Dieci anni di Lotito

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ℬaruch
00Thursday, July 17, 2014 6:36 PM
Dalle 15.09 del 19 luglio 2004 al 19 luglio 2014: dopodomani sono 10 anni di presidenza. In attesa dei suoi comunicati e delle sue interviste, riviviamo gli articoli dell’epoca



MESSAGGERO 18 LUGLIO

Lotito e Tulli allo sprint

Domani a mezzogiorno Capitalia darà la società a chi offre di più

ROMA – Lotito o Tulli? Il dubbio verrà sciolto domani a mezzogiorno. Ormai tutto sembra pronto per chiudere, finalmente, questa snervante, interminabile e ”strana” trattativa, al limite della farsa, che continua a tenere in ansia il popolo biancoceleste. Dopo che Capitalia li ha dichiarati entrambi ”ideonei” a pilotare di salvataggio, si aspetta soltanto di concretizzare l’operazione. Lo staff di Lotito si è riunito anche ieri mattina per prendere in esame la situazione e – nonostante il disappunto per alcune cose che sono accadute venerdì – ha ribadito la ferma volontà di prendere la Lazio. «Niente alleanza, siamo pronti per andare avanti da soli. Aspettiamo soltanto la chiamata di Capitalia». Determinazione e speranza di poter vincere questa partita. A sostenere la posizione di Lotito anche tanti tifosi che gli hanno spedito dei fax, invitandolo a non mollare.
L’imprenditore – che opera nel settore delle pulizie e della vigilanza – ha costituito la ”Lazio Event”, una società formata dalle 3 imprese da lui controllate. Pensava di archiviare il discorso venerdì e non di dover chiuderlo sul filo di lana, dando vita a una corsa contro il tempo e a una sfida a due con Piero Tulli. Claudio Lotito non ha gradito la marcia indietro che Capitalia avrebbe fatto quando l’imprenditore era pronto a chiudere la trattativa. Sfumata la possibilità di mettere in piedi un’alleanza con Tulli, in ballo sarebbe ritornata l’antica questione dei crediti che la Banca vanta nei confronti della società e che ammontano a 16 milioni di euro. Qualcuno ipotizza pure qualche intervento ”politico”. Di sicuro c’è stato un tentativo del presidente della Lega, Galliani, che ha chiesto a Capitalia di fare il possibile per sbloccare la situazione in tempi rapidi.
Ad ogni modo, anche in presenza di queste difficoltà, Lotito vuole chiudere l’operazione a suo favore. Lo ribadirà ai dirigenti dell’Istituto di credito domattina, quando verrà nuovamente ascoltato per verificare l’entità della proposta economica finale. Ma attende una chiamata anche Tulli, a sua volta deciso a diventare l’azionista di riferimento della Lazio, la squadra per la quale entrambi gli imprenditori tifano da sempre. E’ probabile che Capitalia li convochi contestualmente per verificare l’importo che ognuno dei due è disposto a versare nella ricapitalizzazione. Al momento un vero favorito non c’è: i due gruppi partono alla pari e non basterà più un investimento di “soli” venti milioni per acquisire il controllo della società.
Domani è quindi il giorno della verità anche se, in pratica, ci sarebbe tempo fino al 27 per mettersi in regola. Servono subito 8,6 milioni per sistemare con la situazione patrimoniale nei confronti della Figc e 24 milioni per il fisco. Il mancato pagamento porterebbe alla perdita delle agevolazioni fiscali offerti dal condono.
Per domani è stato convocato un altro CdA della Lazio. Tutto questo mentre continua la ”fuga” di calciatori e si aspettano ancora la scelta dell’allenatore e le prime mosse di mercato. Decisioni che spetteranno al nuovo azionista di riferimento. Per la panchina, Dino Zoff resta in pole position su Vialli. Ma, intanto, cresce l’attesa e la tensione dei tifosi, stufi di subire questa grottesca situazione. A tal proposito, 6 tifosi sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata davanti alla sede di Capitalia, avvenuta nella notte di venerdì. Soltanto la sigla dell’accordo potrà riportare serenità e fiducia nella gente laziale.



