Interessante articolo uscito su Uccelli aprile 2007

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Club degli Allevatori
00Monday, June 11, 2007 9:46 PM
Per gentile concessione del Direttore Italo Feregotto della rivista Uccelli
www.uccellibis.com/

IL DECRETO 313 del 24/10/06 Regione Veneto

DallaRivista UCCELLI aprile 2007 Di Erigo BANFI

Sostanzialmente, per quanto riguarda i nostri interessi-e cioè l'allevamento, l'esposizione e lo scambio in ambito sportivo degli uccelli da gabbia e da voliera- il decreto in oggetto ha il seguente impatto (Artt.1 e 2):
· ha per oggetto (e quindi si pone come finalità) "misure di polizia veterinaria contro l'influenza aviare": tema chiarissimo e limitato all'ambito sanitario soltanto;
· stabilisce l'opportunità di definire in tutti gli allevamenti avicoli del circuito amatoriale misure igienico-sanitarie, manageriali e normative"in grado di ridurre il rischio di diffusione del contagio e di consentire la tracciabilità nelle partite di volatili commercializzati a qualsiasi titolo;
· definisce "allevamento di tipo amatoriale" il luogo privato in cui vengono allevate specie avicole di cui alle successive lettere ci) ed e);
· definisce le specie di nostro interesse nel punto e), nel seguente modo:" altro volatile in cattività: qualsiasi volatile diverso dal pollame, tenuto in cattività per qualsiasi ragione diversa da quelle di cui alla lettera c) e d) (da carne e di razze rare o pure di pollame, rispettivamente), compresi quelli tenuti per mostre, gare, esposizioni, competizioni, riproduzione...";
istituisce obbligatoriamente "l'anagrafe degli allevamenti" anche per i nostri allevamenti, come già esistente ed attuato per gli allevamenti di pollame, per "quelle aziende che detengono più di 250 volatili"... "assegnando la codifica aziendale così come previsto dal D.P.R. 30 aprile 1990 n.317':
· stabilisce che "i soggetti che hanno l'obbligo di registrazione devono tenere un apposito registro sul quale annotare le movimentazioni degli animali";
· nell'espletamento dell'attività di costruzione dell'anagrafe, " i Servizi veterinari saranno coadiuvati dalle Associazioni Ornitologiche riconosciute"; la registrazione degli allevamenti dovrà avvenire su domanda dell'allevatore ed entro 6 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento (quindi la scadenza è il 24 aprile 2007); almeno una volta Vanno le variazioni all'allevamento dovranno essere rilevate formalmente, "i Servizi veterinari competenti per territorio... dovranno effettuare una verifica della correttezza dei dati anagrafici azienda-W' forniti dagli allevatori.
In sintesi, per vivere nella legge, gli allevatori sportivi di uccelli da gabbia e da voliera dovranno, se localizzati nella Regione Veneto e con più di 250 volatili:
· autoregistrarsi con propria domanda all'AUSL competente per territorio, entro il 24 aprile 2007;
· tenere registri di annotazione della movimentazione degli uccelli (sia in entrata sia in uscita);
· comunicare ogni variazione al proprio allevamento all'AUSL;
· sottoporsi ai controlli periodici di veridicità delle registrazioni.
· la registrazione dovrebbe essere gratuita, ma il DL. non dice nulla in proposito. Alcune cose non sono chiare , ma questo è sostanzialmente il contesto in cui gli allevatori veneti dovranno muoversi. Ad esempio:
· Limite minimo di uccelli che fa scattare l'obbligo di registrazione: il numero"250 volatili", a cosa è riferito? Poiché il decreto, di fatto, è concepito per equiparare i nostri uccelli al pollame, è da intendersi che sia il numero totale dei soggetti presenti in un qualche momento dell'anno nell'allevamento amatoriale-sportivo. Dunque, 25 coppie di canarini fanno scattare l'obbligo, 25 coppie di Ara, no. Questo sottolineerebbe il fatto che l'interesse del DL è solo di carattere sanitario e non fiscale.
Dunque, gli articoli 1 e 2 rendono pubblica l'esistenza degli allevamenti, secondo regole e vincoli che oggi non esistono e che vengono imposte dalla Regione(ogni Regione le sue regole).
