La pazzia dei cristiani

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Kef@
00Friday, April 7, 2006 8:39 AM
"I cristiani conducono un genere di vita indubbiamente paradossale" diceva un cristiano del secondo secolo attraverso gli insegnamenti che stava facendo ad un novizio, che si stava convertendo dalla religione alla Rivelazione di Dio.
la risposta che Dio da alla sfida fattagli dall'uomo è proprio un paradosso, è qualcosa che l'uomo non può sottomettere ai propri canoni razionali perchè li supera talmente tanto da apprire folle. da qui nasce il rifiuto del miscredente a convertirsi alla Verità. il non cristiano trova difficoltà ad abbandonarsi alla Verità perchè farlo significherebbe ripudiare tutto ciò che egli ha fatto nella vita. ogni suo pensiero viene totalmente superato da Dio.
l'uomo ha bisogno di certezze, ha bisogno di credere in qualcosa, per questo in questi ultimi tempi c'è tanta accettazione acritica delle opinioni di uomini, che il pagano chiama scienziati. agli occhi di loro si tratta di verità, ma ad occhi unti dall'alto, ciò che dicono gli scienziati, è solo ignoranza, o peggio vanagloria. dall'altro canto, l'uomo non redento considera ignoranti gli eletti di Dio, perchè non ha ricevuto abbastanza conoscenza, dall'alto, per comprenderli. se non li considera ignoranti, li considera pazzi. proprio in questa concezione che i pagani hanno dei cristiani, si nasconde la potenza dei cristiani.
fin dalla Rivelazione di Dio all'uomo, tramite Gesù Messia, la risposta di Dio è stata un totale ribaltamento delle credenze umane. l'uomo aveva bisogno di un uomo che si ergesse a Dio, un uomo che, pur conservando i filtri conoscitivi imposti dal sistema di satana, potesse diventare così potente da sostituire il vero Dio. nell'antica grecia c'erano molti dèi che rappresentavano questa religiosità; nel 2000 non è cambiato nulla, infatti l'uomo tenta ancora di divinizzare se stesso. questa volta lo fà tramite la televisione anzichè con i racconti orali, ma la sostanza è la stessa: ubermensch.
qual è stata la risposta di Dio? Dio si è fatto uomo. assistiamo quindi al ribaltamento delle credenze mondane. per l'uomo si tratta di qualcosa di troppo assurdo per essere creduto. infatti ciò non può essere creduto, può solo essere ricevuto per mezzo del dono della fede ed essere ricambiato per mezzo dell'azione di fede. nessun uomo diventa cristiano per la propria volontà, ma diventa cristiano per rifiuto della propria volontà.
la comunicazione definitiva di Dio all'uomo, non solo è stata concepita dal'alto come paradossale, ma si è anche attuata in maniera paradossale. paradossale per la creatura, perfetta per i Figli di Dio.
difatti Gesù si ridusse ai superstiziosi riti umani, rappresentati dal battesimo, nel luogo più basso della terra: presso il giordano dove la depressione raggiunge i 400 metri sotto il livello del mare. ma in quell'atto di umiliazione c'era la sua forza, infatti il rito umano era appena cessato per dare spazio al rito divino, dal battesimo con l'acqua si è passati al battesimo con lo Spirito di Dio.
l'umiliazione continuò, fino agli sputi, alle percosse, agli insulti, alla croce; poichè il Dio incarnato "spogliò se stesso assumendo la condizione di servo...umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte" (filippesi 2,7).
chi lo crocifisse non seppe che Gesù portò il Fuoco nel mondo. ancora oggi gli uomini lo crocifiggono, anche se non lo sanno, attraverso la violenza e la schiavitù riservata agli ultimi, e ancora oggi non sanno che Gesù sta muovendo persone attraverso il Fuoco che egli ha portato.