CORRIERE DELLA SERA 18 LUGLIO

Domani tocca a Lotito

L’imprenditore dovrebbe finalmente trovare l’accordo-salvezza con l’istituto di credito

Domani Claudio Lotito potrebbe diventare il nuovo patron della Lazio nonostante il lungo braccio di ferro con Capitalia. Il passo indietro di venerdì dell’istituto di credito romano ha spiazzato il gruppo dell’imprenditore, che è stato sul punto di rompere ogni tipo di trattativa per acquisire il pacchetto di maggioranza della società. Due le tappe fondamentali della vicenda. La prima nella notte tra mercoledì e giovedì, quando negli uffici di Capitalia era stato trovato l’accordo per l’uscita di scena della banca, che avrebbe lasciato campo libero a Lotito. I nodi da sciogliere: il primo riguardava il pacchetto di azioni, superiore al 5%, in mano a Capitalia, l’azionista forte che ha sottoscritto per 10 milioni di euro l’aumento di capitale; il secondo riguardava il credito di 16 milioni di euro che la banca vanta nei confronti della Lazio. Il compromesso era stato trovato sulla base di 10 milioni di euro, che Lotito avrebbe versato nelle casse di Capitalia a saldo di tutte le questioni legate alla Lazio con la conseguente uscita di scena della banca. Accordo fatto e solo da sottoscrivere il giorno dopo. Poi, venerdì, il passo indietro di Capitalia dopo un duro confronto tra l’amministratore delegato, Matteo Arpe, e Lotito.
Il dirigente della banca aveva avanzato una nuova proposta, respinta da Lotito, che prevedeva il congelamento del credito di 16 milioni di euro per tre anni. Alla scadenza la cifra da pagare a Capitalia, compresa di interessi, sarebbe stata di 22 milioni di euro. La trattativa si è bloccata ma riprenderà. Per l’iscrizione, secondo dati della Lazio, servirebbero 21 milioni di euro mentre per la Covisoc i milioni di euro sarebbero 29. La novità, in contrasto con quanto detto fino a qualche giorno fa, quando si affermava che ne sarebbero serviti 8,6 per l’iscrizione, è emerso nell’incontro di venerdì sera nell’abitazione di Lotito tra l’imprenditore e l’amministratore delegato Masoni. Il perché di questo nuovo scenario potrebbe essere spiegato dal fatto che la Lazio aveva previsto l’utilizzo dei 20 milioni di euro di aumento di capitale già sottoscritto per l’iscrizione. In realtà quei soldi sarebbero stati utilizzati per la gestione corrente degli ultimi tre mesi, stipendi arretrati ed altro, che nel conto economico corrispondono a 6 milioni di euro mensili.
Domani nuovo Cda della Lazio, mentre l’amministratore delegato auspica sempre una soluzione rapida della questione visto che è in ballo nche la prima rata da 24 milioni di euro da pagare all’erario. «Speriamo nel consenso collaborativo degli imprenditori. Pagare o non pagare la rata dipenderà dall’ingresso o meno di un nuovo azionista. La conseguenza di un mancato pagamento è che la Lazio perderebbe le agevolazioni fiscali offerte dal condono fiscale».



GAZZETTA DELLO SPORT 20 LUGLIO

Ecco Lotito il salva Lazio

Versa 21 milioni per il 32% del club. Via Longo, è lui il nuovo presidente "E' il più bel giorno della mia vita". Per la panchina è favorito Zoff, come ds si parla di Sartori.

