Enrico Montesano

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Agg-Webmaster
00Saturday, November 5, 2005 2:55 PM

Enrico Montesano nasce il 7 giugno del 1945 nel popolare quartiere romano della Garbatella da padre ragioniere e madre casalinga; è nipote d'arte.

Diplomato geometra nel 1964, recita nelle compagnie scolastiche riscuotendo un notevole successo come imitatore dei più popolari personaggi della televisione.

Muove i primi passi nel mondo dello spettacolo nel 1967, quando in uno spettacolo scritto dall'umorista Vittorio Metz chiamato "Houmor Nero" si esibisce con buon successo come imitatore; viene notato dal cabarettista e cantante Lando Fiorini, che in quegli anni in via dei Salumi a Roma aveva intenzione di inaugurare un locale nel quale presentare spettacoli di vario tipo, e viene scelto come attore principale e fantasista di questo cabaret che viene chiamato "IL PUFF" e che in seguito diverrà assai noto attirando tanti altri giovani cabarettisti portandoli al successo. Si racconta che Enrico, insieme ad altri amici, abbia aiutato manualmente a rimettere a posto il locale, che prima dell'apertura versava in pessime condizioni essendo destinato ad altri usi.

Insieme al giovane Montesano, specialista imitatore, Fiorini convinse a partecipare al progetto-PUFF anche altri attori di varietà: in particolare Emy Eco, Solveyg D'Assunta e Leone Mancini.



Nel PUFF, Montesano comincia a sperimentare nuovi aspetti della sua vena da trasformista ed imitatore: dalla osservazione della realtà egli trae un personaggio assolutamente nuovo, chiamato FELICE ALLEGRIA.

Le due stagioni al Puff (67/68 - 68/69) sono fortunate e decretano il successo di pubblico che il locale avrà ancora per anni e fino ad oggi.

Ma Enrico nel 1969 di partecipare ad un provino per la RAI-TV sotto gli occhi del regista televisivo Vito Molinari, in cerca di nuovi volti da presentare alla sua trasmissione "CHE DOMENICA AMICI!": Felice Allegria piace al regista che decide di portare Enrico nella sua trasmissione.

Nel 1969 passa al BAGAGLINO, altro storico centro del cabaret romano; dalla storia analoga a quella del PUFF (nasce dalla assoluta povertà), il Bagaglino era sito in Vicolo della Campanella a Roma, e costituiva un centro di aggregazione e di divertimento nelle serate romane con spettacoli teatrali e di cabaret. Qui Montesano sarà per due stagioni, fino al 1971, e arricchirà il suo bagaglio avendo opportunità di conoscere Gabriella Ferri, popolare Show-Girl romana e cantante di successo, con la quale avrà modo di lavorare ancora in seguito.

Nel 1971/72 torna al PUFF con uno spettacolo da lui scritto: "HOMO CRAS". Ma a causa di alcuni dissapori con Lando Fiorini, lascerà di nuovo il locale trasteverino per tornare al gruppo del Bagaglino, trasferitosi nella storica sede del SALONE MARGHERITA, e recitando con l'attrice Maria Grazia Buccella.

Intanto il cinema si è accorto di lui e comincia a proporgli alcuni progetti interessanti come co-protagonista al fianco del celeberrimo imitatore Alighiero Noschese, per la De-Laurentiis. Commedie di scarso interesse, ma utili ad Enrico per farsi conoscere dal grande pubblico e cercare altre proposte cinematografiche e teatrali. Si ricordano per questo periodo: "IL FURTO è L'ANIMA DEL COMMERCIO" (1972) e "IL PRODE ANSELMO E IL SUO SCUDIERO" (1972), entrambi per la regia di Bruno Corbucci.

Nel 1973 Enrico ritorna momentaneamente al cabaret, e a sorpresa ancora al PUFF, con uno spettacolo chiamato "MISCHIATUTTO '73" che riscuote un ottimo successo.



