Deja-vu

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Hybrid1973
00Thursday, September 30, 2010 1:19 PM
Vi è mai capitato di avere un dejà-vu, cioè vivere un'esperienza che vi sembra di aver già sognato o di averne avuto un'anteprima?

Quando ero giovane mi succedeva più spesso.
Proprio ieri stavo "parlando" con mia figlia (ha un mese e mezzo) e lei mi guardava facendo sorrisini e vocalizzando un pò quando ho avuto quella sensazione: un dejà-vu.
Ho focalizzato l'evento; mi sembrava di aver sognato quella scena non so quanti anni prima, avevo l'impressione che avrei potuto anticipare l'attimo immediatamente successivo di quella scena...poi piano piano è svanito.
So che è un fenomeno che è stato potenzialmente spiegato ma vorrei sapere: vi è mai capitato?

Per qualche teoria leggete questo:

"Sul Déjà vu circolano molte leggende, ed ovviamente spesso si dimentica che si tratta di qualcosa ampiamente studiato dalla scienza. Ecco qui di seguito sintetizzato cosa la scienza ha scoperto studiando il fenomeno: si pensi che già alla fine del diciannovesimo secolo gli psicologi lo studiavano seriamente.
Per “déjà vu” si intende: la sensazione soggettiva che una situazione sia stata già percepita precedentemente, associata alla consapevolezza che non può essere accaduto. Esistono addirittura persone che soffrono di dejà-vù cronico, lo sperimentano continuamente lungo il corso della giornata e sono continuamente persuasi di aver già vissuto mentre vivono.
Alla fine del diciannovesimo secolo gli psicologi produssero qualche spiegazione di questo strano e misterioso fenomeno, ma poiché si presentava troppo raro e troppo effimero da catturare in laboratorio e siccome non produceva alcun comportamento esterno misurabile, la psicologia lo archiviò presto in un cassetto con su scritto “interessante, ma inspiegabile”.
Nel corso degli ultimi venti anni, forte dei progressi nel campo delle neuroscienze, qualche ardito studioso ha riaperto il cassetto e ha cercato di tirar fuori una spiegazione convincente che si armonizzasse con le conoscenze acquisite sul funzionamento del cervello. Il prof. Alan S. Brown, psicologo alla Southern Methodist University ha scritto un libro nel 2003 dal titolo “The Déjà Vu Experience: Essays in Cognitive Psychology” (Psychology Press) in cui fa il punto sulla situazione della ricerca.
In questa review, Brown stima che il 60% della popolazione generale abbia avuto almeno una esperienza di déjà vu, in maggiore frequenza sotto stress (Neppe, 1983); la durata tipica di un episodio non supera una manciata di secondi. Secondo Brown le teorie attuali sul déjà vu possono essere classificate in quattro sottogruppi:
1) Spiegazioni puramente neurologiche: il déjà vu sarebbe il risultato di una breve disfunzione/interruzione del sistema nervoso, simile a quelle causate dall’epilessia. Questa idea trova supporto nella constatazione che i soggetti epilettici riferiscono spesso episodi di déjà vu proprio prima di un attacco. I ricercatori hanno inoltre scoperto che il déjà vu può essere attivamente indotto stimolando elettricamente certe regioni del cervello. Nel 2002 il medico austriaco Josef Spatt ha suggerito che il déjà vu possa esser causato da un breve e inappropriato attivarsi della corteccia paraippocampale che è notoriamente associata con la capacità di rilevare la familiarità. In altri termini mentre si sta osservando una scena nel presente si attiverebbe erroneamente questa porzione del cervello che le attribuirebbe “per sbaglio” le caratteristiche che normalmente accompagnano un ricordo consapevole.
2)La teoria del processamento duale. Nel 1990 Pierre Gloor condusse alcuni esperimenti che suggerirono la possibilità che la memoria coinvolgesse due distinti sistemi neurali uno per il recupero del ricordo e un altro per la “sensazione di familiarità”. Secondo il neuroscienziato il déjà vu si verificherebbe nei rari momenti in cui il nostro sistema per la familiarità è attivato e quello del recupero mnestico no.
3)La teoria attenzionale suggerisce che il déjà vu sia il frutto di una “doppia percezione”. L’informazione in entrata sarebbe processata pre-attentivamente cioè in maniera non cosciente, subliminale se preferite. A questo punto si verificherebbe una sorta di piccolo black out e immediatamente dopo l’informazione verrebbe riprocessata in maniera attenzionale cioè consapevole.
La sensazione di familiarità sarebbe dovuta semplicemente al fatto che quella porzione di mondo, pur non accorgendomene minimamente, “l’ho già vista” un attimo prima.
4)Le teorie mnestiche. Queste teorie ( che sono le più romantiche se vogliamo) propongono che il déjà vu sia scatenato da qualcosa che abbiamo davvero visto o immaginato prima, sia nella vita cosciente che nella letteratura, in un film o in un sogno. Sostengono che un singolo elemento familiare appartenente a un altro contesto sia sufficiente a scatenare una esperienza di déjà vu. Ad esempio se mi succede a casa del mio nuovo vicino è probabile che quel divano color ocra che ha in salotto sia identico nel colore e nell’aspetto a un divano della casa di campagna di mia nonna, ma io non posso riconoscerlo in questo nuovo contesto. Si tratterebbe insomma di un errore di memoria: il ripescaggio di un elemento senza che sia accessibile il contesto complessivo. E’ un po’ quello che capita quando siamo sicuri di riconoscere una persona e non riusciamo a ricordare assolutamente chi sia e dove l’abbiamo vista prima.
Come è ovvio, tutte le sperimentazioni e gli studi seri escludono qualsiasi implicazione paranormale nel déjà vu."