Gli articoli 3 e 4 toccano due tasti altrettanto delicati, per la vita stessa degli allevamenti sportivi:
"la rintracciabilità dei volatili movimentati nell'ambito della fiera avicola amatoriale deve essere garantita con la rigorosa applicazione delle seguenti disposizioni: ... Per i volatili di cui all'art.1) lettera e)(cioè i nostri), il modello 4 è obbligatorio per gli animali in entrata e in uscita da mostre, fiere e esposizioni in genere ...la rintracciabilità dei volatili di cui al presente art.3 deve essere garantita a cura del detentore o proprietario degli animali per almeno 12 mesi dalla data della cessione dei volatili; quindi occorrerà dotare dei Mod. 4 i soggetti movimentati( ma questa regola è già vigente a livello nazionale) e conservare (12 mesi) i medesimi se si riferiscono a soggetti acquistati e venduti (cioè, secondo la nostra terminologia, "scambiati": la norma è nuova);
· tutti gli allevamenti del nostro Movimento (anche di dimensioni inferiori ai 250 soggetti)" devono garantire l'attuazione di buone pratiche di allevamento";
· gli al evamenti(" aziende") che detengono più di 250 volatili saranno soggette da parte dei Servizi veterinari competenti, "con cadenza annuale e nell'ambito dell'attività di controllo,ad un sopralluogo che verifichi l'idoneità delle strutture e controlli la documentazione per la tracciabilità".
Anche questi sono due articoli particolarmente "pesanti" per i nostri allevatori: confermano la volontà di equiparazione degli allevatori sportivi di uccelli da gabbia e voliera agli allevatori di pollame, dal punto di vista del rischio sanitario, e- di conseguenza-si prescrivono analoghi provvedimenti cautelativi, molto impegnativi dal punto di vista procedurale.
Forse, se avessimo potuto parlare con le strutture sanitarie regionali ed illustrare loro il nostro documento "Gli allevatori federati in l'OV' che mostra l'impossibilità di equiparazione dei due mondi, quello del pollame e quello degli uccelli da compagnia. Oppure, se avessimo illustrato agli stessi i risultati dei programmi di monitoraggio anche sanitario dei nostri allevamenti e mostre, probabilmente non sarebbe uscita una normativa così ingiusta (per il nostro mondo) e così inefficace (per la tutela dal virus dell'aviaria).Ma questo non lo abbiamo fatto.
Infine l'articolo 5 si occupa di mostre, fiere ed esposizioni.Afferma che "si possono svolgere, purché vengano garantite dalle aziende (per noi sono allevamenti sportivi e non aziende, ma il termine usato tradisce la mentalità...) che operano nel settore, tutte le misure di seguito elencate,... l'organizzazione dovrà inoltre garantire la pulizia e la disinfezione delle aree e delle attrezzature come da protocollo allegato" (come "l'applicazione di un foglio di nylon sotto le gabbie o di contenitori ...... la "pulizia dell'area e raccolta di eventuali residui di deiezioni e piume"; la disinfezione dell'area... ").
Da un punto di vista gestionale questo tema è particolarmente spinoso per la nostra realtà: le aziende che partecipano a mostre, fiere e esposizioni in Veneto devono garantire tutte le misure di seguito elencate: si tratta delle prescrizioni previste negli articoli 2, 3 e 4 per le aziende/allevamenti con più di 250 soggetti, registrate ed accreditate (cioè che si sottopongono ai controlli annuali, compresi quelli di idoneità delle strutture)!.
A leggere la norma contenuta nell'art.5, perché sia realmente efficace, occorre che tutti gli allevamenti (per ora del Veneto) che intendono frequentare mostre e fiere- scambio devono essere registrati come se avessero più di 250 volatili!Sorgono immediatamente tante domande, la più banale delle quali è: e gli allevamenti di altre Regioni italiane che intendono partecipare a manifestazioni in Veneto, come devono fare?Ricordiamo che -per l'organizzazione sanitaria nazionale- il movimento degli uccelli deve avvenire su tutto il territorio nazionale con l'accompagnamento del Mod. 4, che richiede il codice-azienda, che si ottiene con la registrazione presso l'Ausi di competenza. In teoria, un allevamento piemontese o campano, che non ha obbligo di registrazione nella sua Regione, non può partecipare a mostre in Veneto! (mentre è possibile il viceversa).