è interessante vedere come questa contrapposizione tra uomini e Figli di Dio sia continuata nel corso della storia. vediamo come nel cristianesimo francescano, a mio parere massima espressione della Chiesa di Dio, questa contrapposizione mostri pazzia. premetto che simili livelli di vicinanza a Dio possano far dire "pazzo!" anche ad alcuni cristiani, come ad esempio me perchè non sono abbastanza santificato da poter comprendere, poichè si tratta di una comunione ipostatica riservata solo a pochi eletti.
sono proprio questi momenti di elogio della pazzia in cui san francesco, giullare di Cristo, ha ricreato armonia tra il corpo e l'anima, tra il visibile e l'invisibile, tra il fisico e il mistero. a frate masseo dice un giorno, davanti ad un incrocio di tre strade, di girare su se stesso fino al capogiro, come una trottola, e alla fine di indicare, a seconda di dove, cadendo, ha volto il viso, la strada da prendere. a prima opinione solo una banda di pazzi può scommettere sulla retta via in quel modo. ma proprio quella banda di pazzi è stata quella ad aver ricevuto le maggiori benedizioni del Signore, fino a fare opere più grandi di quelle di Cristo. miracoli su miracoli, le più estreme immaginazioni umane diventavano realtà. una simile scommessa è il gioco più felice, che conduce francesco e i suoi fratelli all'infanzia nello Spirito e li rende degni e capaci di entrare ogni giorno, come fanciulli, nel Regno di Dio.
d'altronde francesco sulla propria pazzia non ha mai illuso nessuno. durante la crisi iniziale, l'unico che lo salutava togliendosi il cappello e stendendogli ai piedi il proprio mantello come davanti a un sovrano, era stato un pazzo noto in tutta assisi. fra pazzi si intendevano. evidentemente Iddio Onnipotente vuole confondere i suoi figli con i pazzi, affinchè la gente continui a non capire se non rinnega se stessa e si abbandona alle sue braccia. infatti disse francesco: "Cristo disse a me semplice e idiota: Io voglio che tu sia un nuovo pazzo nel mondo e con la vita e la parola tu annunzi la stoltezza della croce". ai tempi dell'impero romano i pagani deridevano i cristiani perchè il loro Dio era stato crocifisso ed hanno continuato a considerare pazzi i cristiani perchè diversi. essi non sapevano che la croce era l'unica via per la loro salvezza e che i cristiani sono nel mondo ma non sono del mondo. quando è avvenuta la Pentecoste gli uomini che guardavano pensavano tra di loro: cosa significa questo? o sono pazzi o sono ubriachi!
invece erano i Figli di Dio.
a proposito della pazzia del cristiano, chiudo citando il quinto capitolo dei fioretti, in cui leggiamo la pazzia o la santità di bernardo. sta a noi scegliere...

Imperò che santo Francesco e li suoi compagni erano da Dio chiamati ed eletti a portare col cuore e con l'operazioni, e a predicare con la lingua la croce di Cristo, egli pareano ed erano uomini crocifissi, quanto all'abito e quanto alla vita austera, e quanto agli atti e operazioni loro; e però disideravano più di sostenere vergogne e obbrobri per l'amore di Cristo, che onori del mondo o riverenze o lode vane; anzi delle ingiurie si rallegravano, e degli onori si contristavano. E così s'andavano per lo mondo come pellegrini e forestieri, non portando seco altro che Cristo crocifisso; e però ch'egli erano della vera vite, cioè Cristo, produceano grandi e buoni frutti delle anime, le quali guadagnavano a Dio.
Addivenne, nel principio della religione, che santo Francesco mandò frate Bernardo a Bologna, acciò che ivi, secondo la grazia che Iddio gli avea data, facesse frutto a Dio, e frate Bernardo facendosi il segno della santissima croce per la santa obbidienza, si partì e pervenne a Bologna.
E vedendolo li fanciulli in abito disusato e vile, sì gli faceano molti scherni e molte ingiurie, come si farebbe a uno pazzo; e frate Bernardo pazientemente e allegramente sostenea ogni cosa per amore di Cristo. Anzi, acciò che meglio e' fusse istraziato, si puose istudiosamente nella piazza della città; onde sedendo ivi sì gli si radunarono d'intorno molti fanciulli e uomini, e chi gli tirava il cappuccio dirietro e chi dinanzi, chi gli gittava polvere e chi pietre, chi 'l sospingeva di qua e chi di là: e frate Bernardo, sempre d'uno modo e d'una pazienza, col volto lieto, non si rammaricava e non si mutava. E per più dì ritornò a quello medesimo luogo, pure per sostenere simiglianti cose.
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