L'insegnamento biblico del rispetto del sangue

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VVRL
00Friday, February 14, 2014 10:50 AM
Buongiorno a tutti. Volevo cominciare a trattare un tema molto scottante, quello di questo tread, per i riflessi, talora tragici, che ha nell'ambito delle emotrasfusioni.
Non c'è ombra di dubbio che ci sia un divieto biblico che vieta il mangiare animali non sgozzati e l'ingerimento del sangue stesso. L'origine di questa prescrizone la troviamo già in Genesi 9:4-5, passo molto illuminante per capire il senso di questo insegnamento, lo riporto (fonte CEI2008):
"Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. 5Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto a ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello"
Da questi due versetti si capisce molto bene che il rispetto del sangue è in realtà motivato dal rispetto della vita di tutti gli esseri viventi. Rispetto che nel caso degli animali si esplica tramite lo sgozzamento degli stessi, dato che comunque Dio ha messo a dispozione dell'uomo gli animali per mangirli. Nel caso dell'uomo chiaramente la Bibbia vuole rimarcare la sacralità della vita stessa, perchè solo a Dio appartiene la facoltà di dare la vita e di toglierla.
E' anche evidente la concezione "medica" del tempo che vedeva la vita di ogni essere vivente risiedere nel sangue, come se fisicamente il liquido ematico la contenesse. Mangiare quindi un animale senza sangue, significa avere rispetto della vita. Sempre dalla concezione del tempo risale il modo di dire odierno "non spargere il sangue" per indicare il divieto di uccidere qualcuno.
Questa prefazione è servita per renderci tutti conto che in senso biblico non è importante il sangue come elemento in sè, ma cio che conta è il rispetto della vita. Un concetto nobile che tutti comprendiamo per gli essere umani e che crea confusione nell'applicazione che veniva fatta allora per gli animali.
La concezione odierna, visti i progressi della medicina, non può che prescindere e superare quello in cui credevano gli ebrei 2000 anni fa. Infatti oggi tutti sappiamo che il sangue non contiene la vita, ma è un tessuto al pari di tanti altri tessuti che compongono il nostro corpo.
Per concludere quindi questa prima parte, vorrei dire ai nostri fratelli tdG che quando rifiutate l'emotrasfusione state in realta violando il principio che sta dietro il rispetto del sangue. E' la stessa Bibbia che vi condanna, perchè avete l'obligo di trasfondere chi ha bisogno del sangue per avere salva la vita!!!
Cristianalibera
00Friday, February 14, 2014 6:11 PM
Re:
VVRL, 14/02/2014 10:50:

Buongiorno a tutti. Volevo cominciare a trattare un tema molto scottante, quello di questo tread, per i riflessi, talora tragici, che ha nell'ambito delle emotrasfusioni.
Non c'è ombra di dubbio che ci sia un divieto biblico che vieta il mangiare animali non sgozzati e l'ingerimento del sangue stesso. L'origine di questa prescrizone la troviamo già in Genesi 9:4-5, passo molto illuminante per capire il senso di questo insegnamento, lo riporto (fonte CEI2008):
"Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. 5Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto a ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello"
Da questi due versetti si capisce molto bene che il rispetto del sangue è in realtà motivato dal rispetto della vita di tutti gli esseri viventi. Rispetto che nel caso degli animali si esplica tramite lo sgozzamento degli stessi, dato che comunque Dio ha messo a dispozione dell'uomo gli animali per mangirli. Nel caso dell'uomo chiaramente la Bibbia vuole rimarcare la sacralità della vita stessa, perchè solo a Dio appartiene la facoltà di dare la vita e di toglierla.
E' anche evidente la concezione "medica" del tempo che vedeva la vita di ogni essere vivente risiedere nel sangue, come se fisicamente il liquido ematico la contenesse. Mangiare quindi un animale senza sangue, significa avere rispetto della vita. Sempre dalla concezione del tempo risale il modo di dire odierno "non spargere il sangue" per indicare il divieto di uccidere qualcuno.
Questa prefazione è servita per renderci tutti conto che in senso biblico non è importante il sangue come elemento in sè, ma cio che conta è il rispetto della vita. Un concetto nobile che tutti comprendiamo per gli essere umani e che crea confusione nell'applicazione che veniva fatta allora per gli animali.
La concezione odierna, visti i progressi della medicina, non può che prescindere e superare quello in cui credevano gli ebrei 2000 anni fa. Infatti oggi tutti sappiamo che il sangue non contiene la vita, ma è un tessuto al pari di tanti altri tessuti che compongono il nostro corpo.
Per concludere quindi questa prima parte, vorrei dire ai nostri fratelli tdG che quando rifiutate l'emotrasfusione state in realta violando il principio che sta dietro il rispetto del sangue. E' la stessa Bibbia che vi condanna, perchè avete l'obligo di trasfondere chi ha bisogno del sangue per avere salva la vita!!!




Molto bello questa tua considerazione, sotto questo profile la questione mon l'ho mai visto.