E' d'obbligo un veloce confronto con la norma della Regione Emilia-Romagna, che adotta il codice RNA al posto del codice-azienda, semplicemente, e non pone alcun altro vincolo. Siamo lontani anni-luce. Eppure, qualche allevatore aveva protestato vivacemente di fronte a tale compromesso, mostrando una notevole lungimiranza!
Un primo commento a caldo, che però serve solo ad alzare il livello di sensibilità di tutti noi su un tema, quello del rapporto fra la nostra organizzazione e le Istituzioni, ormai-spero lo abbiamo capito tutti-ad alta criticità.Abbiamo due possibilità:
· Possiamo affrontare il problema, limitandoci unicamente a "come fare per rendere compatibili decentemente" il nostro Movimento sportivo ed il DL. 313 della Regione Veneto.
· Possiamo finalmente affrontare il tema di fondo, da tempo evaso per i più svariati motivi: chi, con quali obiettivi,compiti , responsabilità e con quali mezzi deve affrontare l'argomento : "Rapporti tra il Movimento ornitologico e le istituzioni nazionali".
· La terza possibilità, fare come sostanzialmente abbiamo fatto finora: stare fermi, è quella che garantisce il più rapido dei suicidi.
Entrambi gli argomenti devono essere affrontati, ma il primo è inevitabilmente parte del secondo.Occorre un progetto serio e consapevole, che veda parte attiva i vertici federali, i Presidenti di Raggruppamento ed i Presidenti di Associazione, con un ruolo fondamentale assegnato all'informazione reciproca ed ai soci- allevatori, che sono il nostro patrimonio insostituibile ed ai quali, sempre e comunque, i gruppi dirigenti devono fare riferimento.
Ogni nostra risorsa deve essere attivata e valorizzata, risorse dei singoli allevatori e dirigenti, ma anche dei semplici simpatizzanti. E fra le risorse, personalmente, inserisco gli strumenti di comunicazione: la storia insegna che un ruolo fondamentale nella nascita, sviluppo e superamento dei (molti) momenti critici dell'organizzazione degli allevatori italiani l'hanno avuto le Riviste specializzate ed i loro Direttori. E' significativo che oggi, la prima notizia di questo DL regionale arrivi agli allevatori ed ai dirigenti da una Rivista. Ad essa ed al suo Direttore, va il mio più sincero ringraziamento.
Peccato solo che arrivi quando i termini di presentazione delle domande di registrazione sono scaduti!.







IL PROFILO DEGLI ALLEVATORI FEDERATI IN FOI
DallaRivista UCCELLI aprile 2007 Di Erigo BANFI
1-Si occupano di "animali da compagnia", così come richiamato dall'accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003 e dal D1 16/03/06, n°158. Nessuno dei soggetti generati dai nostri allevamenti ha destinazione alimentare.
2-Oltre alla finalità "fare compagnia" (anche nell'accezione pet-therapy), l'allevatore FOI ha anche l'obiettivo scientifico (sviluppare le potenzialità delle leggi della genetica, senza violenze né forzature), di generare nuove varietà d'uccelli domestici, attraverso gli opportuni incroci. L'allevamento FOI contribuisce anche alla salvaguardia delle specie in via d'estinzione, ed è parte importante del movimento europeo e mondiale. A questo proposito gli allevatori FOI stanno compiendo un'analisi della struttura d'allevamento nazionale che consenta, al proprio interno, di definire politiche mirate ed oculate di sviluppo e, verso l'esterno, di fornire supporto specialistico nell'ambito della propria attività alle Istituzioni che operano in campo scientifico e normativo, per la tutela della salute e dello sviluppo equilibrato dell'ambiente.
In quest'ambito, è di rilevante importanza l'attività editoriale svolta da FOI: da anni viene pubblicata la rivista Italia Ornitologica, con contenuti scientifici, tecnici e pratici sui temi degli uccelli e del loro allevamento amatoriale; la biblioteca specialistica di FOI si compone ormai di molti titoli monografici originali e rappresenta una fonte d'informazioni di rilevante valore per allevatori e studiosi del settore.
3-Tutte le Associazioni d'allevatori sono composte di volontari e le loro finalità sono no-profit. La Federazione è FOI-ONLUS.
