Ironia e talento: ecco i Cluster

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giuggyna
00Monday, June 16, 2008 3:10 PM
La band rivelazione a Tgcom
Sono emersi a X- Factor con la cover di "Don't you worry 'bout a thing" di Stevie Wonder, i Cluster seppur eliminati dal programma hanno lasciato il segno. Morgan ha detto: "Si deve imparare da loro". E Nicola, Iwen, Letizia, Erik e Luca ringraziano. "Nel nuovo disco ci saranno inediti in italiano scritti da noi più qualche cover". La band si è esibita al Blue Note mostrando ironia e talento. Il prossimo appuntamento? L'Umbria Jazz l'11 luglio.


Morgan ha detto a X- Factor che da voi c'è tanto da imparare. Vi imbarazza questo complimento?
Erik: Sicuramente ci fa molto piacere e siamo anche molto imbarazzati. Penso che dobbiamo ancora imparare molto sia da lui che da tanti altri musicisti. Noi facciamo del nostro meglio.

Mara Maionchi vi ha fissato un appuntamento per produrvi?
Luca: Ci siamo incontrati, ma abbiamo parlato con lei di altri progetti e non di un secondo disco dei Cluster. Ci ha proposto di lavorare come arrangiatori per altri cantanti, ad esempio Silvia Aprile che è stata una concorrente di X- Factor.

Cosa potete anticiparci del nuovo lavoro discografico?
Luca: Stiamo lavorando al secondo disco di inediti originali, anche in italiano visto che abbiamo sempre cantanto in italiano, e cover. E' ancora presto per parlare di data di uscita e distribuzione, ma ci stiamo lavorando dal momento che le canzoni sono pronte e dobbiamo solo inciderle.
Erik: Sarà molto diverso da "Cement" che abbiamo inciso nel 2006 (e che è balzato in testa alla classifica iTunes). Delle cover ci saranno sicuramente quelle che abbiamo fatto a X- Factor. I brani saranno scritti da tutti.



Liwen e Letizia, vi conoscete da moltissimo tempo. Da piccoline facevate parte di un coro. Cosa ricordate della prima volta in cui vi siete incontrate?
Ilaria: Io mi ricordo perfettamente di Liwen, lei aveva otto anni e io undici e cantavamo per la "Carmen" di Bizet. Me la ricordo completamente pazza e mi aveva colpito.
Liwen: Forse perché ero cinese (ride, ndr).
Ilaria: Ma no per quello è che avevi un atteggiamento diverso rispetto agli altri bambini! Poi ci siamo reincontrate dopo molti anni, dovevo accompagnarla al pianoforte per un concorso lirico e l'ho riconosciuta subito. Dopo quell'episodio le ho proposto di far parte dei Cluster.

C'è uno 'zingaro' nel gruppo ossia Nicola, vero nome Nikolaos. Nato in Danimarca, vissuto fino a 18 anni in Grecia e poi in Italia. Come mai hai deciso di venire nel nostro Paese?
(Con accento albanese, ndr) Non avevo posto dove abitare, ho trovato una nave per caso, sono arrivato in Italia e ho conosciuto mia madre perché era scomparsa (ride, ndr). Scherzi a parte, mia mamma è di Cagliari e l'ho raggiunta dopo aver vissuto con mio padre in Grecia e mi sono trasferito in Italia con tutta la mia famiglia. Io ho iniziato a suonare con Luca e fondato un gruppo...

Quel gruppo suonava musica rock, Luca cosa ti è rimasto di quell'esperienza da rocker?
Io sonuovano pianoforte, batteria e basso e ci cimentavamo con le cover dei Led Zeppelin i Deep Purple. Ci siamo poi evoluti con la fusion e e il jazz. Del passato del rockettare mi è rimasto lo stile della batteria vocale, che poi ho utilizzato per i Cluster.

Aprirete Umbria Jazz 2008, una sorta riconoscimento ufficiale dopo quattro anni di lavoro. Non vi spaventa quel palco?
Luca: Siamo entusiasti di essere ad Umbria Jazz che fino a poco tempo fa mi sembrava inarrivabile, lo scorso anno ero li da spettatore e sarà sicuramente un grande onore per noi essere lì.
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