Guerre Atomiche al tempo degli Dèi

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giallop
00Thursday, March 3, 2011 5:52 PM
Molto, molto tempo fa prima che l'uomo cominciasse a far guerra ai sui simili, furono gli dèi a combattere tra loro...Fu così che la prima civiltà dell' uomo cadde sotto i colpi di un vero e proprio olocausto nucleare.
Zecharia Sitchin

www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=bYXGh2IcnV4

www.youtube.com/watch?v=oPDc6I22NDM&feature=related

www.youtube.com/watch?v=0F5oHTNkdqo&feature=related

www.youtube.com/watch?v=fqCV9_RtJiM&feature=related

www.youtube.com/watch?v=X4aWd0qjdLY
Stefano Pa.
00Thursday, March 3, 2011 7:20 PM
Ottimo, da vedere. [SM=g8945]
Stefano Panizza
Interessato74
00Thursday, March 3, 2011 10:25 PM
Ragazzi, guardate che Zecharia Sichtin si basava su una maniera di leggere i caratteri cuneiformi sumeri che oggi è sorpassata e soprattutto ignorava che il mito antico nasconde nel suo linguaggio allegorico le conoscenze astronomiche e astrologiche, perfettamente terrestri, dei Sumeri (precessione degli equinozi compresa). Non ci sono vere astronavi lì. In genere i miti non sono fonti chiare e precise come i testi di Plinio il Vecchio o il papiro Tulli.
Stefano Pa.
00Friday, March 4, 2011 10:34 AM
Concordo al 100% sul fatto che le teorie di Sitchin sia totalmente inconsistenti.
Però nei video postati c'è altro. Talune descrizioni fanno effettivamente pensare che qualcosa di strano sia successo.
Forse si tratta di un qualche evento naturale anomalo, forse sono solo fantasie, ma invitano comunque alla riflessione. [SM=g8350]

Stefano Panizza
Tigro68
00Friday, March 4, 2011 2:39 PM
Re:
@ Interessato 74 vorrei chiedere:

La precessione degli equinozi è un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l'orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse.
Il risultato è un moto di precessione che compie un giro completo ogni 25.800 anni circa. Questo vuol dire anche che il sole si sposta di un grado sull'orizzonte all'interno della casa zodiacale ogni 72 anni circa e impiega circa 2160 per "attraversare" completamente uno solo di questi segni zodiacali. Chi ha vissuto all'epoca dei Sumeri così tanto da accorgersi di un tale fenomeno astronomico? Da chi proveniva questa conoscenza?
Interessato74
00Friday, March 4, 2011 2:43 PM
Certi episodi strani ci sono, ma in genere nei poemi epici, relativamente alla realtà celeste, vanno distinti due piani:

1) quando si parla di dei, di armi straordinarie associate a certi rituali (la lancia di Achille, l'arma pashupata), o di mezzi di trasporto particolari (il carro pushpaka, le navi dei Feaci), quando si oppongono i celesti ai terrestri (homines, da humus), si sta ragionando di divinità planetarie;

2) quando si descrive, eccezionalmente, un fenomeno improvviso (ad esempio il proiettile distruttore del Mahabharata, che ha l'effetto di una bomba atomica), lì si è di fronte a un fenomeno eccezionale e unico: il fatto è che la lontananza delle fonti (gli eventi più antichi descritti nel Mahabharata risalgono, ad esempio, a tradizioni di quattro cinque secoli prima della messa per iscritto del poema e a loro volta queste tradizioni affondano le loro radici in epoche remotissime, fino al tre-quattromila avanti Cristo), impedisce di verificare se si sta parlando di un impatto asteroidale o di quello che noi chiameremmo un ufo-crash.


Ciò detto, l'idea del contatto sistematico dell'uomo con gli alieni nell'antichità è improponibile. Il fenomeno UFO sicuramente è attestato almeno dall'antico Egitto -limite che si pone perché è l'Egitto è una delle tre civiltà che hanno dato inizio alla scrittura, insieme ai Sumeri e dopo la civiltà basso-danubiana. Le presunte tracce del contatto si spiegano tutte meglio con il linguaggio astronomico del mito analizzato da Giorgio de Santillana e da Hertha von Dechend.

Questo linguaggio ha regole semplici.