Pertanto gli allevamenti, o meglio le microstrutture domestiche composte mediamente di poche coppie di riproduttori, hanno le caratteristiche richieste, in particolare, dall'art.5 della legge regionale n.5 del 17 febbraio 2005, Emilia/ Romagna, per essere escluse dalla definizione di strutture di commercio, allevamento e custodia, soggette a specifici vincoli e normative, in quanto attività esercitate a fine di lucro.
Questa specificità, unita al fatto che gli uccelli da compagnia non sono mai destinati all'alimentazione umana, esclude che possano essere semplicemente omologati al pollame e automaticamente assoggettati alle stesse prescrizioni.
In particolare, per quanto riguarda la registrazione dell'allevamento e il presidio sanitario dello stesso sono necessarie, e possibili, altre soluzioni, aventi maggiore affidabilità ed efficacia.
4-Tutti gli allevamenti FOI sono registrati in un albo nazionale, aperto e pubblico, che riporta le generalità dell'allevatore e l'ubicazione dell'allevamento.
5-Ogni allevatore viene identificato, assieme al suo microallevamento, da un codice personale che lo accompagnerà per tutta la vita., RNA, Registro Nazionale Allevatori.
6-Ogni uccello prodotto da un allevatore FOI è identificato da un codice individuale (RNA, anno, numero progressivo), riportato su un anello inamovibile. Dunque, ogni uccello nato in un allevamento FOI è un'individualità sempre rintracciabile. Dal punto di vista dell'identificazione facile ed univoca allevamento, allevatore ed uccello nonché della rintracciabilità d'ogni singolo uccello, l'attuale organizzazione FOI fornisce risposte soddisfacenti. Certamente è migliorabile dal punto di vista della quantità dei dati: è in corso di realizzazione un progetto in tal senso.
7-Gli allevamenti FOI sono collocati, nella stragrande maggioranza dei casi, in piccoli locali ad uso civile, quindi al chiuso, senza possibilità di contatto con animali selvatici. Eventuali voliere esterne, in caso di necessità, possono essere specificamente protette.
8-L'acqua d'abbeverata è sempre ottenuta da acquedotti urbani: quindi sono esclusi i pericoli derivanti dalle acque libere superficiali.
9-11 cibo è sempre contenuto in opportuni contenitori all'interno delle gabbie: è da escludere pertanto la
condivisione con uccelli selvatici ed il rischio di contagio per questa via.
10-Gli allevamenti sono isolati gli uni rispetto gli altri e rispetto l'esterno. Infatti, a differenza degli allevamenti di pollame, non ci sono mezzi di servizio che collegano i vari allevamenti e ciascuno di questi e l'azienda di servizio (mangimi, prodotti complementari, macello...). Anche questo contatto, che rappresenta uno dei principali fattori di rischio negli altri allevamenti, è inesistente in quelli F0I.
11 -La maggior parte dei nostri allevamenti ha, oggi, una qualche attenzione sanitaria da parte di personale specializzato, per le normali profilassi.
12-Dal 2005 le principali Esposizioni FOI sono state monitorate da un punto di vista sanitario. Su un totale di circa 150.000 uccelli esposti, ben 32.000 sono stati sottoposti ad uno screening accurato. La politica FOI è di proseguire su questa strada, anzi di generalizzarla.
13-A tutte le Esposizioni nazionali ed internazionali organizzate da FOI e dalle associate, la partecipazione è rigorosamente riservata ai soli soggetti dotati di anellino FOI individuale ed inamovibile, a garanzia che gli stessi non sono di cattura né di provenienza illegale e sono concepiti ed allevati nelle condizioni controllate precedentemente illustrate.
14-La struttura di allevamenti FOI rappresenta una filiera controllata con rigore: scambia
direttamente fra associati i riproduttori necessari o li acquista da organizzazioni commerciali
specializzate e dotate di strutture e procedure di quarantena sanitaria.
Sulla base di quanto esposto, riteniamo che già oggi gli allevatori FOI stiano fornendo efficaci risposte alle cautele necessarie per fronteggiare il rischio sanitario in generale ed il pericolo aviaria in particolare: gli allevamenti sono tutti registrati nell'albo nazionale FOI, i soggetti e gli allevamenti di provenienza rintracciabili, il contatto con gli uccelli selvatici ridotto a zero, i contatti a rischio contagio tra gli allevamenti esclusi, c'è un presidio sanitario nei nostri micro allevamenti adeguato al reale livello di rischio, c'è un controllo sanitario ampio ed efficace nelle Esposizioni.