(Tratto dal sito del Ceifan)
deannatroy
00Thursday, September 30, 2010 10:47 PM
sul dejavu, come su altri fenomeni,si è detto è scritto tanto ma alla fine nessuno ha mai spiegato "scientificamente" e senza ombra di dubbio,questa la sottolineo, cosa sia in realtà.
a meno che nn si prende per buona l'ipotesi di matrix..
char_aznable
00Friday, October 1, 2010 10:02 AM
Di dejà-vu ne ho avuti svariati, principalmente di due tipi:

- rivivo nella realtà una situazione sognata magari anche molto tempo prima (anni).
- rivivo una situazione già vissuta ma non sognata, o almeno questa è l'impressione.

In entrambi i casi, questi eventi mi coinvolgono in maniera decisamente potente, producendo il più delle volte la classica scarica di adrenalina. Quando succede, ho necessità di fermarmi (qualunque cosa stia facendo) per riprendere il controllo di me stesso. Fortunatamente il tutto dura non più di una manciata di secondi e lo trovo per certi versi piuttosto sconvolgente sia mentalmente che fisicamente.
Quando mi capita, se sono in compagnia, provo sempre un certo imbarazzo a dire "è un dejà-vu" perchè il più delle volte la gente ti prende per matto o malato (quale io non sono), quindi cerco sempre di glissare/sviare il motivo del mio momentaneo malessere.

Non saprei dire con certezza se le percezioni sognate siano state veramente frutto di un sogno, oppure è soltanto una mia impressione. Sta di fatto che alcuni sogni li ricordo per anni ed anni, anche se di premonitore o sconvolgente non hanno proprio nulla, e talvolta questi mi si ripropongono nella realtà.

Le situazioni riguardano principalmente i luoghi e le frasi dette da qualche amico/a, che riaccendono un ricordo.

Essendo poco incline alle tesi di origine paranormale, credo proprio che questi fenomeni possano essere riconducibili alle teorie 1, 2 ed in particolare la 3, tra quelle menzionate da Hybrid.
Hybrid1973
00Friday, October 1, 2010 12:38 PM
Re:
char_aznable, 01/10/2010 10.02:



[...]

Non saprei dire con certezza se le percezioni sognate siano state veramente frutto di un sogno, oppure è soltanto una mia impressione. Sta di fatto che alcuni sogni li ricordo per anni ed anni, anche se di premonitore o sconvolgente non hanno proprio nulla, e talvolta questi mi si ripropongono nella realtà.

[...]




Personalmente quello che mi "sconvolge" dei dejà-vu è appunto la sensazione che sia un sogno lontano lontano...se fosse un black-out neurale o qualunque altra cosa legata a una disfunzione momentanea del cervello, dovrebbe essere percepito in maniera diversa.
A me quando capita mi sembra che sarei in grado di dire "ecco, ora succederà questo" ma per quanto in fretta passi questo pensiero, l'evento che credo di poter predire mi sfugge avanti più veloce.
Poi come te dopo pochi secondi finisce tutto.
Come ho anticipiato mi è succeso con mia figlia; è nata da pochissimo ma in quel momento è stato come se la aspettassi da sempre, come se avessi sempre saputo che l'avrei avuta...
Molto forte come emozione, ma di certo è qualche fenomeno cerebrale che deve essere compreso meglio.
Vitocepa
00Monday, October 4, 2010 4:08 PM
mi capita spesso e ne sono sempre stato incuriosito. Ottima discussione,mi è piaciuto leggere gli approfondimenti che hai postato! [SM=g8920] chissà se un giorno i deja-vu saranno spiegati con assoluta certezza...
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