La fumata bianca, finalmente, c'è stata. Ed è arrivata pochi minuti prima del termine per l'iscrizione al campionato. Così in un colpo solo la Lazio ha ottenuto l'ok dalla Covisoc per la partecipazione alla prossima serie A e, soprattutto, ha trovato un nuovo padrone. E' Claudio Lotito, 45 anni, romano, imprenditore che opera nel settore delle pulizie. Da ieri è il 26° presidente della storia biancoceleste, una storia che va avanti grazie proprio al suo intervento, senza il quale la Lazio avrebbe rischiato il fallimento. Il tracollo è stato evitato grazie ai 21 milioni di euro (cash) versati da Lotito alle 15.09 di ieri pomeriggio. Soldi che sono serviti a ripianare la situazione patrimoniale del club (ne servivano 8,6 per superare l'esame Covisoc) e assicurare la linfa necessaria per iniziare la stagione. Per quanto riguarda il condono fiscale (entro domani andrebbe pagata la prima rata da 24 milioni) il nuovo padrone della Lazio pare abbia idee diverse: vuol pagare il debito con una rateizzazione pluriennale (10 o 5 anni). Ma i 21 milioni versati ieri da Lotito sono serviti anche e soprattutto a farne il nuovo azionista di riferimento del club.
Grazie a questa somma, infatti, l'imprenditore si è impossessato del 32% del pacchetto azionario. "E' il giorno più bello della mia vita - ha detto il nuovo padrone -. La Lazio versa in condizioni difficili, ma sono pronto a questa sfida. Il primo obiettivo sarà proprio quello di consolidare la situazione patrimoniale". La quota detenuta da Lotito è destinata a salire al 50% nei prossimi mesi, quando con ogni probabilità il nuovo socio di maggioranza rileverà le quote dell'altro azionista di rilievo della società, Capitalia, la cui fetta è da ieri scesa al 14% del capitale. L'istituto di credito ha infatti offerto in opzione a Lotito le azioni in suo possesso. Al massimo in autunno, dunque, Lotito dovrebbe restare solo al timone societario. Una soluzione che vede con favore la stessa Capitalia. La Banca romana, arbitro delle vicende laziali del dopo-Cragnotti, è ovviamente soddisfatta dell'epilogo della vicenda. Fino all'ultimo, peraltro, l'istituto di credito presieduto da Cesare Geronzi ha cercato di coinvolgere, insieme con Lotito, anche l'altro pretendente all'acquisizione del club. Quel Piero Tulli, con il quale la settimana scorsa era stata raggiunta un'intesa per un ingresso in tandem, che è poi svanito subito, quando si è capito che i due non avrebbero potuto coesistere.
L'ha così spuntata Lotito, che ha messo sul piatto della bilancia più soldi e una maggiore volontà di chiudere una trattativa complessa e difficile. A lui e alla Lazio sono comunque arrivati gli auguri dello stesso Tulli con un comunicato con il quale ha annunciato la sua uscita di scena. Il nuovo padrone della Lazio è già all'opera per creare il suo gruppo di lavoro. La prima scelta, come importanza e dal punto di vista cronologico, sarà quella dell'allenatore. Al nuovo patron piace Luciano Spalletti. Ma è ormai tardi per strapparlo all'Udinese. Lo affascina pure l'idea-Vialli. Ma sulla panchina biancoceleste dovrebbe tornare Dino Zoff. L'ex c.t. potrebbe dirigere la squadra in tandem con il tecnico della Primavera Mimmo Caso, che già in questi giorni sta seguendo Negro e compagni nella tournée giapponese. Molti cambiamenti ci saranno anche a livello dirigenziale. I primi ci sono già stati. Sono usciti di scena di Ugo Longo, che ieri ha rassegnato le dimissioni da presidente e, con lui, i consiglieri Ricucci e Brachetti (rimpiazzati da Gentile e Scibetta). Ma Lotito ha intenzione di rinnovare l'intero management del club, anche se è probabile che lo faccia in maniera graduale. Previsti avvicendamenti anche nei quadri tecnico-dirigenziali: il d.g. De Mita potrebbe dimettersi. Sul fronte arrivi, invece, si vocifera di un ritorno dell'ex a.d. Luca Baraldi. Come nuovo d.s., invece, si pensa a quello del Chievo Giovanni Sartori.
Il compito che attende i nuovi dirigenti non sarà facile: il futuro del club resta infatti complicato. Da ieri, però, dopo un anno e mezzo di transizione, c'è un nuovo padrone che garantisce un orizzonte più sereno. Ed è per questo che i tifosi sono in festa. Quasi 3.000 ieri notte si sono dati appuntamento presso la curva Nord dell'Olimpico. Lotito ha già pronto il primo regalo per loro: il ritorno di Paolo Di Canio.



