E su Moro ?

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roteoctober
00Thursday, April 27, 2006 2:37 PM
Buongiorno a tutti,

vorrei sapere se sul Caso Moro condividete in toto o meno la versione ufficiale così come emersa nei vari processi (quattro mi pare).
Anche qui sono emerse una marea di teoria su chi c'era veramente dietro, il Grande Vecchio, etc., tuttavia mi pare anche che a puro livello fattuale la ricostruzione ufficiale del rapimento e particolarmente dell'ultimo giorno di Moro sia stata contestata anche con elementi materiali (sabbia o terra nei risvolti dei pantaloni di Moro e sui pneumatici della R4 ad esempio).

Grazie e saluti.
carmelo pugliatti
00Thursday, April 27, 2006 5:11 PM
Personalmente su Moro non credo a "grandi vecchi".Esiste in una parte ,per fortuna limitata, della "intelighenzia" di sinistra una sorta di giustificazionismo per cui "non possono essere stati i compagni,di certo dietro c'era la (solita,eterna,immancabile) CIA".Mi pare che le indagini e le rivelazioni dei terroristi abbiano fatto chiarazza sull'argomento.Certo rimangono molti misteri.Per esempio la storia del lago della Duchessa,ossia la favoletta della seduta spiritica con cui l'Onorevole Prodi ha evidentemente voluto mascherare informazioni ricevute da ambienti dell'estrema sinistra Bolognese con cui alcuni suoi amici erano in contatto.Che Moro sia stato ucciso dalle Brigate Rosse credo non vi siano dubbi.Che settori del mondo politico ed istituzionale non abbiano ritenuto prioritaria la sua salvezza o al contrario addirittura non abbiano voluto trovarlo,non è improbabile.
carmelo pugliatti
00Thursday, April 27, 2006 5:16 PM
A proposito di "misteri Italiani" segnalo sul Corriere della Sera di oggi delle belle pagine sulla figura di Enrico Mattei.La morte di Mattei,da attribuirsi con ogni evidenza ad un attentato,è una delle pagine più oscure ed intricate della recente storia Italiana, al cui confronto la vicenda di Dallas impallidisce.anche quì si sono voluti trovare fantomatici mandanti oltralpe o oltreoceano,quando invece appare chiara la consistenza di una pista tutta Italiana legata al mondo della finanza e della politica di quegli anni bellissimi e cruciali.
edantes
00Thursday, April 27, 2006 11:44 PM
Il fatto strano è che i proiettili ritrovati sulla macchina erano gli stessi utilizzati da Gladio, ovvero forze armate non convenzionali. Questo è un fatto indiscutibile.
carmelo pugliatti
00Friday, April 28, 2006 3:39 AM

Scritto da: edantes 27/04/2006 23.44
Il fatto strano è che i proiettili ritrovati sulla macchina erano gli stessi utilizzati da Gladio, ovvero forze armate non convenzionali. Questo è un fatto indiscutibile.

