EFFETTO STORACE

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INES TABUSSO
00Monday, October 15, 2007 10:53 AM



ANSA
2007-10-15 10:18
PD, OLTRE TRE MILIONI DI VOTI
VELTRONI AL 75,7%

www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_73472...




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www.storace.it/


www.storace.it/2007/10/04/una-vergogna-a-vita/#more-182


www.storace.it/2007/10/12/e-pure-napolitano-attacca-storac...




LA REPUBBLICA
9 ottobre 2007
Storace: “Stampelle alla Montalcini”.
E sul sito spuntano frasi antisemite
di ALESSANDRA LONGO

Il leader della Destra: una cosa da ragazzi. Il centrosinistra: un fatto vergognoso

Offese online “Diamole un incarico al Ghetto, di profilo il Nobel è pure più odiosa“

ROMA - Un bel paio di stampelle da consegnare a domicilio. Si comincia dalla senatrice a vita Rita Levi Montalcini: «L´indirizzo lo conosciamo, vogliamo dargliele personalmente…». Nella deriva attuale, l´iniziativa dei giovani affiliati a «La Destra» di Francesco Storace passa quasi inosservata. Giusto il titolo di un´agenzia di stampa: «Senatori a vita: LD regala stampelle, le prime a Levi Montalcini». Loro sono fieri, fierissimi, della trovata. Mentre il Capo, Storace, presenta a Palazzo Madama un disegno di legge per abolire i detestati vegliardi, «non più vecchi saggi ma gente organica alla maggioranza», i ragazzi del movimento, guidati da Fabio Sabbatani Schiuma, braccio destro dell´ex presidente della Regione Lazio, studiano l´idea-immagine: «Abbiamo scartato mutandoni e pannoloni, meglio le stampelle», informa Sabbatani Schiuma. Tutto questo non le pare di uno straordinario pessimo gusto? «Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa».
Rita Levi Montalcini è la prima della lista. Di lei, come degli altri senatori, hanno indirizzo, numero civico, orario consigliato per trovarla a casa. L´hanno avvertita del pacco in arrivo, si è limitata ad alzare le spalle. Davvero «una cosa incivile, inaccettabile, inquietante, ai limiti dell´intimidazione», commentano Enzo Bianco, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, Silvana Mura, deputata dipietrista, e Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo dell´Ulivo a Palazzo Madama. «Che si vadano a leggere le mail che arrivano al mio sito - replica Storace - la gente non ne può più di questo governo tenuto in piedi dai novantenni». Storace, lei converrà che l´iniziativa delle stampelle ha un sapore decisamente fascista. «Ma quale fascista, è un´idea goliardica, so´ragazzi. Io, comunque, non ce l´ho con la Levi Montalcini scienziata, anzi, da connazionale, ne sono orgoglioso. Provo pena, invece, per la sua attività al Senato. E´ intollerabile che questi votino tutto, non solo la fiducia al governo, ma anche le mozioni e gli ordini del giorno, com´è successo con il caso Visco». Hanno il diritto di votare, non le pare? «Appunto, per questo va cambiata la legge». Commenta Francesco Cossiga: «Storace arriva buon ultimo. Ho già proposto l´abolizione dei senatori a vita. Se il mio voto fosse determinante, io non voterò».
Nel frattempo, dal sito di Storace, non filtrato, un florilegio degno di chi scrive: «Vergognosi a vita, mummie, relitti, cariatidi maleodoranti, parassiti, Barabba senatoriali, siete sclerotici, inutili, dannosi». La più bersagliata è lei, la signora Montalcini, «premio Nobel della vergogna». Storace: «E´ entrata a Palazzo Madama per meriti, per aver illuminato il Paese, oggi è diventata l´abat-jour di questo governo. Mi domando perché lei e i suoi colleghi se ne fregano dell´orientamento popolare e sostengono una maggioranza che il Paese non vuole più. Questa è un´anomalia tutta italiana, un abuso del voto che non siamo più disposti a tollerare».
Capisci che l´idea di consegnare le stampelle («Sono tutte riciclate», precisa Sabbatani Schiuma in tempi di antipolitica) è partita dai più “moderati” del gruppo. Circola online, fra i simpatizzanti, fra i militanti, un linguaggio ben peggiore: «La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosiddetti. E´ irritante, di profilo anche più odiosa». Di profilo? Si arriva al punto, all´umore vero di certa destra: «Che ci fa al Senato? Le darei un incarico politico nel ghetto».




