Il marito della Blasi

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ReflexBlue74
00Monday, September 26, 2016 2:40 PM
Domani compie quarant'anni, forse non lo sapete.  

Dai, spariamo un giudizio disinteressato da appassionati di calcio. Per me la sua dote più significativa, maturata e affinata nel corso della carriera, è la simbiosi totale con il rettangolo verde. La gestione dello spazio e dei flussi di gioco. Uno dei giocatori più vicini alla perfezione della "scelta" che abbia mai visto: è sempre nel posto giusto, sceglie sempre la giocata giusta.
alenboksic71
00Monday, September 26, 2016 3:34 PM
Il piede. Ha una percentuale di passaggi riusciti e tiri con la porta centrata fuori dalla norma. E come dice Reflex, ha quasi sempre saputo dove stare in campo, in modo da non soffrire marcature, prendere pochi falli (checchè ne dicono i suoi servi) e essere sempre pronto al passaggio di prima o comunque smarcante.
Detto questo, leadership scarsa, palmares risibile e ruolo eccessivamente ingombrante all'interno della squadra.
est1900
00Monday, September 26, 2016 3:39 PM
Il calcio. Come calcia il pallone, sia in fase di assistenza che in fase di conclusione, ha pochi eguali.
La lettura di RB è corretta ma quando si avvicina alla porta torna a somigliare alla sua versione al di fuori del campo: limitato, egocentrico e presuntuoso.
ℬaruch
00Tuesday, September 27, 2016 2:10 PM
La sua fedeltà alla maglia resterà per sempre anche il limite alla crescita sua e del suo palmares. Giocatore straordinario per atletismo, intelligenza calcistica (che dio gli ha dato a scapito dell'intelligenza umana) e piede. Se ci limitiamo al calcio da un punto di vista "pornografico", io quando giocavano insieme preferivo la purezza di talento di Cassano. Inoltre - al di là del nostro tifo - parliamo di un personaggio scorretto come pochi, la cui carriera è piena di episodi al limite. Questo, unito al suo score in Nazionale, lo rende "solo" un calciatore magnifico che è riuscito a segnare due epoche calcistiche della Serie A
Mark Lenders (ML)
00Tuesday, September 27, 2016 3:03 PM
est1900, 26/09/2016 15.39:

Il calcio. Come calcia il pallone, sia in fase di assistenza che in fase di conclusione, ha pochi eguali. La lettura di RB è corretta ma quando si avvicina alla porta torna a somigliare alla sua versione al di fuori del campo: limitato, egocentrico e presuntuoso.



Se parliamo solo di calcio (ma come vedrete sto già per contraddirmi) direi che colpisce soprattutto l'intelligenza calcistica, che mai ti aspetteresti da uno così poco intelligente fuori dal campo. E l'intervista della moglie è solo l'ultimo di una miriade di possibili esempi.
Ho quotato est perché non sono d'accordo sul fatto che avvicinandosi alla porta abbia perduto alcune sue qualità. Lui interpreta il ruolo secondo le sue caratteristiche, anche quando fa il centravanti continua a essere il regista offensivo della squadra. Il tutto aggiungendo numeri da goleador puro. Ora, se vi tappate il naso e se cercate di comprendere il fatto che scrivendone su un quotidiano nazionale nel giorno del compleanno ho dovuto cavarmi fuori degli aggettivi che mai utilizzerei in una sana e sincera discussione al bar, vi propongo una mia riflessione sull'argomento. Diciamo che ieri il massimo dell'antitottismo consentito era prendere le parti di Spalletti (un altro che comunque detesto) e io l'ho fatto. Così:

http://www.ilgiornale.it/news/sport/fu-luciano-ad-allungargli-vita-1311356.html
Er Matador
00Tuesday, September 27, 2016 5:05 PM
Re:
Mark Lenders (ML), 27/09/2016 15.03:




Articolo sapientemente malizioso per come affonda il bisturi in questioni cruciali nella loro cronaca recente (Storia no, quella li schifa e basta).
E non mi riferisco tanto alla querelle in corso col tecnico, quanto all' "invenzione" del fesso come centravanti:

