Lazio Few Hit Parade || Le 5 partite-shock della storia del calcio

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00Wednesday, September 23, 2015 12:51 PM
Avevo in mente di inaugurare una serie di topic a tema in cui ognuno di noi scrive la sua personale lista riguardo quell'argomento. In questo caso una top 5, ma ovviamente se ne possono poi man mano aggiungere altre. Io per esempio ci ho pensato poco e sicuramente ne troverei, pensandoci, altrettante anche migliori

Partiamo dalle partite incredibili, quelle che mentre le vedevate, alla tv o allo stadio, non credevate ai vostri occhi, per qualsiasi motivo
(no, l'idea non mi è venuta dopo Napoli-Lazio)



5) Napoli-Milan 2-3

Avrei potuto scegliere tante partite del Milan, come il 5-0 al Real, o anche l'1-5 sempre a Napoli, con me allo stadio. Questa però ha un fascino senza eguali. Una città già pronta per la grande festa dopo la lunga cavalcata, la mia famiglia riunita nel casolare di campagna, nel Beneventano, e un vecchio televisore su un terrazzo abusivo. Gli zii a torso nudo, le birre, le sciarpe. L'attesa di una gioia. Ed io che, per quel poco che seguivo il calcio, non mi ero mai appassionato al Napoli di Dio Diego. No, a me piacevano gli olandesi, semmai. Quel giorno forse nacque la mia lazialità. Perché fu quel giorno che che capii che non stavo affatto con tutti gli altri, i parenti, gli amici. Ad ogni gol del Milan ero incredulo come loro, ma stavo contro di loro. Da solo



4) Lazio-Roma 1-5

Sarebbe sciocco metterla da parte, rimuoverla: c'è. E c'ero io, a vedere che quei palloni entravano tutti, ogni volta, sotto i miei occhi. Apprendere che Nesta era rimasto nello spogliatoio fu quasi più disturbante dei gol in sè. Era un po' come il secondo aereo delle Torri Gemelle: il primo sì, fu uno shock, ma fu il secondo a generare sgomento. E a quello sgomento sento che non abbiamo ancora risposto del tutto. E' venuto il Di Canio bis, è venuto l'Oh Nooo, è venuto il 26 maggio. Però l'umiliazione del tabellino, quella che Zarate e Felipe ci hanno fatto solo annusare, quella no: la stiamo ancora aspettando

3) Lazio-Inter 4-2

In questo caso servono a poco i racconti. La classifica ci fece un grande scherzo, e fece crollare ogni nostra certezza. Avevo ancora la forza per credere nella coerenza delle mie posizioni di tifoso. Andare allo stadio, quel giorno, significava porsi di fronte a un dilemma etico che alla vigilia non era così cruento (si tifa Inter, cos'altro) ma che poi - complici Trezeguet e Del Piero - si trasformò in disgusto per quel popolo di milanesi stupidi che occupava i nostri sediolini, e infine in rabbia vera, urlata ad ogni gol di Ronaldo-Vieri. Quell'evoluzione interiore seguì di pari passo l'evoluzione incredibile di una partita il cui risultato già scritto fu cancellato dal cielo e dagli almanacchi, complice una non meno imponderabile catena di sinistra Gresko-Recoba. Da tifoso della Lazio dovrei scrivere di Perugia-Juve, ma in quel caso l'onda dell'estasi sommerse ogni pathos



2) Italia-Nigeria 2-1

Credo che da qualche parte del corpo ho ancora nascosti residui di rabbia e adrenalina scaturiti da quel match. Brizio Carter, altro che Moreno. Il semi-malore di Zola che cade sulle ginocchia a braccia conserte sul petto fu anche il mio. Nessun poliziotto entrò in campo a fermare quell'arbitro pazzo, e forse tuttora non ne capisco il motivo. Ma mi sento vibrare al senso di giustizia di quella palla che sembra girare troppo verso l'esterno, e invece entra. Di gol al 90° che cambiano la storia del calcio ce ne sono tantissimi, e penso in particolare a quanto sono stati vibranti quelli dello Utd contro il Bayern o - purtroppo - di Ramos contro Simeone nelle finali di Champions. Ma al 90° di quel match io ero un ragazzo deluso dalla vita. Poi, per fortuna, Dio si manifestò sotto forma di Mussi e Baggio



1) Brasile-Germania 1-7

Semplicemente il risultato più imprevedibile che ricordi, in una notte che - scusate il nuovo parallelo con il WTC - sarà ricordata per sempre, e si chiederà "dov'eri la notte di Brasile Germania?" allo stesso modo in cui si chiede "dov'eri l'11/9/2001?". 





