La Dc contro la nuova legge elettorale

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00Sunday, December 4, 2005 5:22 PM
SANDRI (D.C.) SI RIVOLGE AL CAPO DELLO STATO AL FINE DI BLOCCARE LA LEGGE "SUPER TRUFFA"


Il Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana Angelo
Sandri si è rivolto al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi invocando - a nome degli oltre sessantamila iscritti alla D.C. -
che Egli possa vigilare ed impedire il sempre più palese tentativo di
manipolare la libera espression del voto popolare, così come accadrebbe
se la riforma elettorale venisse approvata senza opportune modifiche
anche al Senato, divenendo definitivamente legge dello Stato.
Una legge che non può venire definita "legge truffa" come nel 1953,
bensì "super truffa" andando infatti essa a toccare i più elementari
concetti di democrazia a cui il nostro sistema dovrebbe scrupolosamente
attenersi.
Gli elementi di incostituzionalità sembrerebbero evidenti se pensiamo
alla disparità di trattamento riguardante le varie forze politiche,
costringendo alla raccolta delle firme chi non ha attualmente
rappresentanti in Parlamento ed esimendo gli altri; stabilendo soglie
minime diverse e ben robuste e di fatto cercando di impedire o di
contrastare il sorgere di un Polo di centro, nella speranza invece di
"ammorbidire" con tali ostacoli la presa di posizione di chi contesta il
sistema maggioritario fin qui in auge; inoltre non consentendo gli spazi
temporali necessari a chi è obbligato alla raccolta delle firme se è
vero che siamo ormai a dicembre (senza ancora che la legge sia stata
ancora approvata) nel mentre il termine ultimo per raccolta delle firme
dovrebbe essere il 9 marzo 2006 (con a disposizione quindi meno di tre
mesi al posto dei sei mesi di tempo previsti dalla legge).
Se pensiamo al fatto che i partiti non presenti in Parlamento non godono
delle laute prebende a disposizione di chi usufruisce dei vari rimborsi
elettorali e quant'altro è evidente la necessità di un lasso temporale
minimo adeguato allo sforzo richiesto dalla legge per poter adire ad un
diritto (quale la partecipazione alle consultazionI elettorali)
costituzionalmente garantito e che che dovrebbe essere alla base di un
sistema che vuol definirsi democratico.
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