La domenica del laziale

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est1900
00Thursday, December 29, 2016 12:26 PM
Diciamocelo, quando si palesa è un gran bel vivere.
Quest'anno poi, evento rarissimo, si è verificata ad ognuna delle quattro sconfitte dei coprofili.

Tra le tante del passato ne avete qualcuna particolarmente significativa da menzionare? Una magari alla quale siete sentimentalmente legati.

La mia, senza dubbio, fu la seconda di campionato del 2002-2003. Torino Lazio 0-1 gol del Cholo abbinata al Roma-Modena 1-2 serale.

La ricordo volentieri perchè fu la prima sera che uscì con quella che poi sarebbe diventata mia moglie e ho ancora vivo il ricordo di come cercavo di percepire segnali intorno a me di cosa facesse la roma (erano ancora lontani i tempi di livescore).

Arrivato in macchina verso le 23:30/24 fu Vanni Maddalon (che fine ha fatto?) a darmi la meravigliosa notizia.

cuchillo76
00Thursday, December 29, 2016 1:09 PM
La domenica del laziale cui sono più legato coincide con la mia prima allo stadio con la Lazio in serie A.
Parlo di Lazio-Avellino 2 a 1 (doppietta di Mauro Meluso, nientemeno) con contemporanea sconfitta degli scarabei stercorari a Udine con gol di Zico verso l'83° o giù di lì.
Ricordo un boato incredibile al gol del grande fuoriclasse brasiliano, quando ancora si pensava (era ottobre o giù di lì) che avrebbe potuto condurre l'Udinese al titolo o comunque a lottare per.

Un'altra domenica del laziale cui sono legatissimo (ma non ero allo stadio) è il Lazio-Bari 1 a 0 (Hernanes con un gol fantastico) e il 4 a 3 in rimonta del Genoa del Balla ed esonero serale di Ranieri.
Di quella domenica, mi rimase anche molto impressa l'invettiva del principe di Frattocchie che da Plastiko cominciò a contestare pesantemente non solo i giocatori ma i tifosi che idolatravano giocatori a suo dire scarsi. Era tutto un "so' scarsi...passano pe' fenomeni ma questi so' scarsi..." si riferiva soprattutto a Julio Sergio, ai terzini, a Burdisso, ma ce ne aveva per tutti.
Immagino allo stadio il godimento sul 4 a 3 di Paloschi. Roba da non crederci.
cuchillo76
00Thursday, December 29, 2016 1:24 PM
(Che poi, l'insuperabile "domenica del laziale", che davvero non può aver alcun possibile paragone, se volessimo estendere il "gioco", perché comunque parleremmo sempre di gioia contrapposta a dolore è il 27 agosto 1998 con l'acquisto di Vieri nel giorno della presentazione all'Olimpico della Roma contro il Santos. Ovviamente, fece storia soprattutto l'intervista all'incredulo Sensi-ma-dove-cazzo-vai? "la Lazio ha comprato Vieri? No, non è possibile, la Lazio ha preso Vieri?" Si era convinto che Sesé gli avesse fatto il dispetto a prenderlo proprio il giorno della presentazione della squadra ai suoi tifosi, con Gustavo Bartelt-giocatore vetrina. Ecco, quel giorno per me non si batte. Eppure dovevamo ancora vincere i primi trofei internazionali e lo scudetto. Però, paradossalmente, per me quello è il giorno dove la forbice emotiva è stata in assoluto più larga, anche più del 17 maggio 2000 in cui diedero fuoco a una curva la sera dell'addio al calcio di Giannini. Non so perché ma io dopo lo Scudetto avevo temuto (e avevo ragione) un loro repentino avvicinamento perché le cose a Roma non potevano proseguire in quel modo. Quella sera, invece, quella del 27 agosto 1998, avevo un sentimento opposto, ossia che noi avremmo continuato un ciclo vincente e loro - almeno per un po' - ci sarebbero stati dietro, tanto più che avevano ricominciato la stagione con Zeman, che era una garanzia di spettacolo e insuccessi).
est1900
00Thursday, December 29, 2016 3:35 PM
Sì Fabri, il 4-3 vissuto allo stadio fu fantastico.
Così come il 3-0 che il Siena rifilò in soli 45' alle unghie incarnite nel 2008 (con concomitante vittoria della Lazio per 2-1 contro la Samp).