REPUBBLICA 20 LUGLIO

Bel colpo, signor Lotito. Forse si ricomincia da Zoff...

Lazio salva e iscritta. L'uomo della svolta è Claudio Lotito, che già ieri sera è stato nominato presidente della società. L'imprenditore romano ha investito 21 milioni di euro per acquistare il 32 per cento del club, che ora ha un capitale sociale di 65 milioni. Nel pomeriggio, nello studio del notaio Gilardoni, corsa contro il tempo per sbrigare le formalità necessarie e iscriversi al campionato: in extremis la Covisoc ha dato l'ok, per il sollievo dei tifosi. Che in serata hanno festeggiato sotto la Curva Nord dell'Olimpico. Soddisfatto il nuovo presidente, laziale da sempre: "E' il giorno più importante della mia vita di imprenditore", le sue prime parole. E poi: "Sono pronto a questa sfida, c'è molto da fare per riequilibrare il bilancio. Prima dobbiamo consolidare la società e trovare soluzioni per risanare, poi potremo pensare all'espansione". Il suo piano è triennale, e prevede un investimento di altri 30 milioni per acquisire il 51 per cento della società: 90 in tutto entro la fine dell'anno. Lo affiancano anche alcuni soci: dei 21 milioni spesi per diventare azionista di riferimento, uno è di Mario Masini, deputato di Forza Italia.
Prevista una rivoluzione, da qui a settembre, nell'organigramma: "Serve linfa nuova", dice Lotito, 45 anni, laureato in pedagogia, genero di quel Pietro Mezzaroma che nel '93 acquistò la Roma insieme a Franco Sensi. E' proprietario, Lotito, di varie imprese di pulizie e di un istituto di vigilanza con un'aquila come simbolo. Lo stesso della Lazio. E divise rigorosamente biancocelesti per gli agenti. In questa corsa alla presidenza della Lazio ha avuto l'appoggio di Storace; importante anche il lavoro di Giorgio Simeoni, vicepresidente della Regione. Capitalia avrebbe preferito il concorrente, Piero Tulli, ma alla fine l'istituto di credito ha centrato un obiettivo: far entrare un imprenditore con soldi propri, senza regalare i 16 milioni di crediti che il gruppo bancario vanta nei confronti della Lazio. Da parte di Capitalia, ora in possesso del 14 per cento del club, confermata la volontà di defilarsi: infatti a Lotito è concessa l'opzione sulla propria quota di azioni. E l'investimento dell'imprenditore garantisce una certa stabilità sul medio e lungo periodo. Anche Veltroni era più vicino a Tulli, ma per il sindaco di Roma è importante che la Lazio sia riuscita a salvarsi. Ieri si sono dimessi Longo e i consiglieri Ricucci e Brachetti Peretti, sostituiti da uomini di Lotito: il commercialista Scibetta e l'avvocato Gentile.
Nel Cda in programma oggi si discuterà sulla prima rata da pagare per il condono fiscale (scadenza domani): ma Lotito intende inoltrare un'altra istanza di rateizzazione all'Erario. Tra i consiglieri resta in carica l'amministratore delegato Masoni, praticamente certo l'addio del direttore generale Giuseppe De Mita. Si parla di un ritorno di Luca Baraldi, ora al Parma, molto amato dalla tifoseria. Poi ci sono le questioni prettamente sportive, a cominciare dalla scelta dell'allenatore. La soluzione preferita: Zoff responsabile dell'area tecnica e Mimmo Caso in panchina. Più complicato arrivare a Vialli o a Spalletti, stimatissimo dal nuovo presidente. C'è da rifare la squadra, che ora ha solo 14 giocatori sotto contratto. Anzi 13, visto che Lopez è vicinissimo ai messicani dell'Amèrica. Resta Peruzzi; Lotito tenta di trattenere Cesar e Oddo, mentre sono stati già avviati contatti per il ritorno di Paolo Di Canio. Che ha fatto inserire una clausola particolare nel contratto con il Charlton: se lo vuole la Lazio, lui si può liberare gratis. Commosso l'addio di Longo: "Mi sono divertito molto. Con Lotito la Lazio avrà un futuro all'altezza delle sue tradizioni".