La prima è che gli dèi, uranidi, luminosi, figli del cielo, sono i pianeti, in opposizione ai figli della terra, gli uomini. Tutte le denominazioni di dio (deiwos presso gli indoeuropei, el presso i semitici) significano "luminoso" e i pianeti lo sono, oggettivamente. Oltretutto, gli dei coi loro epiteti formulari hanno riferimenti astronomici costanti. Così Viracocha, che comunemente si traduce dio spuma di guano, in realtà significa, in quechua, signore del piano inclinato, cioè dio che segna l'eclittica (inclinata rispetto all'equatore celeste), ed è il dio corrispondente a saturno, al crono ankylometes, cioè dio dalla misura obliqua, dei greci (vedi a tal proposito JOhn Sullivan, the secret of the incas). Viracocha è detto anche signore delle quattro regioni del cielo prese insieme, cioè definisce il piano dell'eclittica segnato dai quattro punti dei due equinozi e dei due solstizi. Non è un caso, perché Saturno-Crono-Viracocha, dio della prima età del mondo (l'uno mangia i figli, all'altro si sacrificano bambini) è il pianeta più lontano visibile per gli antichi.

La seconda regola è che gli animali sono le costellazioni (si pensi alle bestie zodiacali, come le chiamava Giorgio Manganelli).

La terza regola, sin dai tempi della grotta di Lascaux e della città mesolitica di Gobekli Tepe, è che gli edifici a terra rispecchiano un ordine celeste, mitico e rituale di qualche tipo. Soggiacciono inoltre a rigidi schemi matematici, che gli antichi, i quali erano solo antichi e non idioti, sapevano ben concepire da soli.

Poi c'è il problema dei cosiddetti Oopart. In pratica, non siamo in grado di dire cosa sia realmente out of place in una civiltà arcaica. Per esempio, le pile di Baghdad e il Meccanismo di Anticitera non dovrebbero stupire più di tanto: Erone di Siracusa aveva scoperto la turbina a vapore e le fonti romane ci parlano di materiali d'avanguardia e paranchi semiautomatici. La rivoluzione industriale non è avvenuta nel III sec. a.C. solo per una combinazione di circostanze storicoculturali. La tecnologia e la mentalità scientifica c'erano già ed erano tutte umane.
Interessato74
00Friday, March 4, 2011 2:56 PM
Re: Re:
Tigro68, 04/03/2011 14.39:

@ Interessato 74 vorrei chiedere:

La precessione degli equinozi è un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l'orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse.
Il risultato è un moto di precessione che compie un giro completo ogni 25.800 anni circa. Questo vuol dire anche che il sole si sposta di un grado sull'orizzonte all'interno della casa zodiacale ogni 72 anni circa e impiega circa 2160 per "attraversare" completamente uno solo di questi segni zodiacali. Chi ha vissuto all'epoca dei Sumeri così tanto da accorgersi di un tale fenomeno astronomico? Da chi proveniva questa conoscenza?




Veniva da più di diecimila anni di osservazioni del cielo.

Ricordate: i Neandertaliani (50000 anni fa) avevano calendari lunari, per prevedere i cicli mestruali e regolare le nascite, secondo una esigenza tipica delle civiltà di cacciatori e raccoglitori; inoltre, le grotte di Lascaux e di Altamira sono mappe celesti (17000 anni fa). La prima effigie del serpente, una costellazione, si trova scolpita nella roccia in una caverna keniota di 60000 anni fa. Prima dei Sumeri l'uomo ha attraversato 55000 anni di nomadismo e di osservazione astronomica a occhio nudo. L'unico vero mistero sembrava essere il fatto che i Dogon conoscessero la compagna nana di Sirio. Ma una verifica delle fonti ha permesso di scoprire che le conoscenze dei Dogon a tal proposito non risalgono a epoche anteriori all'arrivo degli esploratori europei. C'è anche il fatto che il linguaggio del mito è inclusivo e atemporale. Difficilmente accoglie innovazioni, ma quando le accoglie le ingloba come un fossile di diatomea in uno strato di roccia sedimentaria.

P. s.

Non commettete l'errore di pensare che una civiltà sia incapace di conservare un blocco di conoscenze imponente solo perché non ha la scrittura. In una civiltà senza scrittura le tecnologie e le cognizioni di base, associate alle storie dei loro inventores mitici, sono tramandate oralmente di generazione in generazione per millenni. E un poeta orale può improvvisare al momento poemi lunghissimi, pieni di cognizioni tramandate. Recentemente è morto in Tibet un bardo analfabeta capace di comporre all'improvviso un poema epico di un milione di versi (non è uno scherzo) contenente tutte le tradizioni storico-mitologiche di un'epopea le cui radici remote risalgono a più di mille anni fa.
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