Il DNA immortale delle staminali

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vanni-merlin
00Tuesday, June 27, 2006 5:12 PM
26.06.2006
Il DNA immortale delle staminali
Il materiale genetico non è distribuito casualmente fra le cellule figlie



I ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi hanno identificato, nel quadro del programma di ricerca EuroStemCell, il meccanismo con cui le cellule staminali adulte proteggono il loro DNA dalle mutazioni. La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero di Nature Cell Biology, ha implicazioni sia per la possibilità di coltivare cellule staminali in laboratorio, sia per la ricerca sul cancro.
Quando una cellula si divide, duplica il proprio DNA e ciascuna delle due cellule figlie ne eredita una copia. Col tempo, i possibili errori di copiatura durante la duplicazione si accumulano e possono dar luogo a mutazioni o provocare il cancro. Usando sofisticate strumentazioni, i ricercatori dell’Istituto Pasteur hanno dimostrato che le cellule staminali conservano sempre il filamento di DNA originario. Si tratta di una prima conferma della controversa ipotesi del “DNA immortale” avanzata alcuni decenni fa.
Una cellula staminale genera, quando si divide, un’altra cellula staminale e una cellula specializzata che va a contribuire a uno specifico tessuto. Questa “divisione asimmetrica” consente alle staminali di regolare il proprio numero e di conservare la capacità di rigenerare il tessuto per tutta la durata della vita dell’organismo. Secondo l’ipotesi del DNA immortale, quando una staminale si divide solo la cellula specializzata eredita le copie eventiualmente imperfette, mentre quella staminale conserva il filamento originario.
Secondo Shahragim Tajbakhsh, che ha diretto la ricerca, “la teoria del DNA immortale ha catturato l’immaginazione di molti scienziati, ma era particolarmente difficile da dimostrare. Seguendo le cellule staminali di tessuto muscolare di topo sia in vivo sia in vitro, abbiamo dimostrato che i filamenti di DNA della doppia elica non sono equivalenti e abbiamo messo in relazione il fenomeno con l’asimmetria generale dell’apparato di divisione cellulare”.
“Si tratta di una scoperta eccitante – ha aggiunto – in quanto sembra confutare un'assunzione di base della biologia cellulare e della genetica, ossia che il materiale genetico sia distribuito casualmente. È evidente che l’apparato cellulare distingue ciò che è vecchio da ciò che è nuovo quando proviene dal DNA, ed è possibile che questa distinzione sia utile per proteggere da mutazioni e dal cancro. È anche possibile che questo meccanismo sia usato per silenziare l’espressione genetica nelle cellule staminali.”



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da: www.lescienze.it/?ref=rephpsbsx

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