I dolci dell'Epifania

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Ornella.
00martedì 6 gennaio 2009 09.39

in qualche panetteria di Desio lo fanno ancora, anche se naturalmente non hanno più lo stesso sapore di una volta

Da noi (a Desio) li chiamavano ''papurogi'', nei paesi vicini ''papurott'', ma sembra che fosse una tradizione molto localizzata. Nel dialetto di una volta papurott significa bambolotto, mentre non so il motivo del papurogio, che si usava solo per definire questi dolci

Non mi ricordo di calze delle Befana, da piccola, ma mi ricordo questi ''papurogi'' che immancabilmente ci portava mia nonna, la mattina del 6 gennaio, e che avevano un'uvetta al posto dell'ombelico

Obbligatori anche la pipetta di zucchero fra le braccia del papurogio, e l'ochetta, sempre di zucchero, che non ho la minima idea di che significato avesserp. Pipette e ochette si trovano ancora nelle bancarelle befanesche di adesso

apricot26
00martedì 6 gennaio 2009 10.40
E' davvero un dolce molto localizzato!
Ornella, pensa che a Monza non sono mai esistiti, nemmeno in tempi più lontani.
Li ho scoperti quando sono venuta ad abitare a Vedano, però anche qui sono sconosciuti.
Li trovo invece a Lissone dove sono molto diffusi nei giorni che precedono l'Epifania e si chiamano 'Papurott'.

Ho preso l'abitudine di comprarli ai miei figli e l'ho fatto anche quest'anno ma se li sono già mangiati, altrimenti li avrei fotografati anch'io per mostrarti le differenze.

A Lissone li ricoprono di granella di zucchero e non di zucchero a velo e mettono 3 uvette, 2 per gli occhi e 1 per l'ombelico.

Non c'è invece traccia di pipetta o di ochetta.

La pipetta comunque la ricordo bene anch'io ma la collego alla fiera della Madonna delle Grazie a Monza che si tiene in primavera.
Ornella.
00martedì 6 gennaio 2009 11.44


estetica e credo anche impasto dipendevano, e dipendono, molto dal panettiere [SM=x718558] , non credo ci sia una ricetta originale, anch'io mi ricordo l'uvetta al posto degli occhi, e una forma più ''povera'', con gambe e braccia leggermente allargate

Pipette ed ochette invece a Lissone, dove la sera del 5 c'è un mercatino discreto come numero, c'erano sicuramente. C'erano, almeno fino all'anno scorso, perchè ieri sera mio marito ha trovato le pipette (adesso sono imbustate in coppia - 1 euro - nel cellophan), ma non le ochette
apricot26
00martedì 6 gennaio 2009 16.27
Ah, ma allora gli accessori vanno comprati a parte [SM=x718585]

Pensavo che a Desio vendessero i Papurott già completi di pipetta e ochetta perchè dai fornai lissonesi ho sempre trovato il pupazzo e basta.
Sai che li vendono anche al reparto gastronomia-pane dell'Unes?



=Traudi=
00martedì 6 gennaio 2009 17.22
eh no [SM=x718583]
come si fanno a comprare i papurott sensa ochetta e pipetta proprio no!
o completi o niente!!!

[SM=x718540] [SM=x718540] [SM=x718540]
draco58
00martedì 6 gennaio 2009 22.56
qui quei dolcetti li' non ci sono, che io sappia
pero' ho in mente dei dolcetti del genere, magari allo zenzero(????) in qualche tradizione del nordeuropa .... o sono io che vaneggio????

ah ecco ... mi pareva di ricordare qualcosa ....

ora rimane da capire cosa cavolo rappresenta sto bambolino (con eventuale pipa e ochetta)
[SM=x718617] [SM=x718617] [SM=x718617] [SM=x718617] [SM=x718617]

[SM=x718577]
apricot26
00mercoledì 7 gennaio 2009 08.20
Draco, questi Papurott sono lunghi 30 cm all'incirca e non sono biscotti ma direi piuttosto delle brioches.

Mi piacerebbe sapere l'origine e il significato di questo dolce.

Secondo me potrebbe essere stato un sostituto del bambolotto vero.
Magari in tempi di ristrettezze economiche si faceva in casa questo dolce a forma di bambola per non lasciare vuota la calza della Befana.

Rimane però inspiegabile il mistero della pipetta e dell'ochetta [SM=x718617]

Ornella.
00mercoledì 7 gennaio 2009 08.54

sì, credo che Apri abbia ragione, infatti dei bambini piccini e cicciosi si diceva che erano ''papurott''

Secondo me, pipetta e ochetta non c'entrano nulla, nel senso che non sono nati per essere insieme. E infatti Apri dice che lei le pipette se le ricorda in altre occasioni. Io mi ricordo che i papurott che mi portava mia nonna avevano la pipetta di traverso, come nella foto, ma credo che fosse una licenza poetica del panettiere da cui si serviva mia nonna. E infatti non li ho più visti così.

E le ochette secondo me erano semplicemente dei dolcetti di zucchero da bancarella delle feste comandate, che venivano aggiunte senza un motivo particolare

Il mistero per me rimane nel nome ''papurogio'' (e non papurott), che si usava solo a Desio
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