La misteriosa fiamma della regina Loana

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paperea
00Thursday, June 9, 2005 2:04 PM
“E lei come si chiama?” “Aspetti, ce l’ho sulla punta della lingua”: comincia così la storia di Yambo
In seguito a un ictus, Giambattista Bodoni (come il celebre stampatore), detto Yambo (come un illustratore coetaneo di Eco), perde la memoria. Non sa più chi è, cosa fa, dove e come vive; in compenso conosce ogni dettaglio su Napoleone e ricorda perfettamente tutti i libri che ha letto; parla per frasi fatte e citazioni. Le cose, le persone non gli evocano nessuna emozione: nessuna madeleine qui, il tempo perduto sembra perduto per sempre. Finché una donna affascinante che dice di essere sua moglie lo conduce nella casa di campagna dove da ragazzino era sfollato durante la guerra. Lì, in un immenso solaio fra le Langhe e il Monferrato, attraverso i giornalini, i libri e i dischi della sua infanzia, Yambo ricostruisce a poco a poco la sua storia. Insieme al lettore. Sullo sfondo di quel paesaggio padano che torna in tutti i romanzi di Eco, da Il nome della Rosa a Baudolino, immerso in una nebbia palpabile e insieme metafisica, che cela e custodisce il passato, lasciando emergere solo le sagome delle cose.

Il solaio dell’infanzia: una biblioteca di Babele che custodisce la memoria di un’epoca, di un’intera generazione.
Cosa trova precisamente Yambo nel grande solaio della sua infanzia? Lo possiamo vedere con i nostri occhi: la narrazione è scandita dalle riproduzioni a colori di fumetti, stampe, pubblicità degli anni Trenta e Quaranta.
Autore: Umberto Eco
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