umiltà di chi sta in seconda fila.
Ci appelliamo alla presidenza della Rai e alla commissione di Vigilanza per un ripensamento, altrimenti sarà la prova che il servizio pubblico segue due pesi e due misure».

BERSANI -
Pronta la replica del segretario Pd, Pier Luigi Bersani: «Se qualcuno mette il cappello» sulla manifestazione «fa un danno all'autonomia dei movimenti e alla speranza che loro siano un presidio alla difesa dei valori costituzionali.
Il Pd non è tentennante», ha aggiunto Bersani. «È rispettoso e in ogni caso, pur nel rispetto dell'autonomia dei movimenti, tanti nostri elettori e dirigenti saranno in piazza».


RIZZO NERVO - Il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo
ha giudicato «molto grave» la decisione di negare al Tg3 la possibilità di realizzare un approfondimento con dirette: «Lede i poteri e l'autonomia del direttore di testata.
Replicare che sarà gestita da Rainews24 è una grande ipocrisia, perché Rainews oggi è vista dal 30% della popolazione» sul digitale e sul satellite.

La mancata diretta della manifestazione «No-B Day» è un’occasione mancata per la Rai anche per Vincenzo Vita, commissario Pd alla commissione Vigilanza Rai.

PRESENZA PD - Saranno diversi però i dirigenti del PD che hanno assicurato la loro presenza alla manifestazione di sabato.
Tra questi l'ex segretario Dario Franceschini
,

mentre l'altro ex segretario, Walter Veltroni, ha annunciato che sarà presente «in spirito».
Italia dei valori, Rifondazione comunista e Comunisti italiani hanno dato il loro appoggio ufficiale.
Secondo gli organizzatori arriveranno a Roma in piazza S.Giovanni 700 pullman da 116 località, accolti da una rete di 250 volontari, oltre a quattro treni speciali. Il raduno in piazza è previsto per le 14, poi partirà il corteo.


Corriere della Sera - 03 dicembre 2009

Etrusco
00venerdì 4 dicembre 2009 18.48
In aula il prologo del No B-Day

Pietro Orsatti

PROCESSI.
Il 4 a Torino Spatuzza parlerà al processo Dell’Utri
e a Milano il processo Berlusconi su Mills.


Si gioca sul filo delle date e della definizione l’uso che verrà fatto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. Perché da un lato, e su una parte delle sue dichiarazioni (in particolare quelle relative alla strage di via D’Amelio), Spatuzza può essere definito e sentito come “collaboratore” (anche se l’iter non è stato ancora concluso), dall’altro, sulle più discusse dichiarazioni relative al coinvolgimento di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi nella vicenda ancora oscura della presunta trattativa fra pezzi dello Stato e della politica con la mafia, Spatuzza non può essere sentito come collaboratore ma come “dichiarante”.

Per un fatto di date.
Perché le dichiarazioni rese dall’ex boss mafioso di Brancaccio su quest’ultima tranche sono state fatte dopo i 180 giorni previsti dalla legge (ha iniziato a parlare nel giugno 2008) per il percorso di accettazione della richiesta di entrare nel programma di collaborazione. Quindi, il 4 a Torino, Spatuzza parlerà come dichiarante, come semplice teste. Questo, per la difesa di Marcello Dell’Utri, può essere addirittura più pericoloso, perché le dichiarazioni potranno essere rese senza che vi sia l’assoluto bisogno di riscontro con altri pentiti. E si crea un precedente abbastanza particolare, perché siamo davanti a una “doppia” figura formale. Questo l’aspetto più inquietante, anche per il tipo di personaggio che è Spatuzza. Non un semplice pentito, quindi, ma qualcosa di più, di complesso, di ancora oscuro.

Spatuzza è davvero un uomo solo che decide di pentirsi e aprire un percorso personale di collaborazione con la giustizia o, come si inizia a sospettare,
è una sorta di portavoce di un pezzo della mafia, che usa le sue testimonianze e il peso di quello che dice e non dice come messaggi verso la magistratura e la politica?
E già si preannuncia il dibattito dei prossimi mesi con le dichiarazioni di Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl: «Come fa notare il Viminale, poiché Spatuzza ha iniziato a collaborare nel giugno 2008, sono utilizzabili le dichiarazioni rese fino alla fine dell’anno».
E se venisse sentito come semplice testimone?
Poi c’è la coincidenza di data fra l’udienza in cui parlerà Spatuzza a Torino nell’ambito del processo Dell’Utri e la prima udienza della tranche del processo Mills a Milano, che riguarda Silvio Berlusconi. Il 4 sarà una giornata campale in termini giudiziari. Da un lato Dell’Utri, dall’altro Berlusconi (che non sarà in aula).