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www.storace.it/2007/10/04/una-vergogna-a-vita/#more-182


francesco storace scrive:
4 Ottobre 2007 alle 10:35

fate conoscere il post ai blog di vostra conoscenza




Una vergogna ‘a vita’

Il voto dei senatori a vita di ieri al Senato sul caso Visco è stato semplicemente vergognoso. E’ la prova provata che - al contrario di quando si è votato per la Rai, quando costoro non c’erano - questa volta Prodi aveva paura di doversi dimettere. Qualcuno dovrà chiedere scusa a La Destra per l’imbroglio mediatico che è stato messo in scena contro di noi, ma intanto resta quello che è accaduto.
Oggi vedrò con i nostri parlamentari europei e nazionali il presidente Berlusconi e credo che sarà necessario riprendere una forte iniziativa contro l’abuso del voto dei senatori a vita: è intollerabile che votino persino sulle mozioni e sugli ordini del giorno, e non solo sulla fiducia al governo. Noi non siamo più disponibili a tollerare che il governo si
regga per il voto di chi sta al Senato nel disprezzo assoluto della volontà popolare.
Come italiani abbiamo avuto molta ammirazione per la ricercatrice Rita Levi Montalcini, come italiani proviamo un pò di pena per la senatrice Rita Levi Montalcini.

Giovedì, 4 Ottobre 2007





Commenti a “Una vergogna ‘a vita’”

francesco storace scrive:
4 Ottobre 2007 alle 10:35

fate conoscere il post ai blog di vostra conoscenza





stefano XXXXXX scrive:
4 Ottobre 2007 alle 12:57

La Montalcini è irritante, di profilo è anche più odiosa!
Il Paese ha problemi incredibili, l’esecutivo è impresentabile e la Montalcini, Nobel del Palazzo, li salva!
VERGOGNA! CI VUOLE IL NOBEL DELLA VERGOGNA!




Ex Monte Mario scrive:
4 Ottobre 2007 alle 13:22

La Montalcini! Belle esempio di politica italiana,…per non dire soggetto,…è pur sempre una donna italiana che va rispettata! Per fortuna che la politica si riempie sembre la bocca, o meglio gli oratori della politica affermano sempre: LARGO AI GIOVANI, ALLE PERSONE GIOVANI E CHE ABBIANO CAPACITA’! La Montalcini è un esempio di gioventù!? La politica ai politici, ai nobel lasciamo la scienza, la cultura, la sperimentazione, la cultura. Un Nobel che non si tiene neanche in piedi e che continua col suo voto a creare danni al nostro ben amato paese. Io gli darei un incarico politico nel ghetto, la nominerei rappresentante, porta voce, della comunità ebraica! Ma che sta a fà li in Senato, cosa c’entra ….Il nostro è un paese, di merda! Capaci di trucidare un dittatore buono, che da paese agricolo ci mutò in paese industrializzato, perchè fascista,….per portare alle stesse Cicciolina, Luxuria, Pecoraro Scanio, Caruso….e questori della camera appartenenti negli anni 70 alle BR! E’ tutto un circo




Italiano Metafisico scrive:
4 Ottobre 2007 alle 16:36

In Senato continuano ad essere decisive le mummie come Scalfaro e la Montalcini.
Quand’è che scacciamo questa gerontocrazia di parassiti, a partire da nonno Napolitano?
A quando una nuova marcia su Roma ?





michela la rossa scrive:
9 Ottobre 2007 alle 01:44

caro senatore francesco voglio fare i complimenti ai nostri ragazzi (piuttosto come si chiama il gruppo giovanile della DESTRA?) per questa storia delle stampelle…..meravigliosa trovata ….anche se ci (è tua?)attaccheranno. michela da brescia





nando scrive:
9 Ottobre 2007 alle 01:46

beh come trovata è stata bella davvero,ma io con le stampelle farei dell’altro a questi servi della sinistra!!!!




Nicoletta XXXXXXX scrive:
9 Ottobre 2007 alle 08:34

E bravi i nostri ragazzi !
Lo sapevo che avevamo puntato su cavalli vincenti !!
Passate il blog a tutti quelli che conoscete.
Complimenti, bella trovata!
E garzie ai ragazzi per aver contattato anche i giovani della mia Provincia.
Siete dei grandi!




Antonio scrive:
9 Ottobre 2007 alle 22:22

San Francesco, nel “Cantico delle Creature “, appellava come ” sorella ” la morte.
Speriamo che questa nostra “sorella “, visiti presto quei vecchi Senatori a vita, che si ostinano a votare a favore di questo governaccio.
L’ Inferno, col fuoco inestinguibile e Satana li attendono con ansia.




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L'UNITA'
11 ottobre 2007
Storace insulta, perché nessuno difende la Montalcini?
Furio Colombo

Qualcosa sta accadendo nella nostra Repubblica, qualcosa di ben più grave delle storie che ci raccontano negli identici talk show di ogni sera, qualcosa che testimonia di una trasformazione intollerabile che si rivela quasi all’improvviso, sconvolge ogni cosa che credevamo dell’Italia fino a un momento prima, persino nei momenti di pessimismo. Qualcosa di cui le persone colpite, per quanto illustri, si difendono da sole, perché vengono aggredite, umiliate, insultate in pubblico nel silenzio di tutti.

Ecco ciò che sta accadendo: i fascisti stanno tornando fascisti, come ai tempi del peggiore squadrismo e non se ne vergognano.

Parlo di Rita Levi Montalcini, la coraggiosa senatrice a vita di questa Repubblica.

