Il tiro con la pistola

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basettun
00Wednesday, March 11, 2009 3:21 PM
Descrizione tecnica della pistola
La pistola è una macchina termo-balistica che serve a proiettare un oggetto, detto appunto proiettile, esattamente come si fa con la mano lanciando un sasso.
La pistola sostituisce la forza fisica moltiplicandola e in più consente la precisione del tiro. Inoltre la pistola ottiene una ripetizione veloce dei colpi impossibile da ottenere coi mezzi biologici del nostro corpo.

Per ottenere l’azione del proiettare un oggetto con precisione ed efficacia, sono necessari due elementi fondamentali: il proiettile, che viene spinto da una carica di lancio, polvere da sparo, che esplode a comando (azione termica) e l’utensile meccanico, la pistola, che serve a indirizzare il proiettile verso il bersaglio e consente la ripetizione dei colpi (azione meccanica).

La cartuccia

L’insieme di proiettile e carica di lancio si chiama cartuccia.
La cartuccia è composta da un bossolo di metallo in cui sono contenuti la polvere da sparo e il proiettile. Alla base della cartuccia è posto l’innesco esplodente che serve ad incendiare la polvere da sparo.
L’innesco è composto da una sostanza chimica che esplode alla percussione. La fiamma dell’esplosione innesca un incendio nella polvere da sparo. I gas dell’incendio, più o meno violento, spingono il proiettile a svincolarsi dal bossolo. Il proiettile percorre la canna della pistola e viene indirizzato verso il bersaglio.

Tutto questo insieme di eventi si chiama balistica.
Dal punto di vista balistico, si distinguono tre momenti:
- la balistica interna, che studia il comportamento del proiettile all’interno della canna della pistola, dal momento dell’esplosione della carica di lancio fino al momento in cui lascia la volata della canna;
- la balistica esterna, che studia il comportamento del proiettile durante il suo percorso esterno alla canna, quindi la sua evoluzione nell’aria;
- la balistica terminale, che studia il comportamento del proiettile nel momento in cui colpisce il bersaglio.

La pistola moderna è composta di quattro parti principali:
- il fusto, che costituisce l’impugnatura dell’attrezzo e il supporto per altre parti meccaniche;
- il carrello-otturatore, una parte meccanica mobile che scorre in apposite sedi ricavate nel fusto;
- la canna, che accoglie la cartuccia e guida il proiettile nei suoi primi centimetri dopo l’esplosione della carica di lancio;
- il caricatore, amovibile, posto all’interno del fusto, che contiene le cartucce.

Il fusto è l’impugnatura della pistola. Contiene il caricatore che si inserisce da un invaso ricavato alla base dell’impugnatura e viene agganciato da un tassello. Il caricatore può essere estratto premendo il pulsante di sgancio.
Il fusto contiene il gruppo di scatto composto da grilletto, leva del grilletto, cane e controcane.
Il grilletto è una leva esterna che viene azionata dal dito indice della mano che impugna e, tramite un suo prolungamento (leva del grilletto), provoca l’abbattimento del cane.
Il cane altro non è che una massa battente necessaria per azionare il percussore che va a colpire l’innesco della cartuccia.
Il cane è tenuto in trazione dal controcane che viene disimpegnato con l’azione sul grilletto. Senza più il sostegno del controcane, la molla del cane si distende provocandone l’abbattimento.
Il fusto della pistola può essere costruito in acciaio, in lega di alluminio, in polimeri (una materia plastica molto resistente) o con un insieme di lega di alluminio e polimeri. Le guide di scorrimento del carrello-otturatore sono sempre realizzate in metallo, anche nei fusti in polimeri.

Il carrello-otturatore è una parte meccanica mobile posta sopra il fusto e scorre in due binari realizzati ai lati del fusto, esternamente o all’interno di esso. Accoglie la canna della pistola, il percussore e la molla di recupero.
Il percussore è un’asta cilindrica appuntita che serve a percuotere sull’innesco della cartuccia per provocarne l’esplosione. E’ azionato dal cane o direttamente dal grilletto nelle pistole cosiddette a percussore lanciato (Glock e simili). E’ provvisto di una molla che serve a farlo rientrare in sede dopo aver colpito l’innesco.
Il carrello-otturatore serve per consentire la ripetizione automatica dell’azione della pistola. Al momento dell’esplosione della carica di lancio contenuta nella cartuccia, il carrello-otturatore riceve una spinta all’indietro e comprime la sua molla, nel frattempo un gancio estrae il bossolo esploso e lo espelle lontano attraverso la finestra di espulsione. Alla fine della corsa retrograda, la distensione della molla di recupero spinge il carrello-otturatore in avanti. Durante la corsa in avanti aggancia una cartuccia dal caricatore e la spinge in canna pronta per un altro sparo.

La canna è un tubo di metallo che ha due funzioni: accoglie la cartuccia nella camera di scoppio e dirige il proiettile verso il bersaglio.
La camera di scoppio è la parte più robusta della canna, dove avviene l’esplosione della carica di lancio contenuta nella cartuccia. Spinto dai gas dell’esplosione, il proiettile si svincola dal bossolo e viene forzato nel tubo della canna il quale è provvisto di una serie di nervature con andamento elicoidale. Il proiettile assume perciò un moto rotatorio che gli consente, una volta lasciata la canna, di mantenere una traiettoria più tesa.
L’insieme delle nervature della canna si chiama rigatura.
La foratura della canna ha lo stesso diametro del proiettile misurato fra i vuoti della rigatura.
Alcune canne, al posto della rigatura tradizionale, sono provviste di una sezione interna poligonale, con andamento elicoidale, che ha la stessa funzione della rigatura.
La camera di scoppio è provvista di una rampa di alimentazione delle cartucce.
La parte terminale della canna si chiama volata.
Sul corpo della canna sono ricavati i tenoni di chiusura e quei meccanismi che servono a garantire una chiusura ermetica tra canna e carrello-otturatore nel momento in cui si verifica lo sparo.

Il caricatore è un serbatoio che viene riempito con le cartucce ed inserito nella pistola alla base dell’impugnatura. Il caricatore può essere monofilare, se accoglie una sola fila di cartucce poste una sull’altra, o bifilare se accoglie due file di cartucce. In questo caso il numero di cartucce, e quindi l’autonomia della pistola, è maggiore.
Le cartucce vengono inserite nel caricatore comprimendo la molla che serve a spingerle in alto. Le parti del caricatore sono il corpo, provvisto di labbra per tenere la prima cartuccia, il fondello, la molla e l’elevatore.
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