ANCORA REPUBBLICA

La grande festa di Lotito. E ora torna Di Canio

Estremamente coerente e testardo. "Quando si mette in testa una cosa, la vuole portare a termine a tutti i costi. E ci riesce. Lo ha dimostrato anche stavolta". Così i suoi amici definiscono Claudio Lotito, il nuovo presidente della Lazio. E la sua soddisfazione era evidente, ieri alle 20.47, quando è uscito dallo studio del notaio Gilardoni, a via Nicotera nel quartiere Prati, dopo un Cda durato oltre tre ore: "Forza Lazio", ha detto rivolgendosi ai tifosi che lo acclamavano. E ancora: "Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi giorni". Più tardi, dalle 21.30 in poi, la gente laziale si è radunata sotto la Curva Nord dell'Olimpico per festeggiare la svolta societaria, la fine di un'angoscia lunga mesi. La Lazio è iscritta al campionato e può ricominciare a sognare, anche se il primo anno sarà di transizione. Ma poi Lotito, grande tifoso biancoceleste, dopo aver completato il risanamento, vuole rilanciare la squadra. Che ieri intanto ha debuttato in Giappone pareggiando 2-2 con il Vegalta, gol di Manfredini e Delgado, schierato come unica punta da Caso.
La festa sotto la Nord ha chiuso una giornata che era iniziata sotto il segno della sofferenza, come nelle ultime settimane: voci che si rincorrevano frenetiche, i tifosi che si riunivano ancora una volta dalle parti della sede di Capitalia, a piazza Colonna. Poi, alle 15, la voce emozionata di Guido De Angelis, anchor man radiofonico che in questi giorni ha dato vita a ore infinite di diretta, ha dato l'annuncio, scatenando l'entusiasmo della gente. Poco dopo l'ufficializzazione: "Lotito ha versato 21 milioni (18,2 attraverso una società appositamente creata, la Events, il resto grazie ad altre sue società e ad un socio, ndr), la Lazio è salva". Ed è cominciata la festa. Ora c'è attesa per il nome dell'allenatore e per il mercato. Per la panchina è favorita la coppia Zoff-Caso. Già oggi dovrebbe essere depositato il contratto di Peruzzi, un biennale firmato da tempo. Il nuovo presidente, poi, farà di tutto per trattenere Oddo e soprattutto Cesar. E per riportare a Roma Paolo Di Canio, idolo della tifoseria. Non a caso, il fantasista ha fatto inserire una clausola nel contratto con il Charlton: se lo chiama la Lazio, lui si libera gratis. A questo punto, ritorno molto probabile.
Poi c'è tempo fino al 31 agosto per costruire la squadra. Come direttore sportivo piace molto Sartori, ora al Chievo, vero talent scout. La gente ha festeggiato Lotito, l'uomo della svolta, ma ha applaudito anche il Grande Traghettatore, Ugo Longo. "Con il nuovo presidente, la Lazio resterà forte e competitiva", ha detto dopo aver rassegnato le dimissioni. Poi un suo classico: "Ora sì, è tutto a posto".
cuchillo76
00Thursday, July 17, 2014 8:42 PM
Simone Inzaghi festante davanti alla Curva Nord, la sera del 19 luglio 2004, è con ogni probabilità l'immagine più bella, nel ricordo.