Se andiamo oltre la stretta definizione di "domenica del laziale" e inglobiamo anche i pareggi, vince per distacco il pari del Catania nell'ultima giornata del 2008, con la doppietta  di Ibra e la Lazio che vince col Napoli.
Sì, ero uno dei 1000 sfigati (eroi) presenti.


PS: non commento Roma-Santos e l'acquisto di Vieri perchè sono chiuso in ufficio al settimo piano e la voglia di farla finita per sempre potrebbe sopraffarmi.
cuchillo76
00Thursday, December 29, 2016 7:09 PM
Un'altra cui sono molto legato è Lazio-Cremonese 2 a 1 e contemporanea sconfitta dalla Roma a Piacenza per 1 a 0.

Era il 1995-'96.

Era novembre e la Lazio di Zeman veniva dalle batoste contro Lione e Fiorentina ma la precedente in casa era stato il Lazio-Juve 4 a 0, probabilmente la più bella Lazio di sempre, nella singola partita. Insomma, ero ancora zemaniano in quel momento (per me la fine dell'amore col boemo arrivò qualche mese dopo).

Quella vittoria con la Cremonese, molto sofferta, e la contemporanea sconfitta della Roma (che giocò anche bene) a Piacenza col gol di Piovani (mio pupillo, che schieravo sempre al fantacalcio) le ricordo bene. Ricordo bene il fischio finale, il doppio sospiro di sollievo, il vicino di posto che commentò: "Cagni s'è inculato la lupa" e così via...

Sono sincero. Pensavo di lottare per lo scudetto visto che, Weah a parte, non era affatto un gran Milan e il Parma non aveva mai la forza di arrivare fino in fondo.
Mark Lenders (ML)
00Thursday, December 29, 2016 9:58 PM
"La domenica del laziale": che bella locuzione! Ma quindi si usa correntemente? Io la adopero da qualche anno dopo averla imparata non mi ricordo da chi. Sicuramente su un forum.
In tempi recenti una grande domenica del laziale fu quella in cui noi andammo a vincere a Torino (doppietta di Felipe) e loro persero in casa con la Samp. Ecco, quella sera tutto sembrava possibile.

PS: Vanni Maddalon! Quando Teleradiostereo era filolaziale... Le gite sul monte Fumaiolò! Un personaggio inquietante :-)
cuchillo76
00Friday, December 30, 2016 2:48 PM
L'espressione "La domenica del laziale" l'ho incrociata la prima volta su un giornalino da stadio che penso sia durato un paio d'anni, mi sa dal 1991 al 1993 o qualcosa del genere.
Si chiamava "Noi laziali".
Rubando dichiaratamente l'idea da "Cuore", potevi inviare alla loro redazione i 5 motivi per cui valeva la pena essere laziali.
E in buona posizione di classifica c'era proprio questa voce ("La domenica del laziale: la Lazio che vince, la Roma che perde").
Io mandavo settimanalmente la mia lista.
Maxilotte
00Friday, December 30, 2016 9:04 PM
Ma nessuno cita la VERA domenica del laziale? Giordano all'88 a cremona (ultimo successo in trasferta per piu di tre anni, fino al 3 a 2 a catanzaro con simoni in panca) e contemporanemente il goal di Brio all'olimpico?
Drenai71
00Saturday, December 31, 2016 1:33 AM
Re:
cuchillo76, 30/12/2016 14.48:

L'espressione "La domenica del laziale" l'ho incrociata la prima volta su un giornalino da stadio che penso sia durato un paio d'anni, mi sa dal 1991 al 1993 o qualcosa del genere. Si chiamava "Noi laziali". Rubando dichiaratamente l'idea da "Cuore", potevi inviare alla loro redazione i 5 motivi per cui valeva la pena essere laziali. E in buona posizione di classifica c'era proprio questa voce ("La domenica del laziale: la Lazio che vince, la Roma che perde"). Io mandavo settimanalmente la mia lista.