E il 5 la manifestazione “No Berlusconi Day”,
che si annuncia imponente e che sta raccogliendo adesioni imprevedibili come quella emersa con le dichiarazioni di ieri di Ignazio Marino del Pd. «Bisogna sostenere e dare voce a quella parte di Italia che porta avanti idee che vogliono modernizzare il nostro Paese, e i blogger, organizzatori del No B-Day, ne sono una delle componenti più moderne - ha dichiarato Marino motivando la sua partecipazione alla manifestazione del No B-Day, a cui il Pd non ha aderito ufficialmente -. Quel popolo che ha lanciato la manifestazione è lo stesso popolo che ha sostenuto in gran parte la mia candidatura». Ancora un altro grattacapo per il segretario Bersani, che stretto fra un Di Pietro sempre più aggressivo e l’esigenza di trattare sulle riforme, avrebbe probabilmente evitato la sortita del suo ex rivale alle primarie.



Fonte: Terra - Mer, 02/12/2009 - 09:36
Etrusco
00venerdì 11 dicembre 2009 11.45
"Meno male che Gianfranco c'é"
- NON è UN ASSASSINO DI BAMBINI COME SPATUZZA L'ICONA DEL 'NO-B DAY' MA L'EX FASCISTA GIAN-MENEFREGO FINI!
- DI PIETRO: OGGI PRIMO GIORNO DELLA DEMOCRAZIA CHE VERRA'
- IL PRESIDENTE PD ROSI BINDI: "Qui non c'é un popolo di frustrati, ma di indignati"
- LA DIRETTA SULLA TV DANESE...


Ansa.it


E' giunto in piazza San Giovanni in Laterano in Roma il corteo No Berlusconi Day, partito da piazza della Repubblica. Ad accogliere i manifestanti sulla piazza già diverse migliaia di persone che stanno ascoltando la musica rock diffusa dal palco allestito sulla piazza. Mentre il sole sta tramontando sono centinaia le bandiere che punteggiano la folla:
da quelle rosse di Rifondazione Comunista e del quotidiano l'Unità, a quelle bianche di Di Pietro-Italia Dei Valori, si stanno man mano mescolando gli stendardi viola portati dagli esponenti della società civile che hanno scelto questo colore per rappresentare la loro non appartenenza politica.


1976 - Gianfranco Fini (24 anni) e Gorgio Almirante

Sulla piazza persone di tutte le età: tanti i giovani, ma tantissime anche le famiglie con bambini, le coppie di mezza età, gli anziani e gli immigrati. Quasi tutti indossano qualcosa di viola: sciarpe, maglioni, gilet o gonne e c'é anche chi, come qualche ragazza, è scesa in piazza completamente vestita di viola, dalle scarpe al berretto.


"Siamo 350 mila".
E' quanto affermano gli organizzatori in testa al corteo del No B Day, ormai quasi in vista di piazza San Giovanni in Laterano a Roma.
In testa al corteo un enorme striscione viola che recita 'Berlusconi dimissioni' e c'é anche un cartello che, facendo la parodia di una nota frase del premier, dice 'siamo il miglior corteo degli ultimi 150 anni'. "Si fa solo i c... suoi e a pagare siamo noi" gridano i manifestanti.

"Buffone, buffone". "Ladro e mafioso".
E' quanto scandiscono i manifestanti del No B Day a Roma che sono giunti ormai a via Merulana. Il gruppo più acceso, ammantato di viola - il colore scelto dai manifestanti che caratterizza la giornata - è quello che innalza un fantoccio con le fattezze del presidente del Consiglio.

Numerosi intonano cori: "Berlusconi a San Vittore"; qualcuno grida anche insulti in riferimento all'affare escort. In molti cartelli si elogia il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Meno male che Gianfranco c'é", recita uno slogan. Molti i riferimenti in positivo al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ci sono anche dei manifestanti che si fanno fotografie vicino alle migliaia di manifesti sui muri del No B Day. Spesso il corteo, che procede comunque spedito, si ferma a saltellare al grido di "Chi non salta Berlusconi è".

Sono arrivati anche Nanni Moretti e Silvio Orlando ad assistere alla manifestazione a piazza San Giovanni, dove ha da poco finito di parlare Ascanio Celestini. Secondo Celestini, ''l'unico dato importante politico di questa giornata e' l'auto organizzazione, che da un po' di anni funziona in Italia come dimostrano anche i casi del no Tav e di Chiaiano''.

