Emergenza dimenticata

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vanni-merlin
00Saturday, December 2, 2006 5:54 PM
Emergenza dimenticata



Sono ormai oltre 30mila i centrafricani rifugiati in Camerun. E il flusso non accenna a diminuire. A spingerli a cercare scampo oltre confine sono i ripetuti attacchi di gruppi di banditi armati. Molti i bambini rapiti a scopo di estorsione.



Non se ne parla molto. Meglio, non se ne parla affatto. Probabilmente perché non c’è in corso un vero e proprio conflitto con eserciti governativi e gruppi di ribelli gli uni contro gli altri armati, né ci sono ci sono ingenti risorse minerarie da accaparrarsi. Ma le sofferenze sono ingenti e un intero gruppo etnico – quello degli mbororo – sta conoscendo un calvario.

I primi rifugiati cominciarono ad arrivare in Camerun in aprile 2005. «Ma da allora il flusso non ha fatto che crescere» conferma Jacques Franquin, rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) in Camerun. «Le zone orientali e settentrionali della Repubblica Centrafricana sono infestate da ex ribelli che di frequente assaltano le comunità dei pastori mbororo, derubandole del bestiame, l’unica loro fonte di sostentamento».

Questi gruppi di banditi rapiscono anche molti bambini. «Non già per infoltire le proprie fila, bensì per poi chiederne il riscatto» spiega William Eteki Mbouma, presidente della Croce Rosse camerunese. «Nell’immaginario collettivo della gente, gli mboroso sono ritenuti ricchi, in quanto possiedono molte mandrie».

Chi sono questi banditi? Mbouna: «Alcuni sono ex ribelli che, nel marzo 2003, hanno aiutato l’attuale presidente del Centrafrica, François Bozize, a prendere il potere. Altri sono disertori dell’esercito ciadiano. Altri ancora, criminali nigeriani. La verità è che, dal 2004, in molte zone del nord e dell’est è in atto una “emergenza dimenticata”. Questi banditi-ribelli hanno un solo interesse: farsi ricchi. E così rubano il bestiame degli mbororo e rapiscono i loro bambini, per poi chiedere ai genitori ingenti somme di denaro per la loro liberazione».

L’insicurezza si è estesa anche alle zone del Camerun confinanti con la Repubblica Centrafricana. Tanto che il governo di Yaoundé s’è visto costretto a stanziare forze di sicurezza per proteggere le popolazioni locali e i campi dei rifugiati, poiché di frequente i banditi-ribelli sferrano attacchi anche contro villaggi situati oltre la frontiera. Nel 2005, i due governi si accordarono per una operazione congiunta contro i gruppi di banditi-ribelli.

L’Unicef e il governo camerunese stanno assistendo i rifugiati. Trattandosi però di pastori nomadi, diventa difficile localizzarli, registrarli e sistemarli in campi fissi. Jacques Franquin: «Fino ad oggi, ne abbiamo registrati circa 15mila. Ma sappiamo che ce ne sono altrettanti che ancora vagano qua e là con le loro mandrie. Speriamo di completare il lavoro di registrazione entro la metà di dicembre». In gennaio, l’Acnur prevede di aprire nella regione un proprio ufficio.



da: www.nigrizia.it/doc.asp?id=8978&IDCategoria=127
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