I tanti impegni ai quali Montesano è ormai chiamato a rispondere non gli permetteranno altri ritorni al cabaret. Al PUFF Lando Fiorini chiamerà a sostituirlo Lino Banfi.

Per la televisione nazionale torna a lavorare nel 1973 con una trasmissione di due ore insieme a Maria Grazia Buccella chiamata "IO NON C'ENTRO!".

Nella prima metà degli anni 70, mentre prende quota definitivamente la carriera cinematografica come promettente attore comico, sperimenta anche la radio con grande successo: gli autori della celebre trasmissione GRAN VARIETA', che annoverava tra i suoi comici anche Alberto Sordi, non possono non accorgersi di lui. Montesano, sfruttando il mezzo radiofonico, creerà sketch interpretando le voci di tutti i personaggi. E' il momento della "romantica donna inglese", di "Dudù e Cocò" (parodia dei vecchi Gagà napoletani), di "Torquato il pensionato". Sono piccoli bozzetti satirici, apprezzabili per la geniale osservazione del costume italiano, anticipatore per certi versi di ciò che farà anche Carlo Verdone poco tempo dopo; personaggi rimasti popolari e nati dalla spietata osservazione del reale.

Nel 1974 lavora ancora con Gabriella Ferri su Rai Uno con il divertente "DOVE STA ZAZA'", simpatica rievocazione del mondo del varietà, e "MAZZABUBU'" in cui esibisce i suoi personaggi.

Con "QUANTUNQUE IO", del 1977, Montesano sarà autore dei testi con Ferruccio Fantone, e punterà su sketch veloci, dalle gag fulminanti, rinunciando dunque ad effetti scenici spettacolari puntando dunque solo sulla vena comica. Con questo spettacolo RAI 2 otterrà il premio Tv "Montreux".

Nel 1978 l'affermazione teatrale: Garinei & Giovannini lo scelgono per la parte principale in RUGANTINO, testo classico romano, al teatro SISTINA con Alida Chelli, Bice Valori ed Aldo Fabrizi. Il vero salto di qualità per l'attore; da questo momento pure l'attività cinematografica prende corpo, permettendo a Montesano di mostrare altre doti nascoste quando è diretto da registi rigorosi, dalla comicità più fine. E' il caso di "AMORE IN PRIMA CLASSE" di Samperi, "LE BRAGHE DEL PADRONE" di Flavio Mogherini, ma soprattutto "ARAGOSTE A COLAZIONE" di Giorgio Capitani nel quale l'attore ha modo di confrontarsi con il genere della "pochade" tipicamente francese.

Negli anni '80 il più grande successo di Montesano resta, indiscusso, "BRAVO!", presentato sempre da Garinei e Giovannini, di cui l'attore è co-autore con la famosa coppia di autori Terzoli & Vaime. Un banco di prova eccellente per le sue doti di comico, un "One man show" condotto con straordinaria abilità. Ottimo intrattenitore, Montesano in questo spettacolo delizia il pubblico pure con monologhi pungenti contro l'ipocrisia di certi costumi italiani. Ancora oggi "Bravo" è il suo spettacolo più ricordato e considerato dalla critica.



Gli anni '80 vedono l'attore romano come uno dei protagonisti del ricco panorama, seppur povero di qualità, della commedia all'italiana. Oltre a pellicole prettamente commerciali (ove è guidato da registi meno rigorosi quali Steno, Castellano & Pipolo e Sergio Corbucci), ha modo di dare vita a film di discreto interesse quando è guidato da regìe più attente come ne "IL LADRONE" (1980), sentita prova drammatica, "SOTTO...SOTTO...STRAPAZZATO DA ANOMALA PASSIONE" (1984), sottovalutato film di Lina Wertmuller, o "CAMERA D'ALBERGO" (1980), guidato dal grande Mario Monicelli. Non mancano curiose collaborazioni come nel caso de "I DUE CARABINIERI" del 1984 nel quale si fa dirigere da Carlo Verdone; questo film avrà un seguito, "IL TENENTE DEI CARABINIERI" (1986) in cui Montesano sarà protagonista con Nino Manfredi.

