Diritti umani ed il nostro passato.

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il.gabbiano
00Tuesday, October 31, 2006 10:26 AM
Poichè giorni addietro, in un forum per il riconoscimento dei diritti della donna e per la denuncia delle violenze subite, ho scritto un breve squarcio della mia esperienza per incoraggiare la forista Lupetta,
ho pensato di riportarlo anche in questo forum per mostare come si possa abbandonare il passato senza stravolgerlo per apprendere da esso l'esperienza per un futuro migliore.

Lupetta qui racconta la sua esperienza:

"La mia esperienza per fortuna è meno violenta di molte altre, ma voglio lo stesso raccontarla qui.
Sono cresciuta con una nonna in casa cattolica,ignorante e maschilista.
Tra le varie cose, sin da piccola mi ha obbligato a servire mio fratello,a fargli il letto, cucinargli, ad apparecchiare la tavola,e a fare tutto ciò che doveva essere fatto in casa, persino i lavori più pesanti.E non per il piacere di farlo, ma perchè SONO UNA DONNA E DEVO FARLO.Un volta mi disse: " vergognati, è venuto un amico di tuo fratello per stare con lui e ha trovato il letto disfatto, lo dovevi fare PERCHE' SEI UNA DONNA, che figura che hai fatto, è colpa tua, lui è maschio."
La mia natura e la mia mente erano ben diverse...non ero portata per qulla vita, è come infilare una scarpa n. 35 in un piede n.38...alla fine scoppia..ed è arrivato il momento in cui mi sono ribellata...ho capito che non sono responsabile di altre persone, ma solo di me stessa...
Mi sono liberata del cattolicesimo (ora sono anticlericale), non ho una famiglia xchè non sopporto il dover accudire altre persone,non ho piacere nell'accudire gli altri MAI, amo i cani più delle persone, ho l'ansia, ho i sensi di colpa, e soffro di crisi depressive, sono in analisi..tutto questo solo perchè SONO UNA DONNA."


La mia replica:


" Cara Lupetta,
ho letto volentieri la tua esperienza.
Trovo molto opportuni ed interessanti i consigli che ti hanno sin qui offerti, sicuramente da prendere in considerazione.

Non condivido, però, l'idea degli amici che la fede religiosa non abbia avuto parte nel comportamento della nonna e che, perciò, il suo comportamento sia da attribuire unicamente alla sua iniziativa.
Questo non è condivisibile, perchè è da due millenni che i credi religiosi insegnano e vogliono dalla donna la sottomissione al ruolo maschile. Perciò la religione ha una sua parte di responsabilità.

Detto questo, condivido assolutamente gli ottimi consigli che ti sono stati offerti, ovvero quelli di non tener conto del passato. Devi sapere che come tua nonna sono stati i miei nonni ed i miei genitori, ancora tutt'ora.
Mi sono chiesto anch'io se i miei genitori avessero una parte di responsabilità nelle mia crescita etica e morale.
Un tempo, come te, attribuivo loro una grossa parte di responsabilità, ma poi, a conti rifatti, ho compreso che quel loro comportamento non era dettato dalla loro iniziativa e da una loro volontà autonoma, altrimenti non si sarebbero preso cura di me per altri versi.
Ho pensato alla mia mamma, orfana da bimba di padre e di madre. Poi ho pensato a mio padre orfano dall'età di 5 anni della propria madre, mandato via di casa a guadagnarsi il pane e costretto a stare in uno sperduto latifondo, alla sua tenera età, da solo (dico solo) con cavalli e muli ed accudirli giorno e notte, solo ed esclusivamente per un pezzo di pane...per anni e anni, finchè non è stato chiamato alle armi a circa 18 anni, durante il secondo conflitto mondiale.
Nel giro di pochi mesi i suoi sogni vennero infranti, deportato nei campi di concentramento tedeschi, costretto con gli altri a girare in pieno inverno a piedi nudi sul ghiaccio per l'intera notte. 5 volte messo, a 19 anni, insieme ad alcuni altri, dinanzi ad un plotone di esecuzione e 5 volte graziato, semplicemente perchè di nascosto tentava di recuperare sotto l'acqua di un gelido canale pochi grammi di grano affondati con un battello.
Trascorre lì due anni d'inferno...ho la sua foto...viene ridotto a 33 kg. Non ti racconto altro. Nel 45 viene liberato dagli alleati...torna a piedi in Italia, stremato. Di lui avevano perso le tracce.
Ricordo ancora, ragazzino, come nel pieno della notte mio padre, allora poco meno che trentenne, si alzasse ed urlasse al rumore di aerei che passavano al di sopra della nostra abitazione. Questo per anni, finchè poi passò.
Mia madre attaccata sì a noi, ma anche alla sue bambole di pezza.
Han fatto di tutto per noi, ma han fatto tutto ciò che a loro volta avevano ereditato dai propri genitori e nonni...atteggiamenti severi improntati ad un'educazione rigida.
Idem per i miei suoceri.
Ti basti sapere che mi fu concesso una solta volta, una settimana prima del matrimonio, d'andare ad acquistare le fedi con la mia futura sposa...non in auto, ma rigorosmante in pulmann e con tanto di cronometro.
Come vuoi che facessi qualche volta anche solo ad abbracciare intensamente la mia ragazza? Impossibile.

Non ho mai recriminato per questa cosa, ho compreso che i miei genitori ed i miei suoceri erano figli del loro tempo e recavano con sè una cultura, anch'essa al passo con i tempi.
Quando ripenso al passato mette dietro le spalle tutte le negatività e rivedo volentieri in mio padre un uomo onesto, forte, lavoratore, dedicato alla famiglia, incapace di dire "ti voglio bene", ma anche incapace di trattenere le lacrime, che nascondeva vistosamente, quando partii per il servizio militare.
Quelle lacrime nascoste mi fecero riflettere.

E' vero, per molti versi abbiamo ed hai sofferto, però, chiediti, quando dipendeva dalla loro volontà piuttosto che dalla cultura del tempo?

Anche mia moglie era abituata a servire l'unico fratello che aveva.
Pensa che dopo due mesi dal matrimonio, allorchè andai a trovare i miei suoceri, a tavola, mancando il vino, mnio suocero si indigna e molla una ceffone al mia moglie per non aver pensato di servirlo a tavola per suo fratello.
Capì dal mio sguardo d'aver commesso un errore. Fu l'ultimo ceffone che prese mia moglie.
Eppure non vedeva l'ora che andassimo a trovarli ed a piangere lacrime amare ogni volta che si ripartiva.
Dato che loro credevano nelle "voglie", ricordo quando mio suocero raccolse premurosamente delle mele, le più belle, che crescevano anzitempo e le spedì per posta a sua figlia.

Sono stai per molti versi genitori meravigliosi, per altri condizionati dalla cultura del loro tempo.

Cosa intendo dirti Lupetta?

Non è che anche tu, pensandaci, potresti rivalutare il ruolo dei tuoi nonni osservandoli da un diverso punto di vista?

Potresti riceverne un gran beneficio.

Pensaci

IL Gabbiano


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