Il riscatto degli Ainu

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Vraja
00Friday, October 10, 2008 10:50 AM
Il governo giapponese ha finalmente approvato la risoluzione che riconosce agli Ainu lo status di popolazione indigena del Giappone .


Dopo vent’anni di dibattito, nel settembre del 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni che sancisce il diritto delle popolazioni autoctone all’identità, alla lingua, alla formazione, e al mantenimento delle proprie tradizioni.
Ma il governo giapponese si è sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno scorso, quando ha finalmente approvato all’unanimità una risoluzione che riconosce agli Ainu lo status di popolazione indigena del Giappone.

Dopo più di un secolo di discriminazione, le autorità nipponiche hanno riconosciuto le sofferenze e il razzismo nei confronti degli Ainu che, secondo un censimento del Ministero addetto alle questioni delle minoranze, sarebbero circa 70mila, compresi i meticci. Si tratta tuttavia di una stima approssimativa poiché molti di essi nascondono la loro identità per la vergogna ma soprattutto per evitare discriminazioni.

Gli Ainu, hanno vissuto per migliaia di anni una vita seminomade nell’isola settentrionale di Hokkaido, Sakhalin e isole Kurili (attualmente appartenenti alla Russia) nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura. Tra il 17esimo e il 19esimo secolo, durante il processo di modernizzazione, le autorità giapponesi iniziarono lo sfruttamento delle risorse nelle terre tradizionali Ainu conducendo una subdola politica di assimilazione forzata basata su vecchi pregiudizi, divulgando l’idea che gli Ainu fossero esseri inferiori per giustificarne l’oppressione. E con l’espropriazione delle terre e la sedentarizzazione ebbe inizio la parabola discendente della cultura Ainu. Nel 1899 con la legge “ Natives Protection Law” essi furono costretti a condurre un’esistenza completamente aliena al proprio stile di vita tradizionale che ne ha sconvolto per sempre l’aspetto ecologico, economico e sociale. Una condizione comune a molte popolazioni indigene del mondo.

Studiati e difesi da pochi antropologi ed etnologi (tra gli altri Fosco Maraini), gli Ainu sono sempre stati ufficialmente considerati un popolo fantasma dal punto di vista dei diritti - fino alla metà degli anni ’90 non esisteva nessuna “questione Ainu”, tuttora molti giapponesi credono che essi siano degli stranieri o addirittura ne ignorano l’esistenza – e sono stati quasi completamente assenti nella sfera politica nazionale. Ci sono voluti anni di lotte, iniziate negli anni ’70, perché gli Ainu potessero finalmente avere una visibilità come cultura autoctona all’interno di uno stato nazionale.

Con lo status di popolazione indigena gli Ainu possono finalmente proclamare il loro orgoglio etnico anche se sarà difficile ottenere risarcimenti economici e soprattutto la restituzione delle terre. Oggi, gli Ainu occupano soltanto il 10% del loro territorio originale.

Maurizio Torretti



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