Premio Nobel per la Medicina celebre e onorata nel mondo, che siede con l’onore ma anche il diritto di senatore a vita (l’onore dell’Italia a lei e di lei all’Italia, il diritto pieno della Costituzione) e viene ogni giorno insultata nella cosidetta “Camera Alta” italiana da quasi tutta l’opposizione.

Le urlano insulti in faccia a pochi metri di distanza - evidentemente in scrupolosa obbedienza a squallidi ordini ricevuti - ogni volta che Rita Levi Montalcini (qualche volta con gli altri senatori a vita ma spesso da sola) mette il voto di cui ha diritto a sostegno del governo.

Era ed è stato finora un fatto ignobile. Ma adesso il più fascista di ciò che resta del fascismo in Italia, quel Francesco Storace che, dopo avere liberamente amministrato da presidente la Regione Lazio e poi, da ministro, un settore che gli è caro, quello della Sanità, siede adesso in Senato, ha deciso una esemplare spedizione punitiva contro la novantasettenne senatrice italiana colpevole di essere democratica, antifascista e ebrea.

Ecco il testo che potete leggere in rete, opera dei “giovani” de “La destra”, nuova formazione politica fondata da Storace che - evidentemente - non ne può più della logorante finzione democratica.

Il testo comincia con queste parole: «L’indirizzo lo conosciamo. Vogliamo consegnarle un bel paio di stampelle a domicilio». Scrive Alessandra Longo (La Repubblica, 10 ottobre): «Loro sono fieri, fierissimi della trovata. Il loro capo, Storace, presenta a Palazzo Madama un disegno di legge per abolire i detestati vegliardi “non più vecchi saggi ma gente organica alla maggioranza”. Intanto i ragazzi del movimento, guidati da Fabio Sabbatani Schiuma (già noto perché è parte delle stesse inchieste e processo che riguardano il capo) studiano l’idea-immagine». Domanda la giornalista a Sabbatani-Schiuma: «Tutto ciò non le pare di di uno straordinario pessimo gusto?». Risposta da squadrista: «Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo, sì o no? E poi sono vecchi, se ne stiano a casa!».

Alle timide e educate proteste del centro-sinistra che parla, cauto cauto, di «una iniziativa ai limiti della intimidazione» (mostrando di avere una vasta e tollerante nozione di “limiti” e di “intimidazione”), Storace non ha difficoltà a rispondere (cito da Dagospia): «Che si vengano a leggere le e-mail che arrivano al mio sito. La gente non ne può più di questo governo tenuto in piedi dai novantenni». E poi precisa: «Ma quali fascisti? So’ ragazzi!». Mostrando che finalmente, con lui, il fascismo ritrova un volto. Cito ancora da Dagospia: «Capisci che l’idea di consegnare le stampelle è partita dai “moderati” del gruppo. Circola online, fra simpatizzanti e militanti, un linguaggio ben peggiore: «La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosidetti. È irritante. Di profilo è ancora più odiosa».

Ecco il debutto del fascismo che torna, spregevole e virulento come la notte di razzia nel Ghetto di Roma, i 1000 italiani ebrei, uomini, donne, ragazzi, bambini, neonati, “vecchi” certamente trattati dagli sgherri con lo stesso disprezzo dei “ragazzi” di Storace, mentre li issavano su camion militari legati alle sedie, la notte del 16 ottobre 1943. È stato, ci dicono i documenti, un rastrellamento accurato condotto da soldati nazisti guidati da mappe, liste di nomi e indirizzi forniti da complici italiani, e con la partecipazione di poliziotti fascisti. A quel tempo un certo Almirante si occupava della rivista di caccia agli ebrei intitolata La difesa della razza.

Bella, nobile, la risposta di Rita Levi Montalcini sulla prima pagina de La Repubblica. «Io sottoscritta Rita Levi Montalcini, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale, del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento. In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione italiana, espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre modifiche. Peraltro esercito tale diritto secondo piena coscienza e coerenza».

Ma perché, in un Paese così esuberante nel dichiarare di tutto su tutto, Rita Levi Montalcini, che non solo è senatore a vita che vota “a sinistra”, ma è anche “miliardaria” e con “il profilo odioso”, come vuole il più rigoroso antisemitismo fascista, perché deve difendersi da sola, salvo poche frasi educate udite e trascritte qua e là senza cogliere il segno che è: il fascismo si sente libero di mostrare la faccia del 1943?

Il problema è grave e urgente per il Senato, tutto il Senato, prima di tutto coloro che - nell’opposizione - non sono fascisti (gli abbiamo creduto al tempo della svolta di Fiuggi) ma fino a un momento fa sono stati con e accanto a Storace.

Ci spieghino, e gli crederemo. Ma si uniscano nell’impedire non solo l’orrore dei “ragazzi” di Storace, ma anche gli insulti quotidiani rivolti ogni giorno a Rita Leve Montalcini, che disonorano il Parlamento.

colombo_f@posta.senato.it

Pubblicato il: 10.10.07
Modificato il: 11.10.07 alle ore 8.36





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