Il mondo FOI è, nei fatti e da tempo, dotato delle migliori condizioni tecniche ed organizzative, che ne fanno un'area di bassissimo rischio rispetto il tema influenza aviaria H5N1.
D'altra parte, la storia ci mostra che le ricorrenti epidemie di influenza tradizionale non hanno mai coinvolto i nostri allevamenti: anche di quest'esperienza è opportuno tener conto.

I perché del profilo
In questa fase storica il nostro Movimento si trova ad affrontare una situazione particolarmente evolutiva e stimolante. Come tante altre organizzazioni, il mutato contesto nel corso degli anni, gli avvenimenti fortemente traumatici esterni (l'influenza aviaria H5N1), la fisiologica evoluzione dell'attività e della personalità dei propri soci impongono un'attenta riflessione, a partire dalla ridefinizione della nostra identità.
Chi siamo, cosa facciamo come singoli e come Movimento, come lo facciamo, che rapporto esiste fra tutto questo e il mutato contesto normativo, locale e nazionale, nel quale operiamo e che ha subito decisive modifiche nel corso degli ultimi anni, per cogliere le modificate esigenze e sensibilità dei cittadini sui temi sociali, ambientali, della salute.
Tutti questi cambiamenti del contesto interno ed esterno al Movimento sono stati in parte assorbiti "spontaneamente"
dalla nostra organizzazione (pensiamo alla trasformazione in società no-profit di molte nostre Associazioni ed in ONLUS della Federazione, pensiamo al-l'accresciuto tasso di scientificità nelle metodologie di allevamento, pensiamo alla crescita della sensibilità alla tutela delle specie avicole, sempre vissuta con equilibrio in un processo evolutivo e non di rottura.
In questa fase del percorso è quindi naturale che facciamo il punto sulla nostra identità: lo dobbiamo fare per prenderne consapevolezza noi allevatori e, eventualmente, per apportare conseguenti aggiornamenti alla nostra organizzazione. Ma lo dobbiamo fare anche per darne opportuna informazione al mondo esterno (Istituzioni, Enti, Organizzazioni sociali ed economiche..) con il quale la nostra attività sempre più s'intreccia e che ha necessità, come noi, di "vederci" in modo corretto.
Non è necessario, né opportuno, imbarcarci in operazioni complesse ed articolate, che portano a discussioni spesso fumose e quasi sempre inconcludenti.La nostra operazione deve essere molto più semplice, soprattutto deve produrre risultati concreti utilizzabili già nel corso dei prossimi mesi del corrente anno.Chi vorrà potrà anche approfondire a suo piacimento, ma l'interesse del Movimento è, in questo momento, alla massima concretezza: analizziamo come siamo oggi e scriviamolo in modo chiaro e trasparente.
Per fare questo, possiamo utilmente focalizzarci su tre filoni e verificare la nostra identità attuale in ciascuno di loro:
- essere utili, non solo a noi stessi ed alla nostra attività amatoriale (e già questo è comunque importante), ma verifichiamo se e come siamo utili alla società civile in generale (la scienza, i deboli, l'ambiente, l'economia...);
- essere trasparenti: deve essere chiaro e visibile e credibile chi siamo, quali sono e di quali dimensioni le nostre attività, qual è il loro impatto sull'intero ambiente animale e sociale;
essere in possesso di sensibilità e strumenti operativi efficaci e credibili per il controllo delle nostre attività, in particolare per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente e sulla salute degli uomini e degli animali.
Secondo questo schema "utilitaristico" e mirante al massimo di efficacia, l'analisi sul "chi siamo" ha prodotto la scheda allegata, che risente- ed è inevitabile- della particolare situazione che stiamo vivendo a causa dell'influenza aviaria.
Appaiono alcune caratteristiche molto evidenti.