Fuori concorso: Pianura-Carpi 8-2

Semifinale dei playoff di Serie D. All'andata il Carpi (nel quale c'era già Pasciuti), vince 5-0. Ma al ritorno succede qualcosa, con tanto di rovesciata al 92'...



ReflexBlue74
00Friday, September 25, 2015 11:03 AM
Italia-Argentina, mondiali del 90.
Il primo, e forse più devastante, lutto sportivo della mia vita. La mattina seguente trascorsa in casa da solo, vagando da una stanza all'altra, e poi sedendomi sul tavolo della cucina in attesa che tornasse mia madre dal lavoro, è uno dei ricordi più indelebili della mia adolescenza. Mi attaccavo addirittura a mia madre.. che il calcio lo segue di riflesso, ma non è certo una tifosa. Quella mattina capii che l'estate non sarebbe stata più la stessa. Le vacanze, il mare, le pischelle, le serate sul lungomare. Tutto cancellato. E anche il campionato di serie A che senso avrebbe avuto?

Lazio-Napoli 5-1.
La eleggo a simbolo, a totem di una fede che avevo abbracciato: lo zemanianesimo. Zemaniani lo siamo stati tutti, ma per quelli come me, nati nel 1974 o giu di lì, Zeman è stata la prima occasione di riscatto nazionale. Per la prima volta tutta l'Italia parlava della Lazio. Per la prima volta la Lazio era una squadra speciale e tu potevi esibire il "gioco di Zeman" come un orgoglio personale. Ho scelto Lazio-Napoli perché è stata la prima partita veramente zemaniana, a parte l'amichevole con l'Ajax, e perché la vidi allo stadio con un amico napoletano che a fine partita era deluso per il suo Napoli, ma sinceramente estasiato per il nostro gioco. E soprattutto invidioso. Che bello.

Liverpool-Genoa 1-2.
Tifare per una squadra che non è la Lazio, o la nazionale, come se fosse la Lazio. La stessa passione, la stessa intensità, il tempo che non passa mai, i pugni chiusi al triplice fischio finale.
Quell'anno seguii con simpatia tutta la cavalcata del Genoa, un congegno perfetto di equilibrio tattico, ardore e valori tecnici. Eranio e il grande Branco sui lati, il povero Signorini a dirigere la difesa, Bortolazzi in cabina di regia, e la coppia più classica della storia del calcio in avanti. Il gigante ceco in area e il nano, infame e talentuoso, a girargli intorno. Un po' come Charles e Sivori.

Tottenham-Nottingham Forest 2-1.
La metto per ultima, per ora non ne trovo una quinta, perché è un po' il compendio delle prime due. L'orgoglio del grande campione, quel campione, non uno qualunque -il matto, lo showman, l'idolo di tutta l'Inghilterra-, che sceglie la Lazio e il lutto sportivo che ne consegue. Ero in cucina a fare la versione di latino, mi perdo i primi quindici/venti minuti. Accendo la tv, la davano su telemontecarlo, e il mio sguardo cerca avidamente la sua presenza in campo. Cazzo, ma non c'è? Ma in che posizione gioca? Non lo nominano mai. Dopo cinque minuti mi rassegno. Vabbè, non fa niente, forse un piccolo infortunio, forse non è proprio sceso in campo.
Finisce il primo tempo e la regia e i commentatori si soffermano su quello che non avrei mai immaginato. Passano replay su replay. Sono giovane, non ho grande esperienza di infortuni ma capisco che è una cosa grave. Non c'è internet, non seguo le radio. E' una tortura. La notizia la dà addirittura il Tg1. Dramma.
A corollario. Quella sera resto a casa e vedo una trasmissione condotta da Frizzi e la Carlucci. A un certo punto, non so per quale cazzo di motivo, Frizzi fa riferimento all'infortunio occorso a Gazza. Boato in studio. Li mortacci loro. E poi ce so' laziali che solidarizzano con Strootman perché gli infortuni non si augurano a nessuno. No, io non glieli auguro -questo no, lo ammetto-, ma se succede godo e me ne sbatto altamente.
Quel giorno ho capito che li odiavo. O noi o loro, per sempre.
charlie_few
00Friday, September 25, 2015 11:37 AM
Milan-Liverpool ad Instambul. Penso la partita più assurda della storia.

Ovviamente, per noi, il derby del salumiere.
Oltre a quell'Inter-Lazio giocata a Bari col gol di Dalmat.

Ah, dimenticavo: pure Milan-Sampdoria del 1999 mica scherza.

La meravigliosa Man UTD - B.Monaco, finale di champions decisa nei minuti di recupero.
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