Dopo 10 anni è il tecnico della più forte e vincente Primavera degli ultimi 39 anni.

Era destino, evidentemente.
ℬaruch
00Saturday, July 19, 2014 6:48 PM
"Lo ricordo come fosse ieri: la decisione dell'allora CdA biancoceleste e una commozione che faticavo a trattenere. Probabilmente uno dei giorni più belli e significativi della mia vita, l'inizio di un cammino che dieci anni fa ho deciso d'intraprendere per la mia amata Lazio". Inizia così il nuovo comunicato di Claudio Lotito. Immancabile il giorno del suo decimo anniversario come presidente della Lazio: "Oggi di quel 19 luglio del 2004 potrei raccontarne i minuti e i secondi, uno ad uno, e il tempo che esplose in un boato di felicità quando migliaia di tifosi si riversarono sotto la Curva Nord in un grande abbraccio di cori e bandiere. Fino a quel momento - e sarebbe bene che lo ricordasse anche chi oggi a fronte di una società economicamente sana e in attivo gioca a fare ironia facile fomentando a più non posso per chi sa quali motivi - il rischio più grande era infatti che il club non si sarebbe iscritto al campionato di serie A". Lotito ripercorre le tappe salienti: "Con il deposito della prima tranche richiesta dalla Covisoc, circa 20 milioni di euro che trasferii personalmente, cominciò invece il lungo cammino per ripianare il debito della società che ammontava a 550milioni di euro e che vedeva una società con 84 milioni di ricavi e 86,5 milioni di perdite all'anno. Compresi fin da subito di aver compiuto qualcosa di estremo e meraviglioso, ma mai avrei immaginato gli attimi fantastici trascorsi in questi dieci anni, durante i quali siamo riusciti a riportare i conti in equilibrio pur raggiungendo traguardi importanti, anche a livello giovanile con uno scudetto Primavera vinto nel 2013 e una Coppa Italia Primavera dopo 35 anni ed avere attestato il settore giovanile nel ranking più alto della serie A". "In particolare - prosegue Lotito - ricordo le due Coppe Italia, di cui una resterà negli annali del calcio italiano, e la Supercoppa strappata all'Inter. Considero tutto questo - come le importanti innovazioni apportate e nel sistema calcistico e attualmente riconosciute - come i primi passi verso la realizzazione di un sogno collettivo: quello di tornare a volare nei cieli europei, facendo tesoro delle occasioni mancate e dimenticando, mi auguro al più presto, i difficili momenti trascorsi con una parte della tifoseria".
boks xv
00Sunday, July 20, 2014 10:11 AM
Re:
ℬaruch, 19/07/2014 18:48:

...facendo tesoro delle occasioni mancate...



non mi sembra.
comunque, domani mattina annunciasse Astori e De Vrij e forse, ma forse, potremmo pensare che abbia iniziato a capire qualcosa.
naturalmente non accadrà nulla di tutto ciò e, sulla scorta dell'intervista rilasciata al Guerin Sportivo, sappiamo ormai con certezza di essere ostaggi di un megalomane (il 90% del mondo del calcio riformato da lui...) al quale l'utile di bilancio interessa molto più dei risultati sportivi.
se le merde dovessero vincere lo scudetto credo, anzi sono convinto perché l'aria si annusa, che il tanto peggio tanto meglio finirebbe per travolgere tutti, temo pure la Lazio.
e la colpa sarebbe solo ed esclusivamente sua.

Mark Lenders (ML)
00Sunday, July 20, 2014 1:38 PM
Re: Re:
boks xv, 20/07/2014 10:11:


se le merde dovessero vincere lo scudetto credo, anzi sono convinto perché l'aria si annusa, che il tanto peggio tanto meglio finirebbe per travolgere tutti, temo pure la Lazio.