Orchidea
00Saturday, February 15, 2014 5:20 PM
purtroppo se un TDG accetta il sangue perche' e' l'unica alternativa per salvarsi verrebbe disassociato. Io so che il sangue e' molto rischioso accettarlo e lo prenderei solo come ultima spiaggia anche se so che verrei come TDG espulsa,ma non penso che DIO mi condanni per essermi salvata la vita ritenuta sacra da lui
Cristianalibera
00Sunday, February 16, 2014 12:09 PM
Re:
io.donna, 15/02/2014 17:20:

purtroppo se un TDG accetta il sangue perche' e' l'unica alternativa per salvarsi verrebbe disassociato. Io so che il sangue e' molto rischioso accettarlo e lo prenderei solo come ultima spiaggia anche se so che verrei come TDG espulsa,ma non penso che DIO mi condanni per essermi salvata la vita ritenuta sacra da lui




NON è detto, non scatta la DISSOCIAZIONE automatica attenzione, ma prima i responsabili indagano bene il caso, se ci è stato pressione sul fratello o sorella in questione se la persona è pentito ecc ecc,.
ne abbiamo parlato anche nell'altro 3d.http://freeforumzone.leonardo.it/d/9691640/Ancora-sangue-/discussione.aspx/4

freeforumzone.leonardo.it/d/9691640/Ancora-sangue-/discussion...
VVRL
00Sunday, February 16, 2014 12:20 PM
Re:
io.donna, 15/02/2014 17:20:

purtroppo se un TDG accetta il sangue perche' e' l'unica alternativa per salvarsi verrebbe disassociato. Io so che il sangue e' molto rischioso accettarlo e lo prenderei solo come ultima spiaggia anche se so che verrei come TDG espulsa,ma non penso che DIO mi condanni per essermi salvata la vita ritenuta sacra da lui


Cara quindi tu nel tuo cuore senti che l'insegnamento biblico sul sangue da parte del CD è sbagliato?
Ti posso chiedere se in questo scetticismo sei come colei che stona dal coro oppure se è un'idea diffusa ma pubblicamente taciuta per paura di ritorsioni?
Grazie e buona domenica a tutti
Orchidea
00Sunday, February 16, 2014 2:13 PM
Re: Re:
VVRL, 16/02/2014 12:20:


Cara quindi tu nel tuo cuore senti che l'insegnamento biblico sul sangue da parte del CD è sbagliato?
Ti posso chiedere se in questo scetticismo sei come colei che stona dal coro oppure se è un'idea diffusa ma pubblicamente taciuta per paura di ritorsioni?
Grazie e buona domenica a tutti



a me sembra di essere una che stona dal coro,personalmente non ho mai sentito un TDG dire che in caso di pericolo di vita prende il sangue

