Iwo Jima

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Augusto.Carducci
00Thursday, November 20, 2008 11:55 AM
James Bradley, Powers Ron
TITOLO: Iwo Jima

AUTORE: James Bradley, Powers Ron

EDITORE: Rizzoli

LUOGO E ANNO DI EDIZIONE: 2005

GENERE: saggio storico

PREZZO: 9,00

VOTO: 9/10

RECENSIONE: L'autore parte da una semplice e banale fotografia, che diverrà La Foto per eccellenza negli Stati Uniti, un'immagine che verrà stampata milioni di volte e diverrà la più famosa al mondo. Essa ritrae sei giovani americani intenti a issare un'improvvisata bandiera sulla cima del monte Suribachi che domina l'isola di Iwo Jima.
James Bradley è il figlio di uno dei sopravvissuto di quella foto, che rese immortali uomini comuni che stavano semplicemente facendo il loro dovere. Egli narra le vite di quei sei uomini, la loro giovinezza (andranno in guerra ventenni), l'addestramento come marines, e la battaglia che cambiò la loro esistenza.
Siamo nel 1945, nel mezzo della campagna militare del Pacifico. Gli Stati Uniti stanno lentamente avanzando verso il Giappone, conquistando isola per isola.
L'alto comando americano decide di conquistare un'isoletta sperduta nell'oceano, Iwo Jima. Le motivazioni oltre che tattico-strategico sono anche psicologiche: nonostante l'isola sia a più di mille chilometri da Tokyo essa viene considerata territorio giapponese e quindi suolo sacro. Per difenderla i giapponesi costruiscono centinaia di gallerie, caverne e bunker, rendendo l'isola la più fortificata della storia.
Dopo aver subito un terrificante bombardamento navale e aereo che ebbe scarsi risultati, il 19 febbraio ha inizio le operazioni di sbarco dei marines. All'inizio i giapponesi non aprono il fuoco, lasciando che i nemici si ammassino sugli unici punti di approdo possibili. Poi ad un tratto scoppia l'inferno: migliaia di fucili, mitragliatori e cannoni aprono un uragano di fuoco sui marines allo scoperto. E' un massacro di proporzioni mai viste. Le perdite tra i reparti nei giorni a seguire toccheranno il 90%.
L'autore ricostruisce, attraverso la documentazione dell'epoca e i racconti dei sopravvissuti, la terribile battaglia che si sviluppò, narrando gli episodi di eroismo e le atrocità di cui entrambi gli schieramenti furono protagonisti.
Solo tre dei sei della foto sopravvissero e tornarono in patria come eroi. Furono simboli viventi per un'intera nazione, ma dovettero fare i conti con i fantasmi e i ricordi di una esperienza tra le più terribili della storia.
Bradley cerca di dare un volto umano a questi uomini, ben aldilà dell'immagine stereotipata che abbiamo di loro. Giovani che cercarono di fare il loro dovere per la patria ma soprattutto verso i loro compagni, persone normalissime che di fronte a situazioni spaventose si comportarono da eroi.
Il padre dell'autore non parlò mai coi figli della sua esperienza, cercando di condurre una vita tranquilla e operosa nonostante i ripetuti turbamenti portati dai giornalisti.
Rivelatrice del suo pensiero una frase: “I veri eroi di Iwo Jima sono i ragazzi che non sono tornati.”
Augusto.Carducci
00Thursday, November 20, 2008 11:55 AM
by
memphe
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