- alleviamo "animali (uccelli) da compagnia-, nel senso che la destinazione del risultato della nostra attività non è un prodotto destinato all'alimentazione ma al diletto (compagnia) delle persone.Questa definizione, che recepisce le ultime direttive di legge, può avere una conseguenza decisiva sulla nostra attività amatoriale;
- non siamo solo allevatori, ma l'attività del Movimento acquisisce anche rilevanza sociale, scientifica ed ambientale. Anche questa caratteristica modifica in modo positivo il nostro rapporto con la società civile e definisce in modo più corretto il nostro ruolo, i nostri doveri ed i nostri diritti;
- particolarmente interessante e potenzialmente da sviluppare è la possibilità di recuperare, attraverso gli allevatori FOI, specie in via di estinzione, di studiare più correttamente e scientificamente le dimensioni dei prelievi in natura degli uccelli selvatici;
i nostri allevamenti sono in realtà qualcosa di profondamente diverso rispetto la concezione tradizionale dell'allevamento zootecnico, sia in termini di dimensioni, che in termini di impatto sull'ambiente circostante: li definiamo microstrutture domestiche amatoriali, per rimarcare la forte differenza rispetto quelli avicoli miranti all'uso alimentare e la necessità conseguente di normarli-se, del caso- secondo specifiche regole, diversamente da ora;
- abbiamo un sistema unico per il nostro Paese e, probabilmente in Europa, per l'identificazione individuale certa degli uccelli prodotti e dell'allevatore (I'RNA), sperimentato da oltre mezzo secolo.
- Gli ultimi due punti devono consentirci di concordare con le autorità una forte semplificazione nella gestione dei nostri allevamenti, con leggi e normative più semplici e meno onerose economicamente rispetto quelle attuali,,
- abbiamo delle modalità d'allevamento del tutto tranquillizzanti, riguardo al tema dell'aviaria HSNI e d'altri ceppi virali, soprattutto rispetto il sistema d'allevamento zootecnico nel quale siamo oggi impropriamente confusi: le norme, le limitazioni (in particolare sulle mostre e mostre-scambio) ed i vincoli attuali, pensati per gli allevamenti industriali di polli destinati all'alimentazione umana, devono essere rivisti, senza indugi, essendo illogici ed immotivati.
Sul tema del controllo della salute nei nostri allevamenti è poi opportuno aprire un dibattito: sono possibili notevoli miglioramenti.
Tutti questi elementi, e quelli che ulteriormente sapremo segnalare, danno una visione "qualitativa" di grande interesse per il Movimento e per le Istituzioni.
Il completamento "quantitativo" può avvenire attraverso l'indagine sugli allevamenti FOI (censimento) in corso attualmente in tutte le Associazioni: l'integrazione fra i due dati fornisce un'identità completa ed esauriente del mondo FOI, per il quale hanno espresso interesse sia organizzazioni interne a FOI per costruire la crescita della propria Associazione, sia Istituzioni e organizzazioni esterne al nostro Movimento.
Un percorso come quello identificato, integrato con alcune misure di carattere sanitario (il monitoraggio delle mostre e mostre-scambio) -certamente migliorabili-consente di realizzare una filiera FOI certificata, dal punto di vista ornitologico (i successi alle mostre), ambientale (solo da allevamento, no prelievo da natura extra-lege), sanitario.
L'anello FOI diviene il notaio del processo.
Gli obiettivi del profilo
II profilo FOI verrà utilizzato con una duplice funzione:
- raggiungere, all'interno del Movimento ornitologico, una più elevata consapevolezza della "mission" degli allevatori federati, e di che cos'è oggi, di che cosa ha fatto, sta facendo, si propone di fare, il Movimento che si è organizzato in F01;
comunicare ai nostri interlocutori esterni la nostra natura, la nostra storia, il nostro impatto sulla Società, in altre parole possiamo comunicare ciò che siamo stati e siamo, ma anche ciò che possiamo essere, e quali contributi possiamo dare in determinati ambiti, stante le nostre caratteristiche.