Immagino che si riferisca all'auto di Moro in via Fani."In via Fani le armi usate sono disparate: una Smith & Wesson calibro 9 parabellum (8 colpi), una Beretta 52 calibro 7,65 (4 colpi), una pistola mitragliatrice calibro 9 parabellum, una Tz 45 (5 colpi),una Beretta M12 (3 colpi), un Fna o uno Stern (49 colpi).Alcune sono armi decisamente "convenzionali",altre sono armi da guerra probabilmente rubate in depositi militari o reperite sul mercato clandestino .Ponendo il caso che anche Gladio detenesse armi dello stesso modello,sinceramente stabilire un collegamento mi sembra piuttosto forzato.Che Moro sia stato rapito ed ucciso dalle BR è ormai un dato storico acquisito,che poi vi siano state convergenze tra settori non interessati a salvarlo è probabile.Questo non vuol dire che nella faccenda non vi siano punti oscuri,tutt'altro:"GRADOLI
Uno dei capitoli più incredibili di questa vicenda. Pochi giorni dopo il sequestro, in una seduta spiritica a cui partecipano diversi professori universitari di Bologna (tra cui anche Romano Prodi), il fantasma di Giorgio La Pira avrebbe indicato che Moro era prigioniero a “Gradoli”. Quasi sicuramente, la seduta spiritica era la copertura di una soffiata proveniente dall’area della sinistra extraparlamentare di Bologna. Le forze dell’ordine mettono sottosopra Gradoli, piccolo centro in provincia di Viterbo, senza trovare nulla.
E invece il 18 aprile una perdita d’acqua un po’ strana (la cornetta della doccia è bloccata verso il muro in modo da provocare un’infiltrazione), fa scoprire un covo delle Br in via Gradoli a Roma. E’ la casa in cui va a dormire Moretti e una delle basi più importanti dei brigatisti. La scoperta avviene praticamente in diretta tv. I brigatisti sanno dell'accaduto dai mass media e si guardano bene dal rimettere piedi in via Gradoli". INTERROGATORI
Le Br affermano che era Mario Moretti a interrogare Moro. Il leader brigatista – latitante e ricercato - si sarebbe perciò spostato con i mezzi pubblici da via Gradoli (zona Cassia) a via Montalcini (zona Magliana) tutti i giorni. Un percorso enorme e rischioso.
In uno dei primi comunicati, le Br affermano che il “prigioniero sta collaborando”, rivelando cose interessanti. I sequestratori si preoccupano anche di dire che “nulla verrà nascosto alle masse”. E in effetti, come si saprà poi, Moro svela ai brigatisti diversi segreti di Stato, dall’esistenza di Gladio, la struttura segreta della Nato, ai finanziamenti illeciti ricevuti dalla Dc.
E invece, a sequestro concluso, le Br dicono che Moro non ha detto nulla di interessante e che i documenti saranno pubblicati attraverso la rete “clandestina proletaria”.
In realtà, il cosiddetto “memoriale Moro” è una bomba a orologeria. Le carte sono trovate in due fasi successive. Nell’ottobre del 1978 nell’appartamento-covo di via Montenevoso a Milano viene trovata una parte delle carte. Mancano quelle più scottanti, che saranno trovate nello stesso appartamento solo 12 anni dopo, nell’ottobre del 1990, dietro a un pannello. A Guerra Fredda ormai finita, la scoperta dell’esistenza di Gladio provoca un vero terremoto politico. KGB
Nel novembre 1977 Sergej Sokolov, borsista presso la facoltà di Legge dell’Università La Sapienza di Roma, avvicina Moro per chiedergli se può frequentare le sue lezioni. Moro accetta, ma col passare delle settimane è insospettito dalle domande sempre più indiscrete che Sokolov fa ai suoi assistenti circa l’auto e la scorta. Nel 1999, in seguito alla pubblicazione del dossier Mitrokhin, si verrà a sapere che in realtà quello “strano studente” è il capo delle operazioni speciali del KGB in Italia. Sokolov incontra l’ultima volta Moro la mattina del 15 marzo. Da allora nessuno lo incontra più. Sempre grazie al dossier Mitrokhin si è appreso un altro tassello: nel maggio 1979 i brigatisti Valerio Morucci e Adriana Faranda, due delle menti del sequestro Moro, vengono arrestati nell’appartamento di Giuliana Conforto a Roma. Giuliana è figlia di Giorgio Conforto, nome in codice “Dario”, capo rete dei servizi strategici del Patto di Varsavia e dunque uomo del KGB durante il sequestro Moro. QUANTI?
Quanti erano i brigatisti a via Fani? Quante sono state le prigioni di Moro? Due interrogativi che racchiudono molti dei misteri del caso.RENAULT 4
L’immagine del cadavere di Moro nel bagagliaio della Renault rossa in via Caetani rimane una delle immagini più tragiche della storia italiana recente. Misteri anche sull’atto conclusivo della tragedia: le Br sostengono che Moro venne ucciso a Via Montalcini alle sei del mattino e poi trasportato cadavere in via Caetani. Ma l’autopsia rivela che Moro è stato ucciso a non più di 50 metri da dove viene ritrovato e che sopravvisse quasi 15 minuti alle raffiche di mitra. Sui suoi vestiti e sui pneumatici dell’auto viene inoltre trovata sabbia di mare. I brigatisti sostengono che si trattò di un espediente per confondere le acque. HYPERION
Ufficialmente una scuola di lingue a Parigi. Molto probabilmente una sorta di centrale internazionale del terrorismo di sinistra. Hyperion apre una sede a Roma ai primi di marzo del 1978 e la chiude pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Moro. E adesso forse è meglio tornare al tema del forum,ossia a Kennedy,altrimenti il buon Federico Ferrero avrà ottime ragioni per tirarci le orecchie.