VVRL
00Monday, February 17, 2014 11:59 AM
Dopo la prima parte prima esposta, vorrei continuare la trattazione del 3D in oggetto cercando di capire se dall’esame delle Scritture è possibile trarre un insegnamento sul rispetto del sangue dal carattere universale, oppure se tale divieto, nel Nuovo Testamento, ha invece un carattere contingente e limitato nel tempo. Sembra questa la tesi più accreditata tra gli esegeti, ma andiamo con ordine.
Assodato che nel VT il divieto era assoluto ed era il frutto di una pratica figlia della mentalità del tempo su quello che era il concetto di vita in relazione alle conoscenze mediche ormai obsolete, vediamo che nel NT il primo riferimento lo ritroviamo in At. 15:20, dove si evince chiaramente come questo divieto non viene esteso a tutti indistintamente, ma bensì in maniera specifica a “quelli delle nazioni che si convertono a Dio”, cioè ai gentili che si accostano al cristianesimo essendo prima pagani. Dello stesso tenore è l’altro riferimento del NT in At. 21:25, ma leggendo tutto il capitolo si capisce meglio come la questione del rispetto del sangue sia incentrata in quella che era che era la grossa controversia di accettazione dei pagani alla fede cristiana che come logica vuole all’inizio era fortemente influenzata dall’ebraismo. Questo è il motivo di discussione del primo concilio di Gerusalemme che doveva stabilire a quali parti della legge Mosaica dovevano sottostare i gentili convertiti. La prima questione dibattuta fu l’opportunità della circoncisione per i gentili e come sappiamo, dopo tanta tribolazione fu derogata per gli stessi. Di questo viene accusato Paolo al versetto 21, infatti secondo i giudei cristiani di Gerusalemme Paolo proprio non vincolando i giudei sparsi tra i pagani a circoncidere i loro figli avrebbe disatteso la legge mosaica e questa era una colpa che di fatto Paolo scontò facendo la purificazione. Ma tutti sappiamo benissimo che per Paolo non contava proprio nulla la circoncisione in senso fisico, addirittura in altri passi parla in maniera dispreggiativa di questa pratica molto importante per gli ebrei del tempo. Perché quindi Paolo non fiata accusando il colpo? Per una semplice questione di obbedienza in rispetto di quelle che erano le tradizioni ebraiche. Cioè Paolo capisce che la circoncisione nei confronti di Dio non conta nulla, ma nello stesso tempo capisce che questo dissentire poteva essere motivo di offesa per tutti quei cristiani che comunque erano sempre ebrei e pertanto capisce di aver sbagliato nell’aver sconsigliato di circoncidere i propri figli ai giudei “all’estero”. Si tratta quindi di un senso di rispetto socio-culturale che nulla ha a che fare con il significato religioso dietro questo gesto, che come sappiamo per Paolo non esiste proprio. La questione del sangue va inquadrata esattamente in quest’ottica. Che è così lo capiamo in maniera chiara prendendo a riferimento quello che succede al divieto di mangiare la carne immolata agli idoli che, al pari del divieto del prendere sangue, era uno dei precetti del concilio di Gerusalemme. Infatti mi chiedo come sia possibile poter pensare che il divieto di mangiare la carne immolata agli idoli abbia un carattere universale per Paolo, se poi Lui stesso dice in 1Cor.10:27 di mangiare tutto quello che viene dal mercato senza indagare quindi se l’animale da cui proviene la carne sia stato sgozzato o immolato agli idoli? Non è questo un controsenso se comunque Dio si offende se mangiamo carne immolata agli idoli o soffocata? Qui se ci fate caso Paolo si preoccupa solo di non essere motivo di scandalo per i fratelli “deboli” nel senso che si preoccupa solo di non dare a pensare che sia giusto rendere culto agli idoli se qualche fratello ancora acerbo ci vede mangiare carne immolata agli idoli. Infatti era pratica comune tra i pagani quella di portarsi a casa la carne immolata al dio pagano per poi mangiarla, ma Paolo invita a mangiarla pure se questo non è un motivo di scandalo per un fratello che non è ancora in grado di capire; mentre per gli ebrei questo era assolutamente vietato, dato che comunque quella carne era impura perché contaminata da un rito pagano.
Mi sembra quindi evidente che il rispetto del sangue per i primi cristiani era solo una questione di rispetto delle usanze degli ebrei del tempo, che seppur cristiani, erano sempre ebrei legati alla legge Mosaica nella sua totalità. Del resto questo concetto Paolo lo esprime chiaramente in 1Cor. 10:32 dove invita ciascun cristiano a non essere motivo di scandalo per nessuno. E’ un po’ come se andassimo a fare la visita di una moschea, mi sembra ragionevole togliere le scarpe in segno di rispetto dell’islam anche se chiaramente per noi la moschea non è un luogo sacro. Il divieto del sangue è solo quindi una questione di rispetto per gli ebrei; infatti la chiesa cattolica ha mantenuto questo divieto fino al quarto secolo circa, fino a quando il numero degli ebrei cristiani era così ridotto che non c’era più bisogno di praticare una pratica tutta ebraica.
VVRL
00Wednesday, February 26, 2014 1:06 PM
In attesa di altri interventi dei fratelli tdG, volevo confutare una classica obiezione da parte degli stessi tdG circa l’affermazione che i precetti del concilio di Gerusalemme avessero un carattere universale e non fossero dovuti solo al problema dell’integrazione dei pagani con la legge mosaica.
Spesso i fratelli tdG affermano che, siccome il concilio di Gerusalemme promulga il divieto dell’adulterio, visto che tale divieto è universalmente condiviso, allora significa che anche l’astensione dal sangue assume questo stesso carattere di universalità.
Per capire se questa tesi è fondata, vi propongo uno studio personale sul Nuovo Testamento per capire come veniva correntemente tradotta la parola adulterio. Bene, la parola “adulterio” è resa dal greco oltre che con la parola “moicheuô” anche con la parola “porneia”.
Questi due termini non si usavano in maniera totalmente intercambiabile, ma in particolar modo con il termine “porneia” si era soliti indicare anche le unioni illegittime che erano quelle frutto di legami incestuosi, condannati dalla Legge Mosaica (Levitico 18), ma che a detta per esempio di Giuseppe Flavio, noto storico vissuto ai tempi di Gesù, erano la regolare presso i pagani.
Se andiamo a vedere il termine greco utilizzato in At. 15:20, At. 15:29 e At. 21:25, che sono le uniche occorrenze nel NT dove si parla del divieto del sangue, ci accorgiamo che si utilizza sempre solo la parola “porneia”. Questo è un importante indizio che indica come il concilio do Gerusalemme voleva solo impedire le unioni illegittime frutto di rapporti incestuosi e non il caso generale dell’adulterio. Ecco perché la CEI non traduce questi versetti con fornicazione o adulterio, ma con “unioni illegittime”. Del resto non aveva neanche senso impedire l’adulterio in senso generico a individui che comunque erano già cristiani, mentre è molto più sensato pensare che questi pagani cristiani fossero ancora soliti sposare parenti stretti, pratica questa vietata per gli ebrei. Quindi come vedete il concilio di Gerusalemme riguarda solo il problema della integrazione socio-culturale dei pagani con gli giudei cristiani del tempo che erano ancora totalmente legati a tutti i precetti della legge mosaica, che come sappiamo in diverse parti, nel nuovo testamento, è stata abolita.
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