1) si è sostenuto per anni che fosse l'interessato a pretendere di giocare in quel ruolo, mentre nel pezzo la paternità di tale intuizione spetta all'allenatore con cui è al momento in rotta

2) Un dubbio mai risolto, anche nel dibattito fra i loro supporters, in merito all'ultimo decennio: come centravanti atipico e adattato è stato un punto di forza?
O piuttosto una vera e propria tara per come ha impedito l'acquisto di una punta importante, che in coppia con un totty leggermente più arretrato o decentrato avrebbe aumentato - e in maniera forse determinante - il potenziale offensivo?

Direi che il pezzo, alla maniera di un Caio Gracco, lascia agli avversari i coltelli con cui scannarsi.

Per quanto mi riguarda, credo che il suo punto di forza sia stata la piena adattabilità ai profili tattici emersi nel post-sacchiano: seconda punta atipica, centrale nella linea dei tre dietro l'unica punta, esterno del tridente, vertice alto del rombo, centravanti adattato (con Spalletti) o arretrato (col primo Garcia).
Il tutto sostenuto da una fisicità che oggi ci appare scontata, ma che emerge chiaramente al confronto coi numeri 10 (Baggio, Zola, Del Piero) più o meno della sua generazione.
Un giocatore moderno, e capace di rimanere tale per un ventennio: in questo, gli va riconosciuto, non ha moltissimi termini di confronto.

Dopo di che: fu vera gloria? E sarebbe stata tale, o ancor maggiore, sottraendosi al rapporto ombelicale con l’ambientone?
No e no, senza il minimo dubbio.
Sulla prima domanda c’è poco da aggiungere a quanto si è scritto in questi anni; sulla seconda, occorre una distinzione.
Se si parla del potenziale tecnico e atletico, i numeri per fare bene ad alto e forse altissimo livello c’erano tutti.
Ma lì per lasciare tracce serve un’altra dote, della quale è sprovvisto in maniera decisiva: la personalità.
Sì, perché dietro la sua scorrettezza e i suoi atteggiamenti da coattello si nasconde un ragazzo fragile, sprovveduto, limitato, uno che per primo non crede nei propri mezzi e nella possibilità di farcela giocando pulito.
Oltre che un emerito cacasotto, in questo fra i peggiori in qualunque graduatoria.
Per sapere come sarebbe andata in una Juventus, basta ripercorrere le orme di quello che – dal battage mediatico all’inconsistenza caratteriale, passando per un culto personale ai danni della squadra – rimane il suo antesignano, vale a dire Roberto Baggio: collezionista di triplette contro provinciali più o meno compiacenti; più latitante di Provenzano non appena si faceva sul serio.

Un altro mito da sfatare, paradossalmente, è quello che riguarda la sua longevità: è stato gestito e tutelato come pochi, eppure già assai prima degli “anta” faticava a reggersi in piedi.
Se le botte su cui lacrimano i pennivendoli di regime le avesse prese sul serio, la sua carriera sarebbe durata come quella di Inzaghino o forse meno.
Se, per contro, il piano di tutela fosse stato applicato a un Vierchowod – quello sì un vero Highlander, e senza risparmiarsi – lo zar avrebbe giocato fino a 70 anni come Raimondo Vianello, ma in serie A.
A proposito di condizione atletica, un nome spicca fra i tecnici con cui ha lavorato: quello di Zeman, capace di tirarlo a lucido come nessun altro anche nella recente esperienza culminata con l’esonero, nonostante il fesso andasse già per i 36.
E anche allora il suddetto tornò ai propri ottuagenari ritmi subito dopo il cambio in panchina: un mago, il boemo, da assumere a vita come personal trainer? O forse l’unico con cui sia stato davvero costretto a lavorare?