roteoctober
00Friday, April 28, 2006 8:49 AM
Grazie comunque per l'interessante rassegna.
edantes
00Friday, April 28, 2006 12:08 PM
Del totale di 92 proiettili 49 erano ricoperti da una particolare vernice a lunga conservazione;la perizia parlò di proiettili appartenenti a forze armate non convenzionali. Sarebbe interessante sapere come riuscirono ad entrarne in possesso. Penso che bisognerebbe capire da chi erano composte le nuove BR, cioè quelle formatesi dal 1974 in poi, dopo l'arresto di Renato Curcio e Alberto Franceschini. E non dimentichiamo che fino al 1974 nessuno venne mai assassinato.
!presidente!
00Friday, April 28, 2006 3:14 PM
Moro è stato rapito, "processato" e ucciso dalle Brigate Rosse secondo un loro codice. Il rapimento è stato fatto autonomamente dai brigatisti. Detto questo, però, anche da sentenze passate in giudicato risultano esistenti all'epoca due strategie contrapposte: quella che cercava effettivamente di liberare il prigioniero, e quella che era interessata a proteggere e monitorare le azioni dei brigatisti, per cercare di arrivare anche a recuperare il materiale di Moro. Alla fine, probabilmente ci si è accontentati di salvare il suo "memoriale", e lasciare che le BR lo facessero fuori...
edantes
00Friday, April 28, 2006 3:49 PM
PRESIDENTE, che siano state le BR a sequestrare e uccidere il povero Aldo Moro lo abbiamo capito. Sono altre le cose da capire.

Marcello.
carmelo pugliatti
00Friday, April 28, 2006 3:55 PM
Re:

Scritto da: edantes 28/04/2006 12.08
Del totale di 92 proiettili 49 erano ricoperti da una particolare vernice a lunga conservazione;la perizia parlò di proiettili appartenenti a forze armate non convenzionali. Sarebbe interessante sapere come riuscirono ad entrarne in possesso. Penso che bisognerebbe capire da chi erano composte le nuove BR, cioè quelle formatesi dal 1974 in poi, dopo l'arresto di Renato Curcio e Alberto Franceschini. E non dimentichiamo che fino al 1974 nessuno venne mai assassinato.

Nella storia delle BR si assiste ad una continua escalation della strategia di sfida allo stato.Uno dei punti di svolta fu propio il 1974,con il prevalere della cosidetta "area militare" capeggiata da Mario Moretti.Questi passaggi sono stati ben ricostruiti grazie a decine di interrogatori di "dissociati" e "pentiti".Un gruppo eversivo ha l'esigenza di conservare armi e munizioni in depositi clandestini anche per diversi anni.Le BR erano militarmente molto ben organizzate (anche grazie a corsi di addestramento in paesi d'oltrecorina ed a collegamenti col terrorismo internazionale).Io sono del 65,ma la seconda anni 70 la ricordo molto bene,e ricordo formule come "sedicenti brigate rosse", "compagni che sbagliano" e "nè con lo stato nè con le brigate rosse".Bisogna dire che il PCI ebbe al tempo del caso Moro un comportamento esemplare,riconoscendo la matrice marxista-leninista del fenomenio ed isolando gli infami che ammiccavano ai terroristi.

[Modificato da carmelo pugliatti 28/04/2006 16.03]

!presidente!
00Friday, April 28, 2006 7:18 PM
Ricordare la teoria degli "opposti estremismi". Una volta sconfitto il terrorismo nero, creare condizioni per impedire l'avvicinamento del PCI all'area governativa. A livello internazionale c'era interesse a mantenere l'Italia in una situazione di instabilità. Consiglio il libro "Segreto di Stato: la verità da Gladio al caso Moro", libro intervista all'ex Presidente della Commissione Stragi Sen. Giovanni Pellegrino.
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