Nasce Forza Silvio, nuovo partito del premier

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Il Mattino
00Sunday, November 28, 2004 5:55 PM
Nasce Forza Silvio, nuovo partito del premier

CLAUDIO SARDO Roma. Alleanza nazionale ha provato ad anticipare Forza Italia: in qualche città, i primi banchetti e gazebo sono apparsi già in questo week-end per illustrare ai cittadini i «vantaggi» del piano fiscale varato dal governo. Marco Follini, invece, ha dato un significato diverso al taglio delle tasse: è il completamento del programma del 2001. Ora la Cdl dovrà «voltare pagina» e lavorare al programma del 2006. Follini si appresta a diventare vicepremier e vuole che il suo ingresso al governo coincida con una svolta moderata, con l’inizio della stagione del «Termidoro». I colonnelli leghisti, da parte loro, non hanno neppure atteso il consiglio dei ministri di venerdì notte per lanciare la taglia sull’assassino di Lecco e rituffarsi così nel genere di polemiche più congeniali alla loro propaganda. Per i partiti del centrodestra, dopo settimane di battaglie interne, è arrivato il momento di mettere a frutto, in termini elettorali, l’operazione-taglio delle tasse. Ma, certo, Silvio Berlusconi non cederà tanto facilmente quel ruolo di protagonista, che si è conquistato anche mettendo in piazza i dubbi e le resistenze dei suoi alleati, anzi accusandoli persino di intelligenza con il nemico (i «poteri forti»). In qualche modo, la reattiva partenza degli alleati si spiega anche con il tentativo di difendersi dallo strapotere del «monarca» e di evitare che la sua forza mediatica venga giocata anche per togliere voti ai partner della coalizione. Berlusconi sta trascorrendo il fine settimana ad Arcore. Si è dato ancora qualche giorno di tempo per mettere a punto gli ultimi dettagli di quella che sarà una delle sue più grandi campagne pubblicitarie. Gli ultimi sondaggi davano Forza Italia e la sua popolarità in caduta libera. Ora, il premier è convinto di aver posto le basi per il rilancio. «Se avessi accettato il rinvio dell’Irpef al 2006 - confida il premier - allora la sconfitta sarebbe stata certa. Ma ora riconquisterò gli astenuti e gli indecisi». Il primo manifesto di Forza Italia è già pronto: «Meno tasse più libertà». Le tabelle con gli sgravi Irpef e con le deduzioni per i familiari a carico verranno stampate in milioni di volantini e distribuite agli angoli delle strade. La giornata-clou sarà l’11 dicembre, il «no-tax day». Berlusconi parlerà a Venezia e cercherà di sovrastare il rientro di Prodi (assemblea della Gad a Milano). Ma il premier ha in serbo di giocare anche una nuova carta politica. Si tratta di un nuovo movimento. Si chiamerà «Forza Silvio». E si propone di rilanciare lo spirito «originario» di Forza Italia e la sua ideologia liberista, depurata delle mediazioni necessarie a tenere insieme le diverse anime della Cdl. Berlusconi spera di coinvolgere professionisti e professori. Ma punta innanzitutto su giovani e donne. L’annuncio dovrebbe essere dato dal premier, la prossima settimana, proprio ad una manifestazione dei giovani di Forza Italia, a Roma. Sandro Bondi assicura che il nuovo movimento nascerà da una costola di Forza Italia e la sua finalità e «far affluire nuova linfa» al partito. Ma il premier non esclude un uso ulteriore: il partito «personalissimo» potrebbe anche scendere in campo alle politiche e affiancarsi ad An, Udc e Lega sulla scheda elettorale. Se andasse in porto la riforma messa in cantiere dalla maggioranza (scheda unica, candidati nei collegi collegati ai partiti della coalizione), diventerebbe una lista per il premier, al pari della lista Fitto, Storace o Formigoni. Liste che, in un primo momento, Berlusconi ha contrastato e poi è stato costretto a subire. Naturalmente, agli alleati non piace. Se diventasse un partito aggiunto, «Forza Silvio» finirebbe per contendere i loro voti. Ma la competizione interna è quanto mai aperta, dopo il piano fiscale. Mentre l’Udc si appresta a portare al governo, oltre a Follini, anche Mario Baccini (ministro della Funzione pubblica), la Lega è pronta all’affondo per ottenere il governatore della Lombardia (o del Veneto). Se Berlusconi dirà di no, nella Lega qualcuno pensa di reagire aprendo il cantiere del «partito del Nord» insieme a Giulio Tremonti. La partita delle regionali, in fondo, è solo una tappa verso il vero traguardo del 2006.
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