lol che m'hai fatto tornare in mente. alcune mi facevano sbellicare, ricordo ancora "ciarrapico che si strozza con una ghianda" :)
c'era anche qualcosa su ruben sosa che bacia la maglia dell'inter, magari tu ricordi nel dettaglio.
cuchillo76
00Saturday, December 31, 2016 9:24 AM
No, sono sincero. Non ricordo precisamente quella su Ruben. Mi viene solo "Ruben Sosa che vaffanculo all'Inter" o qualcosa del genere...

Di divertenti mi ricordo "Ciarrapico che muore di sete", "affogare Malgioglio in un mare di sputi", "Fiori portiere dell'Acqua Pozzillo"...
boks xv
00Saturday, December 31, 2016 12:28 PM
E' vero, la Domenica del Laziale ti rimette a posto con te stesso. Ti ristora lo spirito, ti restaura tutti i pezzettini dell'anima e...ti senti bene. Come quando, dopo una cena importante, col vinello che te fa sembra' il mondo un posto degno di ricevere la tua augusta benevolenza, ti accendi un bel Toscano e "sai" che tremila anni di filosofia sono racchiusi in quelle volute di fumo che si levano per aria. Eppure...eppure la mia Domenica del Laziale fu sui generis. Anzi, fu proprio "stronza" perché noi perdemmo e i cani vinsero. Ma era la terz'ultima del campionato '73-'74, Chinaglia segnò il più bel gol di testa della carriera (cercatelo su you tube, una torsione della madonna in sospensione, Giaguaro Castellini proteso in volo inutile e palla insaccata all'incrocio opposto) ma il Toro vinse 2-1 (quell'anno ci tolse 4 punti su 4. Ciccio "tira 'n artro rigore" Graziani ci purgò all'Olimpico. Piansi. Dieci anni dopo pianse lui e altri settantamila cojoni nello stesso stadio, mentre io me facevo le pippe in curva Nord insieme ai Reds). Le mmerde, però, sconfissero la Juve. Insomma, sconfitta nostra e vittoria loro. Ma io, quel pomeriggio, alla fine delle partite, non piansi perché lo sentivo, lo sapevo: sarebbe stato Scudetto. E, la domenica successiva, tornai a piangere. Di immensa e irripetibile gioia. Forza Lazio e sempre sempre sempre romammerda.
cuchillo76
00Sunday, January 1, 2017 5:55 PM
Ho davvero grande invidia per chi ha vissuto il primo scudetto.
Sì, lo ammetto: sono invidioso.
Tu, come Pantano (eh, hai visto che compagnia Ti ho trovato!) avete vissuto il primo scudetto a 12 anni. L'età perfetta per vivere una gioia così totalizzante. Io a 12 anni appena compiuti vissi il ritorno in serie A della banda-Fascetti. Beh, direi che non è proprio la stessa, manco per niente.
Così come vivere uno scudetto a 24 anni non è come viverlo a 12. Beninteso: ero pazzo di gioia a 24 anni, però viverne uno proprio nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza deve essere qualcosa di speciale.
Avere 9 anni e andare in B, condannati dalla punizione di Cinesinho e poi, 3 anni dopo vedere quel tabellone dell'Olimpico illuminarsi con "Lazio Campione" deve essere stato qualcosa di ineffabile.

