La fu­met­ti­sta ca­ta­ne­se Ales­san­dra Pa­ta­nè: «Così ho tra­sfor­ma­to una web co­mic in un suc­ces­so»

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animemanga
00Saturday, June 17, 2017 4:43 PM

Si chia­ma Gree­dy Flo­wer,  il fu­met­to dal­lo sti­le spe­ri­men­ta­le, un mix tra il man­ga e il car­toon, che è riu­sci­to a ven­de­re mi­gliai di co­pie. La gio­va­ne si­ci­lia­na: «Ho ini­zia­to a pub­bli­ca­re on­li­ne que­sta sto­ria solo per pia­ce­re per­so­na­le… non im­ma­gi­na­vo che sa­reb­be di­ven­ta­to il mio me­stie­re»



In tan­ti an­co­ra pen­sa­no che il va­lo­re di un’o­pe­ra in for­ma­to di­gi­ta­le sia as­so­lu­ta­men­te ir­ri­so­rio. Al­tret­tan­ti non cre­do­no che an­che dal­lo ster­mi­na­to mon­do del web pos­sa­no na­sce­re del­le sto­rie di suc­ces­so. Que­sto è quan­to è ac­ca­du­to ad Ales­san­dra Pa­ta­né, una gio­va­ne fu­met­ti­sta ca­ta­ne­se, re­gi­na del man­ga “ita­lia­no”. «Ho sem­pre avu­to la pas­sio­ne del di­se­gno ed è così che per gio­co è nata que­sta web co­mic». Esor­di­sce così Ales­san­dra pre­sen­tan­do pres­so la Fu­met­to­li­bre­ria a Ca­ta­nia la sua ope­ra. Si trat­ta di Gree­dy Flo­wer, un fu­met­to tut­to ita­lia­no che è frut­to di duro la­vo­ro e di tan­ta de­ter­mi­na­zio­ne. Ales­san­dra, cre­sciu­ta con To­po­li­no e con i car­to­ni ani­ma­ti giap­po­ne­si e ame­ri­ca­ni, ap­pro­fon­di­sce le tec­ni­che del­la sua arte alla Scuo­la Co­mics di Roma e ul­ti­ma­ti gli stu­di si met­te su­bi­to a la­vo­ro per pre­sen­ta­re ad un edi­to­re un pro­get­to va­li­do. Chi è del set­to­re sa quan­to pos­sa es­se­re dif­fi­ci­le of­fri­re qual­co­sa di ap­pe­ti­bi­le ad una casa edi­tri­ce par­ten­do da zero. Le dif­fi­col­tà ini­zia­li non in­ti­mo­ri­sco­no Ales­san­dra che de­ci­de di sfrut­ta­re il web co­mic, che pro­prio in quel pe­rio­do sta­va pren­den­do pie­de.


MAN­GA E CAR­TOON: SIM­BIO­SI PER­FET­TA. Gree­dy Flo­wer è un fu­met­to dal­lo sti­le spe­ri­men­ta­le, un mix tra il man­ga e il car­toon, che espri­me temi go­ti­ci e hor­ror in una chia­ve dal­l’im­pat­to più dol­ce, ren­den­do così quel­la con­trap­po­si­zio­ne che sta alla base del­l’o­pe­ra.




Ales­san­dra con la sua at­ti­vi­tà vuo­le an­che ac­co­sta­re quan­te più per­so­ne pos­si­bi­li al mon­do del fu­met­to, ed per que­sto che no­no­stan­te i con­trat­ti per pub­bli­ca­re l’o­pe­ra in for­ma­to car­ta­ceo sia­no giun­ti fin da su­bi­to, non ha mai smes­so di of­frir­li on­li­ne gra­tui­ta­men­te. In que­sto modo ha per­mes­so a tan­ti let­to­ri di ap­pas­sio­nar­si e suc­ces­si­va­men­te di ac­qui­sta­re l’in­te­ra col­le­zio­ne. Un espe­dien­te per ren­de­re gra­zie per il suc­ces­so avu­to? For­se sì! La gio­va­ne Pa­ta­né sa che deve tan­to alla sua in­se­gnan­te di fu­met­to giap­po­ne­se, di­ve­nu­ta poi una col­le­ga a scuo­la, che du­ran­te gli stu­di è sta­ta un po’ come una mam­ma spro­nan­do­la ed in­co­rag­gian­do­la pas­so dopo pas­so. An­che per lei la vita da stu­den­te “fuo­ri sede” è sta­ta dif­fi­ci­le, ma tut­to que­sto le è ser­vi­to per met­te­re alla pro­va quel­la grin­ta che è poi alla base del­le sue tan­te sod­di­sfa­zio­ni.

SOT­TO I RAG­GI DEL SOL LE­VAN­TE. Il pro­get­to ha avu­to i suoi frut­ti an­che per “l’a­mi­ci­zia pro­fes­sio­na­le” che Ales­san­dra ha col­ti­va­to con i suoi let­to­ri tra­mi­te i so­cial. Que­sti sa­lot­ti mul­ti­me­dia­li le han­no per­mes­so di con­fron­tar­si con le opi­nio­ni di tan­ti gio­va­ni e meno gio­va­ni, che con sug­ge­ri­men­ti e cri­ti­che le han­no of­fer­to un mo­ti­vo in più per an­da­re avan­ti. Un’e­spe­rien­za as­so­lu­ta­men­te po­si­ti­va, tra alti e bas­si, por­te in fac­cia, ma an­che tan­ti ri­sul­ta­ti.

Cer­ta­men­te il più gran­de è po­ter van­ta­re di­ver­se edi­zio­ni in lin­gua stra­nie­ra di Gree­dy Flo­wers, un pro­get­to quin­di in di­ve­ni­re che am­plia l’o­riz­zon­te del­la gio­va­ne ar­ti­sta.

Un so­gno nel cas­set­to? «Uno l’ho rea­liz­za­to da poco: an­da­re in Giap­po­ne». Il ba­ga­glio cul­tu­ra­le di Ales­san­dra si è ar­ric­chi­to spe­ri­men­tan­do dal vivo l’ar­te e i co­stu­mi del Sol Le­van­te che sono la cul­la del­la tra­di­zio­ne man­ga. Già dal­la fine del Set­te­cen­to, in­fat­ti, i Giap­po­ne­si van­ta­no un pa­tri­mo­nio fu­met­ti­sti­co che si è per­pe­tra­to nei se­co­li e ha var­ca­to i con­fi­ni de­gli Sta­ti.

Ales­san­dra ades­so vive a Ber­li­no e guar­da con no­stal­gia alla sua in­fan­zia ca­ta­ne­se. Ha tan­te idee per la te­sta e al­cu­ne le ha mes­se in pra­ti­ca. Il re­sto ver­rà da sé. La spe­ran­za è quel­la di po­ter por­ta­re avan­ti que­sto pro­get­to per mol­ti anni e ri­tor­na­re ogni vol­ta a Ca­ta­nia con quel­l’or­go­glio che con­trad­di­sti­gue Ales­san­dra e i suoi con­cit­ta­di­ni.

FONTE


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