Per Celestini pero' le manifestazioni non bastano: ''E' vero che senza criminali al potere staremmo tutti meglio ma in questo paese anche se non ci fossero avremmo comunque una destra pericolosa e violenta e una sinistra invadente.
Quello che serve e' una prospettiva''


DI PIETRO: OGGI PRIMO GIORNO DELLA DEMOCRAZIA CHE VERRA' -
"Oggi è una giornata di democrazia partecipata dove il popolo viola viene a ricordare ciò che ha fatto e ciò che non ha fatto il governo Berlusconi e che lo vuole mandare a casa prima che faccia altro male al Paese".

Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro a piazza della Repubblica a Roma partecipando al No B Day.

"Siamo un popolo senza bandiere e con tante bandiere - ha aggiunto - che oggi in riferimento all'agenda rossa di Borsellino vuole sapere chi ha voluto quelle stragi, chi ha trattato con la mafia e vuole una giustizia uguale per tutti e non persone che in Parlamento si fanno le leggi per non farsi processare.
Oggi è la prima giornata della democrazia che verrà". Riguardo al leader del Pd Bersani, Di Pietro ha sottolineato: "Questa non è una guerra tra onesti ma contro quello che riteniamo disonesto".

BINDI, QUI POPOLO INDIGNATO E NON FRUSTRATO -
"Qui non c'é un popolo di frustrati, ma di indignati". Lo ha detto Rosi Bindi, presidente del Pd, alla manifestazione del No B Day.
Bindi ha detto di essere presente alla manifestazione "per capire qualcosa di più di quello che abbiamo letto in questi mesi sul web".

"Quando le persone si incontrano c'é sempre un valore aggiunto, ed è molto positivo che qui ci siano molte persone, soprattutto giovani e donne che ancora hanno una capacità di indignazione e reazione rispetto alla vita del paese".
Bindi ha poi definito "superate" le polemiche interne al Pd sulla partecipazione alla manifestazione: "Il fatto che io sia qui, che sono il presidente, vuol dire che queste divisioni sono superate".


BOCCHINO E FINI, ALLEANZA REAZIONALE DI Emiliano Carli per Il Riformista


LA DIRETTA SULLA TV DANESE -
Il No B day trasmesso in diretta dalla Tv danese, oltre che da Rainews 24, Sky Tg24, Red Tv e You Dem.

Ad annunciarlo sono gli organizzatori della manifestazione, che rendono noti anche alcuni dettagli dell'iniziativa.
"Possiamo essere soddisfatti - ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori - del fatto che ci sarà la diretta di una rete televisiva pubblica nazionale: quella Danese.

Infatti abbiamo saputo che il canale televisivo pubblico della Danimarca ha deciso di mandare in onda non solo P.zza San Giovanni, ma seguirà tutto il corteo.
Una bella dimostrazione di democrazia nei confronti di chi - alla RAI - ha preferito non concedere la diretta TV.

Vorrà dire - conclude Mascia - che chi vorrà seguire la diretta in Italia dovrà collegarsi - via satellite - con la tv danese".
Per altro anche se nessuna rete Rai diffusa su segnale analogico seguirà la manifestazione,
lo farà Rainews 24, che va su satellite e digitale terrestre.



Ansa [05-12-2009]
Etrusco
00venerdì 11 dicembre 2009 17.46
I manifestanti del No B Day in Pizza della Repubblica
(Ansa)




FotoGallery






e nel resto del mondo, Parigi, etc.








LA PROTESTA NATA SUL WEB
«No B day», l'onda viola
in piazza contro Berlusconi
Guerra di cifre per il corteo: «Siamo un milione», dicono gli organizzatori, «solo 90mila» ribatte la Questura


Venerdì è stato proiettato il film "la piovra" in piazza Esedra in attesa del «No B day»




ROMA - L'iniziativa è partita online ed è poi scesa in piazza.
All'appuntamento scaturito da un gruppo di blogger, sono giunte a Roma migliaia di persone provenienti da tutta Italia per dire "no" a Berlusconi e chiedere le sue dimissioni da presidente del Consiglio.
«Siamo un milione»
, dicono gli organizzatori, «solo 90mila» ribatte la Questura. Il tutto sotto il colore viola: magliette, sciarpe e cappelli del colore scelto per rappresentare il proprio dissenso nei confronti del governo Berlusconi.




IN PIAZZA - Giunto in piazza San Giovanni, il corteo lungo quasi due chilometri, ha trovato un palco, allestito di fronte alla basilica di San Giovanni, dal quale artisti, intellettuali, politici ed esponenti di associazioni hanno espresso il dissenso Mario Monicelli ha fatto un appello ai giovani:
«Chiedete uguaglianza, giustizia e diritto al lavoro.
Niente più di questo.
La libertà è già un'altra cosa».




Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, ha preso la parola per dire: «Sono qui perché la mafia deve essere cacciata fuori dallo Stato, fuori dalle istituzioni. Sono qui perché Berlusconi deve farsi processare». Tra gli striscioni in piazza anche uno che recita «La migliore manifestazione degli ultimi 150 anni», parafrasando un'affermazione dello stesso Berlusconi.







Non solo Roma per il "No B Day"

e nel resto del mondo, Parigi, etc.






IL CORTEO - Il corteo si è mosso intorno alle 14, con un mega striscione di apertura con la scritta «Berlusconi dimissioni».
Tra le bandiere tenute in alto dal popolo del No B-day molte si richiamano ad alcuni partiti politici, come l'Idv, Sinistra e libertá, Verdi e Prc, ma se ne vedono alcune anche del Partito democratico. «Sta andando meglio di come ci aspettavamo» ha detto Gianfranco Mascia, uno dei principali organizzatori. E ha aggiunto: «chiediamo le dimissioni di Berlusconi innanzitutto per il suo bene e per consentirgli di difendersi meglio».
Molte le bandiere e i cori 'dimissioni dimissioni'. Molti sventolano una copia dell'agenda rossa di Paolo Borsellino


Il corteo in piazza San Giovanni

(Foto Omniroma)

INTELLETTUALI E ARTISTI - Hanno firmato l'appello «per difendere la libertà di espressione», considerato che «la conoscenza e il sapere sono un diritto inalienabile e non privatizzabile», decine di personaggi della cultura come Mario Monicelli, Dacia Maraini, Dario Vergassola, Roberto Vecchioni, Daniele Silvestri, e molti gruppi musicali come Almamegretta e Radici nel Cemento.

LE ASSOCIAZIONI - Esprimono il loro dissenso anche gruppi e associazioni, tra cui Libera, alcuni Coordinamenti dei precari della scuola, Articolo 21. Più complicata la "questione" politica. Sono in piazza Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, PdCI, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi. Gruppi in polemica con il «finto fair play di alcuni settori dell'opposizione», che secondo gli organizzatori costituisce «un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori».




Il corteo del NoB Day a Barcellona




NEL PARTITO DEMOCRATICO -
Il "grande assente" alla mobilitazione è il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ma Rosy Bindi è presente. Aveva detto: «Parteciperò come tanti nostri militanti, dirigenti ed elettori del Pd, Sarò insieme a loro: devono sentirsi a casa loro nella piazza e nel Pd». «Come ha detto Bersani - ha poi detto la Bindi - tutti devono dare una mano a unire e non a dividere l'opposizione, per costruire insieme un progetto efficace di alternativa alla destra di Berlusconi». E sono in piazza anche alcuni "dissidenti", come Debora Serracchiani e Ignazio Marino.


La manifestazione di Parigi (Ap Photo)

PROTESTA ONLINE - Il network di protesta www.noberlusconiday.org ha sezioni web cittadine e aspirazioni internazionali, visto che dovrebbero essere organizzate manifestazioni parallele anche in 45 città del mondo, tra cui Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna, San Francisco, Montreal e Sacramento. «Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali- si legge nel testo dell'appello - Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte».

PRIMO EVENTO A SIDNEY - Il primo appuntamento del No Berlusconi Day si è svolto, per via del fuso orario, a Sydney. Cento-centocinquanta persone si sono riunite al grido di 'Berlusconi go intorno alle 13.00 (locali, le 4.00 in Italia) nella piazza davanti al consolato italiano per un raduno lanciato, sulla scia di quello di Roma, da gruppi di ragazzi sulla rete. Tra i partecipanti, in prevalenza giovani, alcuni italiani che lavorano in Australia e figli di immigrati. Ci sono stati brevi interventi, quasi tutti in inglese, che hanno sottolineato l'indipendenza della manifestazione da partiti politici. Una ragazza svedese ha voluto «condannare la mancanza di libertà di informazione in Italia» affermando che quanto succede in Italia è importante per tutta l'Europa. Alcuni dei partecipanti avevano foulard al collo o fazzoletti al braccio viola ed è stato inscenato un piccolo corteo dietro ad una bara di cartone ricoperta da un drappo viola con su scritto «Italia».
Gli striscioni andavano da «I love the Constitution not the prostitution» a «Too much viagra drives you crazy» (troppo Viagra fa impazzire).
Nei volantini anche una frase di Sandro Pertini:

«La politica deve essere fatta da chi ha le mani pulite».

I partecipanti hanno anche cantato l'inno di Mameli e dopo un'ora il raduno si è sciolto senza incidenti.








Fonte: Corriere della Sera - 04 dicembre 2009 (ultima modifica: 06 dicembre 2009)




La manifestazione di Milano in piazza Fontana
(Photoviews)






No B. Day a Londra






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