Mark Lenders (ML)
00Sunday, January 1, 2017 6:15 PM
Io invece non cambierei mai il mio scudetto a 26 anni, dopo una marcia di avvicinamento partita nove anni prima con l'acquisto di Gascoigne, con uno scudetto da dodicenne. Probabilmente c'entra il fatto che io a 12 anni praticamente non seguivo il calcio, ma pure se l'avessi seguito non avrei mai avuto la consapevolezza e già le prime cicatrici dei 26. Cioè, invidio anch'io moltissimo chi ha vissuto il '74 ma non credo che viverlo da dodicenni sia stato il massimo della vita, ecco. Per me quello è lo scudetto dei padri di quei dodicenni. O no?
boks xv
00Sunday, January 1, 2017 6:44 PM
Sbagli, Mark. Quello scudetto è tutto mio.
Credimi, a dodici anni avevo tutta ma proprio tutta la consapevolezza di ciò che stava accadendo. Certo, io ero malato. Allo stadio ogni volta che potevo, incollato alla radio tutte le altre volte. Il lunedì mattina i ritagli dei giornali incollati sul diario (ah, averlo ancora...), le foto dei gol, le discussioni coi romanisti in classe.
Quello scudetto me lo sono vissuto giorno per giorno, l'ho visto crescere come una pianta, ci ho creduto (ci credevamo eh, nessun laziale pensava sarebbe stato un miracolo. alla prima di campionato, lo 0-3 di Vicenza era "scontato". Noi lottavamo per lo scudetto, punto). Poi c'era il "fattore Chinaglia" di cui abbiamo parlato spesso, non dimenticare. Oggi non si può capire se non lo si è vissuto, se non si conosce il calcio di allora, il derby di allora.
Quello se portava dietro squadra, tifosi, ambiente. No, bisognava esserci.
Per me quello scudetto ebbe un timing perfetto, invece.
Un anno dopo, due al massimo, ancora ancora. Ma poi la Lazio non sarebbe stata più il "tutto" totalizzante che era in quegli anni.
Dai sedici anni la fica, la militanza politica, reclamavano spazi che relegavano la Lazio alla domenica. Come oggi, più o meno.
No, credimi, non mi è proprio mancata la consapevolezza di quanto stava succedendo.
Ripenso che il giorno del mio dodicesimo compleanno Re Cecconi al novantesimo insacca un'imbeccata di Frustalupi e sblocchiamo lo 0-0 col Milan. Io in curva che divento matto.
Come alla zuccata di Simeone a Torino.
Avoja se ero consapevole!
Quello scudetto me lo so goduto tutto e, ti dirò, mi è piaciuto molto più del secondo.
cuchillo76
00Sunday, January 1, 2017 9:17 PM
Che poi, a voler essere sinceri, io nell'estate del 1996 (via Boksic, Winter e Di Matteo per Protti, Nedved e Okon) avevo oramai perso ogni speranza di vincere uno scudetto con Cragnotti.
Quell'estate l'avevo vissuta come la fine di un sogno che avevo già visto parzialmente naufragare l'anno prima con le eliminazioni cocenti per mano del Lione e dell'Inter e con un campionato finito dopo una dozzina di partite.
Insomma, quella campagna-acquisti (non potevamo sapere che Nedved era così forte e comunque era uno su tre, la squadra si era comunque indebolita) mi era parsa la chiara certificazione del bluff-Cragnotti, un imprenditore che ci aveva fatto sognare ma che non aveva più alcun asso da poter pescare nel mazzo.
E l'inizio con la sconfitta a Bologna (neo-promosso) lo vissi con la tranquillità di chi aveva già chiaro tutto.

Poi, invece, arrivò l'estate del '97 che rovesciò il tavolo da gioco quando non ci speravo più.

Quindi, se è stato un percorso di avvicinamento a tappe, per me è da lì che si parte.
Mark Lenders (ML)
00Monday, January 2, 2017 12:04 PM
No perché un conto è la rosa, che nel giro di 3-4 stagioni può anche cambiare totalmente, e un conto è il dna della squadra. Se tu oggi prendi al Crotone 300 milioni per fare campagna acquisti (che basterebbero per fare una squadra da scudetto in Serie A) io non sono affatto sicuro che l'anno prossimo vincerebbe. Perché non è abituata a farlo, non ha struttura. E per struttura intendo anche l'allenamento emotivo a certe partite, a certi traguardi.