Nel 1985 Enrico Montesano si proverà alla regia cinematografica con la pellicola "A ME MI PIACE", in cui è anche protagonista.

Nel 1986 riceve la Maschera d'Argento ed il David di Donatello.

Abile intrattenitore di pubblico, nel 1989 è chiamato a condurre la nota e fortunata trasmissione televisiva del sabato sera "FANTASTICO", giunta alla 9a edizione, in coppia con la cantante Anna Oxa. Qui avrà modo di ripresentare alcuni celebri cavalli di battaglia dei suoi personaggi, oltre a presentare il programma con garbo e simpatia.

Sul finire degli anni 80, venuto a calare l'interesse del pubblico per certe commedie all'italiana di carattere commerciale, si percepisce il graduale distacco dell'attore dal mondo del cinema; dopo periodi di numerose partecipazioni, la sua presenza si dirada ma è proprio in questo periodo che Montesano si mette alla prova con film più impegnativi, seppur sempre appartenenti al registro brillante: ne "IL VOLPONE" del 1988 è il cameriere Mosca che inaspettatamente erediterà tutto il patrimonio del vecchio Volpone, interpretato da un superbo Paolo Villaggio (ben lontano da Fantozzi); ne "I PICARI", del 1989, guidato da Monicelli formerà una affiatata coppia con il grande Giancarlo Giannini, attorniato da un folto cast di stelle (Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Bernard Blier).



Negli anni 90, la televisione occupa gran parte degli impegni di Montesano: nel 91 partecipa alla serie TV "SPQM - LEZIONI DI STORIA ROMANA", oltre a dare una buona interpretazione nella fiction drammatica "UNA PROVA D'INNOCENZA" di T.Valerii. Nel 1995 su RaiDue interpreta e dirige il telefilm "PAZZA FAMIGLIA" con Paolo Panelli, seguito dalla seconda serie "PAZZA FAMIGLIA 2" del 1996.

Nel 1997, Enrico decide di abbandonare anche la televisione a causa di uno sfortunato ritorno alla conduzione televisiva. Chiamato a condurre ancora Fantastico, (il cui nome cambierà in FANTASTICO ENRICO), sarà costretto a lasciare dopo poche puntate la conduzione a Giancarlo Magalli a causa dello scarso seguito di pubblico. E' un addio polemico, dopo il quale tutte le attenzioni dell'attore saranno dedicate al teatro.

La produzione teatrale si fa dunque intensa e produttiva: il grandissimo successo "BEATI VOI", di Terzoli & Vaime, "TRASH - NON SI BUTTA VIA NIENTE" (1997), scritto dallo stesso attore, ma soprattutto la lunga tourneè che nel 1999/2000 lo vede impegnato in tutta Italia con "MENO MALE CHE C'E' MARIA", remake di un celebre film con Robin Williams, in cui Montesano interpreta la parte del marito abbandonato travestito da vecchia governante.

Nella stagione 2001/2002 ottiene un altro enorme successo di pubblico con il remake di "Beati Voi", chiamato "MALGRADO TUTTO...BEATI VOI!" che lo conferma ancora ai vertici del teatro brillante italiano dopo 30 anni di carriera.


Beau Geste
00Sunday, November 6, 2005 1:41 PM
Simpaticissimo.
Mi piace "il conte Tacchia".
Agg-Webmaster
00Sunday, November 6, 2005 4:16 PM
molto divertente
mitico enrico [SM=x817291]

[Modificato da Agg-Webmaster 06/11/2005 16.16]

Lorymcneel
00Tuesday, December 23, 2008 5:18 PM
E che dire del Marito in collegio, liberamente tratto dal romanzo di Guareschise non che è un'ottima intrepretazione
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