Che dici che succederebbe? A parte il solito scempio della città e la solita caccia al laziale, dico. Per quanto riguarda noi immagino manifestazioni sotto Villa San Sebastiano alle quali prenderei parte non foss'altro per sfogarmi. Tu prevedi qualcosa di ulteriore?


boks xv, 20/07/2014 10:11:


comunque, domani mattina annunciasse Astori e De Vrij e forse, ma forse, potremmo pensare che abbia iniziato a capire qualcosa.



Sai qual è il vero problema? Che né Astori né De Vrij ridurrebbero di un centesimo il tremendo rischio di cui sopra. Con Astori e De Vrij magari arriveresti pure terzo anziché sesto o settimo, ma dubito che saresti in grado di contrastare le merde nella lotta per lo scudo. E quando mai lo dovessero vincere anche un terzo posto te lo dai in faccia... La pessima sensazione è di essere in balia di un destino su cui non possiamo minimamente incidere, se non con una cuchilliana preghiera.


ReflexBlue74
00Sunday, July 20, 2014 3:49 PM
Torrida domenica pomeriggio di luglio. Seduto davanti al computer, che sembra un fornetto elettrico lasciato aperto, causa improrogabile consegna di lavoro.
Rumori. Stoviglie riposte, un portone sbattuto, un televisore acceso sulla replica di qualche fiction invernale -meno male che non sono sintonizzati sul malinconico e ipnotizzante ronzio del Gran Premio-, ferrovia in lontananza.
Profumi e sapori. Di melone che stasera avrà raggiunto la maturazione perfetta, ma mia moglie insiste per aprirlo domani; di caffé espresso che ancora emana nel palato. L'unica escursione domenicale, il bar sotto casa: tre turisti del nord europa, un barista brasiliano, una cassiera romena, due albanesi sfaccendati con la birra in mano.
Pensieri. Prima domenica senza calcio, grazie alla coda mondiale. E per la prima volta nella mia vita ho poca voglia di ricominciare. Non mi manca il campo, non mi manca lo stadio.
ThomasDoll
00Sunday, July 20, 2014 6:44 PM
vedi? E' un attimo, e non ti manca lo stadio. Poi giri l'occhio e t'hanno fregato De Vrij.
NoSurrender
00Sunday, July 20, 2014 11:03 PM
10 anni: quellillà lo avrebbero cacciato via dopo due anni. Anzi, a loro non glielo avrebbero proprio mandato.

10 anni per una squadra senza più ambizioni se non il "bilancio in ordine" (apparente).
10 anni per una tifoseria devastata.

E anch'io, come il bellissimo post di RB, non ho proprio alcuna nostalgia dello stadio, della Lazio, del calcio, che temo quest'anno mi porterà parecchi brutti fine settimana. E non sempre le cose finiscono bene.

Che infelicità [SM=g27992]

Mark Lenders (ML)
00Monday, July 21, 2014 3:59 PM
Effettivamente in questo momento la voglia è sottozero. Le partite coi boscaioli dicono poco, il mercato è fermo e il massimo della vita sono 'sti comunicati della cicciona (SI, SI CICCIONA - LO VOGLIO URLARE QUA CHE NESSUNO MI ROMPE LE PALLE - CICCIONA, CICCIONA, CICCIONAAAAAAAAAAAAAAAA) che veramente ti inducono a piantarla qui e ad occuparti definitivamente di qualunque altra cosa:

Da parte mia c'è l'impegno a migliorare ulteriormente una rosa - ed in particolare il reparto difensivo - già mostratasi ampiamente solida e compatta.