- L'acquisto di Riedle e poi quello di Gascoigne.
- Il ritorno in Europa
- Il sorpasso cittadino alla Roma (vedi risultati dei derby)
- Le grandi vittorie zemaniane contro Juventus e Milan
- Le coppe del 1994-95 (una semifinale di Coppa Italia e un quarto Uefa che all'epoca furono pagine di storia)

Tutte queste tappe, ben precedenti alla prima vittoria datata 1998, sono state importantissime per creare la struttura di una Lazio vincente. Ci stavamo preparando a vincere. Ed è verissimo che nel 1996-97 pareva finito tutto, ma il passaggio a vuoto è durato un solo anno e non è bastato a far morire tutto quello che era stato seminato. Io arrivo a dirti che non solo la Lazio del 2003-04, ma la stessa Lazio di Lotito ha potuto vincere qualcosa e mantiene un profilo da outsider perché alle spalle ha avuto quella di Cragnotti. Per dire quanto conta la struttura, il dna di un club. Ma ve lo immaginate Lotito senza che prima ci fosse stato Cragnotti? Sarebbe Calleri. Andatevi a vedere i piazzamenti di Calleri...

Sull'altro discorso, quello di Boks, prendo atto. Prendo atto innanzitutto che lui era un dodicenne più maturo di me. E quindi sono contento per lui e per Pantano che abbiano vissuto il primo scudo in pienezza. Il mio non sarebbe stato pieno se fosse arrivato prima. O meglio, in realtà doveva arrivare nel 1999, quello era l'anno del raccolto. Quello fu il mio scudetto "cresciuto come una pianta". E mi manca non averne vinto uno così. Perché all'ultima giornata è meraviglioso ma dura troppo poco, specialmente se a ottobre stai già con le merde in testa. Il prossimo scudetto voglio vincerlo stando in testa dall'inizio alla fine.
ReflexBlue74
00Monday, January 2, 2017 12:59 PM
Non volevo cedere alla solita operazione nostalgia, ma putroppo Mark mi ha bruciato il mercoledì del laziale, quindi torno indietro nel tempo.

Campionato 1992-93, fredda domenica di gennaio. Noi giochiamo in casa contro il Brescia, per loro trasfertaccia a Bergamo.

Noi vinciamo 2-0 una partita balorda: passiamo in vantaggio, ma il Brescia di Lucesca si difende benissimo e crea qualche pericolo. Mollano solo nel finale anche a causa di due espulsioni.

Loro ne beccano tre, certificando una crisi tecnica e societaria.

Si chiude in bellezza con cori che omaggiano il loro presidente. Il mitico "Ciarrapico boia servo della DC" e un più banale, ma onesto e circostanziato, "Ciarrapico carcerato Ciarrapico carcerato".

Noi abbiamo Cragnotti, loro Ciarrapico; è appena arrivato il bomber Signori; in classifica siamo sopra di sei o sette punti (un baratro coi due punti a vittoria); loro sono a ridosso della zona retrocessione.
Per la prima volta nella mia vita di laziale, io che ho iniziato a frequentare lo stadio nella stagione 1982-83 e che non ho mai visto messa in discussione la loro supremazia cittadina (mi riferisco alla componente tecnica), percepisco con forza e concretezza che i rapporti di forza possono essere ribaltati. Noi possiamo essere più forti di loro.
est1900
00Monday, January 2, 2017 4:09 PM
In effetti ci fu un triennio cragnottiano senza troppi investimenti, anzi con parecchie dismissioni.
Si diceva fosse dovuto alla necessità di bilanci in attivo nel triennio precedente il collocamento.

Ciò non toglie che dall'estate del 1997 fino almeno a quella del 2001 (5 mercati estivi) ognuno di noi aveva la sensazione che la Lazio potesse, volendo, comprare chiunque.
Pensate che la fantastica campagna acquisti dell'estate 1997 fu preceduta dal tormentone Ronaldo durato almeno un paioi di mesi.

Quanto al momento descritto da Reflex, che ricordo bene, da quella stagione ci fu l'apertura della forbice tra noi e loro che vide, per me, il punto massimo il pomeriggio di Lazio-Samp di coppa italia (Settembre 2000).