Detta la mia, chiudo citando – purtroppo non fra virgolette, non avendo a disposizione gli originali – le due descrizioni più azzeccate in merito al personaggio.
Una la fornì un giornalista vero come Cannavò (quanto mi manca) in un corsivo velenoso, nel quale più o meno scriveva: fra qualche anno Ilary sarà sempre più bella, totty avrà cinque figli ma come calciatore rimarrà sostanzialmente un incompiuto.
Il motivo, secondo il compianto direttore della Rosea, era tutto nello “sguardo irridente” con cui affrontava campo e avversari.
L’altra è nelle parole di un personaggio umanamente non banale come Emílson Sánchez Cribari: gli altri ti guardano come un avversario, totty e Materazzi come un nemico.
Rimane poco altro da aggiungere su colui che, nel bene e nel male, ha superato tutti i limiti: tranne i suoi.
Mark Lenders (ML)
00Tuesday, September 27, 2016 6:17 PM
Er Matador, 27/09/2016 17.05:


2) Un dubbio mai risolto, anche nel dibattito fra i loro supporters, in merito all'ultimo decennio: come centravanti atipico e adattato è stato un punto di forza?
O piuttosto una vera e propria tara per come ha impedito l'acquisto di una punta importante, che in coppia con un totty leggermente più arretrato o decentrato avrebbe aumentato - e in maniera forse determinante - il potenziale offensivo?



Su questo il dibattito è legittimamente aperto. Però - a ben vedere - l'unico grande centravanti ucciso dalla Roma è stato Montella: e lì c'entravano più Batistuta e Capello (che preferiva l'equiibrio dato da Delvecchio) che Totti.
Poi di grandi centravanti non ne hanno più presi. Perché c'era Totti a occupare quel ruolo o perché comprare grandi centravanti costa quattrini che la Roma non ha mai avuto? Cioè, l'unico tentativo vero è stato fatto con Dzeko, che però (per fortuna) non si è rivelato l'uomo della provvidenza.


Er Matador, 27/09/2016 17.05:



Per quanto mi riguarda, credo che il suo punto di forza sia stata la piena adattabilità ai profili tattici emersi nel post-sacchiano: seconda punta atipica, centrale nella linea dei tre dietro l'unica punta, esterno del tridente, vertice alto del rombo, centravanti adattato (con Spalletti) o arretrato (col primo Garcia).
Il tutto sostenuto da una fisicità che oggi ci appare scontata, ma che emerge chiaramente al confronto coi numeri 10 (Baggio, Zola, Del Piero) più o meno della sua generazione.
Un giocatore moderno, e capace di rimanere tale per un ventennio: in questo, gli va riconosciuto, non ha moltissimi termini di confronto.




Questo aspetto l'ha sempre rimarcato, cogliendo nel segno, Sconcerti. Totti è stato un raro esempio di numero 10 col fisico. In epoca moderna forse solo di Zidane si può dire altrettanto, ma Zidane era molto più centrocampista.


Er Matador, 27/09/2016 17.05:



Ma lì per lasciare tracce serve un’altra dote, della quale è sprovvisto in maniera decisiva: la personalità.
Sì, perché dietro la sua scorrettezza e i suoi atteggiamenti da coattello si nasconde un ragazzo fragile, sprovveduto, limitato, uno che per primo non crede nei propri mezzi e nella possibilità di farcela giocando pulito.
Oltre che un emerito cacasotto, in questo fra i peggiori in qualunque graduatoria.
Per sapere come sarebbe andata in una Juventus, basta ripercorrere le orme di quello che – dal battage mediatico all’inconsistenza caratteriale, passando per un culto personale ai danni della squadra – rimane il suo antesignano, vale a dire Roberto Baggio: collezionista di triplette contro provinciali più o meno compiacenti; più latitante di Provenzano non appena si faceva sul serio.




Su questo sono completamente d'accordo. Tuttora - pur facendo una differenza che non faceva neppure a 25 anni per "merito" di una Serie A sempre più oscena - la differenza la fa essenzialmente contro le medio-piccole. Nelle poche partite vere la sua età emerge impietosamente.


