L'alta moda del gelato "ad arte"

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giuggyna
00Tuesday, July 15, 2008 9:39 PM
Ai turisti piace più del Colosseo
Crema di latte con fave di cacao, ricci di mare e olio extravergine d'oliva, tonno con gelato alla bottarga... Tramontato il 'puffo' azzurro e il giallo Pokemon il gelato, incontrastato re dell'estate 2008, diventa un piatto chic da gustare in una Ristogelateria: un po' ristorante un po' gelateria.

E, anche se ritornano i gusti classici, dalla nocciola al cioccolato specie se in versione speziata, la novità di quest'anno arriva proprio dalle originali creazioni "fredde", frutto dell'arte di chef e gelatieri. Lo rivela il Cogel (comitato italiano dei gelatieri della Fipe-Confcommercio) indicando alcune delle più originali creazioni.

E allora ecco il gelato al peperone rosso su croccante al sesamo; il carré d'agnello laccato e verdure di stagione allo zafferarno con gelato alla mostarda di mango; la millefoglie alla mantovana alla cannella con carne di maiale, gelato alla zucca e cremolata all'amaretto e mostarda. E non è tutto. Dal salame al cioccolato al sorbetto al sambuco, passando per il gelato al cioccoarancio con zuppa di crostini caldi, al tonno con gelato alla bottarga, per finire con le classiche ostriche con sorbetto degli oceani o un risotto con gelato al nero di seppia.

Gelato quindi come vera e propria pietanza che unisce i saperi dei maestri gelatieri e degli chef, una sorta di alta moda del gelato.
In attesa però che si possa cenare a lume di candela apprezzando piatti così "alternativi", il gusto sul quale i gelatieri si sbizzarriscono di più rimane il cioccolato: lo si può trovare speziato allo zenzero, al peperoncino, alla cannella ai chiodi di garofano, al rhum, all'arancio.

Vera e propria pietanza o semplice e tradizionale cono da passeggio, tuttavia, il gelato registra quest'anno un vero e proprio boom. Sarà per il gran caldo che attanaglia l'Italia o per la crisi economica che induce a tagli sulla spesa, quel che è certo è che, così conferma il Cogel, dall'inizio della stagione il consumo del dolce freddo è aumentato del 10% e la tendenza non sembra destinata ad essere invertita.

Sono sempre più gli italiani infatti che scelgono di pasteggiare in gelateria, merito anche dei prezzi stabili, con il classico cono fermo a 1,50 euro, 2 euro e 2,50 euro a seconda delle dimensioni.

Sul fronte dei gusti Coldiretti fa inoltre sapere che si moltiplicano le gelaterie che offrono gusti di stagione e locali: dal pistacchio di Bronte a Catania, al Bergamotto della Calabria, dai frutti di bosco del cuneese al vino amarone del Veneto. Ma c'è anche il cono in stalla e il gelato al latte d'asina fino ai gusti a chilometri zero perché ottenuti da prodotti agricoli locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l'ambiente. Una riscoperta di gusti genuini quindi, ottenuti da materie prime locali di alta qualità che nascono nelle aziende agricole del territorio.

Con tutta questa varietà non c'è da stupirsi se, stando all'indagine di Cogel, gli italiani siano diventati sempre piùesigenti in fatto di ingredienti, calorie, igiene della gelateria e servizio.

D'altro canto, il gelato italiano, insieme al caffé e al cappuccino, sta diventando un'attrattiva turistica, lo dimostra il numero in crescita di stranieri che dichiara di averne una vera passione ed ammette di aver scelto l'Italia come luogo di vacanza proprio per gustare il prodotto originale. Addio Colosseo o torre di Pisa. Tra le principali attrazioni turistiche italiane non ci sono più i monumenti o le coste, ma il gelato nostrano. I tedeschi sono i più grandi estimatori e considerano il gelato uno degli emblemi del 'made in Italy'. Seguono gli scandinavi e gli olandesi, poi gli americani, più avvezzi però ad un gelato ad alto contenuto di grassi. Il gelato piace anche ai nuovi immigrati. Sudamericani e nordafricani ne sono grandi consumatori.

Per riconoscere un buon gelato artigianale con ingredienti naturali e sempre freschi basta, suggerisce l'indagine, osservare con attenzione i colori, specie nei gusti alla frutta. Quelli troppo vivaci sono sintomo di un uso massiccio di ingredienti non naturali. Sospetti sono anche quei gelati troppo 'grandi' a parità di prezzo: potrebbero essere gonfi d'aria, belli a vedersi ma meno apprezzabili nel gusto.
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