Il villaggio dei dannati in provincia di Vicenza

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zsbc08
00Thursday, September 11, 2008 7:31 PM
da UFO NOTIZIARIO n° 72 Dic 07/Gen 08
Il villaggio dei dannati
(da “UFO NOTIZIARIO” n° 72 Dic 07/Gen 08)

In provincia di Vicenza un’intera comunità montana è stata perseguitata per più di un mese da fenomeni spaventosi e del tutto inspiegabili.
San Gottardo, frazione di Zovencedo, provincia di Vicenza, alle falde dei monti Berici, fu teatro di fatti misteriosi che risulteranno inspiegabili.
Il tutto ebbe inizio il 14 febbraio 1990, quando in casa dell’artigiano Aldo Calgarotto, di San Gottardo, abitante in località Calora, si verificarono casi di autocombustione che colpirono le materie plastiche, tra cui le rivestiture degli interruttori elettrici i quali iniziarono a liquefarsi, mentre i fili elettrici restavano intatti.
I tecnici dell’ENEL riscontrarono che l’impianto elettrico era in ottime condizioni e che non vi era nessuna anomalia.
Però i casi di autocombustione continuarono, il contatore saltava in continuazione, il televisore si accendeva senza che nessuno lo toccasse, le guarnizioni di materia plastica continuavano a fondersi.
Furono allora chiamati i tecnici e anche loro diventarono testimoni di tali fatti, anzi, l’apparecchio di controllo che avevano installato cominciò anch’esso a liquefarsi.
Frattanto le manifestazioni si presentavano anche in altre abitazioni di Calora, soprattutto in quelle di Guido Maran, Silvio, Eusebio e Bertilla Maran, Guerrino Franceschini e di Paolo Carmignato. Il 18 febbraio venne presa di mira una sedia a rotelle, che cominciò a muoversi da sola, mentre le tende in plastica si liquefecero.
Anche nell’abitazione di Ottorino Barenti avvennero fatti analoghi, e venne colpito anche il suo gregge: gli animali incominciarono ad agitarsi, si dispersero per la campagna e per un’intera notte non fecero altro che belare in continuazione, senza un’apparente ragione. In molti accennarono a fenomeni paranormali e per poco si rischiò una vera e propria caccia alle streghe.
Un ragazzo 15enne, considerato dotato di facoltà paranormali, su consiglio di un medico amico di famiglia fu mandato in un paese vicino, per evitare ogni possibile sospetto o rischio. E la paura, ovviamente, dilagava di giorno in giorno. La prima autorità a recarsi sul luogo fu Lucio Donatello, sindaco di Zovencedo.
Inizialmente dubbioso, dovette ricredersi: infatti mentre stava ascoltando la dichiarazione del Calgarotto, venne avvertito di recarsi presso la propria auto perché il fanalino anteriore stava prendendo fuoco. Così il sindaco potè constatare di persona la natura del problema presente. Vennero a galla altri strani avvenimenti. Presso la famiglia Franceschetto, una pecora di loro proprietà partorì un agnellino morto, e dopo qualche giorno ci furono altri quattro agnellini nati morti. La gente incominciava ad avvertire strani disturbi: nausee, crampi allo stomaco, mal di testa, irritazioni cutanee e stati diarroici. Quindi si arrivò alla conclusione che la situazione iniziava ad essere rischiosa anche per le persone, oltre che per gli animali. Così intervenne il vice-prefetto Ercole Moncada, furono mobilitate la Protezione Civile e l’Escopost, nel dubbio che vi fossero irradiazioni pericolose. I tecnici giunsero alla conclusione che la zona era avvolta da onde elettromagnetiche ad altissima frequenza; quest’ipotesi esplicativa combaciava con quella del professor Cesare Maroli, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano. La responsabilità era imputata all’eccessiva quantità di ripetitori che erano stati installati sulle colline circostanti. Tali apparecchiature avrebbero creato sul paese un campo elettromagnetico di forte intensità, che incendiava il materiale plastico portandolo a temperature elevate e provocandone l’autocombustione; inoltre faceva muovere gli oggetti metallici e provocava malesseri a uomini e animali.
Il professor Maroli aggiunse anche che il fatto poteva far supporre altre cause che avrebbero potuto potenziare il fenomeno, e di cui sfuggiva la natura e non era prevedibile lo sviluppo prossimo venturo. Intanto sotto la pressione dei due sindaci di Zovencedo e di Arcugnano, intervenne il prefetto Vincenzo Sergio Porena che chiese l’intervento della Commissione Grandi Rischi e si recò di persona a San Gottardo. Comunque gli strani avvenimenti dureranno fino al 22 marzo 1990, quando iniziò a piovere. Che la pioggia abbia avuto il dono di far dissolvere il campo elettromagnetico e le radiazioni ionizzanti?? In molti sono pronti a crederlo (noi no!! ndr).
E così si concluse il mistero di San Gottardo, lasciando comunque un’enorme quantità di domande senza risposta. Le cronache fanno registrare altri casi di eventi simili, che hanno trasformato pacifiche comunità contadine in “villaggi dei dannati”. […]
Gabriele Zaffiri
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