Ma li mortacci tua, Loti'. Li mortacci tua e di chi non te lo dice.
est1900
00Monday, July 21, 2014 4:04 PM
Non lo so.
Da una parte ho una voglia tremenda di stadio, di Lazio, di correre a rinnovare la tessera.
Dall'altra vorrei prendere Lotito, Tare, i tifosi tutti, lo stronzo che so e buttare tutto in un buco nero.
E' tutto terribilmente contrastante.
Come il giudizio che potrei dare di questo decennio.
Come la voglia di essere ambiziosi e la cruda consapevolezza che tanto, più di quel che abbiamo già ottenuto, sarà difficile rimediare.
Forza Lazio.
Ecco, dopo questo tsunami, cos'è che sento che rimane.
Il solito, sentito, vecchio, desueto, snervante Forza Lazio.
Mark Lenders (ML)
00Monday, July 21, 2014 4:08 PM
Il forza Lazio, al di là delle sparate tipo la mia di poco fa, alla fine non morirà mai. Domani sorteggiano il tabellone di Coppa Italia e io già sto in tensione, che la Coppa Italia per questa società/squadra va considerato un obiettivo primario. Però c'è bisogno di campo e di partite vere, perché effettivamente in queste giornate torride e piene di nulla calcistico la sensazione è quella mirabilmente descritta da Reflexblue...
zweigelt und megafono
00Thursday, September 4, 2014 7:05 PM
Re:
est1900, 7/21/2014 4:04 PM:

Non lo so.
Da una parte ho una voglia tremenda di stadio, di Lazio, di correre a rinnovare la tessera.
Dall'altra vorrei prendere Lotito, Tare, i tifosi tutti, lo stronzo che so e buttare tutto in un buco nero.
E' tutto terribilmente contrastante.
Come il giudizio che potrei dare di questo decennio.
Come la voglia di essere ambiziosi e la cruda consapevolezza che tanto, più di quel che abbiamo già ottenuto, sarà difficile rimediare.
Forza Lazio.
Ecco, dopo questo tsunami, cos'è che sento che rimane.
Il solito, sentito, vecchio, desueto, snervante Forza Lazio.



Contrastante, già.
Post perfetto al quale mi sento di aggiungere qualcosa di mio, personalmente mio.

Quanto è stato faticaso per me esercitare una certa propensione ai distinguo, alle sotitli valutazioni nel capire questa benedetta Lazio nel decennio?
Quanto è stato difficile negli anni scrivere di Lazio?
Quanti persone - viste dal vivo, magari di fronte ad un caffè collettivo o ad una cena brasiliana oppure solo elettricamente conosciute - e mandate idealmente a cagare nella peggiore delle ipotesi o semplicemente ignorate in quella minore?

La Lazio di lotito mi ha fatto scoprire due categorie di brutti laziali, entrambi però idealisti ed estremisti, naturalmente su spiagge opposte.

No, di qesto non posso ringraziore der president.
Nessun augurio, nessun complimento per il suo decennale, caro pres.
La colpa delle macerie lasciate in giro è soprattutto sua, se lo ricordi.

Quel giorno di dieci anni fa me lo ricordo bene, anche se forse - e può sembrare paradossale - ho memoria più nitida del giorno dell'addio a nesta, roba scoperta per caso, in Venezuela, in vacanza e lontano da Internet.


Fulcanelli45
00Saturday, September 6, 2014 12:40 PM
Me la ricordo bene quella serata. Un'ansia che non mi faceva pensare ad altro. Mi misi su una sdraio in terrazza, la radiolina all'orecchio, il mio cane sdraiato accanto a me. Poi finalmente arrivò la Notizia: la Lazio era del signor Lotito.
Non sapevo chi fosse. Sapevo però che con le sue sole forze non avrebbe rinnovato i fasti cragnottiani neanche dopo 10 anni. Mi andava bene, non chiedevo sceicchi ma solo un uomo saggio, un imprenditore accorto che sfruttasse al meglio le risorse del bacino Lazio. E mi diedi 3-4 anni per giudicare. Oggi temo che Lotito sia la pietra tombale sulla speranza di una Lazio nuovamente degna del rango metropolitano. Una sporadica coppa nostrana cambia poco, non che sia da disprezzare. Ma una cosa è essere competitivi un anno dopo l'altro nel Tour de France, una cosa è vincere allo sprint, ogni morte di papa, una corsa in linea. Si guardi il casino odierno sull'invadenza di Lotito (quando si vince) nel team della Nazionale. Della saggezza da me sperata 10 anni fa in Lotito non c'è traccia.
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