Er Matador, 27/09/2016 17.05:



Un altro mito da sfatare, paradossalmente, è quello che riguarda la sua longevità: è stato gestito e tutelato come pochi, eppure già assai prima degli “anta” faticava a reggersi in piedi.
Se le botte su cui lacrimano i pennivendoli di regime le avesse prese sul serio, la sua carriera sarebbe durata come quella di Inzaghino o forse meno.
Se, per contro, il piano di tutela fosse stato applicato a un Vierchowod – quello sì un vero Highlander, e senza risparmiarsi – lo zar avrebbe giocato fino a 70 anni come Raimondo Vianello, ma in serie A.
A proposito di condizione atletica, un nome spicca fra i tecnici con cui ha lavorato: quello di Zeman, capace di tirarlo a lucido come nessun altro anche nella recente esperienza culminata con l’esonero, nonostante il fesso andasse già per i 36.
E anche allora il suddetto tornò ai propri ottuagenari ritmi subito dopo il cambio in panchina: un mago, il boemo, da assumere a vita come personal trainer? O forse l’unico con cui sia stato davvero costretto a lavorare?





Anche su Zeman hai ragionissima. Però, da quasi coetaneo di Totti, non posso non riconoscergli una serietà assoluta nel mantenere il proprio fisico asciutto come quasi nessun campione ha saputo fare dai 35 in su. Per il suo tipo di gioco Totti potrebbe pesare anche 10 chili in più, eppure non ha mai ceduto alla tentazione di ingrassare: questo è un grande merito e bisogna riconoscerglielo.


Er Matador, 27/09/2016 17.05:



Detta la mia, chiudo citando – purtroppo non fra virgolette, non avendo a disposizione gli originali – le due descrizioni più azzeccate in merito al personaggio.
Una la fornì un giornalista vero come Cannavò (quanto mi manca) in un corsivo velenoso, nel quale più o meno scriveva: fra qualche anno Ilary sarà sempre più bella, totty avrà cinque figli ma come calciatore rimarrà sostanzialmente un incompiuto.
Il motivo, secondo il compianto direttore della Rosea, era tutto nello “sguardo irridente” con cui affrontava campo e avversari.
L’altra è nelle parole di un personaggio umanamente non banale come Emílson Sánchez Cribari: gli altri ti guardano come un avversario, totty e Materazzi come un nemico.
Rimane poco altro da aggiungere su colui che, nel bene e nel male, ha superato tutti i limiti: tranne i suoi.





Sull'antisportività c'è poco da discutere, bastano i filmati di Youtube per gli smemorati. Noi laziali l'abbiamo sempre trattato senza rispetto semplicemente perché lui non ha mai rispettato noi. Un tempo era così per molte altre tifoserie, poi la macchina del consenso ha lavorato molto bene. Ma non ci dimentichiamo che 1) stiamo parlando di un miliardario che da un certo punto in poi si è affidato a professionisti per farsi curare l'immagine, e 2) la parte politica a cui lui fa riferimento ha lavorato per imporre certi lati del suo personaggio e purtroppo è riuscita a fare breccia.
Semmai la sua vera colpa è quella di aver separato se stesso dalla Roma, per cui quella ormai è l'unica tifoseria che tifa per un giocatore anteponendo i suoi interessi a quelli del club. Intendo dire che tifando sempre per Totti non di rado si finisce per tifare contro la Roma. Loro sono troppo stupidi per accorgersene, ma noi sappiamo che è così. E quindi, sotto sotto, lo ringraziamo.
boks xv
10Tuesday, September 27, 2016 7:58 PM
no, non ce la faccio.

magari mòre.
ieri.

ReflexBlue74
00Tuesday, September 27, 2016 10:28 PM
ℬaruch, 27/09/2016 14.10:

Se ci limitiamo al calcio da un punto di vista "pornografico", io quando giocavano insieme preferivo la purezza di talento di Cassano.



Talento superiore, rivoluzionario. Se Totti è in simbiosi col rettangolo verde, Cassano addirittura lo plasmava, lo piegava alle sue intuizioni. Lo allargava, lo stringeva, apriva e percorreva canali invisibili ai comuni mortali. Uno dei giocatori più vicini a Maradona per espressione visionaria.
Una carriera buttata nel cesso.
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