Noi, Campioni d'Italia, vincitori della Coppa Italia, protagonisti del mercato con l'acquisto di Crespo e Peruzzi (come se oggi comprassimo Higuain e Donnarumma.....), freschi vincitori della Supercoppa italiana, battevamo la squadra di Cagni e ci qualificavamo per il turno successivo di Coppa.
Loro, contestati e insultati, venivano presi a pallonate e cacciati a pedate dalla coppa dalla neopromossa Atalanta.

E io che uscivo dallo stadio cantando "Tutta mia la città, un deserto giallorosso..."

Vado a suicidarmi.

cuchillo76
00Monday, January 2, 2017 4:27 PM
Alla fine di quel Lazio-Brescia, fu la prima volta che sentii intonare "Arrivederci Roma" di Renatino Rascel allo stadio. Non mi era mai capitato prima, ma probabilmente nessuno l'avevo mai pensato prima. O magari sarà successo negli anni '70.

Però quel Lazio-Brescia, mammamia, Reflex è andato a citare una delle partite col più alto travaso di bile prodottomi da un allenatore. Quante gliene dissi a Zoff, quel pomeriggio! In 11 contro 9, non riuscivamo a tenere un solo pallone e se c'era qualche pericolo lo creavano loro. Poi arrivava quel pazzo biondo che faceva tutto il campo e segnava in diagonale pure col destro...
Mi ricordo uno più avvelenato accanto a me che disse: "Ahò, non riuscimo a fa' du' passaggi di fila contro una squadra de calcetto!"
Mi fece ridere, nonostante stessi a chiappe serratissime annusando la beffa.
ReflexBlue74
00Monday, January 2, 2017 4:56 PM
Re:
est1900, 29/12/2016 12.26:


Arrivato in macchina verso le 23:30/24 fu Vanni Maddalon (che fine ha fatto?) a darmi la meravigliosa notizia.




Mamma mia, uno dei personaggi più inquietanti dell'etere romano. Non stava mica bene, dico seriamente. Una sera, tarda sera, tornando a casa in macchina lo beccai che vomitava gli insulti e le maledizioni più feroci contro i bergamaschi. Ma così, a buffo, non c'erano state partite, episodi recenti.

cuchillo76, 02/01/2017 16.27:

O magari sarà successo negli anni '70. Però quel Lazio-Brescia, mammamia, Reflex è andato a citare una delle partite col più alto travaso di bile prodottomi da un allenatore. Quante gliene dissi a Zoff, quel pomeriggio! In 11 contro 9, non riuscivamo a tenere un solo pallone e se c'era qualche pericolo lo creavano loro.



Alla fine di quel quadriennio soporifero solo un'endovena di Zeman ci poteva salvare. Era l'unica opzione possibile.
Sempre rimanendo in tema di etere, ricordo un lunedì di bava alla bocca dopo quel Foggia-Lazio 4-1 che sancì ufficiosamente il passaggio di consegne.
cuchillo76
00Monday, January 2, 2017 5:18 PM
Beh, sì. Tutti lo avevamo sperato dopo quell'ennesima lezione di calcio allo Zaccheria (terza sconfitta consecutiva a Foggia).

Che poi il fato volle che proprio dopo quel Foggia-Lazio, anzi direi dal secondo tempo della partita dopo (contro la Reggiana), si vide la miglior Lazio di tutta l'era-Zoff [SM=g27987]
In tutta onestà, in quel girone di ritorno si vide una bella Lazio, nella prima parte grazie a un ispirato Gascoigne, nella seconda parte grazie al Signori più forte di sempre.
Dopo Foggia facemmo 10 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte con più di 2 gol fatti a partita.
Mark Lenders (ML)
00Monday, January 30, 2017 1:04 AM
Comunque pure il lunedì dell'antiromanista, buttalo via... Domani mi sveglierò ascoltando le loro radio, non lo facevo da più di un mese. Era ora. Ce ne vorrebbe una almeno ogni 15-20 gg, di sconfitte della roma. Se si va oltre inizia a salire la pressione in modo insopportabile.
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