Si tratta di costruire uno strumento di marketing, per sviluppare politiche relazionali efficaci sia verso l'interno del Movimento che verso l'esterno.Ci sono almeno due minacce, oggi, da affrontare:- -un progressi vo allontanamento degli allevatori e delle Associazioni dai temi e dalle politiche più generali: presi come siamo dai problemi particolari, rischiamo di non comprendere che essi vengono sempre risolti solo se li affrontiamo su un piano più generale, sul quale potremo individuare persone e strumenti adeguati, capaci e disponibili (anche attraverso un'opportuna politica relazionale) a risolvere anche il problema particolare.Per intenderci: l'organizzazione di una mostra, per quanto modesta, non è più risolvibile attraverso i buoni uffici di un funzionario di paese, così come le dimensioni delle gabbie diventano un problema nazionale, da risolversi a livelli di responsabilità e "potere" molto più alto rispetto il passato;
il progressivo ordinamento sempre più rigido ed irreale, delle nostre attività d'allevamento e d'esposizione, attuato da strutture istituzionali che subiscono le pressioni dell'opinione pubblica ma anche d'organizzazioni che hanno interessi differenti dai nostri e sono in grado di orientare i decisori.
Aviaria e benessere animale sono due casi lampanti che for niscono un'esemplificazione da manuale in questo senso.
Se vogliamo affrontare questa nuova situazione, ci occorre un nuovo atteggiamento e dobbiamo dotarci di nuovi strumenti di relazione.
Consapevolezza del chi siamo (profilo e analisi delle strutture d'allevamento/censimento) ed adozione di un nuovo atteggiamento verso i problemi e verso le Istituzioni: è ciò che abbiamo cercato di realizzare in questi mesi, avendo come primo ed irrinunciabile obiettivo quello di salvaguardare le mostre, innanzi tutto ma non solo.
Il profilo di cui stiamo parlando è già stato ampiamente speso dalla Commissione in alcuni ambienti istituzionali per:
evidenziare il bassissimo livello di rischio sanitario di tutte le nostre attività;
distinguere le nostre attività da quelle del "settore avicolo "comunemente inteso e riaffermare una nostra specifica identità, meritevole di una altrettanto specifica attenzione e normativa;
sottolineare l'identità pregevole anche sotto il punto di vista ambientalista (non depauperiamo l'ambiente, anzi) e scientifico (forniamo ricerche applicate, editiamo pubblicazioni di buon livello specialistico, collaboriamo con istituzioni culturali e scientifiche...)- il sistema d'identificazione individuale RNA è un valore assoluto ed uno strumento validissimo sul piano tecnico, scientifico ed organizzativo;
rimarcare l'identità pregevole anche dal punto di vista so ciale, sia in forma diretta sugli allevatori associati in un progetto di tipico no-profit e di volontariato, sia in forma indiretta nei confronti di coloro che traggono benefici dalla vicinanza con i nostri uccelli da compagnia (pet therapy).Se non fossero "domestici", non fornirebbero questo supporto: taluni cosiddetti ambientalisti (ma l'ambiente comprende anche l'uomo...) integralisti dovrebbero meditare.
I primi risultati dell'azione
Il lavoro sviluppato in questi mesi nei confronti delle Istituzioni e per salvaguardare le condizioni in cui svolgere le nostre attività caratteristiche di selezione, allevamento e confronto nelle mostre, ha generato i primi risultati significativi.
- Le leggi dello Stato hanno cominciato ad introdurre la categoria "animali da compagnia e ad uso non alimentare".] D1.16/03/2006, n.158 e 6/04/2006, n. 193 sanciscono questa novità in modo esplicito, sviluppando sul piano operativo quanto già introdotto con l'accordo Stato-Regioni del 6/02/2003.
La legge regionale Emilia/Romagna n. 5 del 17/02/2005 raccoglie la categoria "animali da compagnia" (Art.2).Una nota della medesima Regione, su sollecitazione della Commissione FOI, introduce chiarimenti (cioè modifiche) alla normativa precedente che aveva prodotto -nel corso del 2005-seri problemi in alcuni Comuni della Regione ed avrebbe potuto compromettere la stagione mostre 2006 (che in Emilia/Romagna vede anche il Campionato Italiano) e costituire un pericoloso Precedente. I chiarimenti (nota del 23/08/2006) sono relativi ai "volatili allevati a fini non alimentari", e precisamente: "pollame ornamentale, uccelli da canto e da voliera, colombi viaggiatori/sportivi", e -dunque-comprendono gli uccelli da noi allevati.
