Fame nel mondo, la partita si gioca in Africa

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vanni-merlin
00Wednesday, March 7, 2007 6:55 PM
Fame nel mondo, la partita si gioca in Africa


Si è chiuso in Mali il Forum mondiale sulla sovranità alimentare. Più di 500 donne e uomini da 80 Paesi per riaffermare la dignità di contadini, pastori, pescatori, associazioni di donne, popoli indigeni, migranti

La sovranità alimentare "dà la priorità alle economie e ai mercati locali e nazionali, e fa prevalere l'agricoltura contadina e familiare, la pesca tradizionale e la dignità dei pastori, insieme a una produzione, distribuzione, e consumo alimentare basati sulla sostenibilità ambientale, sociale e economica". La dichiarazione finale del Forum Mondiale per la Sovranità Alimentare "Nyeleni 2007", a Sélingué in Mali, ha posto al centro della lotta alla povertà le realtà rurali e pastorali del Sud del mondo. Le delegate e i delegati intervenuti a Nyéléni hanno dichiarato di "combattere per un mondo dove siano i popoli a definire propri sistemi alimentari", e dove vengano riconosciuti i diritti e il ruolo delle donne nella produzione agricola. Chiedono vere riforme agrarie che riconoscano il pieno diritto alla terra per i contadini, che difendano e recuperino i territori dei popoli autoctoni, che venga affermato come diritto universale l'autodeterminazione delle popolazioni nella scelte e nello sviluppo agricolo, nel sud del mondo come per i piccoli produttori occidentali. I partecipanti al Forum erano più di 500 donne e uomini provenienti da oltre 80 Paesi di tutto il mondo: allevatori, pescatori, associazioni di donne, lavoratori rurali e cittadini, popoli indigeni, migranti, pastori, organizzazioni per la difesa dell'ambiente e organizzazioni non governative. Un summit organizzato per riaffermare l'importanza del concetto di sovranita' alimentare "come reale alternativa alle politiche agricole neoliberiste imposte dall'Organizzazione Mondiale del Commercio, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale", recita una nota del Comitato italiano per la Sovranità alimentare.

La dichiarazione finale del Forum di fronte alle politiche agricole mondiali dettate dalle Organizzazione Mondiali e dalle Istituzioni finanziarie ha posto come orizzonte comune la sovranità alimentare che "ci dà la forza e il potere di conservare, recuperare e sviluppare le nostre conoscenze e le capacità acquisite nella produzione di alimenti" , anteponendole alle esigenze dei mercati e delle imprese, difendendo gli interessi delle prossime generazioni.


All’incontro hanno partecipato anche personalità della scena politica internazionale come il presidente venezuelano Hugo Chavez, il presidente del Mali, Amadou Toumani Touré, e l’ex vice primo ministro del Nepal, Bamdev Gautam.



Prossimo appuntamento a settembre a Budapest
Quattro gli italiani al Forum: Sergio Marelli, presidente del Comitato italiano per la Sovranità alimentare, Antonio Onorati, coordinatore del Comitato itnernazionale di pianificazione delle Ong/Osc per la Sovranità alimentare (Ipc), Andrea Ferrante, presidente dell'Associazione italiana per l'agricoltura biologica, (Aiab) e Andrea Troncin, delegato italiano per La via Campesina, appartenente all'Associazione rurale italiana (Ari). "Il Forum è stata l'occasione per un importante confronto a livello mondiale sulle tematiche e sulle sfide che ci toccano da vicino, ha affermato Marelli. "Il nostro lavoro come sottoscritto in Mali", ha continuato, "ha l'obiettivo generale di affermare la sovranità alimentare come diritto che deve essere recepito dagli ordinamenti giuridici internazionali. Il prossimo impegno che ci vedrà protagonisti sarà il grande Forum Europeo sulla Sovranità Alimentare organizzato a Budapest per fine settembre: da tutta Europa, dai contadini russi a quelli portoghesi, i delegati discuteranno insieme e lanceranno proposte per le politiche agricole nel Vecchio Continente".
Tre le priorità: l'appuntamento del 2008, quando si valuteranno con l'analisi di medio termine i risultati della Politica agricola comune dell'Europa (Pac), varata nel 2003 e di cui ci si prepara a chiedere la riforma; la discussione in seno alla Commissione Europea sulla soglia di tolleranza nei cibi e prodotti biologici di transgenico; la questione degli accordi di partenariato, gli Epa, che l'Europa vuole imporre ai paesi del sud in contrasto con le richieste degli agricoltori.



Una strategia dinamica e globale
"Pensiamo che il Forum di Nyeleni ha offerto una nuova opportunità per aumentare il riconoscimento della sovranità alimentare", ha affermato Marelli, "e rinforzare le azioni e le campagne che si realizzano per la sua applicazione effettiva". Durante i cinque giorni del summit, ha spiegato Marelli, i partecipanti non si sono limitati "a precisare la natura del diritto al cibo e le sue implicazioni nella politica agricola dei propri Paesi e regioni", ma hanno discusso su "una strategia dinamica e globale" affinché la sovranità alimentare sia applicata tanto a livello locale che internazionale.
Il Forum è stato organizzato da un'alleanza di movimenti sociali internazionali: La Via Campesina, Roppa, una rete di organizzazioni dei produttori allevatori e agricoltori dell'Africa Occidentale, Marcia Mondiale delle Donne, Forum Mondiale dei Pescatori e Lavoratori della Pesca, Forum Mondiale dei Popoli della Pesca, Comitato internazionale di pianificazione sulla sovranità alimentare, Rete Mondiale per la sovranita' alimentare, Amici della Terra.



da: www.agimondo.it/repository/fame-nel-mondo-la-parola-allafrica

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