Considerate le caratteristiche degli allevamenti e della organizzazione FOI, così come illustrato nel "Profilo degli allevatori federati in Fl il documento regionale dispone che, per la partecipazione a mostre, fiere e mercati avicoli della categoria detta (uccelli allevati per uso non alimentare):
-non sono necessari i preventivi controlli virologici e sierologici previsti per tutti gli altri volatili (ma è sempre d'obbligo il Mod. 4);
è necessario che gli allevamenti degli uccelli esposti siano registrati presso la AUSL di competenza per territorio, ma è possibile farlo adottando il codice RNA- FOI, che ciascuna Associazione farà pervenire alla AUSL competente (ad esempio trasmettendo per iscritto il Vademecum F01).Dunque, la Regione Emilia/Romagna riconosce formalmente il modello di identificazione individuale degli uccelli e degli allevamenti messo a punto da FOI. L'elenco RNA- FOI dovrà essere completato con l'indirizzo dell'allevamento (ora ha solamente quello dell'allevatore);
la condizione necessaria per l'accesso degli allevatori e dei loro uccelli alle manifestazioni organizzate in deroga sarà subordinato alla presenza dell'allevatore nell'elenco (RNA) ed alla presenza di regolare Mod.
4. Dunque, i chiarimenti introdotti dalla Regione rendono la vita dei nostri allevatori meno precaria e più chiara, semplice e snella la partecipazione alle manifestazioni, rispetto il recente passato.E' bene che le Associazioni, in particolare quelle dell'Emilia/Romagna inviino il Vademecum FOI alle AUSL di competenza, facendo riferimento al documento regionale citato.
Sulla base di quanto richiesto dalla Regione Emilia/Romagna occorrerà apportare qualche modifica ed integrazione all'attuale Vademecum: l'indicazione dell'indirizzo dell'allevamento, se diverso da quello dell'allevatore, la realizzazione anche su supporto informatico.
Con riferimento alle discussioni sulla privacy in occasione del censimento degli allevamenti, vale solo la pena, di passaggio, sottolineare come questa disposizione fa piazza pulita delle remore e delle fragili barriere innalzate da qualcuno: tutti gli allevamenti FOI sono "pubblici". Chi non accetta la regola viene escluso automaticamente -per ora dalla sola Regione Emilia/Romagna -dalle mostre autorizzate in deroga.Cioè da tutte quelle in Regione.
Il documento regionale stabilisce anche le "condizioni sanitarie"alle quali concedere la deroga al divieto imposto nel 2005 dal Ministro Storace e nel 2006 ribadito dal Ministro Turco: " la possibilità di deroga al divieto si materializza dopo aver acquisito il parere favorevole dell'organismo tecnico-scientifico regionale (CEREV), che insieme al servizio Veterinario locale valuta la situazione epidemiolo gita del momento".La frase, in breve, significa due cose:
l'unico ostacolo alla deroga è di tipo sanitario generale: se siamo in presenza di gravi e conclamate epidemie di 115111 nella Regione è probabile che la deroga non venga concessa. Ma ciò avveniva anche con l'influenza normale;
la decisione sarà presa in un momento molto prossimo alla mostra, con il rischio che ciò comporta. Uno stretto contatto dei dirigenti con le autorità può ridurre i danni.
Il percorso è appena iniziato, i buoni risultati dell'azione organizzata sul progetto "Conoscerci per farci conoscere" autorizzano un cauto ottimismo, Ma la strada è molto lunga, il potere nel nostro Paese è fortemente distribuito e le conclusioni illustrate devono essere fatte proprie da tutte le Istituzioni nazionali, per radicarsi nella cultura-Paese.E' un compito enorme che richiede un gruppo dirigente particolarmente motivato, aperto al nuovo e flessibile ed una base che lo stimoli (sempre) e lo gratifichi (quando necessario).
Né il frazionismo, né la chiusura in se stessi, nel proprio piccolo, né l'elenco delle sfortune e la chiusura a qualsiasi novità sperimentale può aiutarci.)) tema dell'aviaria e delle conseguenze è solo uno dei temi da affrontare.Siamo appena all'inizio, abbiamo di fronte mesi delicati per l'avvenimento atteso (le mostre): sapremo risultarne vincenti nella misura in cui ciascuno di noi saprà spendere il meglio di sé per il Movimento, senza se e senza ma.



[Modificato da Club degli Allevatori 11/06/2007 22.26]

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